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  • Costi della politica, l'erba del vicino è sempre più verde

    lunedì 11 luglio 2011

    Al Consiglio provinciale di Perugia, quasi tutti difesa a spada tratta del ruolo e dei compensi degli amministratori e confronti coi livelli retributivi regionali e nazionali: solo il consigliere Martorelli ritiene "necessario dare il buon esempio" e vota contro 



    La mancata abolizione delle Province, oltre a dare qualche imbarazzo al partito di Di Pietroche si ritrova in casa, almeno in Umbria, degli oppositori, ha dato modo al Presidente della Giunta provinciale di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi, di aprire le sue “cateratte” sui costi della politica, anche se affronta solo un aspetto del problema: quello dei guadagni e tralascia quello del numero degli appartenenti alla “casta”.

    Soprattutto Guasticchi dà i numeri: un consigliere prende netti 700 euro al mese; non molti anche se corrispondono all’incirca a quello che prende un giovane al primo impiego per 40 ore settimanali, considerazione da fare perchése la politica vuole riacquistare credibilità occorre che i confronti lì faccia, più che al proprio interno, col mondo reale.
    Stesso discorso per i 1400 netti del Presidente, che sono per un “secondo lavoro” visto che le sue 40 ore, salvo i permessi per la funzione svolta, le fa da un’altra parte.

    Tali considerazioni ovviamente non tolgono valore ai confronti interniE, dice Guasticchi, “ Con l’indennità di tutti i consiglieri si pagherebbe a malapena una manciata di consiglieri regionali che guadagnano 6.800 euro al mese.
    E forse un solo parlamentare umbro che, secondo i dati ufficiali, guadagna qualcosa come 15mila euro al mese.
    Si colpisce demagogicamente la Provincia, mentre si fingono di non vedere gli oltre 30mila enti pubblici inutili, mantenuti in vita solo per dare uno spazio a qualche vecchio politico o per alimentare un certo consenso.
    Si permettono ancora oggi alle Regioni a statuto speciale, come la Sicilia di Lombardo (favorevole all’abolizione delle Province), di darsi degli stipendi da europarlamentari.
    Oppure alla Provincia Autonoma di Bolzano il cui presidente-collega prende 20mila euro netti al mese.
    Penso che quando si devono tagliare i costi della politica si deve farlo dall’alto: si può discutere su una sola Camera, su indennità più basse per gli onorevoli, sulla riduzione del numero dei deputati, su una modifica dei territori a Statuto Speciale e altro ancora. 
    Le Province virtuose come quella di Perugia hanno l’obbligo di togliere questo velo di ipocrisia e di falsità per il bene delle Istituzioni e dei cittadini.
    Ho chiesto al presidente dell’Unione Province italiane di realizzare a Perugia un convegno nazionale ‘sulla riorganizzazione nazionale degli enti pubblici, sulle loro nuove competenze e sul loro ruolo politico’.  Tutto questo per fare chiarezza.  Spero che anche i consiglieri provinciali di Perugia aprano un dibattito nei propri partiti per ribadire l’importanza strategica delle Province e del loro lavoro”.

    Dal dibattito seguito in Consiglio provinciale sono emerse le spaccature nell’Italia dei Valori, come pure il fatto che pochissimi, anzi quasi nessuno, sono disponibili a  quell’auto riforma necessaria ed indispensabile affinché il “Titanic” della politica non affondi miseramente mentre loro (l’orchestra) suonano.Il vicepresidente della Provincia, Aviano Rossi, ha preso posizione in Consiglio nonostante il suo partito l’Idv a livello nazionale avesse proposto in aula parlamentare l’abolizione delle Province. “Personalmente – ha detto Rossi - ho già rappresentato agli organi nazionali del mio partito  la mia posizione  che in sintesi è quella di evitare di togliere ai Comuni, prevalentemente di piccole dimensioni, l’unico interlocutore necessario a garantire interventi gestionali di area vasta che solo le Province sono in grado di operare”.

    Il dibattito è poi proseguito con l’intervento del capogruppo, Franco Asciutti. “Io personalmente – ha detto -sono contrario a quelle Province con poco più di 50mila abitanti che negli ultimi anni sono state create in maniera errata.
    Sono però convinto della validità dell’istituzione Provincia che è l’unica ad operare con mezzi e squadre proprie sul territorio su settori strategici come viabilità, sicurezza del territorio, delle scuole e dell’ambiente.
    La demagogia sui costi della politica rischia pesantemente di far tornare la politica e il Paese all’ottocento: dove solo coloro che erano ricchi si potevano permettere di svolgere queste attività per il Paese dato che l’artigiano e l’imprenditore non possono permettersi, senza una indennità, di lasciare la propria attività lavorativa”.

    Contrario all’abolizione delle Province anche il capogruppo del Prc, Luca Baldelli
    . “Non possiamo più tollerare dei giudizi così demagogici e improntanti sulla non conoscenza dei fatti. Io sono un esponente di un partito che nel 1999 raccoglieva le firme contro i mega stipendi dei manager pubblici e contro lo sperpero di denaro in mille enti para-pubblici che sono nati solo per dare un posto ai politici non rieletti o che dovevano avere un contentino. La Provincia è una istituzione operativa, di area vasta e che riesce a dare risposte e collaborazioni dirette ai Comuni che in questi tempi di tagli si trovano praticamente impossibilitati a dare tutti i servizi tradizionali. E qui subentra anche in questo caso con il suo personale e le sue conoscenze la Provincia”.

    Più critico invece sul ruolo della Provincia il capogruppo del Pdl Piero Sorcini
    . “E’ ovvio – ha affermato - che tira un vento popolare e poi di natura politica contro la Provincia. E questo lo si deve anche a delle gestioni pessime o ad degli errori di comunicazione che sono avvenuti in passato. Dobbiamo interrogarci su come rilanciare la figura di questo Ente.
     Secondo me le Province si salvano ritrovando autorevolezza e mettendo in campo una trasparenza amministrativa senza pari”.
    Il consigliere provinciale del Pdl Luigi Andreani ha bacchettato i partiti come l’Udc che hanno cambiato posizione in questi anni. “Io resto convinto dell’importanza politica e amministrativa dell’Ente Provincia. Non rinnego neanche la battaglia che ho portato avanti per istituire in Umbria la Terza Provincia Foligno-Spoleto a differenza di altri partiti ed esponenti che continuano però a restare seduti sui banchi provinciali”.
    Per Luca Secondi (Pd) “è sbagliato creare un clima delegittimante nei confronti delle Province, perché così si delegittimano anche i servizi che questi Enti elargiscono ai cittadini, che sono la vera risposta a tutte le polemiche in corso”.
    Secondo Secondi vanno eliminati i privilegi delle Province e Regione autonome.

    Per Enrico Bastioli (Sinistra e Libertà) “va respinto questo attacco nei confronti delle Province”. “Questa amministrazione – ha detto -  ha lavorato e sta lavorando per ridare un’immagine all’Ente e c’è riuscita perché tutti i comuni ci vedono come Ente intermedio che svolge alla perfezione il suo ruolo.
    Condivido quanto ha detto Guasticchi”. “Invece di eliminare qualche Provincia – ha sottolineato Franco Granocchia (Idv)  eliminerei qualche Regione. La Provincia di Perugia sta facendo su tantissimi temi un ottimo lavoro in raccordo con tutti i comuni. Prima di eliminare le province bisogna eliminare i tanti ‘carrozzoni’ inutili”.
    Per Massimiliano Capitani (Pd) “le Province sono previste dalla Costituzione e hanno compiti ben definiti. Su certe materie le Province dovrebbero avere ruoli decisionali, questo sarebbe il vero salto di qualità da far fare a questi Enti”. “Quando sono state costituite le Regioni – ha aggiunto Bruno Biagiotti (Pdl) - si è scelto di non abolire le Province perché la prima avrebbe avuto il ruolo indirizzo-legislativo mentre le Province e gli altri  Enti, quello esecutivo. Già nel 2008 quando destra e sinistra erano d’accordo per abolire questi Enti io non ero d’accordo. Dobbiamo mettere in calendario, come ha detto Guasticchi, un incontro nazionale con tutte le Province d’Italia per parlare di questo tema”. “
    Serve – ha detto Valter Carloia (Pd) - un riassetto istituzionale del paese e un codice etico, stabilito dai cittadini, che faccia emergere il buono o cattivo lavoro degli enti”.
    Questa discussione non ha senso  - sono le parole di Claudio Fallarino (Pd) - non si può cominciare dicendo le “Province sono utili”. Tutti gli enti sono utili. Non dobbiamo fare demagogia e essere concreti, il Paese è in difficoltà e deve ridisegnare le proprie Istituzioni e i costi della politica.
    Serve un tavolo partecipato da tutti gli attori dove vengono prese decisioni concrete”.
    “In merito al nostro operato – ha detto il consigliere Michele Martorelli (Pdl) – è necessario dare il buon esempio affinché i cittadini percepiscano che facciamo cose utili. Sull’importante ruolo delle Province, bisogna aprire  un serio Tavolo di trattative con la Regione, rimanendo coerentemente in un contesto locale”.

    Al termine del dibattito, il Consiglio Provinciale ha approvato, con 16 voti favorevoli e uno contrario (Martorelli), un ordine del giorno con il quale  “impegna il presidente del Consiglio a convocare una seduta straordinaria aperta, nella quale invitare il presidente dell’Upi nazionale e il Consiglio Provinciale di Terni, al fine di affrontare il tema del ruolo delle Province”.



    FONTE

     
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