ANCHE IL NEW YORK TIMES SOSTIENE GLI INDIGNADOS D'AMERICA.PAROLE D'ELOGIO PER I MANIFESTANTI,DURA CONDANNA ALLA POLITICA DI OBAMA.

In un editoriale non firmato il New York Times, senza mezzi termini, si schiera a favore di Occupy Wall Street o – come vengono chiamati dalla stampa estera – degli ‘indignados americani’ e condanna il mancato operato dei politici a Washington. “Con la protesta che si diffonde da Manhattan a Washington ad altre città americane, quelli che chiacchierano (‘chattering’ in inglese) continuano a lamentarsi che i manifestanti sono privi” di rivendicazioni, scrive il giornale:“Il messaggio è ovvio…il problema è che nessuno a Washington sta ascoltando” e, siccome i politici non hanno prestato ascolto, “le manifestazioni di malcontento del popolo sono legittime e fini a sé stesse”.
“Il messaggio è la protesta: la sperequazione nei redditi sta distruggendo la classe media, ingrossando le file dei poveri, e minaccia di creare una sottoclasse…di disoccupati. I manifestanti, la maggior parte giovani, stanno dando voce alla generazione delle mancate opportunità”. Le attuali condizioni dell’economia lasciano presagire ai giovani “una vita di prospettive limitate e redditi inferiori – ovvero quel che si definisce mobilità sociale verso il basso”, scrive il quotidiano.
Ma la protesta è molto di più di una ribellione giovanile, avverte il Times, i problemi dei manifestanti riflettono quelli di buona parte degli americani. “Hanno ragione a dire che il settore finanziario, in collusione con autorità di regolamentazione e i rappresentanti eletti, ha profittato dallo scoppio” della crisi mentre “milioni di americani hanno perso il loro lavoro, il loro reddito, i loro risparmi” e, con la ripresa che stenta a decollare, anche la speranza.
“La disparità economica acuta è il segno più evidente di un’economia disfunzionale”, scrive il giornale, “i problemi non sarebbero preoccupanti se le condizioni della classe media e dei poveri stessero migliorando…ma la recessione sta solo accelerando il loro declino”. Per il New York Times, l’estrema ineguaglianza di condizioni svia la classe politica, perché questa “inevitabilmente” riflette gli interessi delle classi più abbienti.Non è dunque sorprendente che Occupy Wall Street abbia attratto le proteste di una serie di gruppi.
Per il Times, l’America deve fare di più per “raggiungere la piena occupazione” e per sviluppare il settore manifatturiero, anche grazie ad un “aumento della spesa pubblica per creare nuovi posti di lavoro” – qui il giornale spezza una lancia a favore del piano sull’occupazione del presidente Barack Obama. “Non spetta ai manifestanti redigere proposte di legge; quello è compito dei politici e – nota il Times – se questi l’avessero fatto, non ci sarebbe stato bisogno delle proteste. Siccome non l’hanno fatto, le manifestazioni di malcontento del popolo sono legittime e fini a sé stesse. Sono una difesa per impedire a Wall Street di tornare a essere quella che ha provocato la crisi”.
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