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  • Casta:Vietato ridurre i soldi ai politici.In Friuli sindaci e presidenti di Provincia cancellano la facoltà di ridursi lo stipendio.In barba alla crisi...

    mercoledì 20 luglio 2011

    In Friuli sindaci e presidenti di Provincia cancellano la facoltà di ridursi lo stipendio. Scoppia la polemica. E il sindaco di Gorizia si ribella: "Siamo al ridicolo"Ettore Romoli.In Friuli è vietato ai politici abbassarsi lo stipendio. Sembrerebbe uno scherzo, in tempi di casta e crisi economica, invece è la decisione che proprio oggi ha assunto l'Assemblea delle autonomie locali, l'organo che rappresenta Comuni e Province della piccola regione autonoma.

    Ebbene, la giunta Tondo aveva predisposto un regolamento riguardante la "Disciplina relativa alle indennità ed ai gettoni di presenza, nonché ai rimborsi delle spese di viaggio, vitto ed alloggio per gli amministratori degli Enti locali della Regione Friuli Venezia Giulia" che, fra le altre cose, consentiva a sindaci e presidenti di Provincia di ridursi l'indennità, anche solo temporaneamente, per favorire il taglio della spesa pubblica.
    Nessun obbligo, ben s'intenda, ma solo una facoltà lasciata al libero arbitrio di ognuno. Ma tanto è bastato all'Anci, l'associazione dei Comuni, per alzare il muro contro la norma, schierare la maggioranza dei suoi sindaci e stralciare il tanto contestato articolo dal provvedimento. Morale: in Friuli Venezia Giulia è vietato per legge che i politici si abbassino lo stipendio.
    Un voto di massa, con due sole eccezioni: il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli (Pdl), che da più di un anno invoca la facoltà di ridursi l'indennità, senza tuttavia riuscirci, "costretto per raggiungere l'obiettivo a devolvere parte del mio stipendio, dopo aver comunque pagato le tasse sull'intera somma, così ci perdiamo sia io che l'ente o l'associazione che ne usufruisce", spiega.
    Con lui, altro voto contrario è arrivato dalla Provincia di Pordenone. Il resto del consiglio ha invece approvato a maggioranza l'intesa (16 favorevoli e 3 astenuti), stralciando appunto il paragrafo 23 della deliberazione, che introduceva la facoltà a ciascun amministratore locale di rinunciare in tutto o in parte alle indennità di funzione e di presenza: "Siamo al ridicolo, altro che casta. Hanno espulso la norma che consentiva di abbassarsi la paga, come avviene nel resto d'Italia e credo in tutto il resto del mondo. Una difesa corporativa da parte dei politici per paura che le opposizioni potessero obbligare i sindaci ad avvalersi di questa facoltà e ridursi il compenso. Siamo l'unico posto del mondo dove succede una cosa del genere. Se questa è l'autonomia, beh...", tuona Romoli.
    Mentre l'Anci è irremovibile. In una lettera inviata al presidente della Regione Renzo Tondo il 27 maggio scorso già chiedeva lo stralcio della norma perché "è necessaria la convocazione di un tavolo di confronto qualora vi sia la necessità di rivedere i principi, criteri e obbiettivi generali ivi indicati in una visione sistemica in particolare per la parte riguardante indennità e gettoni". Un bel politichese per dire una cosa banale: il nostro stipendio non si tocca.


    FONTE

     
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