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  • SARDEGNA VS EQUITALIA:80.000 CARTELLE ESATTORIALI PRONTE AD ESSERE RISCOSSE.E SULL'ISOLA SI RESPIRA UN'ARIA DI RIVOLTA..

    lunedì 3 ottobre 2011

    Equitalia, pignoramenti in tempi record: nell'isola aria di rivolta
    Ci sono già squilli di rivolta in Sardegna per l’ennesima stretta decisa dall’Agenzia delle entrate e dal governo, con nuove armi di riscossione affidate a Equitalia. Dure le reazioni del movimento delle Partite Iva e dell’Irs

    SASSARI. Con le nuove armi consegnate a Equitalia in Sardegna si rischia la ribellione sociale. Nell'isola, dove vanno in esecuzione 80mila cartelle esattoriali, un popolo d'indebitati è sempre più esposto al fuoco dei drappelli delle riscossioni: quei plotoni dal primo del mese dotati dal governo centrale di un potere enorme. Potere che, secondo alcuni osservatori, in Italia non viene accordato dalla legge neppure ai pubblici ministeri nelle inchieste penali. Il perché in 5 punti.

    Primo: scompare l'iscrizione a ruolo, così come spariscono gli istituti della notifica obbligatoria e della possibilità di un ricorso già in questa fase. Secondo: i tempi tra l'emissione della cartella esattoriale e il dovere di pagare, dal massimo di un anno e mezzo del passato, si attestano oggi su un periodo brevissimo, in alcuni casi - sembra - appena 2 mesi. Terzo: bisognerà versare subito l'intera cifra richiesta o, se poi si presenterà ricorso, almeno un terzo della somma (solo in un momento successivo si accederà alla domanda di sospensiva). Quarto: nel mese che seguirà a queste fasi, Equitalia può entrare già in azione. L'ultimo punto riguarda il «come» riscuotere. Uno dei metodi concessi è iscrivere ipoteca per i debiti più consistenti, con avviso di procedura alla Centrale bancaria rischi e quindi il pericolo di chiusura di eventuali fidi. Un altro, il pignoramento dei depositi sui conti correnti. Un altro ancora, le ganasce fiscali sui veicoli di proprietà del debitore e delle sue imprese oppure il blocco dei denari ancora depositati nelle casse di terzi e destinati alla persona sottoposta alla preocedura di recupero.

    Con quest'ultimo assalto lo Stato vuole incassare 13 miliardi all'anno, contro la media di quasi la metà riscossa nel decennio scorso. Nessuna giustificazione, invece, sul vorticoso sistema sanzioni-interessi. Dopo le prime anticipazioni di stampa, da Equitalia si sono anzi affrettati a stemperare le tensioni. «Il tempo per pagare si è ridotto, ma non sono i due mesi di cui si parla», ha precisato al Tg2 il direttore generale dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera. «Quelli sono i tempi che ha il contribuente per fare ricorso, dopodiché c'è una procedura amministrativa che dura almeno 6-7 mesi per arrivare alla richiesta di pagamento - ha aggiunto - Comunque per applicare le ganasce fiscali su un importo inferiore ai 2mila euro occorre fare prima due solleciti, per l'ipoteca c'è il preavviso, e anche qui trascorrono altri mesi».

    «È vero: tecnicamente la legge dice che passati 60 giorni o si paga o si fa ricorso, e in quest'ultimo caso si deve pagare il terzo, ma è pur vero che per quasi 8 mesi in pratica non succederà nulla», ha sottolineato in un'altra intervista al Tg5. Spiegazioni che però non hanno convinto molti. A partire da parlamentari ed esponenti politici regionali. «Ormai Tremonti non sa più cosa inventarsi per racimolare contanti, visto che l'Agenzia delle Entrate ha affidato a Equitalia il compito di recuperare i crediti ancora prima di un processo per definire chi ha ragione, realizzando nel frattempo blocchi di conti correnti e pignoramenti di beni mobili e immobili»: questo il commento dell'eurodeputato Potito Salatto, dell'ufficio di presidenza nazionale di Fli.

    http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/10/03/news/equitalia-pignoramenti-in-tempi-record-nell-isola-aria-di-rivolta-5074277

     
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