Che spettacolo di paese che è l'Italia. Tutti a urlare che Berlusconi deve essere processato e poi quando un Tribunale della Repubblica Italiana emana una sentenza su un processo PRIVATO che riguarda solo ed esclusivamente la famiglia della ragazza tragicamente morta, i sospettati e le loro famiglie la piazza fischia per l'indignazione. Tutti a metterci la bocca, come se avessero le carte e le perizie scientifiche sotto mano da analizzare. Quello che decidono i giudici va rispettato, sempre. Perché, se non altro, ne sanno un po' più di noi. La gente in Piazza Matteotti gridava “vergogna”. Sono loro che si devono vergognare perché, esattamente come fanno certi politici, si permettono di mettere in discussione l'operato della magistratura in base al nulla più assoluto. Pronti a esaltare il potere giudiziario quando varano sentenze che gli piacciono e pronti a insultarla quando varano sentenze sgradite. Come i peggiori dittatori. I più disperati naturalmente saranno i telegiornali e certi talk show che hanno passato gli ultimi quattro anni a fare gossip a proposito di questo processo. Adesso come faranno? Con quale altra arma di distrazione di massa proveranno ad annientarci ora che sono finiti sia i processi di Cogne che Perugia? Niente panico, fra un po' scarcereranno Erika e Omar, avoglia a parlare di giustizia ingiusta. Se solo i media avessero dedicato metà del tempo che hanno dedicato al caso di Perugia al processo Dell'Utri, per esempio, sarebbe stato meglio di tutto. Per i media che avrebbero dimostrato di essere seri e professionali, e dei cittadini che avrebbero ricevuto una corretta informazione a proposito di un parlamentare condannato piuttosto che del gossip su un processo privato. E in tutto questo chiaramente tutti si scordano che una ragazza è morta. Il mio pensiero non può non andare a lei.