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  • MONETA UNICA MONDIALE: QUANDO NE PARLAVA PRODI SUL SUO SITO

    sabato 29 ottobre 2011

    LA SFIDA DI UNA MONETA UNICA MONDIALE.COSI' SI INTITOLAVA L'ARTICOLO DI PRODI DEL 2009 CON CUI CON ESTREMA LUCIDITA' AFFERMA LA NECESSITA' DELL'UE DI APPOGGIARE LA MONETA UNICA MONDIALE.DA UNA PARTE IL DOLLARO CON IL 65% DELLE RISERVE MONETARIE MONDIALI,MA UNA LEADERSHIP POLITICA DEBOLE.DALL'ALTRA L'EURO CON IL 26% DELLE RISERVE MONETARIE MONDIALI,MA UNA LEADERSHIP POLITICA FORTE.E PER UNA GRANDE MONETA NON BASTANO LE RISERVE FRAZIONARIE.SERVE INFATTI UNA LEADERSHIP FORTE CHE LA GUIDI...

    Moneta Unica Mondiale: un tema estremamente importante e legato alla crisi di cui non si parla abbastanza.Vi consiglio di approfondirlo dando un'occhiata qui.Che cosa si intende per Moneta Unica Mondiale?E' il piano del Nuovo Ordine Mondiale: una sola moneta e un solo popolo.Ora dal momento che a guidare il Nwo sono i grandi del mondo e i banchieri è evidente che se è già uscita la moneta,come vedete nella foto,e se già se ne parla ma non da ora,ma da anni..allora qualcosa c'è.E se se ne parla è perchè ovviamente conviene a loro.Ricordate come si stava bene con la lira?Ecco appunto..ci siamo capiti.Prima dell'Euro e prima della privatizzazione di Bankitalia eravamo possessori della nostra moneta.Come vedete nella foto,cerchiata di rosso che c'è scritto?Sulla Lira,c'è scritto Repubblica Italiana.Sull'Euro Bce.

    Quindi i soldi prima erano nostri.Ora sono della Bce.E di chi è la Bce?Della Banche Private.E chi ci ha portato nell'Euro?Prodi..L'ex premier non è certo un uomo qualunque essendo tra i membri del Bildeberg.In questa pagina trovate l'elenco dei membri.C'è anche Romano,come si vede nello screenshot:

    Non stiamo parlando dell'ultimo arrivato.Siamo a cospetto di uno degli uomini del Bilderberg.Ergo se Prodi parla di moneta unica mondiale,mi leggo cosa dice e me lo tengo bene a mente.L'articolo è da leggere.Vi ha segnalato gli spunti principali.

    Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del 16 Luglio 2009
    Negli anni nei quali in Europa si stava costruendo l’Euro, gli incontri bilaterali che ogni anno avevano luogo fra l’Unione Europea e la Cina si svolgevano in un modo abbastanza particolare.Nella prima parte della riunione veniva sbrigata con una certa rapidità l’agenda programmata. In seguito il Presidente Jang Zemin iniziava un analitico bombardamento di domande molto semplici e dirette.Chiedeva se davvero sarebbero scomparse le vecchie monete nazionali come il marco tedesco o il franco francese (nulla mi domandò riguardo alla lira) e poi se sarebbe stata creata una carta moneta comune e, infine se, a mio parere, sarebbe stato opportuno per la Cina immettere l’Euro fra le riserve monetarie del Paese
    La mia risposta a tutte queste domande era evidentemente positiva e cercava anche di essere rassicurante nelle motivazioni.L’Euro divenne poi una realtà e, come sappiamo, nei primi mesi di vita il suo valore si indebolì fortemente nei confronti del dollaro, provocandomi una certa preoccupazione riguardo alla validità dei pareri che mi ero permesso di esprimere in precedenza.

    Nell’incontro successivo fui tuttavia rapidamente tranquillizzato dallo stesso presidente che mi disse che la Cina era ancora interessata a comprare Euro sia perché il suo valore sarebbe aumentato (e ci prese in pieno) sia soprattutto perché la Cina desiderava vivere in un mondo in cui non vi fosse uno solo al comando e che un maggiore equilibrio fra le monete di riferimento avrebbe costituito un ulteriore passo per ottenere questo risultato. E che quindi era un obiettivo di lungo periodo della Cina avere in portafoglio Euro e dollari in misura tra di loro paragonabile.Una visione chiara e lucida di come gli aspetti economici, politici e monetari sono profondamente legati fra di loro. Per quanto mi posso ricordare nessun riferimento fu fatto allora ad un potenziale ruolo della moneta cinese in questo nuovo ordine mondiale.

    Sono passati poco più di cinque anni e il governatore della banca centrale cinese Zhou, in occasione del G20 e poi del G8, ha proposto la costituzione di una “valuta globale” di riserva per sostituire il dollaro come valore di riferimento degli scambi mondiali.Non un semplice affiancamento dell’Euro al dollaro ma un quadro in cui i nuovi rapporti di forza si esprimano anche nel campo monetario ed includano perciò i nuovi protagonisti della vita economica mondiale a partire dalla Cina.Pur sapendo tutti quante volte (a partire da Keynes nel lontano 1944) questa proposta sia stata ripetuta e pur conoscendo bene quali difficoltà si frappongano e quanto sia lontano questo obiettivo, non possiamo tuttavia esimerci da due riflessioni.

    La prima riguarda l’indebolimento della leadership americana in un così breve spazio di tempo.
    Gli Stati Uniti restano di gran lunga il più potente Paese del mondo. Tuttavia l’errore politico della guerra in Iraq, la debolezza della bilancia commerciale e la quantità di dollari giacenti nei forzieri delle banche centrali degli altri Paesi hanno reso molto più complesso e difficile l’esercizio di questo potere. Gli Stati Uniti non possono cioè esercitarlo da soli sia nel campo della forza militare che della moneta.

    Ci vorrà ancora tempo perché si possa parlare di unica moneta di riferimento mondiale ma il problema è ormai sul tavolo e, se i nuovi membri del G20 faranno fronte comune, le loro richieste non potranno essere per sempre ignorate. Perché il mondo è veramente cambiato.

    La seconda riflessione riguarda l’Euro. Questa moneta è una grande positiva realtà che, nella presente crisi, ha salvato l’Europa da disastrose svalutazioni competitive. L’Euro, tuttavia, costituisce solo il 26% delle riserve monetarie mondiali, che sono ancora per il 65% basate in dollari e la Cina stessa, nonostante il suo obiettivo politico di diversificare le proprie riserve, ha continuato a comprare soprattutto buoni del tesoro americani. E le transazioni internazionali, nonostante ripetuti annunci e ripetute minacce e nonostante la grande forza dell’economia della zona Euro, continuano a svolgersi in dollari.

    La spiegazione è semplice: perché una moneta possa affermarsi come punto di riferimento nel mondo non basta la forza economica rappresentata dalla moneta stessa. Occorre una forza politica che guidi le grandi scelte che dalla moneta verranno sostenute e rafforzate. Un’unione monetaria non sorretta da una comune politica economica non può essere un punto di riferimento per l’economia mondiale.
    Se questa è la situazione credo che sia interesse dell’Unione Europea appoggiare apertamente i tentativi in corso per arrivare alla costruzione di una moneta unica mondiale.Ci vorrà un enorme lavoro e tantissimo tempo ma sarà un altro passo in avanti per rendere meno probabili le ricorrenti crisi dell’economia mondiale.

    Avete capito?Prodi ci descrive la nuova moneta come un colosso che fa comodo a tutti.Tutti intesi come Bilderberg e Banchieri.A noi farebbe comodo tornare alla lira e nazionalizzare Bankitalia passando a un sistema di moneta credito e non debito.Una moneta legata alle riserve auree o a quelle d'argento..Quello farebbe comodo..Comunque Prodi elenca quei benefici della moneta che tanto fanno comodo ai banchieri.La nuova moneta sarebbe un colosso: tra dollaro e euro raccoglierebbe oltre il 90% delle riserve monetarie mondiali e avrebbe alle spalle un colosso politico,il nuovo ordine mondiale,con un'autorità immensa.
    Una sola moneta,un solo popolo,una sola Fregatura!

    Redazione Free Italy

     
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