Tav, la violenza perverte la società
E’ davvero impressionante che la polizia italiana debba ricorrere all’uso di gas venefici vietati dalle convenzioni internazionali per venire a capo di una sacrosanta protesta popolare come quella della Val di Susa. L’occupazione militare della Valle, per la quale, sia detto per inciso, si spendono cifre astronomiche superiori perfino a quelle destinate al compimento dell’inutile obbrobrio, non è certamente una soluzione accettabile per una democrazia che voglia continuare ad essere considerata tale.
Le violenze compiute dai manifestanti non mi trovano consenziente, ma occorre affermare con altrettanta nettezza che lo Stato italiano deve mettersi in regola con i requisiti e standard internazionali, inserendo finalmente il reato di tortura nel proprio ordinamento e dotando i tutori dell’ordine di numeri di riconoscimento. A poliziotti, carabinieri e finanzieri va anche ricordato che il rifiuto di ordini illegittimi è previsto dalla legislazione sia nazionale che internazionale.
Occorre sviluppare a fondo, nelle menti dei diretti interessati, in quelle dei manifestanti e in quelle dei cittadini, l’idea che le forze dell’ordine sono composte da lavoratori come gli altri, oggi chiamati ad assolvere compiti sempre più difficili e impegnativi, che devono essere messi in condizione di eseguire con adeguata professionalità e nel rispetto da parte della società civile. Ma questo rispetto occorre meritarlo.
CONTINUA A LEGGERE