Un nanorobot creato grazie alla tecnica dell'origami a DNA è in grado di riconoscere una cellula cancerosa e di ordinarle il suicidio.
di Stefania Amat per scienze.befan.it
Un microscopico dispositivo robotico creato con la tecnica dell’origami a DNA sarebbe in grado di riconoscere diversi tipi di cellule e inviare loro determinate istruzioni, comprese quelle di autodistruggersi qualora siano infettate. Il nanorobot, in pratica, una volta identificata una cellula malata, sarebbe capace di aprirsi e di rilasciare frammenti di anticorpi che la costringerebbero al suicidio.
Questo è ciò che viene annunciato in un articolo comparso sulla rivista Science sulla base degli studi effettuati da un gruppo di ricercatori della Harvard University.
L’origami a DNA è così chiamato perché la tecnica utilizzata si ispira a quella della classica arte giapponese di ripiegare e tagliare la carta per dare vita a creazioni originali. In questo caso però quello che viene piegato e ritagliato sono i filamenti di DNA che vengono disposti in modo da creare una microstruttura tridimensionale che per forma può ricordare un barile suddiviso in due metà a loro volta tenute insieme da un altro filamento di DNA.
Il “barile” creato da Shawn Douglas, Ido Bachelet e George M. Church sarebbe in grado di identificare le proteine presenti sulla membrana cellulare, comprese quelle che sono specifici marcatori di malattia. In questo caso la “cerniera” che tiene chiuso il microrobot si aprirebbe rilasciando le opportune molecole in grado di dare istruzioni alla cellula malata.
L’esperimento è stato svolto in presenza di entità cellulari affette da una specifica forma di leucemia e di linfoma, poiché si trattava di due patologie diverse è stato necessario programmare due diverse combinazioni di filamenti di DNA perché il “barile” si aprisse rilasciando appositi anticorpi per il suicidio programmato delle cellule infette.
Si tratta di un enorme passo avanti nella ricerca contro il cancro, infatti il nanorobot a DNA è di materiale biocompatibile e potrebbe diventare un vero proprio “trasporto” per qualsiasi tipo di farmaco, inoltre permetterebbe di colpire esclusivamente solo le cellule infette con istruzioni specifiche mentre quelle sane resterebbero indenni.
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