Secondo l’accusa contestata dalla procura di Monza al centro dell’inchiesta ci sono alcune speculazioni nell’area ex Falck. In sostanza, a quanto si apprende, sarebbero state pagate o promesse, mazzette per oliare il rilascio di alcune concessioni o addirittura per riscrivere secondo criteri decisi a tavolino il Piano di governo del territorio del comune di Sesto San Giovanni. Di cui Penati è stato sindaco dal 1994 al 2001. Mentre fino al 2004 è stato segretario della fedeazione provinciale milanese dei Democratici. Quindi è stato eletto presidente della Provincia dal 2004 al 2009.
ll Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano sta effettuando accertamenti per verificare eventuali illeciti commessi nella gestione dell’area Falck di Sesto San Giovanni. L’attività investigativa, svolta su delega della Procura della Repubblica di Monza (i pm sono Franca Macchia e Walter Mapelli), è rivolta alla ricostruzione di alcune procedure amministrative relative a interventi di carattere urbanistico. Secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state corrisposte, o promesse, somme di denaro per agevolare il rilascio di alcune concessioni o per impostare secondo determinati criteri il Piano Governo Territorio. Oltre al vice presidente del Consiglio regionale risulta indagato anche un assessore al Comune di Sesto San Giovanni.
“Abbiamo appreso con grande dolore che sono in corso due inchieste che riguardano la nostra città, quella su vicende che sarebbero avvenute tra il 2001 e il 2002 per quanto riguarda le aree ex Falck e che avrebbero portato all’invio di un avviso di garanzia all’ex sindaco Filippo Penati e altre che riguardano l’avviso di garanzia inviato all’assessore Pasqualino Di Leva per vicende legate a concessioni edilizie negli anni 2004-2008″. Questa parte della note del Sindaco di Sesto San Giovanni Giorgio Oldrini. “Le notizie che abbiamo in questo momento sono del tutto frammentarie e imprecise – ha concluso Oldrini -. Ribadiamo comunque la nostra fiducia nell’operato della magistratura e ci auguriamo che tutti possano rapidamente dimostrare la loro assoluta estraneità ai fatti”.
L’area finita sotto la lente degli investigatori riguarda buona parte delle zone ancora occupata dai padiglioni industriali. Nel marzo 2005 La Risanamento, società del gruppo Zunino, si impegna ad acquisire, per 88 milioni di euro, il 100% di Immobiliare Cascina Rubina, azienda del Gruppo Pasini e proprietaria dell’area ex Falck. L’operazione, secondo la società (pi coinvolta nell’inchiesta sulla bonifica di Santa Giulia) dovrebbe permette alla società immobiliare di inserire nel proprio portafoglio un’area industriale dismessa dall’estensione di 1.300.000 metri quadrati sita nel comune di Sesto San Giovanni dove sorgevano, un tempo, le Acciaierie Falck.
Nel 2010 l’area passa ufficialmente di mano. Dopo un mese di rinvii tecnici, Risanamento chiude l’operazione, vendendo l’asset di Sesto San Giovanni (Milano) alla cordata Sesto Immobiliare, capitanata dal costruttore Davide Bizzi. E all’orizzonte si intravede l’apertura, entro il 2013, del più grande cantiere d’Europa. A sbloccare la vendita da 405 milioni di euro. In quell’anno la cordata di Bizzi versa l’85% del prezzo complessivo, vale a dire 345 milioni: di cui circa 274 milioni attraverso l’accollo del debito di Cascina Rubina nei confronti di Intesa Sanpaolo (circa 274 mln) e la restante parte in ‘cash’ (71 milioni). Gli altri 60 milioni verrano pagati dopo aver ottenuto le approvazioni, rispettivamente, al programma di intervento da parte del Comune di Sesto San Giovanni e al progetto definitivo di bonifica dal Ministero dell’Ambiente. Permessi questi che Sesto Immobiliare si attende entro la fine del 2012. Il che si traduce in cantieri aperti nel 2013.