NEL PANTANO DELLA LEGGE BAVAGLIO CI SIAMO PERSI UN PEZZO: E' STATO RIBATTEZZATO DDL CENTEMERO E RISCHIA DI MODIFICARE SERIAMENTE GLI EQUILIBRI DEL WEB.
Il primo a parlarne è stato l'avvocato Polimeni.Il suo articolo del 4 ottobre metteva in guardia il web.Mentre tutti noi stavamo pensando alla legge bavaglio,l'avvocato puntava l'indice contro il ddl proposto da Centemero ed altri 18 parlamentari che, con l'intento di salvaguardare diritti di proprietà industriale, propone una modifica degli articoli 16 e 17 del D.lgs. 70/2003 recante "Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronico".
La cosa che mi preme sottolineare è che la minaccia è ben lungi dall'essere allontanata.Come potete constatare dal sito del Senato il ddl non è ancora stato discusso.Ma è lì che giace pronto magari un giorno ad essere valutato e magari votato...Quindi meglio sapere di cosa tratta e restare vigili.
COSA COMPORTA IL DDL CEMENTERO?
Ce lo spiega lo stesso avvocato Polimeni nel suo articolo:
Gli articoli sopra citati oggi prevedono l’esenzione dalla responsabilità degli hosting provider per le informazioni immesse dagli utenti, a meno che non ne siano a conoscenza di fatti che rendono “manifesta” l’illiceità dell’attività.Insomma anche se il ddl giace dormiente,meglio stare sull'attenti...
In sostanza, Wordpress non può essere responsabile per quello che scrivono gli utenti, Aruba non può essere responsabile per ciò che contengono i siti hostati presso l’azienda, gli amministratori di un forum non possono essere responsabili per i commenti e gli interventi degli utenti, a meno che questi fornitori di servizi di memorizzazione non ne vengano a conoscenza. In quest'ultimo caso, se a comunicare l’illecito è stata l’autorità giudiziaria, allora il provider dovrà interrompere il servizio. Se invece il provider ne dovesse venire a conoscenza per vie diverse, ad esempio una lettera della persona contro cui è avvenuta la violazione, allora dovrà senza indugio informare l’autorità (che eventualmente poi chiederà al provider di interrompere il servizio). Altrimenti, il provider sarà pienamente responsabile.Si tratta di una norma che allo stato attuale è giusta ed equilibrata e che si basa su un principio: chiunque è libero di scrivere o diffondere quello che vuole e solo l’autorità giudiziaria può deciderne l’interruzione. Mai il provider se è un mero fornitore di spazio.
La proposta di legge introdurrebbe invece un principio già visto nel recentissimo ddl intercettazioni. Infatti secondo Centemero e gli altri firmatari, chiunque abbia un interesse giuridico alla rimozione di un contenuto ritenuto illecito (da chi? dall’interessato?), potrà informare il provider il quale se non rimuove diventa pienamente responsabile. E chiaramente ogni provider preferirà rimuovere piuttosto che “rischiare”.
Anche nel recente ddl intercettazioni, è previsto che se qualcuno si ritiene danneggiato da un contenuto, allora invierà una richiesta di rettifica che costringerà il blogger o la testata a pubblicare, pena una sanzione amministrativa fino a ben 12 mila euro.
Il comune denominatore delle due norme è il “fai da te” senza passare dall’autorità giudiziaria, rendendo “conveniente” per il provider o il blogger o la testata eseguire per non incorrere in possibili responsabilità o sanzioni.
La proposta Centemero è una norma inaccettabile che rischia davvero di immobilizzare tutti i servizi web. La figura di chi predispone uno spazio per inserire i propri contenuti è presente in ogni servizio sul web. Si pensi ai blog, agli annunci, ai forum, ai commenti alle notizie dei giornali, ai social network, praticamente ovunque.
Il ddl nasce, secondo quanto si legge nella relazione di accompagnamento, dall'esigenza di tutelare i diritti di proprietà industriale, ma le norme che verrebbero riscritte sono generiche ed il provider sarebbe responsabile di qualunque attività illecita se non rimuovesse il contenuto.
Esemplificando: chiunque si senta diffamato o calunniato da un forum, da una discussione, da un blog, potrebbe scrivere al provider il quale si troverebbe di fronte alla seguente scelta: 1) eliminare il contenuto e
non rischiare nulla oppure 2) mantenere il materiale online diventando così responsabile di eventuali illeciti che saranno poi accertati in altra sede dalla magistratura. Voi che fareste?
L'astuzia di queste ultime norme sta nel passare la palla al provider (o al blogger nel ddl precedente). E' il provider che dovrà decidere che fare, che dovrà decidere se mettersi nelle condizioni di rischiare.
Si tratta di un altro tentativo di bavaglio che questa volta abbraccia non solo i servizi di informazione, ma qualunque attività online.
Il legislatore dimentica che gli utenti hanno legalmente e legittimamente la possibilità di far emigrare i servizi all’estero, lì dove la Legge italiana non può nulla, e così facendo l’unica soluzione per un web libero da imposizioni e rischi di interruzione (dovute a semplici richieste di privati) sarà evadere dai servizi italiani.
Ed il legislatore dimentica anche che i provider, scegliendo di rimuovere in contenuti su richiesta di una parte, pur di non rischiare di essere" responsabili", si espongono alla responsabilità nei confronti di chi, dall'altra parte vede rimossi i propri dati, magari del tutto leciti. Si tratta di un'ingiusto carico sulle spalle del provider, costretto a sostituirsi al giudice, e a pagare ogni decisione sulla propria pelle (sui propri conti bancari). Circostanza questa che avrebbe un effetto devastante sul mercato di internet.
Senza volerlo il legislatore sta facendo il male del web italiano, in nome di una tutela di diritti (sacrosanti) che in realtà hanno già i loro strumenti di protezione, o che comunque devono essere costruiti su principi di giustizia e imparzialità che solo l’autorità giudiziaria può dare.
FONTI
PAESE SERA
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