La verità è che riesce difficile anche chiamarlo Governo. Il terzo mandato di Berlusconi non ha prodotto altro che una esasperazione delle logiche di potere tipiche delle legislature 1994 e 2001-2006. La scusa della politica, con l'obiettivo dell'impunità. Assioma che si è esteso dal Premier ai suoi scagnozzi e che, duole dirlo, ha contaminato pesantemente anche gli esecutivi della spenta e collusa sinistra di questo quindicennio torbido della Seconda Repubblica. Come dice Marco Travaglio nel suo impeccabile ''Ad Personam'', ''Dal 1994 al 2010 destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia''. Un continuo mercato di poltrone, favori, dispetti e leggi vergogna. 15 anni da archiviare al più presto. Quei 15 anni che, dopo Tangentopoli, dovevano rappresentare una sorta di esame di riparazione per lo Stato e la sua classe dirigente. Bocciatura clamorosa. L'Italia del popolo, quella che continua a sperare in una politica sana e costituzionale, è a un punto di snodo. Forse in molti stanno raggiungendo la doverosa conclusione che il 'meno peggio' è un compromesso malsano che ha condotto inesorabilmente al marcio degli ultimi anni. Questo è il periodo adatto a stroncare una mentalità ormai radicata. Si sente nell'aria un profumo di rinnovata legalità da contrapporre a muso duro al pantano quotidiano. Chi è in buonafede e vuole davvero cambiare le cose deve tuttavia partire da un presupposto: Berlusconi non è più solo una persona fisica. E' diventato negli anni una tendenza, un modo di agire, che non fa distinzioni, si impossessa di personalità di destra, di sinistra o di centro e anche del cittadino comune, a condizione che siano di deboli principi e di spiccato egoismo. Per questo non basta agire sul Berlusconi Premier, ma occorre logorare il Berlusconi che c'è in noi, nel quotidiano. Il concetto di 'legalità' deve essere il cavallo di battaglia su cui puntare. E' il punto debole di gente come il nostro attuale Premier. Curioso a proposito come proprio chi abbia puntato su questo tema (prescindendo per un attimo dalla sua buonafede) sia riuscito a scalfire la ostentata solidità del sistema Berlusconi. Fini va preso ad esempio quantomeno nel contenuto delle sue idee, senza dimenticare di accertarsi se queste siano solo un abietto mezzo verso una posizione di potere più rilevante. La battaglia per la legalità del Presidente della Camera ha avuto lo straordinario merito di amplificare gli ultimi scandali, dopo un triste e prolungato periodo in cui anche il più ripugnante abuso politico rientrava nella norma, seguendo la terribile corrente di pensiero del ''tutti rubano quindi nessuno ruba'' di craxiana memoria. Nel decisivo momento in cui ci troviamo, il simbolo della crisi di Governo è senza dubbio lo scandalo della nuova P2, la già celebre P3. Una vera e propria cupola con l'evidente intenzione di condizionare capillarmente gli organi decisionali dello Stato attraverso pressioni, riconoscimenti o delegittimazioni talvolta inventate dal principio (vedere il dossier Caldoro). Tutto il succo del berlusconismo in una associazione segreta di delirante onnipotenza, con al culmine il misterioso Cesare (i sospetti portano tutti in un'unica direzione). Avvocati, 'faccendieri', politici, diffusori potenzialmente letali del virus della corruzione, del facile guadagno, del favoreggiamento interessato. Per non perderci irrimediabilmente in queste cattive acque, per non assistere progressivamente al fallimento di un intero Stato, occore capitalizzare questa strutturale crisi del sistema al potere. La ricetta che mi sento di consigliare è puntuale ed è rivolta a politici ed elettori in buonafede: 1) Logorare fino alla definitiva caduta l'attuale Governo insistendo con manifestazioni, referendum, passaparola in rete e una dura opposizione, eliminando dal vocabolario le larghe intese e i mali minori, ossigeno puro per il boccheggiante polo Pdl-Lega 2) Una 'Legislatura di riassestamento costituzionale' delimitata nel tempo (il più breve possibile) che restituisca al Paese le basi per essere amministrato democraticamente. All'interno di questa: a) nuovo legge elettorale che sostituisca la 'porcata Calderoli' b) legge sul conflitto d'interessi chiara, che escluda concretamente cavilli e diverse interpretazioni c) ritorno per legge alle elezioni dirette, escludendo le liste compilate dai partiti invece che dai cittadini d) limitazione consistente o eliminazione, per legge, dei contribuiti ai partiti per le elezioni, ricordando la campagna elettorale di irrisorie spese ma di grande efficacia del neonato MoVimento5Stelle. 3) Elezioni nazionali con l'impossibilità della candidatura di cittadini non incensurati.