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  • Default Italia, 51 Giorni al Fallimento. Il Downgrade di Standard and Poor è Colpa di Silvio Berlusconi

    martedì 20 settembre 2011

    Come ampiamente previsto, la debolezza politica in cui Silvio Berlusconi, con i suoi comportamenti inadeguati e francamente inaccettabili, ha precipitato l’intero paese, ha notevolmente aggravato una situazione già di per sé terribile.
    Quando le cose si fanno difficili, oltre alle potenzialità bisogna curare l’affidabilità. In questo momento, volendo essere onesti, politicamente l’Italia è inaffidabile perché del tutto inesistente come nazione. Lo testimoniano le vicissitudini ridicole che hanno portato all’approvazione di una manovra approssimativa ed improbabile, l’eclissarsi dalla scena internazionale con l’abbandono dello scenario libico a francesi ed inglesi.
    Una svolta immediata e radicale è ormai una questione di pura sopravvivenza. Su un piatto della bilancia c’è Silvio Berlusconi, i suoi vizi, le sue debolezze, i suoi interessi, le sue avvilenti frequentazioni, la sua decadenza intellettuale e fisica. Sull’altro ci sono sessanta milioni di italiani che non possono scegliere di abbandonare questo paese e saranno costretti ad affondare con lui.

    Vi proponiamo la nostra traduzione un articolo tratto da Le Monde di stamattina dove, a differenza della stampa italiana, le responsabilità personali di Berslusconi e del gruppo che lo supporta in parlamento sono chiaramente esplicitate.

    Me ecco a voi l'articolo originale Standard and Poor’s dégrade la note de l’Italie pubblicato il 20 settembre 2011 alle 09:30 da Le Monde
    Standard and Poor (S&P) ha annunciato ieri sera di aver abbassato il rating italiano a causa delle basse prospettive di crescita e della fragilità della maggioranza di Silvio Berlusconi, cosa che complicherà il deficit e il debito. L’agenzia di rating ha dichiarato in un comunicato che il ​​debito a lungo termine è stato abbassato da A+ ad A, ed il rating a breve termine da A-1+ a A-1. La prospettiva di queste valutazioni è “negativa”, nel senso che l’agenzia di rating prevede di abbassarle ulteriormente. Agli occhi dell’agenzia, l’Italia rimane nella categoria delle emittenti affidabili, condizione che, però, può essere pesantemente influenzata dalle variazioni delle condizioni economiche.
    Il presidente del consiglio italiano ha immediatamente risposto denunciando la decisione: “La valutazione di Standard & Poor sembra più guidata dalle polemiche sui giornali che dalla realtà e appare negativamente influenzata da considerazioni politiche“, ha detto Silvio Berlusconi in una nota. Standard and Poor è la prima agenzia a declassare il rating dell”Italia che non era mai stato abbassato fin dall’inizio della crisi del debito a differenza di quello di altri paesi fragili nella zona euro. “Questa è ancora una volta una cattiva notizia , ha detto Stephen Roberts, economista di Nomura a Sydney. E’ un fatto che conferma il rischio di contagio della Grecia ed incoraggia la corsa verso titoli sicuri”.
    La notizia è stato anche accolta negativamente dal mercato: poche ore dopo l’annuncio di S & P, la Borsa di Tokyo ha chiuso nettamente in ribasso dell’1,61%, mentre i centri finanziari di Londra, Francoforte e Parigi hanno aperto in calo (rispettivamente 0,74%, 0,78% e 0,75%).
    Crescita lenta
    L’Italia è da tre mesi nel mirino dei mercati e solo l’intervento della Banca Centrale Europea, che ha acquistato debito italiano, ha evitato che il tasso di interesse andasse completamente fuori controllo. S & P ha giustificato la sua decisione con “l’indebolimento delle prospettive di crescita d’Italia” e con “una valutazione oggettivamente negativa sulla fragile coalizione di governo e le divisioni politiche in Parlamento (che), probabilmente, continueranno a limitare la capacità dello Stato di rispondere con decisione ad un contesto macroeconomico difficile sul mercato interno ed esterno. ” Mentre la crescita lenta è già il tallone d’Achille del Paese, l’indebolimento della domanda estera a causa del rallentamento globale e delle misure di austerità economica” e la “pressione sui costi di finanziamento” potrà portare a una crescita “ancora più debole” di quanto precedentemente stimato, secondo l’agenzia.
    Le Autorità “riluttanti” ad adottare le riforme
    Nel suo scenario più negativo, Standard and Poor prevede anche su una nuova “recessione” nel 2012 in Italia, con un calo del PIL dello 0,6%, prima di una “modesta ripresa” nel 2013 e 2014. Come risultato di queste cupe previsioni economiche, gli obiettivi di riduzione del disavanzo e di debito prefissati dal governo saranno “difficili da raggiungere“, secondo l’agenzia di rating, che non pensa che tutti i risparmi previsti potranno essere realizzati. Inoltre, secondo Standard and Poor, le autorità italiane “sono ancora riluttanti” ad adottare riforme strutturali ambiziose per rilanciare la crescita.
    L’abbassamento del rating italiano arriva meno di una settimana dopo la decisione di mercoledì scorso da parte del Parlamento di un piano draconiano di austerità di 54,2 miliardi di euro per aiutare il paese a raggiungere gli un bilancio in pareggio entro il 2013 e ridurre il suo enorme debito (1.900 miliardi di euro, o 120% del PIL). Il nuovo piano, molto impopolare, di cui si contano non meno di tre versioni in queste ultime settimane, è stato annunciato ai primi di agosto con urgenza, in cambio del sostegno della Banca centrale europea sul mercato obbligazionario. Esso integra misure di austerità già decise per da 47.5 miliardi di euro, votate a luglio. Evidentemente questo non è stato sufficiente per consentire all’Italia di rassicurare gli investitori che mettono in dubbio la determinazione del governo ad attuare tali misure.

    N.d.R. Sull’affidabilità degli outlook a medio lungo termine delle agenzie di rating, si legga questo illuminante articolo pubblicato su MenteCritica il 26 gennaio 2011, quando ancora nessuno prospettava il default per l’Italia e gli scenari che stiamo vivendo erano già profeticamente descritti.

    FONTE

     
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