FOTOSERVIZIO ALESSANDRO CONTALDO
LA VERITA' SUGLI ARRESTI DEI GIORNI SCORSI E I MESSAGGI DI SOSTEGNO DEI NO TAV
IN MEZZO A QUEI BOSCHI C'ERAVAMO ANCHE NOI. COMUNICATO CIRCOLI ARCI TORINO E PROVINCIA.
Come circoli Arci di Torino e provincia, siamo vicini agli arrestati e al movimento No Tav tutto, colpito in queste ore da un attacco durissimo da parte della Procura di Torino.
La società in cui viviamo mostra ogni giorno i segni del suo declino. Stiamo attraversando una fase di crisi drammatica, che rivela la totale ideologicità delle ricette neoliberiste e monetariste messe in atto negli ultimi trent'anni. Una crisi le cui cause, per quanto il mainstream cerchi di confinarle a un ristretto recinto di indefiniti “speculatori”, hanno radici molto più profonde, che si annodano con i tratti sistemici di un modello di società concepito per mantenere saldo il dominio dei pochi sui molti.
In questo contesto, qualcuno cerca di disabituarci all'esercizio della democrazia e alla manifestazione del
dissenso. I “curatori fallimentari” di un modello economico-sociale sull'orlo del baratro, concentrati nel tentativo gattopardesco di cambiar tutto perchè nulla cambi davvero, non vogliono essere disturbati nello svolgimento del loro compitino. Anziché ascoltare coloro che propongono un'inversione di rotta – che si tratti degli operai colpiti dal modello Marchionne, degli studenti in difesa dei liberi saperi critici o, come in questo caso, delle comunità resistenti come quella valsusina– i tecnocrati dal “pensiero corto” preferiscono metterli a tacere.
In questo momento difficile siamo solidali con chi lotta ogni giorno contro le grandi opere inutili, nel nome di un altro modello di sviluppo.
E siamo parte attiva in questa lotta.
In quel luglio, in mezzo a quei boschi, c'eravamo anche noi. C'eravamo tutti e tutte. E ci saremo ancora.
Si parte e si torna tutti insieme!
Officine Corsare
Bazura
Circolo Margot (Carmagnola)
Circolo Puzzle (Orbassano)
Circolo Sud
Fattore K
Cafè Liber
Oltrepò
Le Carabattole
Gli Argonauti
Tee Pee
LA LETTERA DI UNA NO TAV AI COMPAGNI ARRESTATI

Buongiorno Gabriela, Matteo, Giorgio, Giuseppe, Jacopo, Luca, Tobia, Federica, Michele, Mario, Maja e Fabrizio, che osservate le nubi da una finestra di una cella di Via Pianezza 300. Buongiorno a te, Guido, che sei tornato a casa, ma non puoi ricevere nessuno e ti è vietato persino l'uso del telefono. Buongiorno a te, Maja, finalmente a casa, con quella vita dentro che speriamo ti dia la forza di sopportare quest'ennesima ingiustizia. Buongiorno anche a voi, amici di Milano, Maurizio, Niccolò, Kalisa, cuori NO TAV rinchiusi nel carcere di San Vittore. Buona giornata anche a te, Juan Antonio, rinchiuso nel carcere di Rovereto. E buongiorno a te, Antonio, in quella cella a Pistoia. Buongiorno a te, Samuele, troppo generoso per non essere trattenuto nel carcere di Asti, troppo impegnato per gli altri..perché lasciassero a te quello che ormai è diventato un privilegio che non possono più concederci: la libertà. E buona giornata anche a te, Damiano, anche a Rebibbia ti possa arrivare il nostro abbraccio ed il nostro sostegno. Buongiorno a Zeno, incarcerato a Padova, e a Gabriele, rinchiuso nel carcere di Genova.
Siamo con voi, perché si parte e si torna insieme non è una frase vuota, è una promessa. A voi che rischiate di pagare per tutti va il nostro pensiero speciale. A voi che siete arrivati anche da lontano perché consapevoli che questa lotta è un bene comune da preservare, va un abbraccio ancora più forte. Per voi continueremo a lottare, sfileremo a migliaia oggi a Torino pronunciando i vostri nomi, raccontando la vostra storia. La storia di uomini e donne che, come Nina e Marianna, come Marta, Salvatore, Roberto e Gianluca, hanno scelto di mettersi in gioco, di vivere non soltanto per il proprio benessere, ma per difendere i diritti di tutti.
Hanno chiuso i vostri corpi in quelle celle. Non chiuderanno mai le vostre anime, i vostri sogni. Tenete viva in quelle aride stanze la Libera Repubblica della Maddalena, tenete vivo il sogno di un mondo più giusto. Noi faremo la nostra parte, affinché sentiate la nostra vicinanza e perché presto possiate essere nuovamente tra noi: TUTTE E TUTTI LIBERI!
Inoltro con molto piacere un comunicato di solidarietà che mi è arrivato dai fantastici ragazzi di Ca Tron da Venezia.
E' con rabbia che apprendiamo la notizia degli arresti avvenuti all'alba di giovedì 26 gennaio, ai danni di 26 militanti No-Tav sparsi su tutto il territorio nazionale, accusati di aver partecipato a vario titolo alle giornate di resistenza del 27 giugno e del 3 luglio 2011.
Riteniamo questa operazione poliziesca chirurgica e vigliacca, volta a isolare la Val di Susa dai suoi simpatizzanti e solidali, tentando di dipingere un movimento popolare che si batte contro una grande opera inutile e devastante, come un ricettacolo di black-bloc ed altri mostri mediatici.
Le parole del mandante dell'operazione, il magistrato in quota PD Giancarlo Caselli, ci confermano questa lettura dei fatti.
Come Ca' Tron Città Aperta, più volte le nostre strade hanno avuto il piacere di incrociarsi con quelle della Val di Susa, proprio a partire da quel fatidico 3 luglio. Lo scambio, la conoscenza, il condividere la lotta fianco a fianco sono state per noi occasioni uniche di crescita e di maturazione, uno stimolo impareggiabile per continuare a sognare un territorio (e, perchè no?, anche un mondo) libero dalle spietate logiche del profitto e della speculazione.
Per noi oggi contrastare lo scriteriato Piano d'Assetto del Territorio previsto dal comune, opporsi al disegno che vorrebbe una Venezia trasformata in un parco giochi per turisti, dire "no" ai folli progetti della metropolitana sublagunare e del Tav nei nostri territori vuol dire agire con fierezza, senza accettare compromessi, contentini o false mediazioni. Vuol dire agire con tutta la determinazione e la gioia che abbiamo trovato in Val di Susa e che la Valle è riuscita a portare qui da noi.
Sappiamo che la repressione colpirà sempre di più le lotte realmente popolari, le realtà autorganizzate e orizzontali capaci di opporsi al sacco dei territori. Questi arresti ne sono un esempio, come le recenti denunce arrivate agli attivisti del 3e32 all'Aquila o quelle ancora più recenti partite nei nostri confronti. Migliore risposta non potrà che essere la vicinanza e la complicità genuina e spontanea.
Per questo, e per molti altri motivi difficili da spiegare a parole, esprimiamo la più sentita solidarietà agli arrestati, rifiutando ogni contrapposizione strumentale tra buoni e cattivi, tra valligiani e non. Siamo tutti valsusini, siamo tutti No-Tav!
Libertà per le arrestate e gli arrestati!
Ca’ Tron Città Aperta
SOLIDARIETA' AI NO TAV ARRESTATI ANCHE DA MESTRE E NAPOLI
Napoli: No Tav bloccano due treni
Questa mattina a Napoli una cinquantina di attivisti dei centri sociali, delle reti studentesche e dei movimenti hanno occupato i binari e fermato due treni. Per dire No alla Tav e chiedere la liberazione degli arrestati nella retata di giovedì
Questa mattina un folto gruppo di studenti, lavoratori e attivisti dei movimenti ha fatto irruzione nella Stazione Centrale di Napoli con l'intenzione di mandare un forte segnale di solidarietà con tutti gli arrestati e le arrestate nella retata anti No Tav di giovedì mattina e per ribadire il No ad una grande opera inutile, dannosa e costosissima. I manifestanti hanno occupato alcuni binari rallentando il traffico dei treni nel terminal partenopeo. Il sit-in di protesta, che è iniziato intorno alle 11.30 ed è terminato quasi un'ora dopo, ha impedito la partenza in particolare di due treni: il Frecciarossa 9532 per Milano e l'Intercity 551 per Reggio Calabria. Al termine dell'occupazione, che è stata tolta dai manifestanti dopo l'intervento della Polizia, gli attivisti sono riusciti a lasciare la stazione Centrale senza particolari problemi mentre i treni bloccati partivano diretti alle loro destinazioni. Di seguito il comunicato diffuso dei movimenti napoletani:
"Bloccata la Tav Napoli-Milano - Alessio libero, liberi tutti! No alla speculazione!"
Una cinquantina di attivisti dei movimenti napoletani hanno occupato i binari della Tav per oltre un ora, bloccando l'alta velocità per Milano, megafonando e volantinando in stazione e fuori in solidarietà ai 26 attivisti No-Tav arrestati giovedi. Un'azione repressiva disposta dalla Procura di Torino insieme a decine di obblighi di custodia e di perquisizioni che dimostrano tutta la loro strumentalità "propagandistica" a mesi di distanza dalla manifestazione contestata del 3 luglio. Perquisito anche uno spazio sociale napoletano (il 76A a Montesanto) e arrestato un compagno dei movimenti napoletani, Alessio.
Oggi, perciò, in tutta italia è giornata di mobilitazioni e iniziative per denunciare quella che consideriamo un'autentica intimidazione verso la più strutturata e conosciuta delle lotte ambientali. Un esempio di partecipazione dal basso e di resistenza diretta contro la più clamorosa operazione speculativa degli ultimi trent'anni, che alla fine potrebbe costare oltre 20 miliardi di euro per un'opera inutile e devastante come i trafori in valsusa, dove già oggi passano molte meno persone (e merci) di quelle che le linee esistenti sono in grado di trasportare. Perciò parliamo solo un enorme occasione di arricchimento di privati a nostre spese: anche l'alta velocità Napoli-Roma dal miliardo di euro iniziale è costata più di sei miliardi, grazie a meccanismi di finanziamento in tutto simili a quelli che abbiamo conosciuto per il terremoto del 1980 o dopo quello recente de l'Aquila.
E tutto per realizzare un servizio dai costi inaccessibili alla gran parte della popolazione e danneggiare il diritto al trasporto: i treni ordinari vanno scomparendo e i biglietti aumentando, anche perchè i costi della Tav hanno impegnato le risorse del trasporto pubblico per decenni! Un pacchetto che presto verrà pure regalato ai privati, come confermano le mire di Montezemolo sull'alta velocità Napoli-Roma.
La nostra vicinanza agli arrestati è per dire: ora basta! Basta speculazioni sulla nostra pelle, basta distruzione dei territori, la lotta No-Tav è la nostra! In Valsusa ci siamo stati e ci torneremo. Liberi tutti! Liberi subito!
Solidarietà ai “No Tav” arrestati, occupati alcuni uffici in stazione a Mestre
Una cinquantina di manifestanti hanno esposto alcuni striscioni sul primo binario. La circolazione ferroviaria continua regolare
MESTRE. Un gruppo di una cinquantina di manifestanti ha occupato questo pomeriggio alcuni uffici di Trenitalia nella stazione ferroviaria di Mestre, esponendo striscioni con la scritta “No Tav né in Val di Susa né in Veneto”. A riferire dell’azione è Michele Valentini del Centro Sociale Rivolta di Marghera. Secondo Valentini, si tratta di una iniziativa di solidarietà nei confronti degli attivisti “No Tav” arrestati per i fatti in Val di Susa e di protesta contro RFI e il progetto di tracciato che riguarda il Veneto. L'iniziativa non ha comportato al momento alcuna ripercussione nell'attività dei convogli ferroviari. Analoga manifestazione a Padova dove è stata occupata la sala d’attesa riservata ai viaggiatori del “FrecciaRossa”.