Nella bozza sono stati copiati parola per parola interi brani del disegno di legge ammazzaprocessi. Nell’articolato, per esempio, si legge: “Il processo penale si considera iniziato alla data di assunzione della qualità di imputato. Non rilevano, agli stessi fini, i periodi conseguenti ai rinvii del procedimento richiesti o consentiti dalla parte, nel limite di novanta giorni ciascuno.
3-ter. Non sono considerati irragionevoli, nel computo del periodo di cui al comma 3, lettera a), i periodi che non eccedono la durata di due anni per il primo grado, di due anni per il grado di appello e di ulteriori due anni per il giudizio di legittimità, nonché di un altro anno per ogni successivo grado di giudizio nel caso di giudizio di rinvio. Il giudice, in applicazione dei parametri di cui al comma 2, può aumentare fino alla metà i termini di cui al presente comma”.
Al contrario di quanto scrivono oggi tutti i giornali, insomma, anche il processo penale (e non solo quello civile) secondo la bozza di manovra deve durare sei anni. Ma non basta. Il copia incolla con la norma accantonata (momentaneamente) dopo le violente polemiche di magistrati e opposizioni, prosegue in molti altri articoli. Anche se non è riportato quello che prevedeva l’estinzione del processo in caso di superamento dei termini. Tra le pieghe del dispositivo è invece inserito un cavillo a cui probabilmente hanno contribuito gli avvocati di Silvio Berlusconi.
In caso di provvedimenti giudiziari che, secondo una parte coinvolta, sono frutto di violazioni, o in caso di ritardi, è previsto un indennizzo pagato dal ministero competente (Giustizia, Difesa, Economia) con una modifica della Legge Pinto sui risarcimenti da malagiustizia. C’ è anche una precisa scansione: “Per ciascun giorno di ritardo è liquidato un indennizzo di euro 2,50, che può essere equitativamente ridotto fino a euro 2,00 o elevato fino a euro 3,00; l’indennizzo può essere ridotto fino a euro 0,50 quando il procedimento cui l’istanza di equa riparazione si riferisce è stato definito con il rigetto delle richieste del ricorrente, ovvero quando ne è evidente l’infondatezza”. La questione economica, legata alla giustizia, è stata inserita per rendere organica una legge (il processo breve) incompatibile con un provvedimento finanziario. Ma il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, firmerà una manovra che contiene una furbata nella furbata?
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/29/manovra-pdl-e-lega-infilano-il-processo-breve-nella-bozza-di-tremonti/129979/