Il testo è stato contestato dalla Lega ed è tornato in commissione su richiesta del relatore Agostino Ghiglia.
Il nodo della discordia è il comma I dell’articolo 1, ossia la norma che prevede il necessario consenso delle regioni destinatarie dei rifiuti provenienti dal sud. Il Pdl, soprattutto la parte più vicina alla Campania, vorrebbe l’abrogazione di quel comma, mentre per il Carroccio, naturalmente, è indispensabile che i Governatori delle regioni del nord continuino ad avere l’ultima parola. Insomma, visti i contrasti all’apparenza insanabili, l’ipotesi che il decreto sia infine ritirato non è da escludere.
Alcuni deputati della maggioranza e alcuni ministri hanno votato contro un testo dell’Idv, relativo allo sblocco dei fondi per la raccolta dei rifiuti, su cui il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo si era espressa favorevolmente. Poi la stessa ministra si è astenuta sul testo che aveva prima approvato suscitando prese in giro e ilarità tra i banchi dell’opposizione.
Reazioni politiche
Non sono mancate le reazioni a questi contrasti interni alla compagine governativa. Per l’Italia dei Valori ‘se la Lega, come ha annunciato, dovesse votare contro il decreto rifiuti, a Berlusconi non resterebbe che una cosa da fare: formalizzare la crisi e salire al Quirinale per dimettersi‘. Anche Pier Luigi Bersani si è mostrato molto critico: ‘La maggioranza non esiste più, la vicenda rifiuti lo dimostra‘.