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  • AFGHANISTAN,GOVERNO STANZIA NUOVI FINANZIAMENTI:2 MILIONI DI EURO AL GIORNO PER FARE LA GUERRA AI TALEBANI.

    sabato 4 febbraio 2012

    GUERRA IN AFGHANISTAN MA NON SOLO.IL GOVERNO IN BARBA ALLA CRISI HA APPROVATO IL RIFINANZIAMENTO DELLE MISSIONI MILITARI.SOLO PER LA GUERRA AI TALEBANI SONO STATI STANZIATI 2 MILIONI DI EURO AL GIORNO.RESPINTO L'ORDINE DEL GIORNO CHE CHIEDEVA AL GOVERNO DI RIMETTERE AL PARLAMENTO LA DECISIONE SUI BOMBARDAMENTI IN AFGHANISTAN.

    di Free Italy
    Dopo la clamorosa decisione del governo di autorizzare, senza il parere del Parlamento, bombardamenti aerei in Afghanistan da parte della nostra aviazione,eccoci di nuova a parlare della guerra in Afghanistan.Sì perchè in barba alla crisi il governo ha stanziato ben 2 milioni di euro al giorno per la guerra ai Talebani.Il tutto a margine dell'approvazione del decreto di rifinanziamento annuale delle missioni militari internazionali.414 i si,72 i no.Contrari tutti i deputati presenti dell’Italia dei Valori e della Lega Nord, Enrico Gasbarra e Gero Grassi del Partito Democratico, Giancarlo Lehner e Domenico Scilipoti di Popolo e Territorio, Elio Belcastro, Giuseppe Giulietti e Roberto Nicco del gruppo misto.Undici gli astenuti: i sei deputati radicali del gruppo Pd, due del Südtiroler Volkspartei, Mauro Pili del Pdl, Savino Pezzotta dell’Udc e Maurizio Grassano di Popolo e Territorio.

    Come vi dicevo non una parola sulla decisione del governo Monti di autorizzare i bombardamenti in Afghanistan,presa in prima persona dal ministro della Difesa Di Paola senza alcun pronunciamento parlamentare.Un ordine del giorno presentato dai deputati radicali del Pd, che impegnava il governo “a rimettere al Parlamento la decisione sull’uso di ordigni bellici a caduta libera o guidata (GBU-39 Small Diameter Bomb o similari) da parte dei velivoli dell’Aeronautica militare italiana impiegati in Afghanistan”, è stato infatti respinto quasi all’unanimità.La cosa ha sorpreso non poco l'Onorevole Maurizio Turco che ha rilasciato questa dichiariazione a "Eilmensine":
    E’ paradossale che i membri del Parlamento rifiutino di tutelare il loro diritto di esprimersi su una questione di primaria importanza come la decisione sui bombardamenti aerei in Afghanistan, presa dal ministro della Difesa Di Paola senza alcun pronunciamento parlamentare. Dovremo arrivare a rimpiangere la correttezza di La Russa, che questa stessa proposta la volle sottoporre al Parlamento? Vogliamo o no riflettere su quale senso abbia mettersi a bombardare proprio mentre la Nato pensa al ritiro e tratta con i talebani?.
    Dello stesso avviso  l’on. Augusto Di Stanislao  che allo stesso giornale ha dichiarato:
    La posizione del ministro Di Paola non è in sintonia con il Paese né con il Parlamento.Una simile decisione va al di là di ogni sua prerogativa, poiché non rientra nella sua disponibilità modificare i caveat e le regole d’ingaggio decise in passato dal Parlamento senza chiedere un nuovo pronunciamento del massimo organo rappresentativo della sovranità popolare.
    Per fortuna che c'è qualcuno che almeno ha il coraggio di dirlo e la faccia ce la mette.Chissà se l'8 febbraio durante il Consiglio Supremo di Sicurezza ,convocato da Napolitano,se ne parlerà. L’ordine del giorno prevede infatti “l'esame degli scenari internazionali, loro prevedibili linee evolutive – con riferimento, in particolare, agli sviluppi post-conflitto della crisi libica e al processo di transizione in Afghanistan – e punto di situazione sulla partecipazione delle Forze Armate alle operazioni, sulla riqualificazione dell’impegno italiano e sulle potenziali nuove missioni”. Se ciò non bastasse c'è anche un bel capitolo chiamato “riqualificazione dell’impegno italiano” che,si spera, dovrebbe comprendere anche la discussione sulla proposta del ministro ‘tecnico’ della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, di rimuovere quei fastidiosi impedimenti posti dal Parlamento all'epoca del ministro La Russa,che in più di un'occasione hanno impedito(giustamente) l’impiego dei nostri aerei in Afghanistan in missioni di bombardamento.

    Non solo malumori comunque.C'è anche chi sostiene come la decisione univoca dell'ammiraglio non possa essere presa senza interpellare il Parlamento sovrano.Ne sono certi l’Italia dei Valori e alcuni settori del Partito Democratico – dal senatore Gian Piero Scanu ai deputati radicali – questa decisione, di cui il ministro si è limitato a informare le commissioni parlamentari Difesa ed Esteri, non può diventare operativa senza una discussione e un pronunciamento del Parlamento, in aula o almeno in commissione.

    L'8 febbraio se ne parlerà?Non lo sappiamo..Ma anche se se ne parlasse non sono certo sicuro di un esito favorevole degli eventi.Staremo a vedere quale sarà la mossa del governo dei massoni.

    Free Italy

     
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