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  • BANCHE USARAIE?ESISTONO DAVVERO E VANNO DENUNCIATE CON L'AIUTO DI FEDERCONTRIBUENTI

    lunedì 3 ottobre 2011


    Gli istituti di credito spesso chiedono a privati e piccole aziende tassi altissimi, fatti i calcoli, superiori alla soglia d’usura.
    L’ufficiale giudiziario aveva già fatto imballare parte dei mobili e cambiato la serratura della porta: stavano sfrattandola dalla sua casa, già venduta all’asta. È quanto accaduto a una madre di cinque figli di Vicenza che aveva stipulato una fideiussione con un istituto di credito a favore dell’ex marito. La donna, però, ha salvato in extremis la sua casa, provando che i tassi bancari erano superiori a quello di soglia. Poi, con l’aiuto di Federcontribuenti, ha querelato il suo istituto di credito con l’ipotesi di usura e bloccato temporaneamente lo sfratto.
    Quanto successo alla signora sta succedendo a tantissime altre persone - ha commentato Federcontribuenti – i cittadini devono sapere che ci sono gli strumenti per difendersi dalle banche o da Equitalia, dimostrando che nei propri conti con la banca o nelle cartelle esattoriali i tassi applicati superano la soglia, oltre la quale si finisce nell’usura“.
    Esperienza analoga quella di Art, una piccola società bolognese che si occupa diservizi editoriali. “Un giorno ci siamo accorti che i conti non tornavano. Pur pagando tassi che ci sembravano bassi, alla fine veniva fuori una cifra enorme“, ci spiega il titolare Massimo Manieri. Sorge il dubbio: “Ma la banca mi sta usurando?” Il dubbio diventa una certezza quando Manieri, come la casalinga di Vicenza, si rivolge agli esperti. Trova su Internet una società che si occupa di analisi bancarie e consegna loro i conti correnti degli ultimi 10 anni, aperti in sette banche diverse. Il responso? “Quattro si sono comportate abbastanza correttamente e ci è stato sconsigliato di non approfondire. Ma tre hanno fatto operazioni molto strane. Così abbiamo fatto causa e deciso di uscire dal sistema bancario, aprendo un conto alla Banca Etica“.
    A un’azienda quello che interessa è l’effettivo costo del denaro“, ci spiega Armando Miele, amministratore delegato di Cesynt, società che si occupa di analisi delle condizioni e dei tassi applicati ai conti correnti.
    Quando questo costo, come nel “caso Art”, sembra troppo elevato ci si può tutelare.Abbiamo verificato“, racconta Miele “che un’azienda che lavorava con un margine del 7%, pagava il 12%: non poteva guadagnare“.
    È usura? Dal 1996 sì.
    Infatti da quell’anno la normativa, prima riservata solo agli usurai, è applicata a chiunque presti del denaro a un tasso superiore alla soglia stabilita per legge. Soglia che si supera quando al conto corrente sono addebitati costi non previsti in contratto e non conosciuti dal cliente“. Sono casi sporadici, vien da pensare. Ma Miele ci disillude: Nel 90% dei casi individuiamo elementi di criticità, costi occulti. Tra i comportamenti illegittimi più comuni degli istituti c’è appuntol’usura, poi l’anatocismo, cioè il calcolo degli interessi sugli interessi, e i “derivati“, contratti con scopo speculativo che le banche utilizzano come copertura rispetto all’aumento dei tassi di interesse. Poi ci sono i mutui a tasso variabile che rappresentano un costo imprevedibile per l’azienda“.
    Quando si verificano delle stranezze nel proprio conto corrente la prima cosa che si dovrebbe poter fare è cambiare banca. Ma gli istituti, soprattutto in questo momento di concentrazione delle banche, fanno cartello: “Le banche si comportano da organizzazione mafiosa. Nessuna mi apre un conto corrente se io ho fatto causa a un’altra per anatocismo. E così costringono l’azienda a chiudere“.
    Cesynt analizza caso per caso e cerca una soluzione. Anche se il più delle volte, come è successo a Maniero, bisogna andare in tribunale: “Prima facciamo una richiesta per iscritto, ma non c’è mai nessun seguitoPerché, se l’istituto di credito restituisse a tutti gli interessi di troppo pagati, sarebbe costretto a chiudere. Giocano sui grandi numeri“.
    Ma ci sarà pure qualcuno che si salva? La domanda è retorica; nessuna banca si salva da per il semplice motivo che i meccanismi sopra descritti rappresentano la parte fondamentale del funzionamento del sistema bancario, ovvero fare soldi dal nulla e portare questo all’estremo significa guadagnare all’estremo… non si fermeranno mai se non saremo noi a fermarle.

     
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