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    Osservato un insolito "buco" su Marte

    mercoledì 25 luglio 2012


    Sul suo sito “Astronomy Picture of the Day“, la NASA ha di recente proposto un’immagine studiata lo scorso anno dal gruppo di ricercatori che si occupa delle rilevazioni effettuate da CTX (Context Camera), una delle fotocamere montate sulla sonda spaziale MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) per le osservazioni di Marte. Il team di ricerca notò la presenza di un cratere contenente una macchia molto scura sui pendii del vulcano Pavonis Mons. Si tratta di una specie di buco, ampio diversi metri, che si trova su uno dei vulcani più grandi del pianeta. Il Pavonis Mons si sviluppa infatti per un’altezza di 14 chilometri rispetto alle terre che ha intorno e la sua caldera ha un’estensione di 20 chilometri di diametro. Si trova nella regione equatoriale di Tharsis e insieme con l’Ascraeus Mons e l’Arsia Mons, forma il complesso vulcanico dei Tharsis Montes.


    Approfondendo gli studi sulla macchia scura identificata con CTX, i ricercatori della NASA scoprirono che si trattava di un “lucernario”: l’apertura di una caverna sotterranea. L’ingresso ha un diametro di circa 35 metri e il complesso è stato probabilmente formato da una serie di colate laviche. Di solito succede quando la lava si solidifica nella parte più superficiale del flusso, mentre continua a essere fluida nella parte sottostante. In pratica si forma un fiume di lava sotterraneo e, quando il fenomeno termina, il risultato è una galleria vuota.
    Sfruttando l’ombra proiettata sul pavimento della fossa, i ricercatori calcolarono che la profondità del lucernario è di circa 20 metri. Molti dettagli sul buco non sono però ancora chiari. Gli esperti della NASA vogliono, per esempio, capire quanto materiale sia finito nella caverna sotterranea e quali dimensioni possa avere il complesso. Nuove ricognizioni di MRO potranno fornire nuovi elementi e dati per approfondire le conoscenze sulla zona.
    In questo periodo l’ente spaziale americano sta lavorando molto per riportare l’attenzione su Marte. Nei primi giorni di agosto, sul pianeta arriverà un nuovo robot automatico (rover) che si chiama Curiosity (Mars Science Laboratory), e che sarà utilizzato per studiare le caratteristiche di Marte grazie a nuove analisi. Lo scorso 10 luglio la NASA ha diffuso una spettacolare immagine che mostra il panorama nei pressi dell’antico cratere Endeavour che si estende nel Meridiani Planum, la pianura situata nella zona equatoriale di Marte.

    http://www.ilpost.it/2012/07/19/foto-buco-marte-pavonis-mons/

    MARTE:SCOPERTI CENTINAIA DI VULCANI DI FANGO.

    martedì 20 marzo 2012

    Centinaia di vulcani di fango su Marte raccontano la storia di un pianeta che non finisce mai di sorprendere e che, anche quando l’acqua liquida era sparita dalla superficie, potrebbe avere continuato ad avere fiumi sotterranei.

    L’ipotesi arriva dalla ricerca italiana pubblicata sulla rivista Earth and Planetary Science Letters. A permettere di ricostruire la natura dei vulcani sono stati i dati dei tanti satelliti in orbita attorno a Marte e soprattutto quelli dello strumento Hirise a bordo dell’americano Mars Reconnaissance Orbiter (Mro), analizzati dai ricercatori della Scuola Internazionale per la ricerca nelle scienza planetarie (Irsps) dell’universita’ ’’Gabriele D’Annunzio’’ di Pescara, diretta da Gian Gabriele Ori. I vulcani hanno una forma conica, con una base che ha diametro compreso fra 100 e 500 metri, e sono alti qualche decina di metri.
    Alla sommita’ hanno una sorta di depressione, simile a un cratere. ’’Sono troppo piccoli per essere veri vulcani e non sono nemmeno coni di cenere’’, spiega la coordinatrice della ricerca, Monica Pondrelli. Considerando la loro composizione, l’ipotesi piu’ verosimile e’ che siano ’’vulcani di fango, formati da fluidi, gas e fango risaliti in superficie’’. I vulcani finora studiati si trovano nel grande cratere Firsoff, in prossimita’ dell’equatore marziano. ’’Adesso andremo a cercare strutture simili in altre zone di Marte’’, prosegue Pondrelli. Di sicuro, aggiunge, ’’Marte ha una vita sotterranea sorprendente: a partire da un certo punto della sua storia geologica, sulla superficie e’ scomparsa ogni traccia di acqua liquida, ma questo non significa che non ci sia stata acqua in profondita’’’. Perche’ il fango possa formarsi, infatti, e’ necessaria la presenza di acqua allo stato liquido. Si fanno strada anche delle ipotesi (ma per il momento sono soltanto tali) sulla possibile comparsa di forme di vita nel sottosuolo di Marte. Potrebbe avere avuto origine da qui ed essere stato portato in superficie dai vulcani di fango, l’abbondante metano osservato in passato da alcuni satelliti in orbita intorno al pianeta rosso.

    Fonte: http://www.meteoweb.eu/2012/03/marte-scoperti-centinaia-di-vulcani-di-fango-lacqua-e-sparita-dalla-superficie-ma-e-rimasta-molto-piu-a-lungo-nel-sottosuolo/124802/#chiudi_adv


     
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