In più gli abbiamo pagato un TFR di 149.792 Euro.
Alfonso Pecoraro Scanio (Salerno, 13 marzo 1959) – Una inchiesta della procura della Repubblica di Potenza lo ha coinvolto quale ministro dell'Ambiente, indagandolo per associazione a delinquere e corruzione per alcuni rapporti ipotizzati dai magistrati con imprenditori legati allo smaltimento dei rifiuti e al titolare di un'agenzia di viaggi specializzata in vacanze di lusso, affitto di yacht e velivoli oltre che nel provvedere anche a organizzazione di servizi di scorta.
Nel 2008 viene presentata in Parlamento una mozione di sfiducia nei suoi confronti dalle forze politiche d'opposizione che lo ritengono tra i principali responsabili della emergenza dei rifiuti in Campania. La mozione, che sarebbe stata appoggiata anche da alcuni esponenti della maggioranza, non arriva al voto in Senato, per la caduta anticipata del governo Prodi.
Per metterlo al riparo dalle polemiche sul suo coinvolgimento nella crisi dei rifiuti, la Sinistra Arcobaleno decide di non ricandidarlo in Campania per le elezioni politiche 2008 e di presentarlo come candidato in Puglia. La lista non supera il Quorum richiesto e non elegge alcun deputato. Al termine dei suoi 16 anni di carriera parlamentare è stato liquidato con un TFR di 149.792 euro e percepisce un vitalizio di 8.836 euro al
mese.
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