“A corto di risorse e vincolati dalle disposizioni previste dal Patto di stabilità interno – prosegue Bortolussi – appare abbastanza probabile che molti Sindaci approfitteranno di questa possibilità per fare cassa. Infatti, non rientrando nei decreti sul federalismo fiscale che vietano un incremento della pressione fiscale, questo sblocco totale delle addizionali comunali Irpef andrà ad appesantire la tassazione locale sui contribuenti italiani”. Osservando i dati elaborati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, la stima del gettito proveniente dall’applicazione dell’addizionale comunale Irpef, attualmente in vigore, è pari a circa 3 miliardi di euro. Se i Comuni decideranno di aumentare l’addizionale al valore massimo consentito (0,8%), l’incremento di gettito sarà di 2,63 miliardi di euro.
A livello medio nazionale, la Cgia stima che il costo per ciascun contribuente sarà di 85 euro all’anno. In linea generale, le più penalizzate saranno le persone fisiche che presentano i livelli reddituali più alti. Pertanto, a livello regionale, gli aumenti più consistenti si registreranno nel Trentino (+178 euro per contribuente), nella Valle d’Aosta (+164 euro) e in Lombardia (+130 euro). Ma la Cgia di Mestre prende in considerazione solo l’aumento dell’addizionale Irpef. In realtà i Comuni, nei bilanci preventivi per il 2012, potranno essere costretti ad aumentare, ad esempio, anche la tassa sui rifiuti. E’ probabile che si anticipi il passaggio dall’Ici all’Imu. In questo modo aumenterà anche la tassazione sugli immobili. Per non parlare dei possibili aumenti delle tariffe dei diversi servizi comunali. Quindi i cittadini, per decisioni apparentemente prese dai Comuni, in realtà imposte dal Governo, il prossimo anno saranno costretti a versare ai Comuni risorse finanziarie aggiuntive senza dubbio notevolmente superiori ai 2,6 miliardi di euro calcolati dalla Cgia di Mestre, risorse che però non è possibile quantificare, al momento, con precisione.