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    La Camera vota ‘sì’ all’arresto di Papa (Pdl).Tedesco (ex Pd) salvato dal Senato

    mercoledì 20 luglio 2011

    Alfonso Papa in carcere per volere della Camera. Alberto Tedesco salvato dal Senato. E’ questo l’esito delle votazioni di oggi nei due rami del Parlamento. Per l’arresto del deputato del Pdl, coinvolto nell’inchiesta sulla P4, alla Camera hanno vinto i ‘sì’ per 319 a 293. Mentre per l’ex senatore del Pd (oggi nel gruppo misto), indagato nell’ambito di una delle inchieste sulla gestione della sanità in Puglia, a Palazzo Madama hanno vinto i ‘no’ per 151 a 127. In entrambi i casi si è votato a scrutinio segreto, nonostante le opposizioni avessero chiesto un voto palese.

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    21.04 – Gip ha disposto per Papa la reclusione nel carcere di Napoli

    Il gip, ricevuta la comunicazione della Camera di Deputati di autorizzazione all’arresto, ha disposto – secondo quanto apprende l’agenzia Ansa – che l’onorevole Alfonso Papa sia catturato e condotto presso la casa circondariale di Napoli. Se, pertanto, il parlamentare si costituirà in un’altra casa di reclusione, dovrà essere trasferito nel capoluogo campano.

    20.35 – L’avvocato di Papa: “Il deputato sta andando a costituirsi in carcere”

    Il deputato Pdl Alfonso Papa sta raggiungendo il carcere, dopo il via libera dell’Aula di Montecitorio all’arresto per l’ex magistrato. Lo spiega, rispondendo al suo telefonino, il legale dell’ex toga di Napoli Giuseppe D’Alise. “Non possiamo dire in quale struttura detentiva sia diretto – precisa – ma è andato a costituirsi. E’ un ex magistrato, certo non si poteva pensare che avrebbe fatto il latitante”. “Speriamo di convincere il giudice della sua innocenza – conclude – e che almeno la prigione gli venga evitata”.

    FONTE



    P4, Lega: “Favorevoli all’arresto di Papa Ma lasciamo libertà di coscienza”


    Alla fine su Papa la Lega ha deciso di non decidere. Perché se da un lato il capogruppo del Carroccio alla Camera Marco Reguzzoni domani darà indicazione di votare a favore dell’arresto del deputato del Pdl, dall’altro ai leghisti sarà lasciata “libertà di coscienza”. Potranno così non seguire le indicazioni del partito, magari nascondendosi dietro il voto segreto. Reguzzoni, in realtà, ha assicurato che la Lega vuole una votazione palese. Ma su questo punto la maggioranza non ha ancora deciso, in attesa di una riunione in serata.
    Già venerdì scorso Reguzzoni aveva annunciato che la Lega non avrebbe contrastato la richiesta dei pm di Napoli che indagano sulla P4. “Darò indicazioni di votare per l’arresto”, aveva detto, dopo che l’astensione dei due membri leghisti nella Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio era stata determinante per il parere favorevole alla carcerazione. Ma a smentire che i giochi all’interno del Carroccio erano chiusi, ci aveva pensato Umberto Bossi, con la sua altalena tra il “vada in galera” di venerdì e il “niente manette” del giorno dopo, perché uno non deve andare in priogione “se prima non si è fatto il processo”. Passate 24 ore il Senatùr i due concetti li aveva messi insieme: manette prima di una condanna mai, ma la linea del partito “è quella di votare per l’arresto”. Un concetto che oggi Reguzzoni ha tradotto con parole diverse: sì all’arresto, ma con libertà di coscienza.
    Determinante sul risultato di domani potrebbe essere la scelta di votare in modo segreto o palese. Un’alternativa sulla quale l’opposizione è compatta. ”Come per tutte le altre votazioni sulle autorizzazioni a procedere, il Pd non chiederà il voto segreto e sarebbe bene che facessero così anche gli altri gruppi – ha detto il capogruppo del Pd Dario Franceschini -. Il voto segreto si presta a trucchi e imbrogli e a coprire le incertezze della Lega che ogni giorno cambia idea”. Gli ha fatto eco Antonio Di Pietro: ”Tutti i parlamentari devono assumersi la responsabilità di dire con un voto palese come votano – ha detto il leader dell’Idv -. L’idea di salvare uno per essere salvato a sua volta la prossima volta, si chiama complicità politica e morale. E chi formula la richiesta di voto segreto non è degno di stare in Parlamento”. D’accordo anche il finiano Fabio Granata: ”Il Parlamento voti alla luce del sole su Papa: gli italiani non tollererebbero voti segreti e patti trasversali – ha commentato -. Non vorrei che fossero ‘i responsabili’ incaricati di fare il lavoro sporco, come i mercenari in guerra, chiedendo il voto segreto”.
    Ed è stato proprio il ‘responsabile’ Domenico Scilipoti a parlare per la maggioranza: “E’ meglio votare a scrutinio segreto. Potrei essere io a chiederlo”. Inascoltate sono rimaste le parole del presidente della Giunta per le autorizzazioni, il democratico Pierluigi Castagnetti, che oggi ha invitato Papa a un passo indietro: “Esiste, per chi è coinvolto in vicende che arrivano alla pronuncia dell’Aula sulla richiesta di arresto, la via delle dimissioni”. Un modo per togliere dall’imbarazzo il Parlamento.


    FONTE

     
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