L'appuntamento di quelli di Occupy Wall Street è davanti alla Borsa di New York, questa volta vestiti da zombie. In questo modo, dice un portavoce del movimento, i dipendenti di Wall Street "potranno vederli come una metafora delle loro azioni".

Un'altra protesta contro i metodi brutali della polizia è convocata nelle prossime ore davanti al municipio di New York.
Nel fine settimana sono stati arrestati 700 dimostranti che erano in marcia sul ponte di Brooklyn. Nelle ultime tre settimane centinaia di persone si sono accampate a Manhattan per protestare contro speculazioni finanziarie e capitalismo.
Accuse via YouTube
Sotto accusa l'atteggiamento della polizia di New York nei confronti di persone che
manifestavano pacificamente. Un video mostra una ragazzina fermata con la madre che viene ammanettata con le mani dietro la schiena e si sentono le voci di persone
che protestano urlando e chiedendo alla polizia di lasciarla andare a causa della giovane età. Due agenti si allontanano poi con la ragazzina, scomparendo dall'obiettivo della telecamera.
La trappola
Alcuni sostengono che i manifestanti sul ponte di Brooklyn sono stati attirati in una trappola dalla polizia, che li ha di fatto isolati in una carreggiata per identificarli, bloccando l'accesso al ponte per i normali passanti per qualche minuto. La polizia ribatte: nessuno è stato ingannato per essere fermato dagli agenti, in fondo al gruppo di manifestanti non hanno sentito i poliziotti che dicevano loro che potevano andarsene. In ogni caso, il Dipartimento di Polizia di New York ha pubblicato più video sul web, ieri sera: in uno si distingue chiaramente un un funzionario con un megafono che avvisa la folla. E si sentono i manifestanti che cantano: "Prendete il ponte, prendete il ponte". La protesta intanto non si ferma a New York e dilaga in altre città americane, da Boston a San Francisco, con picchetti davanti alle sedi della Federal Reserve.
occupywallst.org
Il movimento si definisce apartitico e senza leadership, l'ispirazione arriva dalla primavera araba e l'obiettivo è un cambiamento non-violento attraverso riforme profonde nel campo della politica e dell'economia. "Siamo il 99% che non vuole più tollerare l'avidita' e la corruzione di quell'1%", sottolineano i dimostranti. Sterminato o quasi l'elenco delle contestazioni: dai manager dei grandi gruppi bancari che percepiscono bonus esorbitanti nonostante la crisi, alle multinazionali che avvelenano la catena distributiva alimentare a causa della loro negligenza fino alle aziende che quotidianamente fanno pressioni, riducendo sempre piu' lo spazio di contrattazione in materia di salari e condizioni di lavoro.
Il bersaglio
E' Wall Street, il cuore finanziario del Paese, simbolo di quell'ingordigia individuata come la causa della crisi che attanaglia l'America. Ma "non siamo qui per
tirarla giù, non è poveri contro ricchi", ci tengono a sottolineare gli attivisti del movimento. Al loro fianco è sceso in campo anche il sindacato dei Trasporti di New York, che la scorsa settimana ha ufficialmente dato il suo sostegno, mentre la lista delle adesioni si allunga di giorno in giorno e anche le celebrità prendono posizione.
L'ultimo è stato l'attore Alec Baldwin che sulla sua pagina Twitter ha postato un video della protesta di sabato scorso sul ponte di Brooklyn, mostrando poliziotti che
utilizzano spray urticanti contro i manifestanti. Dei 700 arrestati, quasi tutti sono stati rinviati a giudizio per violazione dell'ordine pubblico e rilasciati, ma il braccio di
ferro continua, con il sindaco Michael Bloomberg che minaccia nuove denunce e i dimostranti che promettono di non fermarsi.
Cacciari: difficile dire dove approderà il movimento
"La situazione, in Occidente e altrove, è talmente penalizzante per le nuove generazioni che è del tutto probabile ci siano movimenti che si faranno sentire. Difficile però dire in quale direzione, e dove vadano a finire", dice Massimo Cacciari.
"Sono 'indignati' -rimarca il filosofo- e quindi non ne possono più della situazione attuale. E' fisiologico che questo accada. Dove andranno, dipenderà da come andrà la situazione. Il problema -conclude l'ex sindaco di Venezia- è che non puoi tenere una generazione fuori dal lavoro o dalla politica".
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=157032
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