Come dice il giornalista e scrittore
Marco Travaglio, la vera rivoluzione che dovremmo fare in Italia è
la rivoluzione del linguaggio e delle parole. Perché in questo paese
ormai si dice di tutto, senza rendersi veramente conto di quello che
si dice. La corruzione delle istituzioni ha influenzato perfino il linguaggio che è diventato altrettanto corrotto. Marco Pannella ne è un esempio lampante. Il leader dei
radicali infatti ha cominciato l'ennesimo sciopero della fame e della
sete per promuovere la sua battaglia contro l'AMNISTIA. Secondo
Pannella, l'amnistia, e' un provvedimento ''non negoziabile''.'Ho
sempre detto amnistia per tutti”. Questa si chiama istigazione a
delinquere. Dire una cosa del genere significa dire ai criminali e
potenziali tali “prego, fate quello che vi pare, tanto non vi
succede niente”. Me lo immagino Pannella che tornando a casa, trova la serratura scassata ed entrando si accorge che è stato vittima di una rapina e al posto di chiamare i carabinieri dice "va bè, è giusto così. Se chiamo i carabinieri poi magari trovano i ladri che in prigione non saprebbero dove mettere". Possibile che la mancanza di cibo e di acqua gli
abbia dato alla testa? Che in Italia il problema delle carceri sia
serio non c'è nessun dubbio. Il numero di detenuti per ogni 100
posti letto in Italia è di 148,2. Ma la soluzione non è certo il
“liberi tutti” dell'amnistia. Ha ragione il ministro della
giustizia Nitto Palma quando dice che l'amnistia come soluzione per
il sovraffollamento carcerario ''non è percorribile politicamente''
ma ci sono ''altre strade tra cui la depenalizzazione”.
Depenalizzazione dei reati minori, si intende. Non certo di reati
come il falso in bilancio che il governo Berlusconi vergognosamente
ha depenalizzato nel 2002(chissà, forse i cinque processi che
Berlusconi aveva in corso per falso in bilancio centravano qualcosa).
Un altro che non si rende minimamente
conto di quello che dice è Giorgio Napolitano che oggi ha mandato un
messaggio ad Hamid Karzai, presidente dell'Afghanistan:”La notizia
della grave azione terroristica che ha provocato la morte dell'ex
Presidente Burhanuddin Rabbani, Capo dell'Alto Consiglio per la Pace,
e di altri afghani impegnati in prima linea per la pace e la
riconciliazione nazionale, mi ha profondamente addolorato. Questo
vile attentato non potrà minare la determinazione del suo Paese,
assistito in questa fase di transizione da tutta la comunità
internazionale, a perseguire, con coraggio e responsabilità,
condivisi obiettivi di stabilità, di rafforzamento delle istituzioni
democratiche e della propria ownership e progresso sociale. Su questa
strada l'Italia sarà anche in futuro al fianco dell'amica nazione
afgana. Con sentimenti di affettuosa partecipazione le esprimo in
quest'ora di dolore il cordoglio e la affettuosa vicinanza di tutto
il popolo italiano e mio personale”. Napolitano non sa alcuno
cosette. Come per esempio che Karzai è un fantoccio messo lì dagli
americani. Eletto per elezioni libere quanto possono essere libere
delle elezioni in un paese che ha una minacciosa presenza sul
territorio di 70mila soldati stranieri. Karzai è stato per anni un
consulente per la multinazionale americana Unocal. Guarda caso, nel
1997 il Mullah Omar, leader dell'Afghanistan pre-americano, decide di
affidare la costruzione del gasdotto che va dal Turkmenistan al
Pakistan attraverso l'Afghanistan, alla Bridas argentina diretta
dall'italiano Carlo Bulgheroni, invece che alla stessa
multinazionale americana Unocal, che ha al suo interno Dick Cheney,
Condoleezza Rice e altri personaggi che poi faranno parte del governo
Bush. Bush che poi decise, guarda caso anche questa volta, di
invadere l'Afghanistan. Non c'era un solo afgano nei commandos che
attaccarono le Torri Gemelle e il Pentagono. Non c'era un afgano
neanche nelle presunte cellule di Al Quaeda scoperte dopo gli
attentati. C'erano arabi sauditi, giordani, egiziani, marocchini,
tunisini, algerini, yemeniti, inglesi, tedeschi e belgi di origine
araba. Ma afgani no. Afghanistan che è stato distrutto dagli
americani non solo da un punto di vista materiale. L'occidente oltre
a questo ci ha aggiunto anche la distruzione dell'economia, della
società, della mentalità, dei valori e delle tradizioni. Ashraf
Ghani, un medico afghano che ha svolto il dottorato alla Columbia
University e che è stato, fra le altre cose, funzionario della Banca
Mondiale, ha detto “Nel 2001 eravamo poveri ma avevamo la nostra
moralità. I miliardi di dollari che hanno inondato il paese ci hanno
tolto l'integrità, la fiducia l'uno nell'altro”. Tanto per fare un
esempio, con l'arrivo degli americani, in Afghanistan sono comparsi i
primi bordelli, seppur mascherati da ristoranti cinesi. Molti non se
lo immaginano neanche, ma nel 2000 il Mullah Omar, a capo del
movimento talebano che governava il paese prima degli americani,
vieta la produzione dell'oppio perché il Corano vieta chiaramente
sia la produzione che la consumazione di sostanze stupefacenti. E per
il Mullah Omar il Corano è una cosa seria. Così i talebani
riuscirono nella straordinaria impresa di far crollare la produzione
di oppio in Afganistan pressoché allo zero percento. Oggi, dopo 10
anni di governo americano, l'Afghanistan produce il 93% dell'oppio
mondiale. É questo il “ rafforzamento delle istituzioni
democratiche”, i “condivisi obiettivi di stabilità” e il
“progresso sociale” di cui parla Napolitano? La prossima volta
che dice qualcosa, qualcuno almeno abbia la decenza di spiegargli
come vanno veramente le cose.
