50.000 FIRME PER ABOLIRE I PRIVILEGI DELLA CASTA ED EQUIPARARLI ALLA MEDIA EUROPEA: LA LEGGE POPOLARE PROMOSSA DA NUN TE REGGHE PIU'.IL PUNTO DEL PROMOTORE DELL'INIZIATIVA MARIO RIGLI.
di Mario Rigli
Queste precisazioni le devo ai nostri iscritti, (NUN TE REGGHE PIÙ) agli iscritti di “Referendum sugli stipendi dei politici italiani”, agli iscritti di “Un referendum per abrogare i privilegi e il vitalizio dei politici” e soprattutto agli amici in comune.
La Costituzione, considerando che la nostra è una democrazia rappresentativa, prevede però due strumenti di Democrazia Diretta: Il referendum e la legge di iniziativa popolare. Il referendum può essere abrogativo e propositivo, ma siccome quest'ultimo non è stato mai regolamentato, di fatto non esiste ed abbiamo solo l'abrogativo.
Non starò a ripetere qui le motivazioni per cui abbiamo scelto la legge di iniziativa popolare, più volte enunciate, rispetto al referendum, ma alcune riflessioni mi sento di farle comunque.
Il nostro gruppo è nato il 3 luglio scorso, quindi abbastanza prima degli altri due gruppi citati, ma anche una decina di giorni avanti il clamore fatto su facebook da Spider Truman con i suoi segreti sulla casta. Il nostro gruppo conta ormai trentamila iscritti al di là di quelli presenti nel contatore che ha problemi dovuti alla piattaforma facebook, ma soprattutto è presente al momento attuale in quasi tutti i comuni d'Italia per la raccolta delle firme dopo che la nostra legge con Verbale della Corte di Cassazione è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 settembre scorso.
Quindi in Tutta Italia è in corso una raccolta firme per la stessa normativa, più o meno, di quella proposta dai referendum degli altri gruppi citati.
Ma veniamo in dettaglio alla proposta dei quesiti che per ora solo un gruppo ha elaborato e cioè “Referendum sugli stipendi dei politici italiani” di Marco Savari.
Il primo quesito, il primo referendum cioè riguarda la legge 31 0ttobre 1965 n. 1261. Ebbene questa legge è una legge di attuazione della Costituzione e non potrebbe essere abrogata complessivamente per una evidente “Vacazio legis”. Marco lascerebbe solo il primo articolo e abrogherebbe gli altri.
Marco cita il primo articolo della legge:
Art 1 L'indennità spettante ai membri del Parlamento é pari a 5.486,58 euro a norma dell'art. 69 della Costituzione per garantire il libero svolgimento del mandato è regolata dalla presente legge ed è costituita da quote mensili comprensive anche del rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere determinano l'ammontare di dette quote in misura tale che non superino il dodicesimo del trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate.Non dubito che I conteggi siano stati fatti male, non ne ho motivo, ma questo non è il primo articolo della legge, il primo articolo dice testualmente:
Articolo 1
L'indennità spettante ai membri del Parlamento a norma dell'art. 69 della Costituzione per garantire il libero svolgimento del mandato è regolata dalla presente legge ed è costituita da quote mensili comprensive anche del rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere determinano l'ammontare di dette quote in misura tale che non superino il dodicesimo del trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate.Non ci sono quindi cifre assolutamente, ma tutto è rimandato ad un calcolo che varia anche in base alla variazioni del trattamento dei giudici di cassazione.
Ma le mie perplessità sono altre.
Per il programma che si sono dati, credo che abbiano bisogno di almeno sei mesi di tempo per presentare i quesiti in cassazione ed essere pubblicati in G.U., non solo credo che abbisognino anche, detto da loro, di almeno ventimila euro per stampaggio moduli, pubblicità e quant'altro.
Ebbene noi, il 29 marzo presenteremo alla camera un proposta di legge di iniziativa popolare che decurta anche di più lo stipendio dei politici. E se ce la facciamo questo referendum diventa inutile e improponibile. Quindi non è meglio procedere uniti sulla iniziativa già in corso e in base al suo esito decidere iniziative ulteriori?
Noi non abbiamo avuto, per ora bisogno neppure di una cassa comune, gli iscritti e i referenti hanno stampato i moduli a loro spese localmente e li hanno fatti vidimare nei loro comuni. O forse l'obiettivo è il lauto compenso a firma che è previsto nel referendum e non nella legge di iniziativa popolare?
È opportuno sprecare energie in un'iniziativa che potrebbe essere bruciata da una già in corso e precedente?
Lo chiedo a tutti voi. Noi siamo presenti in moltissimi comuni e potete controllarlo direttamente, il referendum ha bisogno di alcuni mesi ancora, no so se vale la pena sprecare energie su un progetto che potrebbe rivelarsi inutile. Naturalmente se la camera non calendarizzerà la nostra legge, ma noi non lo crediamo, potremo in quel momento assumere altre iniziative.
Dato che sono in tema parlo un attimo anche del secondo quesito.
Abrogazione dell'art 59 della costituzione in materia di elezioni di senatori a vita,figura inutile e dispendiosa per lo stato
Questo, secondo me non ha nessuna possibilità di essere accolto, e dirò perché fra un attimo. A parte che non lo condivido proprio nel merito, ma nella forma occorre ricordare che:
Il referendum è ammesso e riservato solo per le leggi ordinarie, non è ammesso referendum abrogativo per le leggi Costituzionali. Mi si potrebbe opporre l'art 138 della Costituzione:
“Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione .Si vede benissimo che il Referendum appare orientato a proteggere l'ordinamento dello stato più che a stimolare l'innovazione legislativa, e comunque è proponibile solo dopo una azione legislativa del parlamento e mai quando la legge di revisione costituzionale è approvata a maggioranza dei due terzi.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata , se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.”
Lascio gli altri due quesiti, perchè non abbiamo le forze di dedicarci a così tanto materiale.
A corredo di quanto detto dal promotore dell'iniziativa,mi permetto di aggiungere quello che scrissi tempo fa.
Il gruppo ha scelto la strada di una legge popolare, in quanto un referendum abrogativo avrebbe sì annullato la legge, ma per evitare una vacazio, il parlamento avrebbe certamente fatto una nuova legge secondo le sue aspettative per evitare il referendum. Anche se ciò non fosse successo e la legge 1261 fosse stata abrogata, il Parlamento stesso l’avrebbe sostituita con un’altra a suo uso e consumo.
Niente di strano,sono cose già avvenute in passato.Vi faccio alcuni esempi di referendum "sbugiardati":
Nel 1987 viene abrogata la norma che limitava la responsabilità dei magistrati. Nel 1988 (quindi dopo un anno, non dopo 100 anni o 100 mesi) viene varata una legge che limita la responsabilità del magistrato ai soli casi di dolo o colpa grave; legge che peraltro nei fatti non viene mai applicata, in quanto non si ha, a memoria d’uomo, un caso di magistrato condannato per avere fatto un torto ad un cittadino.Nel 1993 è stato abolito il finanziamento pubblico ai partiti. Il parlamento non ha battuto ciglio, e ha varato – nello stesso anno (non dopo 50 anni, o 50 mesi) – una legge per il “rimborso elettorale ai partiti”.Nel 1995 venne abrogata la norma che faceva della Rai un servizio pubblico. Ma la Rai continua imperterrita a far pagare il canone ai cittadini.Vi invitiamo a firmare e a una diffusione capillare dell'iniziativa,che noi di Free Italy appoggiamo a pieno.
Insomma,la scelta del gruppo pare essere l'unica possibile e la più accorta,visti i precedenti..
Per restare in contatto con il gruppo e l'iniziativa vi lascio l'indirizzo del gruppo e quello web del sito:
NUN TE REGGE PIU',IL GRUPPO FACEBOOK
NUN TE REGGHE PIU',IL SITO INTERNET
