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    NON POSSO USARE ALTRE PAROLE, MI SI PERDONI: MA SIAMO NELLA MERDA DAVVERO

    venerdì 27 luglio 2012



    DI PAOLO BARNARD
    paolobarnard.info

    Ieri sera prima di una conferenza in Sardegna un blogger m’intervista e mi chiede: “Facciamo default?”. Io: “Non credo, perché temo che Draghi aprirà all’ultimo i rubinetti della BCE, o daranno al MES una licenza bancaria”. (poi vi spiego)

    Stamattina l’amico Mauro Valentini di Misano mi manda un sms: “Si fa default?”, gli rispondo la stessa cosa (e tenete a mente il verbo “temo” che ho usato con entrambi).



    Ok, sono le prime ore del pomeriggio di oggi giovedì 26 luglio, e le agenzie battono la notizia: Mario Draghi a Londra ha detto che la BCE aprirà i rubinetti. In Austria, il governatore della Banca Centrale Ewald Nowotny già da giorni aveva dichiarato che si sta discutendo se dare al MES una licenza bancaria.

    E siamo veramente, ma veramente fottuti adesso.

    Prima di continuare mi si permetta una ricordo: era il giorno 15 novembre 2011, io ero ospite a Matrix, Canale 5. Urlai che Mario Draghi era un golpista perché aveva omesso scientemente di usare i poteri della BCE di calmare la speculazione contro titoli di Stato italiani, comprandoli in massa. Era la speculazione che pochi giorni prima aveva rovesciato il governo e instaurato la dittatura finanziaria della Troika e di Monti (se si comprano grandi quantità di titoli i tassi crollano, l’Italia non sarebbe arrivata sull’orlo del default in quei giorni, e Monti non sarebbe neppure stato citato). A Matrix mi fu risposto con sufficienza che Draghi non avrebbe potuto, che la BCE non può mai comprare titoli di Stato per aiutare i governi. Risposi che era una menzogna, citai il programma SMP Bonds Purchases della BCE che dà ad essa potere di acquistare titoli eccome, e Draghi non lo fece, condannò l’Italia a cadere nella mani del criminale Monti. Avevo totalmente ragione, leggete sotto. Draghi è un’oscenità vivente, perché oggi si ricorda di colpo che quel programma SMP dopotutto c’è e lo userà, eccome, ma non per salvare la democrazia di un Paese, no, bensì per assicurarsi che essa venga del tutto annientata, leggete sotto.

    Cos’è accaduto, che significa.

    E’ accaduto che il paradigma MMT fondante per spiegare la crisi dell’euro – e cioè che i mercati continuano a sfiduciare l’Italia (e altri) solo perché abbiamo perso la capacità di emettere la nostra moneta sovrana. Cioè: essi, i mercati, sanno che adesso, con l’euro, non possiamo ripagare sempre e puntuali il nostro debito, dato che l’euro non è liberamente emesso dall’Italia che lo deve prendere in prestito dalle banche, per cui temono che facciamo default sui pagamenti, e dunque ci sfiduciano in una spirale verso il basso man mano che ci indebitiamo, ma è proprio questa spirale che ci porta al default – stava portando l’Italia e la Spagna al default entro pochi giorni o settimane. Sarebbe stata la fine dell’Eurozona, in una implosione di ordine epocale e mai così devastante nella Storia… ma devastante per Francia e Germania, e NON PER NOI. Mario Draghi sa questo, e non può fare altro se non eseguire gli ordini di Angela Merkel e di Francois Hollande: salva l’euro a qualsiasi costo, qualsiasi! Draghi riscopre il programma SMP Bonds Purchases della BCE che dà ad essa potere di acquistare i titoli di Stato dei Paesi nei guai, e a Londra oggi annuncia che la BCE farà esattamente questo. Costruisce un giro di parole pietoso per trovare il cavillo legal-semantico a giustificazione di ciò che solo 8 mesi fa era “da escludersi”, ma lo fa. Peccato che quel cavillo legal-semantico si applicasse pari pari anche allora, falsario.

    Ma si faccia attenzione.

    I mercati non si sarebbero mai placati oggi se non sapessero che la BCE è l’emissore sovrano dell’euro, e quindi può in effetti comprare titoli quasi all’infinito. Con questa garanzia, e solo con questa, i mercati si sono calmati, e si calmeranno.

    Poi si era già espresso poco prima il governatore della Banca Centrale austriaca Ewald Nowotny (si saranno coordinati? nooo…) che parlava della possibilità di dare al MES una licenza bancaria. Il MES è il nuovo fondo ‘salva’ Stati dell’Eurozona, che però di per sé ha nelle casse poco più che due soldi. Pensate che un salvataggio dell’Italia azzererebbe le casse del MES in meno di 3 mesi. E allora cosa fanno trapelare i banchieri centrali della UE? Che il MES potrebbe essere trasformato in banca. E cosa significa? In breve: che se diventa banca avrà il sostegno illimitato dei finanziamenti della BCE, che è l’emissore illimitato degli euro, e quindi il MES potrà comprare enormi quantità di titoli di Stato dei Paesi come il nostro di fatto garantendo ai mercati che, di nuovo, esiste un pagatore dei loro crediti (i titoli nostri e spagnoli) senza limiti. Il trucco è fatto. I mercati si calmano.

    Ma cosa significa se si calmano? Significa, e lo dico con un livello di serietà totale, una catastrofe democratica, economica e civica qui da noi senza precedenti nella Storia d’Italia. Significa che Italia e Spagna e Grecia staranno dentro l’Eurozona, perché con i mercati calmi, e coi tassi sui titoli che scendono dal 7% al 4%, il default è scongiurato. Bella notizia eh? Come dire: il fiume sarebbe straripato e avrebbe allagato la galera permettendo ai prigionieri politici asserragliati sul tetto e stremati di fame e sete di nuotare verso la libertà. Ma no. Hanno arginato il fiume apposta.

    Significa che ci terranno dentro la macchina dell’economicidio della nostra terra, bloccati in un limbo infame dove da una parte non cresceremo mai perché sempre privi di moneta sovrana, sempre schiavi di tecnocrati non eletti, sempre comunque ricattati dal fatto che ogni centesimo per l’Italia va preso in prestito dalle banche speculative, e dall’altra proprio questa perenne e cementata precarietà e impoverimento saranno la scusa per imporci le Austerità a stipendi, pensioni e servizi che ammazzano le imprese, le privatizzazioni selvagge di ogni bene e servizi pubblico residuo, e per impedirci di respirare nella crescita, e dunque di agire la democrazia.

    Siamo nella merda, non ci sono altre parole, davvero. Se Draghi apre i rubinetti del programma SMP Bonds Purchases e se il MES diventa banca è finita, è finita per i vostri figli, è finita per la MMT in Italia, è finita per tutto ciò che conoscemmo come Stato. E’ finita per l’Italia.

    Devo aggiungere solo, ma solo per dovere intellettuale, che un’estremissima possibilità di salvezza c’è. La rappresenta l’incognita di un ritardo politico nelle due mosse di cui sopra, ad esempio se la Corte Costituzionale tedesca bocciasse il MES a settembre, o altre estreme ratio del genere. Allora potrebbe succedere che i mercati, bestie assurde e selvagge per definizione, potrebbero al primo odore di ritardo farsi prendere da un panico totale e auto-alimentante, e causare il default dell’Italia lo stesso. Ma credetemi: è come sperare che il killer che ti deve ammazzare venga colto da ictus mentre aziona il grilletto.

    Questo è quanto. Non so cosa altro dire. Mi dispiace, davvero, e proprio ieri sera a Nuoro ero a una tavolata il cui capotavola era una bella mamma con un fagottino di un mese al seno. Non dico altro.

    Paolo Barnaard
    Fonte: www.paolobarnard.info
    Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=416


    PER EVITARE IL DEFAULT L'ITALIA HA BISOGNO DI 26 MILIARDI ALLA SETTIMANA: NEANCHE IL MES BASTERÀ!

    sabato 14 luglio 2012



    BUGIE CRIMINALI, ANCORA


    di Paolo Barnard
    Un analista della banca d’investimento Natixis, Patrick Artus, ha calcolato che per abbassare i tassi sui titoli di Stato italiani a un livello accettabile – cioè a un livello che evita il default del Paese e la rovina di generazioni di italiani – occorrerebbero 26 miliardi di euro alla settimana, sborsati dal MES, il fondo ‘salva-Stati’ dell’Eurozona. A questo ritmo il MES andrebbe in bancarotta in tre mesi, ha concluso Artus.

    Ora raffrontate questa realtà con la menzogne del criminale Mario Monti di ritorno dall’inutile ultimo summit europeo. Il falsario bocconiano ci ha raccontato che il MES potrà intervenire per calmierare i tassi sui nostri titoli, e senza che l’Italia finisca per questo nelle grinfie della Troika di FMI, Commissione UE e BCE. Quest’ultima fregnaccia l’ho già smascherata, e ora cade anche la solidità stessa del MES (cosa che francamente avevo già detto da tempo).

    Ci portano in Kosovo, 60 milioni di italiani che stavano nel G7 fino all’arrivo dell’euro, ed è ciò che vogliono. Ne Il Più Grande Crimine 2011 avevo scritto che vogliono “creare sacche di lavoro pagato alla cinese in Europa” (da noi), e ieri l’Istat ci ha informati che già 3 milioni e 300 mila italiani guadagnano poco sopra gli 800 euro. E questo significa crolli di consumi, quindi crolli delle vendite, quindi aziende stesse che non lavorano, quindi crisi, quindi la spirale in caduta fino a Pristina.

    Mi raccomando, voi, cliccate su face book che questo è uno schifo. Ma muovere il culo no, mi raccomando.

    Paolo Barnard

    Fonte

    IL SISTEMA ECONOMICO USA E' AL COLLASSO: DATI E GRAFICI EVIDENZIANO UNA TREMENDA VERITÀ


    Il sistema economico degli Stati Uniti in collasso e “la Fine del Mondo”


    Articolo tradotto da Curzio Bettio per tlaxcala-int.org
    Nel recente articolo, “Riuscirà il mondo a sopravvivere alla cieca arroganza di Washington?”, mi ripromettevo di esaminare se l’economia USA crollerà prima che Washington nella sua ricerca di egemonia mondiale ci trascini in un confronto militare con la Russia e la Cina. Probabilmente, questo argomento continuerà ad essere oggetto di analisi su questo sito, e quindi questo articolo non costituirà l’ultima parola.

    Washington si trova in uno stato di guerra dal mese di ottobre 2001, quando il presidente George W. Bush ha inventato una scusa per ordinare l’invasione statunitense dell’Afghanistan.
    Questa guerra in Afghanistan ha assunto una minore rilevanza quando Bush ha architettato un altro pretesto per ordinare l’invasione dell’Iraq nel 2003, una guerra che è andata avanti senza un significativo successo per 8 anni e ha lasciato l’Iraq nel caos, con decine e decine di morti e feriti ogni giorno, con un nuovo uomo “forte” al posto dell’altro uomo “forte” illegalmente giustiziato, e con la probabilità che il persistere della violenza si trasformi in guerra civile.

    Subito dopo la sua elezione, il Presidente Obama scioccamente ha inviato più truppe in Afghanistan e ha rinnovato di intensità quella guerra, ora al suo undicesimo anno, senza alcun risultato positivo.
    Questi due conflitti si sono dimostrati decisamente costosi.
    Secondo le stime di Joseph Stiglitz e Linda Bilmes, quando tutti i costi verranno conteggiati, l’invasione dell’Iraq costerà ai contribuenti statunitensi 3.000 miliardi di dollari. Idem per la guerra in Afghanistan.

    In altre parole, le due guerre ingiustificate hanno raddoppiato il debito pubblico usamericano. Questa è la ragione per cui non ci sono soldi per la Previdenza Sociale, per il Servizio Sanitario Statale per la cura degli anziani e per i meno abbienti, per i buoni pasto, l’ambiente e la rete di sicurezza sociale.
    Gli Usamericani non hanno ottenuto nulla dalla guerra, ma visto che il debito di guerra non sarà mai ripagato, i cittadini statunitensi ed i loro discendenti si troveranno a pagare gli interessi su 6.000 miliardi di debiti di guerra in perpetuo.

    Non contento di queste guerre, il regime Bush / Obama sta conducendo operazioni militari in violazione del diritto internazionale in Pakistan, Yemen, e in Africa, ha organizzato il rovesciamento del governo in Libia mediante un conflitto armato, sta attualmente lavorando per detronizzare il governo siriano, e continua a schierare forze militari contro l’Iran.
    Trovando gli avversari musulmani…inadeguati alle sue energie e al suo bilancio, Washington ha circondato la Russia con basi militari e ha iniziato l’accerchiamento della Cina.
    Washington ha annunciato che il grosso delle sue forze navali verrà spostato verso il Pacifico nel corso dei prossimi anni, e sta lavorando per ristabilire la sua base navale nelle Filippine, sta costruendo una nuova base navale su un’isola sud-coreana, acquisisce una base navale in Viet Nam, e basi aeree e da trasporto truppe altrove in Asia.

    In Tailandia, Washington sta tentando di acquisire con il solito sistema delle tangenti una base aerea utilizzata nel corso della guerra del Vietnam. Esiste un’opposizione, dato che il paese non vuole essere trascinato in un conflitto con la Cina orchestrato di Washington. Per minimizzare la vera ragione per la base aerea, Washington, secondo i giornali tailandesi, ha comunicato al governo tailandese che la base sarebbe necessaria per “missioni umanitarie”. Questo non è stato accettato, e allora Washington ha indotto la NASA a chiedere la base aerea al fine di condurre “esperimenti meteorologici”. Resterà da vedere se questo stratagemma si rivelerà una sufficiente copertura.
    Marines degli Stati Uniti sono stati inviati in Australia e altrove in tutta l’Asia.

    Circondare la Cina e la Russia (e l’Iran) è un’impresa enorme per un paese che è finanziariamente in totale fallimento.
    Con le guerre e i salvataggi dei bankster, dei banditi delle banche e della finanza, Bush e Obama hanno raddoppiato il debito nazionale degli Stati Uniti, invece di affrontare la disintegrazione dell’economia statunitense e le difficoltà crescenti dei cittadini statunitensi.
    I grafici che seguono sono stati gentilmente concessi da www.shadowstats.com


    Occupazione in imprese non agricole; livelli registrati stagionalmente al giugno 2012 da Shadowstats.com, un sito web che analizza dati statistici sull’economia dell’amministrazione e sulla disoccupazione. In ascisse le annate, in ordinate i milioni di posti di lavoro.

    L’annuale deficit di bilancio degli Stati Uniti (sull’intorno dei 2.000 miliardi di dollari per anno) va ad aggiungersi al debito accumulato di 15.000 miliardi di dollari, senza alcuna prospettiva di declino. Il sistema finanziario è collassato e richiede continui salvataggi.
    Il sistema economico è in totale rovina, e non è stato più in grado di creare posti di lavoro altamente remunerativi, ma nemmeno eventuali posti di lavoro.
    Nonostante anni di crescita della popolazione, l’occupazione registrata sui libri paga a partire dalla metà del 2012 è la stessa che nel 2005 e decisamente al di sotto di quella del 2008.
    Eppure, il governo e i media finanziari “prostituti” ci dicono che abbiamo una ripresa.
    Secondo l’Ufficio di Statistica del Lavoro degli Stati Uniti, nel 2011 l’occupazione è stata solo superiore di 1 milione rispetto a quella del 2002.
    Dato che occorrono circa 150.000 nuovi posti di lavoro ogni mese per rimanere in parallelo con la crescita della popolazione, questo comporta un deficit decennale di posti di lavoro pari a 15 milioni di posti.

    Negli Stati Uniti, la disoccupazione e i tassi di inflazione sono di gran lunga superiori a quelli registrati. In articoli precedenti ho spiegato, sulla base del lavoro statistico di John Williams (shadowstats.com), le ragioni per cui le cifre pubblicizzate dall’amministrazione sono gravemente inadeguate e sottostimate.
    Il tasso di disoccupazione, dichiarato del 8,2% non tiene conto dei lavoratori scoraggiati che hanno rinunciato a trovare un lavoro. Il governo ha rilevato una seconda percentuale di disoccupazione, segnalata raramente, relativa ai lavoratori scoraggiati a breve termine. Questo tasso è del 15%. Se si sommano i lavoratori scoraggiati a lungo termine, l’attuale tasso di disoccupazione degli Stati Uniti è del 22%, un valore più vicino al tasso di disoccupazione della Grande Depressione che ai tassi di disoccupazione delle recessioni post-belliche.


    Sviluppo annuale del Prodotto Interno Lordo – Ufficiale (Istituto Analisi Economica BEA) rispetto al rilevamento di Shadow Government Statistics SGS; variazione annuale fino alla fine del 2012.

    I cambiamenti nel modo in cui viene misurata l’inflazione hanno annullato il Consumer Price Index (CPI) come misura del costo della vita. (1)

    La nuova metodologia si basa sulla sostituzione. Se il prezzo di un elemento dell’indice sale, viene sostituito da un elemento alternativo di prezzo inferiore.
    Inoltre, alcuni aumenti dei prezzi sono etichettati come miglioramenti della qualità del prodotto, lo siano essi o no, e quindi non appaiono nel CPI. Quindi, la gente deve pagare un prezzo più alto, ma l’aumento non viene conteggiato come inflazione.
    Attualmente, il tasso di inflazione relativo alla sostituzione è di circa il 2%. Tuttavia, quando l’inflazione è misurata tenendo conto del costo effettivo della vita, il tasso di inflazione è del 5%.
    Il “Misery Index” è la somma dei tassi di inflazione e di disoccupazione.

    Il livello dell’attuale “Misery Index” dipende dal fatto che vengono utilizzate nuove misurazioni manipolate e truccate, che minimizzano l’indigenza, mentre la metodologia precedente forniva valutazioni più precise. Prima delle elezioni del novembre 1980, il “Misery Index” toccava il 22%, il che fu una delle ragioni per la vittoria di Reagan sul presidente Carter. Oggi, se usiamo la metodologia precedente, l’indice Misery si posizionerebbe al 27%. Ma se usiamo la nuova metodologia truccata, il “Misery Index” si aggira sul 10%.
    La sottovalutazione dell’inflazione serve per incrementare il prodotto interno lordo (PIL).

    Il PIL viene calcolato in dollari correnti. Per potere determinare se il PIL è cresciuto a causa di aumenti dei prezzi o per aumenti di produzione reale, il PIL viene deflazionato attraverso il CPI, il Consumer Price Index, l’indice dei prezzi al dettaglio.
    Più alto è il tasso di inflazione, minore sarà la crescita dovuta ad effettiva produzione, e viceversa.
    Quando, per misurare l’inflazione, è stato usato il metodo basato sulla sostituzione, nel 21° secolo l’economia statunitense ha registrato una crescita reale, ad eccezione di una forte flessione durante il periodo 2008-2010. Tuttavia, se viene usata la metodologia basata sul costo della vita, fatta eccezione per un breve periodo nel corso del 2004, l’economia statunitense non ha registrato alcuna crescita reale dal 2000.
    Nel grafico soprastante, la curva di valutazione (inferiore – blu) del PIL reale viene deflazionata con la metodologia dell’inflazione, tenendo conto del costo della vita.
    La curva di valutazione (superiore – rossa) del PIL deflaziona il PIL con la nuova metodologia basata sulla sostituzione.

    La mancanza di occupazione e l’effettivo andamento del PIL vanno di pari passo con il declino del reale reddito familiare medio.
    La crescita del debito dei consumatori è stata sostituita dalla mancanza di crescita del reddito e ha continuato a gestire il sistema economico finché i consumatori hanno esaurito le loro capacità di assumere più debito. Con i consumi andati a fondo, le prospettive per una ripresa economica sono scarse.


    Indice del reddito familiare medio, al marzo 2012, fatto 100 il valore dell’indice al gennaio 2000

    I politici e la Federal Reserve presentano prospettive ancor peggiori.
    In un periodo di alta disoccupazione e di famiglie stressate dal debito, i politici, a livello locale, statale e federale stanno riducendo le sovvenzioni pubbliche alla sanità, per le pensioni, per i buoni pasto, per i sussidi alla casa e per ogni altro elemento della rete di sicurezza sociale.
    Questi tagli, ovviamente, riducono ulteriormente la domanda aggregata e la capacità degli Statunitensi, oberati dalla indisponibilità di reddito, a sopravvivere. (2)

    La Federal Reserve eroga tassi di interesse così bassi che i pensionati e gli altri che vivono dei loro risparmi possono guadagnare ben poco sul loro denaro. I tassi di interesse pagati su certificati di credito bancari e da obbligazioni governative e societarie sono inferiori al tasso di inflazione.
    Per realizzare redditi da interessi, una persona deve acquistare obbligazioni greche, spagnole o italiane, e correre così il rischio della perdita di capitale.
    La politica della Federal Reserve di tassi di interesse addirittura negativi costringe i pensionati a spendere al ribasso il loro capitale per poter vivere.
    In altre parole, la politica della Fed sta distruggendo i risparmi personali, dato che le persone sono costrette a spendere il loro capitale per coprire le spese di tutti i giorni.
    Nel mese di giugno, la Federal Reserve ha annunciato l’intenzione di continuare nella sua politica di tassi di interesse nominale ancora più bassi, questa volta concentrandosi su Buoni del Tesoro a lungo termine.

    La Fed ha dichiarato che avrebbe acquisto 400 miliardi dollari di obbligazioni del Tesoro a 30 anni. Spingere i tassi di interesse verso il basso, significa guidare le quotazioni dei fondi verso l’alto. Con Buoni del Tesoro a cinque anni che pagano solo sette decimi di punto percentuale, e con Buoni del Tesoro a dieci anni che pagano solo l’1,6%, percentuale inferiore anche al tasso ufficiale di inflazione, gli Usamericani alla disperata ricerca di rendimenti si orientano verso obbligazioni a 30 anni, che attualmente pagano il 2,7%. Tuttavia, quotazioni più elevate dei titoli comportano che il rischio di perdita di capitale è decisamente più elevato.
    La monetizzazione del debito pubblico da parte della Fed, o una diminuzione del valore di cambio del dollaro quando altri paesi si allontanano dal suo utilizzo per aggiustare la loro bilancia dei pagamenti, potrebbero scatenare l’inflazione che imporrebbe tassi di interesse fuori dal controllo della Fed.
    Un aumento dei tassi di interesse provoca una caduta delle quotazioni dei titoli.
    In altre parole, ora siamo in presenza di una bolla dei titoli, come quella immobiliare, o dei derivati o delle materie prime. Quando questa bolla scoppierà, gli USamericani subiranno un altro duro colpo al loro benessere rimanente. (3)

    Non ha senso investire in obbligazioni a lungo termine a tassi d’interesse negativi, quando il governo federale sta accumulando un debito che la Federal Reserve sta monetizzando, e quando altri paesi si stanno allontanando dall’alluvione di dollari.
    La monetizzazione del debito e un deprezzamento del valore di cambio del dollaro determinano un alto potenziale per un tasso di inflazione crescente. Allora, i gestori di portafoglio di fondi obbligazionari devono conformarsi in massa a scadenze più a lungo termine o vedere le loro prestazioni crollare al fondo della classifica.
    Alcuni singoli investitori e banche centrali estere, anticipando la perdita di valore del dollaro, stanno accumulando lingotti d’oro e d’argento. Nel corso del 2011, rendendosi conto del pericolo per il dollaro e per la sua politica dal rapido aumento del prezzo dei metalli preziosi, la Federal Reserve ha predisposto un’azione di compensazione.
    Quando la domanda materiale di lingotti fa salire il prezzo, vengono utilizzate vendite allo scoperto di lingotti sul mercato dei titoli, per guidare il prezzo verso il basso.
    Allo stesso modo, quando gli investitori iniziano a fuggire dai Buoni del Tesoro, causando in tal modo l’aumento dei tassi di interesse, J.P. Morgan e altre affiliate della Federal Reserve vendono interest rate swap, in modo da compensare l’effetto sui tassi di interesse delle vendite di titoli. (Tenete presente che i tassi di interesse aumentano quando diminuiscono le quotazioni dei titoli, e viceversa.) (4)

    Il punto di tutte queste informazioni è quello di stabilire che, fatta eccezione per l’1 per cento, i redditi e lo stato di benessere degli USamericani sono stati ulteriormente ridotti su tutta la linea.
    Dal 2002 fino al 2011, il sistema economico ha perso 3,5 milioni di posti di lavoro nell’industria. Questi lavori sono stati sostituiti con posti di lavoro a paga più bassa nei servizi di bar e ristoranti (1.189.000), nel servizio ambulatoriale di assistenza sanitaria (1.512.000) e con impieghi di assistenza sociale (578.000).
    Questi lavori sostitutivi nei servizi domestici comportano che negli Stati Uniti il reddito per consumi se ne è andato dal paese. Negli Stati Uniti, la potenziale domanda aggregata si è abbassata a causa delle differenze di retribuzione delle categorie di lavoro.
    Chiaramente e senza ambiguità, i posti di lavoro trasferiti all’estero hanno abbassato l’occupazione, il reddito netto pro capite degli Stati Uniti, e, di conseguenza, il PIL.

    Nonostante la mancanza di una base economica, le aspirazioni egemoniche di Washington continuano senza sosta. Altri paesi stanno sorridendo dell’incoscienza di Washington. La Russia, la Cina, l’India, il Brasile e il Sud Africa stanno realizzando un accordo per abbandonare il dollaro come valuta di riferimento per i regolamenti internazionali che intercorrono tra di loro.
    Il 4 luglio, il quotidiano China Daily riferiva:
    “Ieri, importanti uomini politici giapponesi e accademici di spicco provenienti dalla Cina e dal Giappone hanno esortato Tokyo ad abbandonare la sua politica estera ormai datata di appoggiarsi all’Occidente e ad accettare la Cina come partner chiave importante tanto quanto gli Stati Uniti.
    Il Consensus Tokyo, una dichiarazione congiunta formulata al termine del Forum Pechino-Tokyo, ha anche raccomandato ad entrambi i paesi di espandere i commerci e di promuovere un accordo di libero scambio fra la Cina, il Giappone e la Corea del Sud.”
    Questo significa che sta entrando in gioco il Giappone.

    Il governo cinese, più intelligente di Washington, sta rispondendo alle minacce militari di Washington sottraendo a Washington, e lusingandone, due principali alleati asiatici. Dato che l’economia cinese è ormai di dimensioni pari a quelle degli Stati Uniti, e poggia su basi molto più solide, e visto che il Giappone attualmente ha più scambi commerciali con la Cina che con gli Stati Uniti, l’attrattiva è interessante. Inoltre, la Cina è il vicino della porta accanto, e Washington è lontana e sta annegando nella sua arroganza.

    Washington, che ha fatto sventolare il suo dito medio (gesto volgare!) contro il diritto internazionale e contro la sua Costituzione e le sue stesse leggi, con la sua arroganza e le guerre ingiustificate e illegali, e con la sua affermazione del diritto di far massacrare i propri cittadini e quelli dei suoi alleati, come il Pakistan, ha trasformato gli Stati Uniti in uno Stato “canaglia”.
    Washington controlla ancora i suoi burattini comprati-e-pagati in quota NATO, ma questi Stati fantoccio sono sopraffatti da problemi di debito da derivati procurati loro da Wall Street e da problemi di debito sovrano, alcuni dei quali sono stati posti sotto copertura dalla Goldman Sachs di Wall Street.

    L’Europa è alle corde e non ha più soldi per sovvenzionare Washington nelle sue guerre egemoniche.
    Washington sta diventando un elemento isolato e disprezzato della comunità mondiale.
    Washington ha acquisito l’Europa, il Canada, l’Australia, l’ex Stato sovietico della Georgia (e quasi l’Ucraina), e la Columbia, e continua nei suoi tentativi di acquisire tutto il mondo, ma il sentimento si sta rivoltando contro questo Stato da risorgente Gestapo, che si è dimostrato essere senza legge , spietato e indifferente, addirittura ostile, alla vita umana e ai diritti umani.
    Un governo, il cui esercito non è stato in grado, con l’aiuto della Gran Bretagna, ad occupare l’Iraq dopo otto anni ed è stato costretto a porre fine al conflitto mettendo i “ribelli” sul libro paga dell’esercito degli Stati Uniti e di pagarli per smetterla di uccidere le truppe statunitensi, e un governo il cui esercito è stato incapace di sottomettere poche migliaia di Talebani armati con armi leggere dopo undici anni, esagera e va sopra le righe quando organizza una guerra contro l’Iran, la Russia, e la Cina.

    L’unica prospettiva che Washington ha per prevalere in una simile impresa è quella di usare per primo le armi nucleari, di cogliere alla sprovvista i suoi oppositori demonizzati sferrando un attacco nucleare di punto in bianco. In altre parole, l’eliminazione della vita sulla terra.
    Questo è il programma di Washington rivelato dal guerrafondaio neoconservatore, Bill Kristol, che non ha avuto vergogna di porre pubblicamente il quesito: “Dove sta il vantaggio di possedere armi nucleari, se non si possono usare?”

    N.d.T.:
    (1) In economia, l’indice dei prezzi al consumo (talvolta indicato anche come indice dei prezzi al dettaglio o CPI – Consumer Price Index, nella notazione inglese) è, come tutti gli indici dei prezzi, una misura statistica formata dalla media dei prezzi ponderati per mezzo di uno specifico paniere di beni e servizi. Tale paniere ha come riferimento le abitudini di acquisto di un consumatore medio.

    (2) Per “domanda aggregata” si intende la domanda totale di beni effettuata dagli operatori di un sistema economico, (famiglie, imprese, pubblica amministrazione, ed estero). In questo senso è una “sommatoria di domande”. Normalmente viene scomposta nelle sue componenti fondamentali, che rispecchiano la “provenienza” di tale domanda, cioè i soggetti del sistema economico che la determinano. Nelle classificazioni più diffuse, la domanda aggregata si scompone in: a)domanda di beni di consumo; b)domanda di beni di investimento; c)spesa pubblica; d)esportazioni nette.

    (3) La monetizzazione del debito pubblico è un’operazione effettuata dalla banca dello Stato attraverso l’emissione di nuovi contanti in circolo per pagare il proprio debito pregresso, non pagando gli interessi. In questo modo lo Stato svaluta i suoi contanti e può pagare con calma il suo debito, vedendosi ridurre l’interesse applicato. Quindi è un procedimento di riduzione del debito pubblico attraverso l’acquisto sul mercato aperto di grossi quantitativi di titoli del debito pubblico da parte delle autorità monetarie. L’effetto di tali acquisti è l’aumento della moneta in circolazione, con la conseguente crescita dell’inflazione.

    (4) Quando la banca vuole garantire al cliente un tasso fisso deve tutelarsi in modo da evitare di rimetterci cifre da capogiro se i tassi si alzano. Ciò è possibile ricorrendo a speciali accordi (detti swap) con soggetti disposti ad accollarsi il rischio, nell’ambito di un intento speculativo. Dal tasso a cui si concludono tali accordi nasce l’IRS (Interest Rate Swap). L’entità dell’IRS cambia in funzione del periodo coinvolto. Ovviamente lo speculatore che accetta il rischio per un anno concluderà a tassi più bassi di chi lo prende in carico per venti o trenta.


    Per concessione di Tlaxcala
    Fonte: http://www.paulcraigroberts.org/2012/07/08/the-collapsing-us-economy-end-world/
    Data dell’articolo originale: 08/07/2012
    URL dell’articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=7731


    CHI ha guadagnato con l'euro e chi ha perso...indovinate...

    mercoledì 4 luglio 2012


    Ecco quanto la Germania guadagna dalla crisi. Bilancia dei pagamenti più che decuplicata con l'euro.
    La Germania, quello stesso Paese che nel 1997 pagava sui Bund a 10 anni un tasso del 5,5%, non lontano dal 6,1% dei BTp di quel tempo, funziona alla grande con l'euro.
    Dal 1989 al 2000 (quindi in piena fase pre-euro) la bilancia dei pagamenti correnti della Germania era in rosso per 126 miliardi. Dal 2001 al 2012 (qundi in piena fase euro, comprendendo anche l'attuale fase di crisi dei Paesi periferici) è balzata in positivo a quota 1.791 miliardi (dati Bloomberg rilanciati dalla trasmissione televisiva "Mercati, che fare" di Banca Mediolanum). E l'Italia? Prima dell'introduzione dell'euro aveva una bilancia dei pagamenti correnti positiva (53 miliardi) contro -388 accusati nel periodo successivo.

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    Davvero il debito tedesco supererà quello italiano?

    martedì 3 luglio 2012


    La Germania, tra qualche anno, avrà un debito più alto di quello dell’Italia. Parola di Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie all’Università di Friburgo. E’ scritto tutto nero su bianco, tra le pagine dello studio della fondazione tedesca Stiftung Marktwirtschaft (“Economia di mercato”), presieduta dal professore tedesco. L’indagine, pubblicata a fine 2011, stila una vera e propria classifica dei debiti dei Paesi dell’Eurozona confrontando due valori, il debito esplicito e quello implicito (basandosi sui dati del 2010). Una graduatoria che passa in rassegna i 12 Stati fondatori dell’euro (esclusi gli ultimi ad essere entrati: Slovenia, Slovacchia, Estonia, Cipro e Malta).
    E’ curioso, però, il criterio che la fondazione tedesca ha utilizzato: si è tenuto conto non solo del debito pubblico tradizionalmente inteso, che la fondazione chiama “esplicito”, ma anche di quello “implicito” legato soprattutto alle pensioni in maturazione nei prossimi anni, alla spesa sanitaria, al saldo primario e via dicendo. “Sono possibili calcoli molto precisi sulla scorta dei dati ufficiali, ad esempio sul numero di persone che andranno in pensione nei prossimi anni”, spiega Raffelhüschen a Linkiesta. “Il debito implicito - aggiunge - dipende in modo decisivo dal previsto aumento delle spese legate all'invecchiamento”. E per la Germania, secondo queste proiezioni, il futuro non è dei migliori. Tenendo presente la riforma fiscale, quella pensionistica, l’aumento delle prestazioni sanitarie per alcune malattie tipiche della vecchiaia (come l’Alzheimer), il debito tedesco rischia seriamente di ingrossarsi nei prossimi anni. Un esempio: secondo il professore, nel 2050, lo Stato tedesco dovrà sborsare 1.360 miliardi di euro solo per le pensioni (di cui 870 miliardi di euro per 1,38 milioni di dipendenti pubblici). Sempre secondo la speciale graduatoria della fondazione Stiftung Marktwirtschaft, il Belpaese risulta il più virtuoso, in prospettiva, con un debito totale “presunto” di 146 punti percentuali sul Pil: il risultato è dato dalla somma del debito esplicito del 118,4%, aggiunto a quello implicito pari al 27,6%. Seguono Germania (192,6% la somma dei due debiti) e, a completare il podio, la Finlandia (195,2%). Ma ha senso sommare questi due debiti per avere un indicatore attendibile?
    “Sono due categorie logiche assolutamente differenti e non si possono sommare”, precisa a Yahoo! Paolo Guerrieri, professore ordinario di Economia politica a La Sapienza di Roma. “Sarebbe come comparare le mele con le pere, non si capisce il motivo per cui dovrebbero essere messe insieme. Stiamo parlando di due concetti completamente diversi. Sul debito esplicito si esprimono i mercati, quello implicito è basato su stime e proiezioni”. Quindi, per capire meglio, cosa si intende per debito implicito? “E’ un valore che non può essere definito – continua il professore -, anche perché fa riferimento al Welfare del Paese in questione. Ci sono troppi criteri legati alla soggettività di chi lo vuole calcolare (come, ad esempio, il sistema pensionistico, quello sanitario e il saldo primario, ndr), con margini di oscillazione grandissimi”. Mentre per determinare il debito pubblico – quello esplicito per intenderci – entrano in gioco parametri rigidi e assolutamente precisi. “Questo debito è trasparente e si ottiene utilizzando dei criteri decisi dall’Eurostat”, aggiunge Guerrieri. “Ed è l’unica grandezza certa che viene tenuta in considerazione dai mercati. Perché, sia ben chiaro, la vera dimensione del debito di un Paese non è data dalla somma di questi due debiti, come sostenuto nel rapporto Stiftung Marktwirtschaft. E’ giusto ribadirlo, non ha alcun senso sommarli”.
    Immaginare che tra quarant’anni, però, l’Italia possa avere un debito pubblico più leggero della tanto rigorosa Germania, è un’idea che continua ad esercitare un discreto fascino. Semplicemente, oggi non si può conoscere il futuro e i mercati ragionano su di un arco temporale molto più ristretto. “Nessun operatore di mercato – rincara il professore – terrà mai in considerazione il valore ottenuto dalla somma dei due debiti. Comparare, invece, diversi sistemi di Welfare è utile per avere indicatori economici ulteriori e per abbozzare una previsione sul futuro, ma senza avere nessuna certezza dell’impatto sul debito”. A qualcuno potrebbe anche venire in mente che l’Italia ha un debito pubblico pari al 120% del Pil, mentre il Giappone, che se la passa sicuramente meglio di noi, arriva a toccare la soglia del 200%. Come è possibile? “Anche in questo caso il debito implicito non c’entra niente – conclude Guerrieri – e non importa a nessuno. Per analizzare i debiti di Italia e Giappone, bisognerebbe iniziare a parlare di sovranità monetaria”. Un argomento quasi “tabù” nell’area euro; da queste parti si è più propensi a discutere di debiti. Impliciti od espliciti che siano.

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    IL RACKET DELLA PROTEZIONE DI WALL STREET E I DERIVATI NASCOSTI. I DERIVATI DELLA JP MORGAN PUNTELLANO IL DEBITO USA E IL SENATO DA' MANO LIBERA A JAMIE DIMON

    DI ELLEN BROWN
    globalresearch.com
    Quando Jamie Dimon, amministratore delegato della JP Morgan Chase Bank, è apparso il 13 giugno davanti alla Commissione per le Attività Bancarie del Senato [Senate Banking Committee], indossava gemelli col sigillo presidenziale. “Dimon stava cercando di inviare un qualche messaggio, indossando quei gemelli?” ha domandato John Carney, redattore della CNBC. “Stava per caso... insinuando che era lui, in realtà, quello che comanda?” [1]

    L'atteggiamento servile dei senatori era così smaccato da ispirare a Jon Stewart un finto servizio satirico in un pezzo sull'Huffington Post intitolato “Jon Stewart stigmatizza il crudele atteggiamento inquisitorio del Senato contro Jamie Dimon.” e Matt Taibbi ha scritto un editoriale dal titolo “All'udienza per Dimon i senatori strisciano, coprendosi di vergogna.” E afferma che l'intera scena era dolorosa da guardare. “Ma che sta succedendo con questa commissione senatoriale?” si è chiesto Stewart. “Baciano le chiappe di Jamie Dimon come se fossero a libro paga della JPMorgan.” La spiegazione, fornita da una successiva notizia in video, è che la JPMorgan Chase è la principale finanziatrice elettorale di molti dei membri della Commissione per le Attività Bancarie.

    Si tratta della risposta più ovvia, ma gli analisti finanziari Jim Willie e Rob Kirby ritengono che il retroscena possa essere molto più ampio, profondo e inquietante. Sostengono che le perdite di 3 miliardi e più di dollari in transazioni speculative avvenute a Londra (oggetto dell'udienza [2]) possono essere ricondotte non ai debiti sovrani europei (come si sostiene), ma ai tassi di interesse sui titoli di stato statunitensi, tenuti eccezionalmente bassi.

    Il debito pubblico [statunitense] cresce a un ritmo di 1.500 miliardi di dollari l'anno. Interessi estremamente bassi DEVONO essere mantenuti per impedire al debito di travolgere il bilancio dello stato. Interessi prossimi allo zero devono inoltre essere mantenuti perché perfino un loro modesto aumento causerebbe alle banche perdite sui derivati da molte migliaia di miliardi, e comprometterebbero la loro principale fonte di profitto, l'arbitraggio [3] permesso dal prendere in prestito a zero interessi e reinvestire a tassi più alti.

    Questi tassi bassissimi vengono mantenuti mediante gli swap sui tassi di interesse [4], definiti da Willie “uno strumento derivato che controlla il mercato dei titoli in un modo subdolamente artificiale.” Tale controllo è complicato da descrivere, e viene esaminato in dettaglio negli articoli di Willie e Kirby.
    Kirby sostiene che l'unica istituzione abbastanza grande da svolgere il ruolo di controparte in alcuni di questi scambi è il Tesoro statunitense. I suoi sospetti si concentrano sull'Exchange Stabilization Fund del Ministero del Tesoro [5], un'entità poco trasparente e priva di controllo, che non rende conto a nessuno. Kirby sottolinea anche che se alcune società quotate in borsa (incluse la JPMorgan, la Goldman Sachs e la Morgan Stanley) vengono ritenute compartecipi della sicurezza nazionale degli Stati Uniti (parliamo della protezione della solidità del Dollaro), esse possono essere legalmente esentate dalla comunicazione della loro reale situazione finanziaria. Hanno il permesso di tenere una doppia contabilità.

    Gli swap di interessi attualmente costituiscono l'80% del vastissimo mercato dei derivati, e la JPMorgan ne detiene per un ammontare di 57.500 miliardi di dollari. Senza la protezione degli swap della JPMorgan, i tassi di interesse sul debito pubblico statunitense si accoderebbero a quelli della Grecia, puntando al 30%. L'amministratore delegato Dimon potrebbe quindi essere effettivamente “quello che comanda”: è possibile che i puntelli che sostengono l'intero sistema finanziario statunitense siano sotto il suo controllo.

    Eroe o Farabutto?

    Dobbiamo perciò considerare Dimon un eroe nazionale? Se consideriamo il suo passato, certamente no. A parte le recenti perdite di 3.000 miliardi della JPMorgan, che assomigliano più a una speculazione illegale che a un rischio lecito, esiste il conflitto di interessi della JPM, che è stata sia camera di compensazione sia creditrice nei confronti della MF Global, per dirottare fondi che sarebbero dovuti andare sui conti dei clienti [della MF] [6], e inoltre c'è la sua responsabilità nel crollo della Lehman Brothers, quando decise di riprendersi 7 miliardi in contanti e collaterali. Bisogna considerare anche il fatto che Dimon sedeva nel consiglio della Federal Reserve di New York, quando nel 2008 quest'ultima ha prestato 55 miliardi di dollari alla JPMorgan , che ha utilizzato quel denaro per acquistare la Bear Stearns a un prezzo stracciato. A quel tempo Dimon possedeva quasi tre milioni in azioni della JPM, in aperta violazione della sezione 208 del Codice Penale, che rende un simile conflitto di interessi un crimine [7].

    L'analista finanziario John Olagues, già intermediario di titoli stock option, sottolinea come il prestito venisse garantito da 55 milioni di dollari di patrimonio della Bear Stearns. Se la Bear Stearns aveva tutta questa disponibilità, la Fed avrebbe potuto fare il prestito direttamente ad essa, evitandole l'assorbimento da parte della JPMorgan. Ma la Bear Stearns non aveva un suo uomo nel consiglio della NY Fed.

    Olagues evidenzia inoltre che la JPMorgan ha ricevuto dal Tesoro altri 52 milioni come salvataggio TARP [8], soldi a quanto pare restituiti tramite altri prestiti ottenuti dalla NY Fed a un misero tasso dello 0,5%; inoltre, i dirigenti della JPM hanno ricevuto bonus, tanto cospicui quanto sospetti, denominati “Stock Appreciation Rights and Restricted Stock Units” (varianti complicate delle stock option, anche del tipo sottoposto a vincoli, riservate ai dipendenti). Nel 2009 questi bonus vennero concessi il giorno in cui le azioni della JPMorgan avevano raggiunto il valore più basso dei precedenti cinque anni. Quel valore è subito tornato a salire, accrescendo sensibilmente il valore di quei bonus. Lo schema si è ripetuto nel 2008 e nel 2012.

    Olagues ha le prove di sistematiche vendite computerizzate di azioni della JPMorgan immediatamente prima e nelle date delle concessioni di stock option. La collusione per manipolare le azioni per far spazio alla concessione di opzioni viene definita “spring-loading” e viola la norma 10 b-5 della SEC, oltre alle leggi fiscali, comportando conseguenze civili e penali.

    Tutto questo comporta che potremmo effettivamente avere un criminale alla guida dello stato.

    Si sta sviluppando un movimento d'opinione che mira alla rimozione di Dimon dal consiglio della NY Fed, sostenendo che la sua dirigenza rappresenti una smaccato conflitto di interessi. A maggio, la candidata al Senato del Massachusetts Elizabeth Warren ha chiesto le dimissioni di Dimon dal consiglio della NY Fed, e il senatore del Vermont Bernie Sanders ha sfruttato il clamore provocato dalle speculazioni fallimentari della JPM per promuovere una ristrutturazione della Federal Reserve. In un comunicato stampa Warren ha affermato:

    “Quattro anni dopo la crisi finanziaria, non si riesce a far assumere a Wall Street le proprie responsabilità, e questa mancanza di responsabilità fa sì che la storia si ripeta – enormi e rischiose scommesse finanziarie che portano a perdite miliardarie. È tempo di assunzione di responsabilità... L'uscita di Dimon dalla NY Fed sarebbe almeno un piccolo segno che in futuro Wall Street renderà conto dei propri fallimenti.”

    Ma quale peso potrebbe avere questo piccolo passo di fronte alla prospettiva ricattatoria di un terrificante collasso dell'intero sistema debitorio statunitense?

    Tenere in Piedi la Piramide

    Davvero non si può far altro che sottomettersi al racket della protezione in stile mafioso, esercitato da Wall Street con un mercato clandestino di swap di interessi? Come osservano Willie e Kirby, alla fine quel sistema è intrinsecamente destinato a fallire, e anzi potrebbe già essere fallito. I due analisti indicano elementi che provano che le perdite della JPMorgan non sono affatto di 3 ma di 30 miliardi di dollari o più, e che la JPM è a tutti gli effetti in bancarotta.

    Lo stesso casinò dei derivati non è altro che il disperato tentativo di tenere in piedi uno schema piramidale basato sulla creazione di denaro per le riserve frazionarie [9], uno schema che si è sviluppato nel corso di parecchi secoli, attraverso una serie di “riserve” - dall'oro alla “base monetaria” [10] creata dalla Fed, alle obbligazioni garantite da mutui, ai debiti sovrani protetti in apparenza con l'uso dei derivati. Abbiamo constatato che l'unico vero soggetto garante in tutto questo è il governo stesso, in primis con l'assicurazione federale sui depositi e infine con il salvataggio statale delle banche “troppo grandi per fallire”. Se i cittadini finanziano le banche, allora dovrebbero anche esserne i proprietari; e la loro valuta corrente dovrebbe essere emessa non tramite le banche, con aggravio di interessi, ma dal loro governo sovrano.

    A differenza della Grecia, che per finanziarsi deve contare su una riottosa Banca Centrale Europea, gli Stati Uniti possiedono ancora il potere legale di emettere i propri dollari, o di prenderli in prestito a interessi zero dalla propria banca centrale. Il governo potrebbe ricomprarsi i propri titoli di stato e rifinanziarli a zero interessi tramite la Federal Reserve – che adesso li acquista sul mercato allo stesso tasso di interesse di chiunque altro – o semplicemente stracciarli. L'unico ostacolo a questa alternativa è il babau dell'inflazione, ma molti paesi hanno dimostrato che un simile approccio non deve essere necessariamente inflazionario. Il Canada ha ricevuto prestiti dalla sua banca centrale a interessi praticamente nulli dal 1939 al 1974, stimolando la produttività senza creare inflazione; l'Australia l'ha fatto dal 1912 al 1923; e la Cina l'ha fatto per decenni. La creazione da parte di privati di moneta gravata da interessi è la capostipite di tutti gli schemi piramidali; e come tutti gli schemi di questo tipo è destinata a crollare, a dispetto dei milioni di miliardi di derivati che la puntellano.
    Willie e Kirby ritengono che questa fase sia imminente. Abbiamo bisogno di alternative, di strutture pubbliche e cooperative pronte a rimpiazzare il vecchio sistema quando crollerà su se stesso.

    Ellen Brown
    Fonte: www.globalresearch.ca
    Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=31505
    20.06.2012

    Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DOMENICO D'AMICO

    Note del traduttore

    [1] Che i gemelli in questione siano di quelli dati dalla presidenza a intere schiere di collaboratori, o tra quelli che il presidente dona direttamente a singoli individui, o siano di quei prodotti (a volte relativamente costosi) di gioielleria dedicata, non si sa. Ciò di cui si parla qui, appunto, è il portato simbolico della situazione. Del resto Obama non ha nascosto il suo apprezzamento per Jamie Dimon, definendolo “uno dei banchieri più brillanti della nazione” [Wall Street Journal]

    [2] “Dall'ufficio di Londra e dal suo staff internazionale sono partite puntate su un indice del credito aziendale chiamato IG 9: a far precipitare le cose sarebbero state posizioni ottimistiche prese dall'inizio dell'anno sul credito delle imprese, tradotte nella vendita di Cds, contratti derivati di protezione da default, sull'indice. Le puntate sono diventate massicce in primavera e numerosi hedge fund hanno cominciato ad accettare le scommesse, puntando al contrario sul peggioramento del credito che avrebbe fatto scattare pagamenti a favore dei detentori di Cds. Quando questo si è avverato, le perdite per Jp Morgan si sono moltiplicate, salendo a oltre 200 milioni di dollari al giorno.” [Il Sole 24 Ore]

    [3] “Con il termine arbitraggio si indica un'operazione che consente di ottenere un profitto certo senza che il soggetto che la pone in essere corra alcun rischio.” [Borsa Italiana]

    [4] Interest Rate Swap: “Swap d'interessi, dove due controparti, che hanno preso a prestito lo stesso importo per la medesima scadenza, si mettono d'accordo, con l'intermediazione di una banca o di una società specializzata, per scambiarsi reciprocamente l'onere degli interessi. Generalmente una controparte paga un tasso fisso, mentre l'altra paga un variabile.” [Schroders]
    “Ad esempio, una società in difficoltà economiche, la quale a causa del suo basso rating di credito si trovi nell’impossibilità di ottenere finanziamenti a lungo termine, può utilizzare tale strumento. In questo modo la società potrà trasformare il suo debito a tasso variabile (e a breve termine) in un debito a tasso fisso e a medio/lungo termine. L’esigenza della società, in questo caso, è evidentemente quella di coprirsi (“hedging”) dal rischio di perdite, mentre la controparte si assume il rischio che il tasso variabile diventi più basso del tasso fisso.” [Centro Tocqueville-Acton] “(...) i banchieri hanno ingannato governi e istituzioni di tutto il mondo occidentale puntando migliaia di miliardi di dollari (e/o euro) nella scommessa che i tassi di interesse stavano per schizzare alle stelle per poi crollare ai livelli più bassi della storia. Questa truffa è conosciuta come “interest rate swap” [Informare per Resistere]

    [5] “Lunedì 29 settembre [2008] (…) In una delle giornate più convulse degli ultimi venti anni a Wall Street e al Congresso, la Camera americana dice no (228 voti contrari e 205 a favore) al piano da 700 miliardi di dollari messo a punto dal segretario al Tesoro Paulson e dal presidente Bush per salvare il sistema finanziario statunitense. Come contromossa il presidente Usa autorizza il ricorso al fondo di stabilizzazione dei cambi. Crollano le Borse di tutto il mondo: l'indice S&P500 cede l'8,7%, il ribasso più ampio dall'ottobre del 1987. Le piazze europee lasciano sul terreno tra il 4 e il 5 per cento. In Italia, intanto, il governatore Mario Draghi rassicura: la liquidità è 'adeguata e soddisfacente'.” ... [Il Sole 24 Ore]

    [6] In sintesi, la MF Global, una società di brokeraggio, investiva in titoli europei ad alto rischio e rendimento, e quando le cose si sono volte al peggio, il CEO ha utilizzato i soldi dei clienti per compensare la mancanza di liquidità. Risultato, mancano più di due miliardi di dollari. La JPMorgan ha ospitato i soldi di alcune di queste transazioni truffaldine. [Forbes]

    [7] Nell'originale “18 U.S.C. Section 208”. Il “Title 18 of the United States Code” è il codice penale del governo federale degli Stati Uniti (tanto per fare un esempio, il titolo 17 si occupa di copyright). La sezione 18, tra l'altro, “proibisce a un funzionario o impiegato [pubblico] di partecipare come funzionario del governo a qualsiasi 'istanza particolare' nella quale egli o ella abbia un interesse finanziario.” [U.S. Department of Justice]

    [8] “[la] madre di tutte le leggi anti-crisi varate negli Stati Uniti, ovvero il Tarp (Troubled Assets Relief Program), approvato dal Congresso il 3 ottobre 2008 al termine della presidenza Bush: 700 miliardi di dollari di cui 350 già impegnati e altri 350 lasciati in eredità all'amministrazione Obama.” [Il Sole 24 Ore] [9] “La riserva frazionaria è la percentuale dei depositi bancari che per legge la banca è tenuta a detenere sotto forma di contanti o di attività facilmente liquidabili.” [Wikipedia]

    [10] "La base monetaria o moneta ad alto potenziale è costituita dalla moneta legale - ossia dalle banconote e dalle monete metalliche che per legge devono essere accettate in pagamento - e dalle attività finanziarie convertibili in moneta legale rapidamente e senza costi, esistenti in un determinato momento nel sistema economico. Può essere anche definita come l'insieme delle attività finanziarie utilizzabili dalle banche per costituire le riserve obbligatorie presso la banca centrale. Rappresenta la definizione più ristretta di moneta e, quindi, il più ristretto degli aggregati monetari, noto come M0.” [Wikipedia]


    Da dove provengono i soldi? La gigantesca vergogna della Federal Reserve

    sabato 30 giugno 2012

    Come viene creato il denaro? Se rivolgete questa domanda alle persone medie per strada, la maggior parte di loro non ne ha idea. Questo è piuttosto strano, perché tutti noi usiamo il denaro costantemente. Si potrebbe pensare che sarebbe naturale per tutti noi sapere da dove proviene. Allora da dove proviene il denaro?

    Un sacco di gente suppone che il governo federale crei i nostri soldi, ma non è così. Se il governo federale potesse semplicemente stampare e spendere di più ogni volta che vuole, il nostro debito nazionale sarebbe pari a zero. Invece, il nostro debito nazionale ha raggiunto ormai quasi 16 trilioni di dollari. Allora perché il nostro governo (o qualsiasi altro governo sovrano se è per questo) deve prendere soldi a prestito da qualcuno? Questa è una domanda molto buona.

    La verità è che, in teoria, il governo americano non ha bisogno di prendere in prestito un solo centesimo da nessuno. Ma sotto il sistema della Federal Reserve, il governo statunitense si è sottomesso volutamente ad un sistema finanziario in cui deve costantemente prendere in prestito somme di denaro sempre maggiori. In realtà, è così che funziona nella stragrande maggioranza dei paesi del pianeta. in questo momento. Come vedrete, questo tipo di sistema non è sostenibile e i problemi strutturali causati da tale sistema sono al centro dei nostri odierni problemi di debito.

    Allora da dove proviene il denaro? Negli Stati Uniti, proviene dalla Federal Reserve.

    Quando il governo degli Stati Uniti decide che vuole spendere un altro miliardo di dollari che non ha, non stampa un miliardo di dollari.

    Piuttosto, il governo degli Stati Uniti crea un mucchio di buoni del tesoro statunitensi (debito) e li versa alla Federal Reserve.

    La Federal Reserve crea un miliardo di dollari dal nulla e li scambia con le obbligazioni del Tesoro degli Stati Uniti.

    Allora perché il governo degli Stati Uniti fa tutta questa fatica? Perché il governo degli Stati Uniti non crea i soldi da solo?

    Queste sono domande molto buone.

    Uno dei motivi principali per cui il nostro sistema è strutturato in questo modo è che così le persone benestanti possono diventare ancora più ricche per prestare denaro al governo degli Stati Uniti e ad altri governi nazionali.

    Ad esempio, l'anno scorso il governo Usa hanno speso oltre 454 miliardi di dollari solo di interessi sul debito nazionale.

    Nel corso dei secoli, gli ultra-ricchi hanno scoperto che prestare ai governi nazionali è un affare molto, molto redditizio.

    Le obbligazioni del Tesoro degli Stati Uniti, che la Federal Reserve riceve in cambio del denaro che ha creato dal nulla, vengono vendute all'asta attraverso il sistema della Federal Reserve.

    Ma aspettate.

    C'è un problema.

    Poiché il governo USA deve pagare gli interessi sulle obbligazioni del Tesoro, l'ammontare del debito che è stato creato da questa transazione è superiore alla somma di denaro che è stato creato.

    Allora, il governo degli Stati Uniti dove prenderà i soldi per pagare il debito?

    Ebbene, l'idea è che possiamo ottenere denaro che scorre attraverso l'economia molto, molto velocemente e tassarlo ad un tasso abbastanza alto da permettere al governo di riscuotere tasse sufficienti a pagare il debito.

    Ma questo non accade mai in realtà, vero?

    E anche i creatori della Federal Reserve l'hanno capito. Hanno capito che il governo americano non avrebbe avuto abbastanza soldi per far funzionare l'amministrazione e contemporaneamente onorare il debito nazionale. Sapevano che il governo americano avrebbe dovuto chiedere in prestito ancora più soldi nel tentativo di tenere il passo con il gioco.

    Questo è il motivo per cui io chiamo la Federal Reserve una macchina del debito perpetuo . La Federal Reserve è stata creata per intrappolare il governo degli Stati Uniti in una spirale di espansione infinita del debito alla quale non c'è scampo.

    E la Federal Reserve sta facendo un ottimo lavoro riguardo a quello per cui è stata progettata. Oggi, il debito nazionale degli Stati Uniti è più di 5000 volte più grande di quanto lo fosse quando la Federal Reserve è stata creata.

    Un altro modo in cui il denaro nasce nella nostra economia è attraverso il processo della riserva frazionaria bancaria.

    Originariamente ho tratto la seguente spiegazione semplificata del sistema bancario a riserva frazionaria dal sito web della Federal Reserve Bank di New York , ma poi è stata cancellata. Ma io continuo a pensare che sia utile per comprendere le basi del funzionamento della riserva frazionaria bancaria ....

    "Se la riserva obbligatoria è del 10%, per esempio, una banca che riceve un deposito di 100 dollari può prestare 90 dollari di quel deposito. Se poi chi prende il prestito firma un assegno a qualcuno che poi deposita i 90 dollari, la banca che riceve quel deposito può prestare 81 dollari . Mentre il processo continua, il sistema bancario puo espandere il deposito iniziale di 100 dollari fino ad un massimo di 1.000 dollari (100 + 90 + 81 + 72,90 dollari ... = 1.000 dollari)."

    Quando mettete i vostri soldi in banca, non restano lì. La banca mantiene a disposizione solo una quantità di denaro relativamente piccola per soddisfare le richieste di ritiro dei titolari di conti. Se tutti noi ci recassimo presso le banche in questo momento e chiedessimo i nostri soldi, questo creerebbe un grosso problema.

    Se io metto 100 dollari in banca e la banca presta a voi 90 di quei dollari, sembra come se ci fossero 190 dollari in circolazione. Io ho "100 dollari" sul mio conto in banca e voi disponete di "90 dollari" che avete appena preso in prestito.

    Il nuovo debito che avete contratto (90 dollari) ha "creato" altri soldi. Ma naturalmente finirete per pagare più di 90 dollari alla banca, in questo modo è stato creato un debito maggiore della quantità di denaro che è stato creato.

    E questo è uno dei grossi problemi con il nostro sistema finanziario. E 'stato progettato in modo che la quantità di debito e la somma di denaro siano perennemente in espansione, e la quantità di debito creato sia sempre maggiore della quantità di denaro che viene creato.

    Quindi c'è da meravigliarsi se la nostra società è sommersa da quasi 55 trilioni di dollari di debito totale in questo momento?

    Un sistema finanziario basato sul debito non è sostenibile per natura perché creerà sempre bolle di debito che inevitabilmente scoppieranno.

    Iniziate a capire perché tanti americani dicono che dobbiamo abolire il sistema della Federal Reserve ?

    I nostri padri fondatori non volevano che il nostro sistema finanziario funzionasse in questo modo.

    Secondo l' articolo I, sezione 8 della Costituzione degli Stati Uniti, si suppone che il Congresso degli Stati Uniti abbia il potere di "battere moneta, regolarne il valore, anche delle monete estere, e fissare lo Standard dei Pesi e delle Misure".

    Allora perché questa autorità è stata conferita ad un istituto privato che è dominato dalle grandi banche di Wall Street e che ha effettivamente sostenuto in tribunale che "non è un’agenzia" del governo federale?

    Thomas Jefferson una volta disse che se avesse potuto aggiungere solo un'altra modifica alla Costituzione degli Stati Uniti sarebbe stato un divieto per tutti i prestiti del governo ....

    Vorrei che fosse possibile aggiungere un solo emendamento alla nostra Costituzione. Sarei disposto ad affidarmi solo a quello per ricondurre il potere del governo federale agli autentici principi della sua Costituzione; voglio dire un articolo aggiuntivo, che togliesse al governo federale il potere di indebitamento.

    Ma invece, siamo diventati schiavi di un sistema in cui il debito pubblico crea in realtà i nostri soldi.

    Il debitore è servo del creditore, e abbiamo permesso al nostro governo di renderci schiavi per un importo di quasi 16 trilioni di dollari.

    Ci sono alternative a questo sistema. Le cose non devono funzionare in questo modo.

    Purtroppo, la stragrande maggioranza dei nostri politici ritiene che la Federal Reserve sia buona per l'America e rifiutano ostinatamente di fare qualcosa per cambiare lo status quo.

    Quindi, se siete in attesa di "soluzioni" a questi problemi a livello nazionale, aspetterete molto a lungo.

    I problemi del debito che gli Stati Uniti e l'Europa stanno vivendo non sono nati per caso. Sono il risultato di problemi fondamentali strutturali del sistema finanziario.

    Un debito basato su sistema finanziario fallirà sempre nel lungo periodo. Purtroppo, la maggior parte degli americani ancora non lo capisce e così arriveremo tutti a subirne le conseguenze .

    Fonte: The Economic Collapse 26 Giugno 2012
    Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.it



    IL GIORNALE,LA GRECIA TRUFFO' L'UNIONE EUROPEA: INVECE DI LICENZIARE ASSUNSE 70.000 FUNZIONARI

    martedì 26 giugno 2012

    NEL BIENNIO 2010-2011 LA GRECIA SI OPPOSE AL PIANO DI AUSTERITY IMPOSTOLE DALLA TROIKA E INVECE DI PROCEDERE COI LICENZIAMENTI PREVISTI ASSUNSE OLTRE 70.000 FUNZIONARI. DA ALLORA I MERCATI HANNO PUNITO L'INSUBORDINAZIONE DI ATENE..


    di Free Italy
    Il settimanale To Vimas ha pubblicato pochi giorni fa alcuni rapporti che dimostrerebbero come il governo di Atene abbia truffato la troika e l'Unione Europea assumendo oltre 70.000 funzionari tra il 2010 e il 2011 quando il piano di risanamento prevedeva solo licenziati per ridurre appunto il numero dei funzionari stessi. Ne dà notizia il Giornale nel suo articolo "Atene truffa anche la troika Viola l'accordo con Ue e Fmi: "Assunti 70mila funzionari".
    Sinceramente la parola truffa è troppo forte per la situazione che andiamo a descrivere. Diciamo che la Grecia in quel caso diede pan per focaccia a quei burocrati dittatori della troika,ma non crediamo affatto che la Grecia abbia truffato la Troika altro organo emissione del potere bancario. I banchieri stanno attenti ad ogni centesimo figurati se li freghi. Di truffarli scordati proprio,quindi se truffa è stata,parliamo di complicità della Troika. In fondo come disse Monti,l'Unione Europea ha bisogno di passare attraverso crisi per rafforzarsi? Che c'è di meglio che far indebitare un paese all'estremo come alla Grecia permettendole l'assunzione di altri dipendenti statali anzichè ridurne il numero? La risposta è quantomai scontata e quindi sorvoliamo..
    Leggo sul Giornale:
    Mentre il governo varava la legge per ridurre il numero dei funzionari, li faceva rientrare dalla finestra", ha spiegato al settimanale greco un membro della troika che preferisce rimanere anonimo. La maxi truffa in salsa greca non si ferma, però, qui. Ci sarebbero, infatti, altre 12mila persone che sono state assunte dagli enti locali proprio mentre era in corso la fusione di alcune municipalità.
    Quindi la Grecia avrebbe truffato la troika per mantenere un certo numero di funzionari al loro posto. Quindi avrebbe barato per non diminuire di troppo il numero di Greci con un lavoro e quindi con un salario tassabile..In fondo se vengono licenziati così tanti dipendenti pubblici,da qualche parte andranno pure riciclati.E se non vengono riciclati in altri settori,restano disoccupati e maggiore è il  numero dei disoccupati minori sono i consumi e minore sono le entrate dello Stato e delle imprese.Siamo sicuri che la Grecia assumendo 70.000 funzionari,invece di diminuire il numero di dipendenti stato, abbia truffato la Troika? O sono i piani di risanamento dell'elitè che creano una depressione dei mercati ed impoveriscono i popoli?
    Strano che questo non se lo sia chiesto il Giornale. Che invece approfondisce il tema della presunta truffa facendoci intendere che la Grecia ha allargato i cordoni della borsa invece di stringerli..Addirittura la Grecia avrebbe attualmente oltre 692.000 funzionari pubblici. Un numero consistente non c'è che dire specie se si pensa che le imprese sono state rovinate e impoverite dalla crisi. Se c'è tutta questa disoccupazione dov'è la ricchezza?E non sarebbe compito dello stato difendere gli interessi dei propri cittadini?

    Free Italy

    LA GRANDE TRUFFA DEL DEBITO PUBBLICO

    venerdì 22 giugno 2012


    di Roberto Pesce
    Nel mio ultimo articolo “La follia di un’economia basata sul debito” (CLICCA QUA se non lo hai ancora letto) ho riportato sommariamente le cifre ma soprattutto le immagini rappresentative deldebito pubblico e privato che grava sulle teste di noi poveri cittadini europei appartenenti ai paesi con le finanze pubbliche più disastrate, ultimamente accomunati nel tristemente evocativo acronimo “PIIGS” (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna).
    Oggi continuiamo il discorso dando un’occhiata anche ai numeri di alcune tra le altre più importanti economie del pianeta a partire dalla nazione con l’economia, l’esercito e l’egemonia culturale più forti del mondo ossia gli Stati Uniti d’America a proposito dei quali faceva davvero specie solo una decina di giorni fa sentire il presidente Barack Obama sollecitare l’Europa a“sbrigarsi e ad adottare le stesse soluzioni che stanno permettendo agli Stati Uniti di cavarsela meglio” alle prese con la stessa crisi.
    Dico che faceva specie perchè Obama (che nei fatti ha deluso completamente le grandi speranze di cambiamento che ne avevano accompagnato la sua elezione nel 2008) parla dallo scranno dellanazione che non solo ha generato, e a questo punto mi sento di dire forse ha anche scientemente voluto, la crisi finanziaria internazionale deflagrata inizialmente nel 2008 ma che è oltretutto anche la nazione più indebitata al mondo nell’intera storia dell’umanità.
    Riportando i volumi in dollari americani invece che in euro e continuando ad utilizzare leefficacissime immagini create dal designer americano, Oto Godfrey, possiamo vedere qua sotto efficacemente rappresentato l’immane debito pubblico statunitense pari attualmente a quasi16.000 miliardi di dollari o 16 trilioni (16.000.000.000.000 $), approssimativamente trasportabile con 8.000 TIR ciascuno dei quali trasportante bancali di banconote da 100 dollari cadauna per un totale di 2 miliardi di dollari a camion.
    Debito pubblico USA paragonato al Campidoglio di Washington: oltre 15.000 miliardi di dollari di debito federale!
    Nell’immagine riportata qua sopra, l’immane grattacielo sulla destra rappresenta “solo” il debito USA che andrà rifinanziato nel 2012 (quasi 3.000 miliardi di dollari, ben più dell’intero debito italiano) mentre i TIR davanti trasportano gli interessi sul debito per l’anno in corso e le torri sullo sfondo riproducono visivamente il debito pubblico complessivo.
    Da ricordare che la più grande “Fabbrica del Debito” del mondo (e i miei allievi del corso“INTELLIGENZA FINANZIARIA” ben si dovrebbero ricordare quanto sia importante tenere assolutamente sotto controllo la “Fabbrica del Debito” …) è anche e soprattutto stata in grado didivorare per primi i suoi stessi figli visto che gli americani sono notoriamente privatamente indebitati fino alle orecchie in misura assolutamente superiore a noi italiani che quantomeno fino a qualche anno fa ben ci badavamo da accumulare debiti insensati con carte di credito e affini e piuttosto investivamo in asset durevoli con in testa l’abitazione di proprietà.
    Fatto sta che il totale del debito americano pubblico e privato attualmente ammonta a quasi57.000 miliardi di dollari o 57 trilioni (57.000.000.000.000 $), approssimativamente trasportabile con 28.500 TIR di banconote come quelli visti nell’articolo precedente e già sopra citati. All’interno del debito privato USA non relativo alle aziende ma ai cittadini, la parte del leone la fanno comunque i mutui casa tra cui i famigerati “subprime” concessi a chi si sapeva in partenza non avrebbe poi pagato lo stesso mutuo pur di far incassare milioni di dollari di compensi e bonus ai dirigenti delle grandi banche che poi si sono però ritrovate con lo stesso cerino in mano a doversi riprendere immobili super deprezzati dai propri clienti indigenti e quindi a farsi ripianare i debiti dal governo USA che ha poi letteralmente abbattuto interi quartieri di case sfitte pur di non farulteriormente collassare il mercato immobiliare (come dicevo siamo alla follia più completa …).
    Tutti questi dati sono pubblicamente riscontrabili in un’utility terrorizzante che puoi vedere sulweb. CLICCA QUA e goditi il “Contatore del debito nazionale americano” aggiornato in tempo reale.
    A fronte di questo debito immane, gli USA se la cavano meglio di noi poveri PIIGS perchè “i mercati” sembrano pensare che il loro debito (e quello tedesco) siano decisamente più affidabili dei nostri e continuano a prestargli denaro pressochè a costo zero permettendogli quindi di rifinanziarsi sistematicamente a costo quasi nullo.
    Nel frattempo invece, qualcun altro deve svendere tutti i propri asset più importanti e cedere la propria sovranità nazionale (vedi Spagna solo l’altro giorno) per ripagare quegli stessi debiti sui quali c’è assai meno fiducia e quindi un costo di rifinanziamento decisamente più costoso(solito discorso dello “spread“).
    Discorsi più o meno simili si potrebbero fare per il secondo debito pubblico del mondoappartenente al Giappone con più di 12.000 miliardi di dollari o 12 trilioni (12.000.000.000.000 $)pari a più del 220% del proprio PIL, ben oltre quel 120% del PIL che è considerato la più grande area di vulnerabilità della stazionaria economia italiana.
    Come si vede qua sotto, ammonticchiando virtualmente il debito pubblico giapponese si potrebbe comodamente circondare la gigantesca ex centrale atomica di Fukushima.
    Oltre 12.000 miliardi di dollari per il debito pubblico giapponese, abbastanza per circondare di "palazzi di denaro" la ex centrale atomica di Fukushima
    Arrivando all’ultima immagine di questo lungo doppio articolo che mi auguro tu possa avere apprezzato visto il tempo che mi ci è voluto per metterlo insieme, ecco infine i grattacieli e i numeri delle più importanti economie mondiali dalla Russia agli Stati Uniti d’America dove i numeri verdi nell tabelle rappresentano i dati dei rispettivi PIL (prodotto interno lordo), i palazzi grigi sul davanti gli interessi da rimborsare solo nel 2012, quelli su base rossa una fila dietro i debiti da rifinanziare nel 2012 ed infine i restanti immani grattacieli il totale dei debiti nazionali (dati Bloomberg al febbraio 2012).
    La "Manhattan" del debito mondiale (nelle tabelle, in verde, la dimensione delle rispettive economie dal punto di vista del PIL)
    Fatti i  debiti distinguo sulle rispettive dimensioni nazionali, globalmente parlando osserviamo una vera e propria “Manhattan del debito” con oltre 7.600 miliardi di dollari di rifinanziamenti da effettuare solo nel 2012.
    In tutto questo ragionamento e in questa vera e propria orgia di immagini, aldilà dell’evidente follia del tutto, vorrei che non ti sfuggisse un dettaglio e ti ponessi alcune importanti domande partendo dal presupposto che se esiste così tanto debito globale, deve per forza esistere anche da qualche parte un’equivalente Manhattan del credito…
    Le domande quindi sono:
    1. Sappiamo chi ha il debito e a quanto ammonta ma come fanno gli stati e i privati a ripagare il debito? Da dove prendono i loro soldi?
    2. A chi appartiene il credito? Chi è che, anno dopo anno, tiene il coltello dalla parte del manico e incassa ricchi interessi sullo stesso debito?
    3. Ma come fanno questi creditori ad aver accumulato così tanto denaro da poter essere in grado di prestarlo in questa quantità così impressionante addirittura ad intere economie?
    4. Se tutto questo appare quantomeno bizzarro o poco comprensibile dal punto di vista logico, da quali regole o leggi è regolamentato? Chi ha creato queste regole?
    5. E tutto questo grande “gioco della finanza” va come dovrebbe essere logico a favore di chi ha fatto le regole per farlo funzionare?
    Le mie risposte in grande sintesi:
    1. Come fanno gli stati e i privati a ripagare il debito e da dove prendono i loro soldi? Beh, fin qui la risposta è semplice. I cittadini e le imprese ripagano i propri debiti tramite ciò che riescono a risparmiare dopo aver dedotto dai propri guadagni (frutto di lavoro proprio e di eventuali propri collaboratori o dipendenti) i costi necessari per vivere e lavorare e le imposte da pagare allo Stato.Lo Stato invece incassa denaro sia facendo altro debito (e di conseguenza generando progressivamente un problema via via crescente e sempre meno risolvibile) che tassando i propri cittadini. A tutti gli effetti le tasse dei cittadini, soprattutto in Italia, non sono che in minima parte impiegate nel fornire servizi agli stessi (sanità, sicurezza, istruzione, opere pubbliche etc.), il grosso della tassazione da loro versata se ne va per ripagare gli interessi del debito pubblicogenerato dalla cattiva politica e per mantenere la stessa macchina burocratica dell’amministrazione pubblica notoriamente largamente insensata e inefficiente.
    2. A chi appartiene il credito? Chi è che anno dopo anno tiene il coltello dalla parte del manico e incassa ricchi interessi sullo stesso debito? Beh, lo abbiamo visto nelle immagini no? Il grosso del debito appartiene alle banche, ossia a società commerciali private autorizzate dagli Stati ad esercitare un proprio business con regole a proprio favore come nessun altra categoria di aziende e che hanno a tutti gli effetti lo stesso Stato come proprio principale cliente …
    3. Ma come fanno questi creditori (banche) ad aver accumulato così tanto denaro da poter essere in grado di prestarlo in questa quantità così impressionante addirittura ad intere economie? In effetti non ce l’hanno. Da quando è stato abolito il sistema monetario che richiedeva la copertura in oro, attraverso il sistema delle Banche Centrali (la BCE in Europa e la FED in USA),le regole del gioco gli permettono di creare virtualmente denaro dal niente, una volta lo facevano attraverso la Banca d’Italia e la Zecca stampando carta moneta, oggi inserendo scritture contabili all’interno dei propri computer. In altre parole (e senza qua approfondire il discorso per ragioni di brevità) quando prestano denaro perlopiù le banche creano denaro dal nulla.
    4. Se tutto questo appare quantomeno bizzarro o poco comprensibile dal punto di vista logico, da quali regole o leggi è regolamentato? Chi ha creato queste regole? Ovviamente le leggi le creano i Parlamenti, “democraticamente costituiti dai politici parlamentari nominati dai cittadini tramite libere elezioni”. Esistono poi altri organi che svolgono sia funzioni legislative che di controllo e direzione che non vengono direttamente nominati dai cittadini ma indirettamente dai governi. In sostanza, quantomeno in apparenza, le regole le fanno gli stessi cittadini, il popolo, tramite i propri rappresentanti, ma …
    5. Tutto questo grande “gioco della finanza” va come dovrebbe essere logico a favore di chi ha fatto le regole per farlo funzionare? Ovviamente no, e non penso debba argomentare come il “sistema” stia diventando anno dopo anno sempre più oppressivo e invasivo.
    Ecco quindi il grande paradosso.
    Noi cittadini nominiamo dei rappresentanti a cui affidiamo il compito di creare o modificare leregole del gioco che secondo logica dovrebbero essere a nostro vantaggio e invece queste stesse regole ci opprimono sempre di più a vantaggio di una piccola elìte.
    A chi giovano le "regole del gioco"?
    D’altra parte, le banche possono gestire i propri business con vantaggi regolamentari inauditi e tengono in scacco gli stessi Statiattraverso un debito costituito grazie alle regole stabilite dagli Stati stessi.
    Naturalmente, essendo il debito diventato immane e continuando a crescere esponenzialmente, gli stessi crediti delle banche sono ormai a rischio e quindi le stesse cosa fanno?
    Vendono sul mercato debito pubblico degli Stati più a rischio per “alleggerire i propri bilanci” e da ciò naturalmente consegue l’aumento del famoso spread per cui gli Stati in difficoltà devono pagare interessi sempre più alti per contrarre debito nuovo che ripaghi il vecchio e ovviamente la spirale negativa non può che aumentare e così la possibilità di insolvenza degli stessi e tutto questo genera crisi di liquidità (il famoso “credit crunch”) e il cosiddetto effetto-contagio.
    A questo punto, per arginare la situazione, intervengono le Banche Centrali che creano altro denaro dal nulla e lo addebitano agli Stati per prestarlo a tassi bassissimi non ai cittadini o alle imprese che sopravvivono a malapena ma … alle banche stesse (!) per “salvarle” pena il crollo del sistema, sistema che però (sarò forse tonto io ma se qualcuno può farmi vedere una realtà diversa sarò ben lieto di ascoltarlo) in questo modo non può che andare verso un inevitabile collasso che però arriverà dopo aver ulteriormente strangolato milioni di persone e migliaia di aziende.
    Bella cosa il debito eh? E quanto sono affascinanti la democrazia e il “potere al popolo” ?
    Andando nel tecnico, credo fortemente che pochissime persone al mondo comprendano pienamente il sistema monetario moderno e io non sono tra quelle visto che nonostante mi ci spacchi sopra la testa e proprio tonto non penso di essere però tante cose continuano a sfuggirmi.
    Se però guardiamo agli effetti del tutto e lo valutiamo con le lenti della persona semplice o di un bambino appare evidente come il sistema sia creato e manipolato per affamare la massa delle persone e per mantenere i privilegi medievali di pochi tra cui i proprietari delle grandi banche e delle grandi multinazionali e i loro lacchè sistemati nelle posizioni di comando manageriali e politiche e lautamente pagati per mettere a tacere le proprie coscienze visto che portano avanti procedure e business che distruggono la vita delle altre persone.
    Per come la vedo io, da un certo punto di vista la soluzione al problema sarebbe persino semplice.
    Ammesso e non concesso che nell’economia moderna la moneta deve essere creata dal nulla e garantita dalla fiducia che sia ha in una certa nazione, ha allora senso che quella stessa nazione abbia la propria sovranità monetaria e possa creare più o meno moneta e più o meno svalutazione della stessa a seconda dei propri obiettivi.
    Questo è il potere che abbiamo svenduto alla BCE ai tempi di Ciampi e Prodi quando si diceva che “sarebbe stata una catastrofe non entrare nell’euro” (cosa che ovviamente gli inglesi si sono ben guardati dal fare) e vale la pena di ricordare che la BCE è una banca europea le cui quote sono detenute dalle banche centrali nazionali che a loro volta sono in buona parte appartenenti a privati (la Banca d’Italia appartiene a banche ed assicurazioni private per il 95% circa).
    Per cui il paradosso è che si sono create delle regole che favoriscono un’oligarchia di privati e che gli hanno conferito un potere attraverso il quale ora la stessa BCE e la Commissione Europea possono dettare regole e politiche agli stessi Stati a loro esclusivo vantaggio o discrezione.
    Insomma, il controllante ha dato ai controllati il potere di controllarlo e tutto alla fin
    Senza pudore
    fine a scapito del cittadino che viene pelato fino all’osso da un fisco sempre più vessatorio … bell’affare davvero!
    Ormai il sistema è però tanto allo scoperto nella sua iniquità e spudoratezza che non solo la BCE (una banca, nonun organismo governativo!) detta le politiche ma addirittura ileader nazionalicon l’odiosa cancelliera tedesca Angela Merkel in testa si permettono addirittura di interferire ripetutamente e pubblicamente nelle elezioni un altro stato sovrano come la Grecia spronando in ogni modo tramite lapaura e l’aiuto dei media gli elettori ellenici a votare un certo partito piuttosto che un altro perchè il primo si è già dichiararo a favore del “rispettare gli impegni” che tradotto vuol dire “garantire i soldi dei banchieri e dei loro amici” !!
    Già, perchè oggi si votava in Grecia e c’è una certa possibilità che il nuovo governo di Atenedecida di mandare tutti al diavolo, dichiarare fallimento, non rimborsare i banchieri e la BCE del loro denaro creato dal nulla ed in ultimo alzare il proprio dito medio nei confronti dell’euroritornando alla dracma e riprendendosi la propria sovranità monetaria, cosa questa cheterrorizza banchieri e leader politici prezzolati di tutto il mondo non tanto per l’esigua dimensione economica della Grecia quanto a mio parere perchè questo rappresenterebbe un pericoloso precedente di ribellione alla dittatura delle banche e dei burocrati attraverso la grande truffa del debito pubblico.
    Nessuna pressione sugli elettori greci ...
    Se devo giocarmi un euro scommettendo sull’esito della vicenda credo che alla fin fine le carte verranno truccate perimpedire il distacco della Grecia dall’euro o, in subordine, per fargli pagare a carissimo prezzo la “ribellione” sempre nell’ottica maoista del “punirne uno per educarne 100″.
    Per quel che può valere, il mio tifo va ai cittadini greci che hanno fatto si i loro bravi e ripetuti errori (come dicevo nello scorso articolo, c’è tanta responsabilità di ognuno di noi per il casino cosmico nel quale ci troviamo) ma che oggi hanno la possibilità di riprendersi la loro eredità di culla della civiltà e della democrazia e opporsi ad un tiranno oppressore e molto più potente di loro come fecero gli immortali 300 di Leonida alle Termopili.
    Chiudendo, il mio invito per te è da un lato a quello di contribuire a questa discussioneLASCIANDO UN COMMENTO (ciò di cui stiamo discutendo non è una scienza esatta e non ho la presunzione di avere tutte le risposte o di comprendere tutta la verità), dall’altro di aiutarmi diffondere questi articoli tramite i social network o tramite altri mezzi di cui potresti essere a disposizione in modo da poter creare più conoscenza e consapevolezza possibile su questi argomenti che per noiosi o inquietanti che possano essere sono altresì determinanti per il nostro futuro e per quello dei nostri figli.
    In ultimo, ricorda che la finanza pubblica è importante ma ancora di più lo è come tu stesso gestisci le tue finanze private per cui non farti scappare la possibilità di partecipare all’ultimo corso INTELLIGENZA FINANZIARIA della stagione i prossimi 29/30 giugno a Reggio Emilia.
    Ampliare la nostra conoscenza è oggi più che mai uno strumento indispensabile per non farci manipolare e trattare come schiavi dalla grande truffa del debito.
    Roberto Pesce
    PS: se vuoi chiudere con una nota motivazionale sulla possibilità dell’uomo di superare le avversità, butta un occhio al breve video qua sotto tratto dal finale del film “300″. Il film è più in tema di quanto pensi perchè, se non lo hai capito, è una guerra moderna quella che stiamo combattendo …
    fonte


     
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