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  • Il massone e lo stato di diritto

    mercoledì 21 settembre 2011

    Nel paese in cui le parole, ma anche i fatti, non hanno più un senso chiunque è autorizzato a dire tutte le balle che gli vengono in mente, senza che qualcuno gli ricordi la realtà. Un esempio è il deputato del PDL Fabrizio Cicchitto, che però forse preferisce essere ricordato come Mr.945, il numero che fa riferimento a un numero di fascicolo sulla loggia P2. Loggia di cui Fabrizio Cicchitto faceva parte. Già questo basterebbe per azzerare la credibilità di questo signore in un paese normale, ma è noto a tutti che l'Italia è tutto tranne che un paese normale. Socialista ai tempi del corruttore Crazi (processo Eni-Sai ), passato poi al PDL ai tempi del corruttore Berlusconi (David Mills è stato condannato in primo e secondo grado per aver ricevuto 600.000 dollari versati sul suo conto da Berlusconi, reato poi caduto in prescrizione. Ma la prescrizione è cosa ben diversa dall'assoluzione), da anni ci delizia con alcune perle. L'ultima in ordine di tempo è questa:”Da quello che e' accaduto oggi a Milano al processo Mills e' evidente che ci troviamo di fronte ad una operazione volta a espropriare la difesa del suo diritto di chiedere l'escussione di testimoni allo scopo di abbreviare in tutti i modi senza guardare troppo per il sottile, i tempi del processo. Tutto ciò sta creando nel nostro paese una situazione assai inquietante perché ci troviamo di fronte ad un attacco frontale allo stato di diritto”. Lo stato di diritto. Senti chi è che ne parla. Parla quello che faceva parte di un'associazione segreta che, come ha dichiarato la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2, riunì in segreto personalità di primo piano della politica e dell'Amministrazione dello stato a fini di sovversione dell'assetto socio-politico-istituzionale italiano. Il sovversivo che parla dello stato di diritto. Se non fosse tragico, sarebbe divertentissimo. Ma non è l'unico. Lo stesso Berlusconi faceva parte della Loggia P2, tessera 1816. Forse l'onorevole massone Cicchitto non lo sa, ma lo stato di diritto passa innanzitutto per il rispetto del diritto, cioè della legge. E questo rispetto si dovrebbe tradurre, da parte di chi governa, nel non candidare in parlamento persone con processi in corso. Alle elezioni politiche del 2008 il PDL ha candidato ben 44 fra condannati, prescritti, indagati, imputati e rinviati a giudizio al momento delle elezioni: Abrignani, Berlusconi, Bergamini, Berruti, Brancher, Briguglio, Camber, Cantoni, Catone, Ciarrapico, Comincioli, De Angelis, De Gregorio, Dell'Utri, De Luca, Fasano, Firrarello, Fitto, Galati, Giudice, Grillo, La Malfa, Landolfi, Lehner, Martinat, Matteoli, Messina, Nania, Nessa, Paravia, Papa, Pecorella, Pittelli, Proietti, Russo, Scapagnini, Scelli, Sciascia, Simeoni, Speciale, Tomassini, Tortoli, Valentino, Vizzini. Più che un partito, sembra una comunità di recupero. Lo stato di diritto, caro Cicchitto, passa per il massimo rispetto di chi il diritto lo attua, cioè la magistratura e tutti quelli che ne fanno parte come i magistrati. Rispetto che il PDL non ha mai avuto. Infatti secondo Berlusconi la giustizia è “una patologia della nostra democrazia”, i pm sono “una malattia della democrazia”, “un cancro della democrazia che dobbiamo estirpare”, “talebani che sono all'interno della magistratura”, la Magistratura “lavora non per il Paese ma contro il Paese”, “mette in pericolo la nostra democrazia”, è “una metastasi” e riguardo ai giudici:”Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato”. Più che un attacco allo stato di diritto, un vero e proprio attentato. Lo stato di diritto passa per il massimo rispetto per la Costituzione italiana e tutti i suoi articoli, compreso l'articolo 3 “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Un articolo che i signori del PDL evidentemente non conoscono. Ben due volte Berluscono ha provato a fregarsene. La prima nel 2003 con il Lodo Maccanico-Schifani che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato, del Consiglio e della Corte costituzionale. I processi a Berlusconi si bloccano in attesa che la Consulta esamini le eccezioni di incostituzionalità sollevate dal Tribunale di Milano. E ripartono nel gennaio 2004, quando la Corte boccia il “lodo”. La seconda volta nel 2008 con il Lodo Alfano che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato e del Consiglio. Nell’ottobre 2009 la Consulta boccerà anche quello in quanto incostituzionale. Rispetto dellla Costituzione così come delle leggi di Stato. La legge 361/1957 rende ineleggibile Berlusconi in quanto concessionario pubblico. Noi abbiamo un Presidente del Consiglio contro la legge. Viene quasi il sospetto che Cicchitto, come quasi la maggior parte del PDL, abbia confuso lo stato di diritto con lo stato del “faccio come mi pare” . 

     
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