• Medicina
  • Internet
  • Video
  • Visualizzazione post con etichetta Corruzione. Mostra tutti i post
    Visualizzazione post con etichetta Corruzione. Mostra tutti i post

    Arrestato Tarantini «Berlusconi pagava l'affitto di una casa»

    giovedì 1 settembre 2011



    In manette anche la moglie dell'imprenditore, Lavitola latitante. I pm: «Inchiesta compromessa da fuga notizie»
    Giampaolo Tarantini

    ROMA - Giampaolo Tarantini e la moglie, Angela Devenuto sono stati arrestati. L'accusa per l'imprenditore barese 34enne che nel 2008 aveva portato la escort Patrizia D'Addario nella residenza del premier Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli è estorsione ai danni del presidente del Consiglio. L'arresto è stato eseguito dalla Digos della Questura di Napoli, in collaborazione con quella di Roma, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli, Amelia Primavera.



    Il gip ha emesso anche una ordinanza di custodia cautelare in carcere anche nei confronti del direttore ed editore dell'Avanti, Valter Lavitola il quale, a quanto si è appreso, risulterebbe irreperibile e dunque latitante.



    I coniugi Tarantini sono stati arrestati a Roma, alle prime ore dell'alba, nella loro casa in una traversa di via Veneto. Nell'abitazione romana Tarantini aveva trascorso alcuni mesi agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della procura di Bari sulla detenzione e la cessione di droga per le feste nelle ville in Sardegna. L'imprenditore è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale, la moglie in quello femminile di Pozzuoli.



    Berlusconi avrebbe pagato a Giampaolo Tarantini il canone di locazione di una casa in una zona prestigiosa di Roma. È uno degli elementi alla base delle accuse rivolte dai pm partenopei all'imprenditore barese e alla moglie. Non si sa per il momento se la casa in questione sia quella di via Veneto dove sono stati arrestati stamane i coniugi Tarantini, oppure un'altra.



    La «ripetuta dazione» di somme di denaro e altri benefici economici da parte di Berlusconi ai coniugi Tarantini, con modalità «dissimulate o comunque non trasparenti», è una delle ipotesi di reato al centro dell'inchiesta che ha portato all'arresto dell'imprenditore barese e della moglie. Lavitola, secondo la procura avrebbe fatto da mediatore e trattenuto per sè «parti consistenti» delle somme pagate dal Cavaliere, «impiegandole in diverse società a lui direttamente riferibili».



    I coniugi Tarantini, secondo quanto emerge dall'inchiesta, avrebbero ottenuto dal premier non solo somme di denaro ma anche impieghi e altri incarichi di lavoro, il canone di locazione di una casa e il pagamento di spese legali. Lavitola, secondo l'accusa, avrebbe concertato con l'imprenditore barese «le iniziative processuali più idonee per costringere Berlusconi al pagamento di ulteriori somme», il tutto nell'ambito dei procedimenti che vedono Tarantini indagato a Bari.



    L'inchiesta che ha portato all'arresto di Tarantini e della moglie, condotta dai sostituti procuratori Henry John Woodcock, Francesco Curcio e Vincenzo Piscitelli, trae origine «da più ampie e diversificate indagini» coordinate dalla procura partenopea. Lo si sottolinea in una nota a firma del procuratore aggiunto Francesco Greco. In particolare si fa riferimento a indagini condotte, anche con intercettazioni telefoniche, dalla Digos di Napoli su alcune società del gruppo Finmeccanica, «dove Valter Lavitola sembra svolgere non meglio definite attività di consulenza». Gli esiti delle investigazioni della sezione criminalità economica della procura sono poi confluiti in quelli delle indagini della sezione reati contro la pubblica amministrazione riguardanti lo stesso Lavitola e altri indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta P4, che vede coinvolti tra gli altri il parlamentare del Pdl Alfonso Papa e l'uomo d'affari Luigi Bisignani.



    Per parlare di denaro adoperavano un «linguaggio criptico, convenzionale». In particolare nelle conversazioni intercettate dagli inquirenti di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta estorsione a Berlusconi si faceva riferimento alla «stampa di fotografia». È quanto emerge dall'ordinanza emessa dal gip di Napoli. A usare il codice cifrato era in particolare Lavitola, il quale per telefonare adoperava solitamente una scheda sim panamense. Nell'ordinanza sono riportate varie intercettazioni, come quella tra Lavitola e Marinella Brambilla, della segreteria di Berlusconi. Questo lo stralcio di una telefonata intercorsa tra i due il 23 giugno scorso. Brambilla: ok, allora riusciamo a stampare dieci foto, mandami...chi mi mandi il solito Juannino lì il tuo? Lavitola: ok Marinella: quando lo mandi? perché io esco alle undici col dottore, mandamelo immediatamente. In un'altra telefonata del 28 giugno si torna a parlare di «foto», quando Marinella dice a Lavitola: «le 20 foto sono pronte, mandami...quando?».



    Le indagini, dice ancora la procura, sono state «fortemente compromesse dalla criminosa sottrazione di numerosi e rilevanti contenuti della richiesta cautelare ad opera di ignoti, cui ha fatto seguito nei giorni scorsi la pubblicazione degli stessi su alcuni giornali nazionali». Il riferimento è alle anticipazioni uscite la settimana scorsa su Panorama, e poi riprese dagli altri media.



    L'indagine era stata infatti al centro di una anticipazione, il 24 agosto scorso, del settimanale che fa capo alla famiglia Berlusconi. Secondo il periodico, l'estorsione ai danni del Cavaliere sarebbe consistita in un versamento di 500 mila euro a Tarantini e in altre somme versate ogni mese. Il presidente del Consiglio ha negato di essere vittima di un'estorsione e a Panorama ha dichiarato: «Ho aiutato una persona (cioè Tarantini, ndr) e una famiglia con bambini che si è trovata e si trova in gravissime difficoltà economiche. Non ho fatto nulla di illecito, mi sono limitato ad assistere un uomo disperato non chiedendo nulla in cambio».



    L'ipotesi della procura di Napoli, secondo la ricostruzione di Panorama, è che Tarantini abbia ricevuto il compenso per continuare a dichiarare, nel processo barese in cui è indagato, che Berlusconi non sapeva di ospitare alle sue feste escort prezzolate dallo stesso imprenditore pugliese. Secondo l'accusa, il mezzo milione sarebbe dovuto servire, soprattutto, a convincere Tarantini a scegliere la strada del patteggiamento in un procedimento in cui sarebbe l'unico imputato, evitando così un processo pubblico con la conseguente diffusione di intercettazioni telefoniche ritenute imbarazzanti per il premier. Gli inquirenti sospettano inoltre l'esistenza di un raggiro di Lavitola ai danni di Tarantini, con il primo che avrebbe trattenuto 400 dei 500 mila euro destinati al secondo.



    L'inchiesta sulla presunta estorsione ai danni

    del presidente del Consiglio potrebbe essere trasferita da Napoli in un'altra sede, per questioni di competenza. Sono gli stessi pm della procura partenopea a sollevare il nodo, nella richiesta di misure cautelari rivolta al gip: risulta infatti difficile capire dove siano avvenute - certamente non a Napoli - le dazioni al centro delle indagini. È quindi verosimile che nei prossimi giorni gli atti possano passare ad un'altra procura, forse proprio quella di Roma.



    Lavitola: non sono latitante. «È passata sui media la notizia che sono latitante. Non è vero. Sono all'estero per lavoro», ha però sostenuto Lavitola in una nota. «Attendo di definire con il mio avvocato le decisioni da prendere - ha proseguito - è mia intenzione collaborare pienamente con la giustizia per chiarire la questione. Infine, ribadisco con forza che non mi è mai neppure passato per la testa di raggirare il presidente Berlusconi, né di impossessarmi di presunte somme destinate ad una famiglia in difficoltà».

    Fonte

    Dalla patrimoniale all’aumento dell’Iva. Le “contromanovre” di Cgil, Pd, Confindustria

    giovedì 25 agosto 2011

    Il sindacato propone di colpire i "tesori" superiori a 800 mila euro e i grandi immobili. Polemica con Cisl e Uil sullo sciopero generale. Bersani insiste con la ritassazione dei capitali scudati. Confindustria chiede un intervento sulle pensioni e l'aumento dell'Iva. I piccoli comuni: "Costiamo meno di tredici deputati". Una sanatoria sugli immigrati porterebbe al fisco tre miliardi all'anno.


    Un’imposta ordinaria sulle grandi ricchezze, sul modello francese, sulla quota che eccede gli 800 mila euro; un’imposta straordinaria suigrandi immobili, con aliquota fissa dell’1%; ma anche un fondo per la crescita e l’innovazione che punti al sostegno della politica industriale per il Mezzogiorno, all’aumento della spesa in ricerca e sviluppo e a un piano per l’occupazione. Sono i cardini della contromanovra che la Cgil presenterà oggi in un’audizione in commissione Bilancio del Senato. I saldi resterebbero invariati rispetto la decreto approvato dal governo, ma con “maggiore equità” e anticipando al 2013 il pareggio del bilancio. E la proposta del sindacato maggiore arriva poche ore dopo la ricetta in dieci punti presentata dal Pd, che rilancia la ritassazione dei capitali scudati, mentre Confindustria si schiera contro la supertassa ai ricchi e la Robin tax, puntando sulla revisione del sistema pensionistico e sull’aumento dell’Iva. Il Pdl fa pressione per alzare il tetto del reddito per la tassa di solidarietà, portandolo a 200mila euro, con un’imposizione fissa del 5%.


    CGIL: “TASSARE CHI EVADE E NIENTE VENDETTE CONTRO IL LAVORO” – ”Paghiamo tutti un contributo di solidarietà, ma che sia in ragione della capacità contributiva, in proporzione a redditi e patrimoni”, ha chiarito Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, intervenuta ieri a un presidio organizzato dal sindacato in piazza Navona, a pochi passo dal Senato, dove le commissioni competenti hanno cominciato a esaminare la manovra. Il contributo deve essere sborsato anche dagli evasori, sostiene Camusso, che propone “un’imposizione aggiuntiva del 15% sui capitali già sanati con lo scudo fiscale”. Quanto ai beni ecclesiastici, ecco la linea della Cgil: “Paghino anche quelli per uso commerciale del Vaticano, perché va difeso e rispettato il culto di tutte le religioni e non solo di alcune”.

    Non manca un duro accenno all’articolo 8 del decreto, quello che prevede deroghe alla contrattazione collettiva e allo Statuto dei lavoratori. Camusso sfida il presidente della Fiat John Elkann: “Se tiene all’unità del Paese, faccia un gesto nobile: dica al Parlamento che l’articolo 8non lo vuole, non gli serve ed è incostituzionale”. Il decreto governativo, secondo il segretario generale, contiene “vere e proprie vendette verso il lavoro, la sua dignità, i suoi diritti, la sua memoria”. Norme come quelle che eliminano i licenziamenti senza giusta causa “non portano nessun beneficio al Paese e creano molti problemi ai lavoratori e al sistema delle relazioni sindacali. Il governo vuole vendicarsi e cambiare la natura del Paese”.

    Nessuna ragione, quindi, per recedere dallo sciopero generale indetto per il 6 settembre, molto criticato dall’area governativa come “un danno” per l’Italia. E’ invece una mossa “necessaria”, sostiene il segretario, ”per cambiare questa manovra e il segno sociale”. L’iniziativa sarà articolata in “cento manifestazioni territoriali” in tutta Italia. Susanna Camusso tira anche una stoccata alle altre due sigle confederali, che non aderiscono alla mobilitazione: “Penso che Cisl e Uil sbaglino, che stiano subendo il fascino di questo Governo e pensano poco a come cambiare questa manovra”. A stretto giro di posta la replica degli interessati: “Non intendo in nessun modo commentare questo tipo di battute”, si limita a dire il segretario della Uil Luigi Angeletti. E così la Cisl, per bocca del segretario generale aggiunto Giorgio Santini: ”Alle offese non rispondo”.

    CONFINDUSTRIA: “NIENTE SUPERTASSA AI RICCHI” – ”La manovra va migliorata per renderla più credibile e per rafforzare le misure a sostegno della crescita”, sottolinea il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli, in audizione oggi al Senato. Galli chiede che venga eliminata la Robin Tax e che vengano superate le pensioni di anzianità e anticipato al 2012 l’aumento dell’eta pensionabile per le donne nel privato. Queste misure, secondo Confindustria, produrrebbero assieme a un ritocco dell’Iva e alla lotta all’evasione un risparmio di 15 miliardi di euro. Il presidente Emma Marcegaglia, intervistata ieri da Repubblica, si schiera poi contro una “supertassa” ai ricchi sul modello che si sta discutendo in Francia. “Da noi servirebbe soltanto a far pagare di più chi le tasse le paga già con un prelievo che complessivamente ormnai sfiora il 50 per cento” E “a differenza della Francia abbiamo uno Stato inefficiente e sprecone”. Non passa neppure il contributo di soilidarietà: “Sono totalmente in disaccordo, chi prende 90 mila euro, soprattutto se ha figli a carico, non è ricco”.

    Bocciata anche la Robin Tax (di cui invece la Commissione industria del Senato suggerisce l’estensione “ad altri settori regolati”, come le telecomunicazioni) e l’eventuale prelievo bis sui capitali scudati, che la presidente degli industriali italiani giudica “incostituzionale”, senza ulteriori dettagli. Le alternative? Sì ad accelerare “il superamento delle pensioni di anzianità in cambio di una graduale riduzione dl carico contributivo, a cominciare da quello sui lavoratori più giovani”. E sì all’aumento di un punto dell’Iva, tema caldo del dibattito sula manovra, “dal 20 a le 21 per cento”. Un provvedimento che vede però contrario l’amministratore delegato della principale industria privata italiana, la Fiat: “Qualsiasi aumento delle tasse avrà un impatto sull’auto e sui consumi”, ha detto in proposito Sergio Marchionne, intervenuto al meeting di Cl a Rimini. Si registra però un’apertura all’imposta patrimoniale, confermata dal direttore generale di Confindustria Gianpaolo Galli. “Abbiamo dato la nostra disponibilità a ragionare su una tassazione ordinaria sul patrimonio immobiliare”.

    PD: “RITASSARE I CAPITALI SCUDATI” – L’aumento dell’Iva suscita però ”forti perplessità” nel Pd, dice il segretario Pierluigi Bersani. L’innalzamento anche di 1 solo punto percentuale dell’Iva sui prodotti alimentari, calcola in proposito il Centro Studi di Federalimentare, comporterebbe un aumento di spesa per la famiglia media italiana di 50 centesimi al giorno. Il Pd ha messo a punto ieri la sua contromanovra in attesa di trasformarla in emendamenti parlamentari. Sono dieci proposte all’insegna della lotta all’evasione, della tassa bis agli scudati della parziale dismissione del patrimonio immobiliare pubblico e del taglio dei costi della politica. Bersani raccoglie il plauso di uno storico ministro delle Finanze, il socialista Rino Formica. Che fornisce un suggerimento pratico: “L’Agenzia delle entrate e tutte le esattorie possiedono gli elenchi di tutti i condonati: basterebbe prendere quelli di fascia medio-alta (società e persone fisiche) e imporre un contributo di solidarieta del 5-10% sull’ultima dichiarazione, con esclusione dei bottegai, artigiani e piccole imprese”.

    La guerra agli evasori continua a essere un tema di fondo in vista delle modifiche che il parlamento apporterà alla manovra licenziata dal governo, ed è al centro di diverse proposte alternative. Anzi, è ”la vera questione morale di oggi”, scrive il settimanale cattolico Famiglia cristiana. La proposta di un nuovo condono “tombale”, avanzata dai parlamentari del Pdl Amedeo Labocetta e Antonio Mazzocchi, riceve una stizzita bocciatura dal capogruppo Maurizio Gasparri: ”Noi non condividiamo l’ipotesi di nuovi condoni”. Intanto l’Unione inquilini suggerisce provvedimenti “a costo zero” per stanare l’ampio “nero” del settore immobiliare: rendere obbligatoria la tracciabilità di tutti gli affitti versati dagli inquilini di qualunque importo. In altre parole, mai più affitti pagati in contanti.

    ANCI: “TAGLI AI COMUNI? ZERO RISPARMIO” – Continua la lotta per la sopravvivenza degli enti locali minori. ”In una manovra che nel prossimo anno sarà di 25,7 miliardi di euro l’incidenza del taglio alla democrazia nei piccoli Comuni sarebbe solo dello 0,023%”, sostiene l’Associazione nazionale dei Piccoli comuni italiani (Anpci). I Comuni che potrebbero finire accorpati in base al decreto governativo, afferma l’Anpci, sono 1.963 (il 71,2% sono Comuni montani).

    Nella “migliore delle ipotesi” lo Stato risparmierebbe “circa 11,6 milioni di euro”, meno del costo annuo di 27 deputati. Ma in realtà, “visto che oltre il 50% degli amministratori dei piccoli Comuni rinunciano alle loro indennità, il risparmio reale ammonterebbe a 5,8 milioni di euro, meno del costo annuo di 13,5 deputati”. Le poltrone destinate a saltare, infatti, sarebbero “17.667 e non 50 mila come dichiarato dal premier Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa del 12 agosto”. Su questo fronte si muove la Lega nord: “Il ministro Calderoli stalavorando a una serie di emendamenti che garantiranno il diritto di rappresentanza anche per gli enti locali con pochissimi abitanti”, assicura su La Stampa il Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota.

    “REGOLARIZZARE GLI IMMIGRATI FRUTTEREBBE TRE MILIARDI” – Infine, una proposta inedita arriva dal sito Stranieriinitalia.it, che parla di ”un tesoretto sfuggito a Tremonti”. Vale a dire tre miliardi di euro che potrebbero derivare dalla regolarizzazione dei lavoratori immigrati senza permesso di soggiorno. Sarebbero almeno 500 mila gli irregolari “che non vedono l’ora di uscire alla luce del sole”. Anche pagando un contributo di 500 euro, suggerisce Stranieriinitalia.it, che frutterebbe subito duecentocinquanta milioni. E mezzo milione di nuovi contribuenti, che porterebbero nella casse dell Stato “tre miliardi di euro ogni anno”.

    I corrotti e i tassati - Marco Travaglio

    sabato 23 luglio 2011

    La Camera vota ‘sì’ all’arresto di Papa (Pdl).Tedesco (ex Pd) salvato dal Senato

    mercoledì 20 luglio 2011

    Alfonso Papa in carcere per volere della Camera. Alberto Tedesco salvato dal Senato. E’ questo l’esito delle votazioni di oggi nei due rami del Parlamento. Per l’arresto del deputato del Pdl, coinvolto nell’inchiesta sulla P4, alla Camera hanno vinto i ‘sì’ per 319 a 293. Mentre per l’ex senatore del Pd (oggi nel gruppo misto), indagato nell’ambito di una delle inchieste sulla gestione della sanità in Puglia, a Palazzo Madama hanno vinto i ‘no’ per 151 a 127. In entrambi i casi si è votato a scrutinio segreto, nonostante le opposizioni avessero chiesto un voto palese.

    Segui in diretta streaming la giornata politica dalle 22,30 alle 23,30 con la trasmissione “E’ la stampa bellezza” 
    21.04 – Gip ha disposto per Papa la reclusione nel carcere di Napoli

    Il gip, ricevuta la comunicazione della Camera di Deputati di autorizzazione all’arresto, ha disposto – secondo quanto apprende l’agenzia Ansa – che l’onorevole Alfonso Papa sia catturato e condotto presso la casa circondariale di Napoli. Se, pertanto, il parlamentare si costituirà in un’altra casa di reclusione, dovrà essere trasferito nel capoluogo campano.

    20.35 – L’avvocato di Papa: “Il deputato sta andando a costituirsi in carcere”

    Il deputato Pdl Alfonso Papa sta raggiungendo il carcere, dopo il via libera dell’Aula di Montecitorio all’arresto per l’ex magistrato. Lo spiega, rispondendo al suo telefonino, il legale dell’ex toga di Napoli Giuseppe D’Alise. “Non possiamo dire in quale struttura detentiva sia diretto – precisa – ma è andato a costituirsi. E’ un ex magistrato, certo non si poteva pensare che avrebbe fatto il latitante”. “Speriamo di convincere il giudice della sua innocenza – conclude – e che almeno la prigione gli venga evitata”.

    FONTE



    Milano, Filippo Penati indagato per corruzione


    Il vice presidente del Consiglio regionale è accusato di concussione e finanziamento illecito ai partiti Al centro una tangente da 4 miliardi di lire per una speculazione nell'area ex Falck: 15 gli indagati
    E’ affidata al sostituto procuratore di Monza, Walter Mapelli, l’inchiesta per corruzione, concussione e illecito finanziamento ai partiti che coinvolge, fra gli altri, l’ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati. L’indagine, nata dal caso Santa Giulia, mira ad accertare eventuali illeciti commessi nella gestione dell’area Falck di Sesto San Giovanni, comune alle porte di Milano. In queste ore i militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza stanno eseguendo una serie di perquisizioni anche negli uffici del Consiglio regionale. L’ipotesi dell’accusa parla di quattro miliardi di lire di tangenti pagati tra il 2001 e il 2002. Quindici gli indagati.
    Secondo l’accusa contestata dalla procura di Monza al centro dell’inchiesta ci sono alcune speculazioni nell’area ex Falck. In sostanza, a quanto si apprende, sarebbero state pagate o promesse, mazzette per oliare il rilascio di alcune concessioni o addirittura per riscrivere secondo criteri decisi a tavolino il Piano di governo del territorio del comune di Sesto San Giovanni. Di cui Penati è stato sindaco dal 1994 al 2001. Mentre fino al 2004 è stato segretario della fedeazione provinciale milanese dei Democratici. Quindi è stato eletto presidente della Provincia dal 2004 al 2009.
    ll Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano sta effettuando accertamenti per verificare eventuali illeciti commessi nella gestione dell’area Falck di Sesto San Giovanni. L’attività investigativa, svolta su delega della Procura della Repubblica di Monza (i pm sono Franca Macchia e Walter Mapelli), è rivolta alla ricostruzione di alcune procedure amministrative relative a interventi di carattere urbanistico. Secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state corrisposte, o promesse, somme di denaro per agevolare il rilascio di alcune concessioni o per impostare secondo determinati criteri il Piano Governo Territorio. Oltre al vice presidente del Consiglio regionale risulta indagato anche un assessore al Comune di Sesto San Giovanni.
    “Abbiamo appreso con grande dolore che sono in corso due inchieste che riguardano la nostra città, quella su vicende che sarebbero avvenute tra il 2001 e il 2002 per quanto riguarda le aree ex Falck e che avrebbero portato all’invio di un avviso di garanzia all’ex sindaco Filippo Penati e altre che riguardano l’avviso di garanzia inviato all’assessore Pasqualino Di Leva per vicende legate a concessioni edilizie negli anni 2004-2008″. Questa parte della note del Sindaco di Sesto San Giovanni Giorgio Oldrini. “Le notizie che abbiamo in questo momento sono del tutto frammentarie e imprecise – ha concluso Oldrini -. Ribadiamo comunque la nostra fiducia nell’operato della magistratura e ci auguriamo che tutti possano rapidamente dimostrare la loro assoluta estraneità ai fatti”.
    L’area finita sotto la lente degli investigatori riguarda buona parte delle zone ancora occupata dai padiglioni industriali. Nel marzo 2005 La Risanamento, società del gruppo Zunino, si impegna ad acquisire, per 88 milioni di euro, il 100% di Immobiliare Cascina Rubina, azienda del Gruppo Pasini e proprietaria dell’area ex Falck. L’operazione, secondo la società (pi coinvolta nell’inchiesta sulla bonifica di Santa Giulia) dovrebbe permette alla società immobiliare di inserire nel proprio portafoglio un’area industriale dismessa dall’estensione di 1.300.000 metri quadrati sita nel comune di Sesto San Giovanni dove sorgevano, un tempo, le Acciaierie Falck.
    Nel 2010 l’area passa ufficialmente di mano. Dopo un mese di rinvii tecnici, Risanamento chiude l’operazione, vendendo l’asset di Sesto San Giovanni (Milano) alla cordata Sesto Immobiliare, capitanata dal costruttore Davide Bizzi. E all’orizzonte si intravede l’apertura, entro il 2013, del più grande cantiere d’Europa. A sbloccare la vendita da 405 milioni di euro. In quell’anno la cordata di Bizzi versa l’85% del prezzo complessivo, vale a dire 345 milioni: di cui circa 274 milioni attraverso l’accollo del debito di Cascina Rubina nei confronti di Intesa Sanpaolo (circa 274 mln) e la restante parte in ‘cash’ (71 milioni). Gli altri 60 milioni verrano pagati dopo aver ottenuto le approvazioni, rispettivamente, al programma di intervento da parte del Comune di Sesto San Giovanni e al progetto definitivo di bonifica dal Ministero dell’Ambiente. Permessi questi che Sesto Immobiliare si attende entro la fine del 2012. Il che si traduce in cantieri aperti nel 2013.

     
    Free Italy © 2011 | Designed by RumahDijual, in collaboration with Online Casino, Uncharted 3 and MW3 Forum