Mentre nei paesi avanzati gli investitori temono di ripiombare nella recessione, Goldman Sachs (NYSE: GS - notizie) suona il campanello d'allarme contro il rischio di una "grande stagnazione" dell'economia.
Sulla base dell'analisi di 150 anni di dati macroeconomici, la banca d'affari ha reperito 20 esempi di stagnazione simili a quella del Giappone degli anni Novanta. "Questi episodi sono caratterizzati da una crescita del pil procapite e' ben sotto l'1%, bassa inflazione, crescente disoccupazione e prezzi delle case fermi" osserva in un rapporto l'economista di Goldman Sachs, Jose Ursua, prevedendo il 40% delle possibilita' di stagnazione della crescita nelle economie industrializzate. "Stagnazione e' piu' probabile di quanto si pensi. Visto che questi eventi sono correlati alle crisi finanziarie, la probabilita' di stagnazione nella situazione attuale e' piu' elevata del normale" spiega, sottolineando che "i trend negli Usa e nell'Ue finora stanno seguendo il percorso tipico della stagnazione". Per invertire questa rotta, sottolinea, servono politiche per ripristinare la crescita e la fiducia.
''La buona notizia - aggiunge l'economista - e' che i politici sono piu' consapevoli della lezione del passato, grazie all'esperienza del Giappone". Ma, conclude, "la brutta notizia e' che siamo ancora lontani dal capire se e' stato fatto abbastanza per rilanciare la crescita".
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