IL TESTO APPROVATO
I 75 giorni. Terminato il periodo di durata massima delle intercettazioni telefoniche (75 giorni), il pm potra' chiedere una proroga di tre giorni in tre giorni se dovesse avvertire il rischio che si stia per compiere un nuovo reato o se si tratti di una prova fondamentale.
Ascolti ambientali. Viene fissato in 3 giorni (prorogabili di tre in tre) la durata delle intercettazioni ambientali.Per mafia e terrorismo si potranno effettuare "anche se non vi è motivo di ritenere che in quei luoghi si stia svolgendo l'attività criminosa". Per tutti gli altri delitti si distinguerà tra luogo privato e luogo pubblico e sarà necessario avere, soprattutto per il secondo, maggiori indizi di reato.
Magistrati. Se un pm rilascia dichiarazioni sul processo o viene indagato per violazione del segreto, potrà essere sostituito, anche se non automaticamente. Vietate la pubblicazione dei nomi e delle foto dei magistrati per quanto riguarda i provvedimenti che gli sono affidati.
Come intercettare. Per chiedere un'intercettazione telefonica o visiva e i tabulati serviranno "sufficienti indizi di reato" per i delitti di mafia e di terrorismo o "gravi indizi di reato" per tutti gli altri crimini. Le utenze devono appartenere ai soggetti indagati o dimostrare per gli altri che "sono a conoscenza dei fatti per cui si procede". Ad autorizzare il pm, per ogni richiesta o proroga, che dovrà far sottoscrivere dal procuratore capo, sarà il tribunale collegiale del capoluogo di distretto cui dovrà inviare ogni volta tutte le carte.
Il cosidetto comma D'Addadrio. E' prevista una pena da sei mesi fino a quattro anni di carcere per chi "fraudolentemente effettua riprese o registrazioni di conversazioni a cui partecipa o comunque effettuate in sua presenza". C'è una clausola di salvaguardia per gli 007. Esclusi, dopo molto insistenze, i giornalisti (pubblicisti compresi).
Quando entra in vigore la legge. La legge non si applicherà ai processi in corso nei quali siano già state richieste e autorizzate delle intercettazioni. Come verrà esplicitamente scritto, tutti gli atti compiuti fino al momento della sua entrata in vigore, ascolti compresi, saranno salvi.
Giudice collegiale. Ci sara' invece un anno di tempo per applicare la norma che prevede il semaforo verde per le intercettazioni da parte del giudice collegiale e non piu' del Gip.
Inchieste sul clero. Se un sacerdote viene sottoposto ad indagini o arrestato, il pn dovrà avvertire il vescovo della diocesi da cui il prete dipende. Nel caso di un vescovo o un abate verrà avvosata la segreteria di Stato vaticana.
ROMA - È "disseminata di trappole" la (contro) riforma delle intercettazioni. Come dice lo scrittore Gianrico Carofiglio, ex pm e oggi senatore del Pd, sembra scritta appositamente "per mettere le manette" ai poliziotti e ai magistrati. Non ci saranno più inchieste, e di quelle poche che esisteranno non si potrà neppure fare più la cronaca.
IL TESTO ORIGINALE DELLA LEGGE
Ecco, uno per uno, i principali pericoli della nuova legge, naturalmente se il testo resterà quello attuale, e non sarà cambiato sulla spinta dei malumori che arrivano dal Quirinale e dai finiani, che già minacciano di non votarlo alla Camera.
Cavilli contro le intercettazioni
È scritto che i pubblici ministeri dovranno avere in mano "gravi indizi di reato" per poter chiedere ai giudici di mettere un telefono sotto controllo. Ma non saranno sufficienti indizi vaghi, semplici ipotesi investigative, ci vorranno prove ben più concrete. Il magistrato dovrà essere effettivamente certo che la persona da ascoltare è in effetti colpevole. I giudici, prima di autorizzare l'ascolto, dovranno convincersi che è proprio necessario e dovranno scrivere una motivazione cogente. Essi dovranno confermare di avere in mano delle prove, dei riscontri, della necessità dell'intercettazione. Un mezzo di prova abbisogna di prove prima di essere usato. È una tagliola che abbasserà nettamente il numero degli ascolti. Lo stesso meccanismo vale anche per i reati gravi, per la mafia e per il terrorismo, anche se gli "indizi di reato" in quel caso potranno essere anche soltanto "sufficienti" anziché "gravi".
Stesse regole per i tabulati
Tabulati dei cellulari come le intercettazioni? Lo stesso peso? La stessa valenza dirompente nei confronti della privacy? Per il governo il peso è lo stesso, e quindi chiedere un tabulato o registrare una conversazione dovrà sottostare alle stesse, rigide regole. Viene commesso un omicidio in un palazzo? Non sarà più automatico, come oggi, chiedere subito i tabulati di tutti gli inquilini che abitano in quel condominio. Il pm dovrà motivare perché vuole l'elenco delle chiamate del signor A, del signor B, del signor C...
Estorsioni e voto di scambio off limits
Anche se i ministri dell'Interno Maroni e della Giustizia Alfano continuano a dire che niente cambia per la lotta alla mafia, che si potrà indagare come oggi, la verità è che per i reati "satellite", quelli da cui spesso si parte per scoprire poi l'esistenza di un sodalizio mafioso, la nuova legge impone durata breve e le regole che valgono per i reati di strada.
Niente più microspie
Le regole per le "cimici" sono ancora più severe e contraddittorie. Per microfonare un luogo dove magari si nasconde un latitante bisognerà avere "prima" la prova che lì, giusto in quel posto, si sta commettendo un reato. Se non vi è questa granitica certezza, se il pm non può esibire ai giudici collegiali questa sicurezza, dovrà rinunciare. E non basta. Vi dovrà essere il fondato motivo che il proprietario del luogo è a conoscenza di quanto avviene. I magistrati sono convinti che le autorizzazioni caleranno a picco.
Durata breve
È la trappola delle trappole. Quando un pm sarà comunque riuscito a superare gli ostacoli incrociati delle autorizzazioni ecco che il suo ascolto, dopo 30 giorni, dovrà essere di nuovo confermato. E lui dovrà dimostrare che quella proroga è proprio necessaria, che ha comunque già acquisito qualche novità in grado di comprovare che la registrazione stessa è necessaria. In ogni caso, bene che vada, non potrà ottenere che altri 45 giorni, e solo in casi eccezionalissimi gli ultimi 15, ripetendo ogni volta ls stessa procedura. Un cammino defatigante.
Tre giudici lontani
La nuova regola che non basta più il solo gip per interfacciarsi con il pm e autorizzare la sua richiesta, ma ci vuole il cosiddetto tribunale collegiale, cioè ben tre giudici che si pronunciano, e che ha sede nel capoluogo del distretto giudiziario, cioè magari a chilometri di distanza, è un'altra zeppa micidiale. Non solo per ragioni meramente logistiche (Latina o Frosinone o Rieti dovranno chiedere le autorizzazioni a Roma, con carte che vanno e vengono di continuo), ma per lo scatenarsi delle incompatibilità: un giudice che si sarà pronunciato una volta, poi non potrà decidere su altri passaggi del processo. Sarà la paralisi.
Pm cacciato via
È una condanna al silenzio. Il pm non potrà più parlare delle sue inchieste. Men che meno con i giornalisti. Se lo farà dovrà abbandonare il fascicolo. E se per caso uno dei suoi indagati, con il solo obiettivo di toglierselo di torno, dovesse denunciarlo e lui venisse iscritto nel registro degli indagati, anche in quel caso diventerebbe incompatibile.
Tutele per 007, parlamentari e Chiesa
Non sono come tutti gli altri cittadini gli agenti segreti, senatori e deputati, la gerarchia ecclesiale. Per tutti la (contro) fissa delle tutele ad hoc, delle protezioni, delle vere e proprie guarentigie. Se il pm incappa in uno 007 deve avvisare entro 5 giorni palazzo Chigi; se s'imbatte in un uomo di chiesa deve avvertire i suoi superiori. Per i parlamentari addirittura deve stare alla larga pure dai parenti, dagli amici e dai collaboratori. Il pm avrà le mani legate. Niente Abu Omar, niente inchieste sui pedofili, niente indagini sulla corruzione.
Giornalisti imbavagliati
Cala il carcere, da due mesi a uno, calano le multe (da 20mila euro a 10mila per gli ascolti, da 10 a 5mila per gli atti), ma sulla stampa continuano a pesare due tagliole: gli editori saranno pesantemente multati (fino a 465mila euro), le carte dovranno restare segrete fino all'inizio del processo.
Processi ciechi
Non bastano le carte segrete, i pm messi a tacere, adesso anche i processi non potranno più essere ripresi né fotografati. Basterà che uno degli indagati si opponga, che rivendichi il suo diritto alla privacy, che videocamere e macchine fotografiche saranno sgomberate. Si tornerà ai disegnatori, come succede ijn Francia e negli Usa.
Auto registrazioni a rischio carcere
L'hanno ribattezzata norma D'Addario e in effetti, se ci fosse stata, Patrizia D'Addario sarebbe già in cella dopo la denuncia di Berlusconi per via delle sue r4egistrazioni a palazzo Grazioli, Nessuno potrà più registrare una conversazione se non avvisando prima lo'interlocutore. Altrimenti in cella fino a quattro anni.
LE FEROCI CRITICHE DELLA STAMPA ESTERA
Si tratta di un insulto a qualsiasi cosa si possa chiamare libertà di stampa in una democrazia che funziona solo a metà. In qualche putrescente vecchia dittatura del Terzo Mondo chiamata Berlusconia forse: ma questa è l’Europa, la nostra Europa
L’Economist, come ha notato Il Nichilista, riconosce che esiste un problema di abuso delle intercettazioni, ma propone un articolo con un incipit da brividi:
Tra le conseguenze del lungo dominio di Silvio Berlusconi sull’Italia è il progressivo indebolirsi della sensibilità democratica degli italiani. Ad esempio il fatto che la controversa legge all’esame del parlamento venga messa a punto nel corso di incontri presieduti dall’avvocato di Berlusconi, sembra non meritare nemmeno più commenti
Sul Daily Telegraph Adrian Michaels giudica il provvedimento del governo “degno dell’epoca di Mussolini“:
Molte persone che lavorano nel sistema giudiziario italiano si comportano scorrettamente. Essendo convinti che non riusciranno mai ad ottenere l’arresto di una persona ricca e potente, sono abituati a lasciar trapelare gli atti delle inchieste ai giornali, in modo da riuscire almeno a mettere in difficoltà gli imputati nei confronti dell’opinione pubblica. E’ un modo vergognoso di superare le difficoltà di un processo, e non importa quanto possa essere giustificato. (..) Però - e si tratta di un “però” grosso come una casa - gli attacchi di Berlusconi ai giornalisti che pubblicano le trascrizioni delle intercettazioni o di altre informazioni ottenute da fonti giudiziarie è completamente indifendibile. Si dovrebbe inasprire in ogni modo le sanzioni per le talpe nei tribunali, ma i giornalisti della stampa libera, in un mondo occidentale post-illuminista, hanno il dovere di informare. Hanno il dovere di pubblicare le notizie che trovano, e di portare alla luce fatti di pubblico interesse
In Francia Libération ha dedicato spazio alla prima pagina bianca de “La Repubblica”, così come Le Monde(vedi foto), che si è concentrato anche sul comportamento dei media televisivi italiani:
Il principale telegiornale della Rai, il Tg1, non ha ritenuto utile mettere tra i suoi titoli la mobilitazione della stampa e si è limitato a trattare la questione come se fosse una normale disputa tra maggioranza e opposizione. Non ha potuto evitare tutta via di trasmettere, alla fine, il durissimo comunicato del sindacato dei giornalisti Rai che denunciano a loro volta la legge e si preparano a partecipare alle iniziative che saranno previste per contrastare le nuova norme
fonti stampa estera
http://www.guardian.co.uk/media/2010/may/30/italy-press-freedom
NOTIZIE SALIENTI SULLA LEGGE