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    CASTA,NIENTE TAGLI ALL'ORIZZONTE: QUELLI LI DEDICHERANNO SOLO ALLE PENSIONI..

    martedì 25 ottobre 2011

    TAGLI,CONDONI,PENSIONE A 67 ANNI E QUELLA CASTA CHE NON RINUNCIA A UN EURO,MA E' CAPACE ANCHE DI DIRE CHE GUADAGNA UNA MISERIA...LE ULTIME NEWS SULLA POLITICA ITALIANA.


    di Redazione Free Italy
    Mentre loro non si sognano nemmeno lontanamente di togliersi un euro di stipendi,anche se hanno cercato di farvelo credere,B. è da ieri che,incalzato dall'Europa, vuole alzare l'età pensionabile...Di fronte a simile prospettiva torna d'attualità il toto casta..Solo qualche giorno fa usciva la bufala del taglio degli stipendi della politica nostrana.Mi sembrava strana una decisione del genere e allora mi sono informato bene..Stupisco che ci siate cascati.Infatti era solo uno scherzo o, se volete, un gioco di destrezza per tenere buoni i cittadini normali, quelli che Palazzo Chigi lo vedono solo sugli schermi tv quando la sera si abbioccano davanti ai Tg.E magari si vedono lo "Scodinzolini-Tg1",che dopo l'ultimo tarocco sulla risatina Merkel-Sarkozy  spero abbia perso tutta la sua credibilità all'occhio di quei pochi(spero) che lo guardano..Solo per loro erano (e sono) i tagli. Infatti per ministri e sottosegretari, poiché ricoprono cariche politiche e non sono titolari di un rapporto di lavoro dipendente, non posso essere destinatari dei tagli al trattamento economico complessivo disposti dall'articolo 9, comma 2 della manovra correttiva del 2010. A questi, pertanto, sulla mensilità in pagamento il prossimo novembre, sarà rimborsato quanto trattenuto in applicazione della predetta norma.
    Insomma non cambia niente,non perdono una virgola..E allora mi ritorna in mente quella senatrice del Pdl che qualche mese fa ci raccontava di una casta triste,solo e che guadagnava poco..
    Ve la ricordate Laura Allegrini,la senatrice Pdl, imprenditrice di Viterbo con la passione per la recitazione, che ci raccontava la dura vita del parlamentare a Roma?Ve lo rammento subito..La nostra cara Laura difese a spada tratta la casta,con argomenti quanto mai curiosi,come quello degli stipendi miseri: “So che scandalizzerò, ma non mi preoccupo – dice Allegrini- Posso dichiararle tranquillamente che oggi un parlamentare italiano non guadagna più di 3000 mila euro al mese al netto di tutto”.Ma come..avrà sbagliato commercialista??Non è dato saperlo..Ma la signora a suo tempo puntò persino sulla sfera affettiva e sulle rinunce: ”Lavoriamo tanto – spiega la senatrice – e spesso ci sono anche problemi affettivi. Molti deputati e senatori soffrono di solitudine a Roma. Alle prese con i lavori parlamentari, i mille impegni, senza affetti, ci si accorge di essere molto soli”.
    Peccato che lavorino soltanto fino al giovedì alle 12 e spesso fino al mercoledì...Per una media di circa 15 ore settimanali per i deputati e 10 per i senatori..Un lavoraccio da cani insomma!Insomma questa volte urge davvero fare qualcosa.Non ho fiducia che venga fatto ma sarebbe anche l'ora.Perchè se si alza l'età pensionabile e non si rinuncia a niente,allora sarebbe davvero un brutto segnale da parte del governo..Ma come sappiamo la finanziaria la vota la Bce e quindi probabilmente,anzi sicuramente,un segnale forte verrà dato sulle pensioni..Ma niente verrà fatto sulla casta,nella speranza che simili piagnistei risparmino noi poveri cittadini che la casta non solo la conosciamo,ma ahimè la subiamo...

    REDAZIONE FREE ITALY

    PENSIONI A 67 ANNI,SVENDITA PATRIMONIO E POSSIBILI CONDONI: STA ACCADENDO DAVVERO..

    lunedì 24 ottobre 2011

    L'ITALIA DOPO LA GRECIA?I TIMORI ERANO E RESTANO FONDATI.NONOSTANTE LE MINACCE DELLA LEGA,LA FINANZIARIA L'APPROVA LA BCE...CHE VUOLE LE STESSE COSE CHIESTE ALLA GRECIA.UN FILM GIA' SCRITTO,CON UN COPIONE GIA' NOTO A TUTTO IL GOVERNO...


    di Redazione Free Italy
    Pensioni a 67 anni,12 condoni,svendita del patrimonio immobiliare..No non è un film horror,ma un copione già visto...E sì perchè le analogie con la Grecia si sprecano.Ma andiamo con ordine.
    Alle 19 è iniziato il consiglio dei ministri straordinario. Con la Lega che sin dalla mattina ha puntato i piedi e dice no a manovre sulle pensioni."No,no no" dicono quelli della Lega..E minacciano di scendere in piazza.Ma quale credibilità possono avere simili minacce,ora che tutta Italia sa che Bossi ha venduto a Berlusconi il simbolo della Lega?Nessuna ovviamente...Intanto l'Europa ci pressa affinchè siano rispettatati i tempi. "Non c'è nessuno sviluppo che riguarda l'Italia e il fondo salva-Stati" dice il portavoce del commissario Ue agli Affari economici smentisce le indiscrezioni riportate da Le Monde e riprese dall'agenzia France Presse su una possibile attivazione del fondo anche per l'Italia.Ma di cosa si sta discutendo?Del futuro dell'Italia oserei dire..ma andiamo nello specifico..

    PENSIONI A 67 ANNI,LA PROPOSTA DEL PREMIER
    Per chi ha 40 anni di contributi uscita dal lavoro non prima dei 60 anni, 65 per chi ha almeno 35 anni di versamenti (la cosiddetta 'quota 100'); anticipazione al 1 gennaio prossimo delle norme con le quali si aggancia l'età pensionabile alle aspettative di vita, il cui primo adeguamento è in programma nel 2013; età per l'assegno di vecchiaia fissata a 67 anni sia nel settore pubblico che nel privato (che sarebbe comunque garantita gradualmente grazie ai meccanismi, già in vigore, delle finestre e dell'adeguamento automatico alle aspettative di vita).

    VUOI L'ASILO NIDO?ALLORA TI TAGLI LO STIPENDIO..
    Gli accordi aziendali "possono prevedere che il datore di lavoro e il lavoratore si accordino su una retribuzione inferiore a quella dovuta, in cambio di servizi messi a disposizione dal datore di lavoro, quali asili nido, servizi alla persona ovvero misure per la mobilità". E' quanto si legge nel dl Sviluppo.

    (S)VENDITA DEL PATRIMONIO.I GUADAGNI ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
    "Ottimizzazione degli spazi per gli immobili utilizzati dalla pubblica amministrazione", "vendita del patrimonio residenziale pubblico agli inquilini" e "ricavi della vendita agli enti locali per spese di investimento in deroga al patto di stabilità". E' quanto prevede il dl Sviluppo

    PIU' FACILE COSTRUIRE,PIU' SEMPLIFICAZIONEPiù facile costruire - Passando al resto delle misure, oltre alle annunciate a favore delle imprese che investono nelle opere pubbliche (sconti sulle tasse, Ires e Irap), si prevede la semplificazione dei permessi di costruire, l’estensione delle zone a burocrazia zero in via sperimentale fino al 31 dicembre 2013 dal Sud al resto d’Italia, la vendita del patrimonio residenziale pubblico (degli enti) agli inquilini, il cui ricavato andrà ai Comuni in deroga al patto di stabilità - si ritrovano alcune norme a favore di precari, giovani, donne, immigrati.

    Eppoi le agevolazioni per i precari,sostegno agli studenti lavoratori, pagella scolastica digitale..Ma il punto non è tanto questo.Sono mesi che si discute di come salvare il Titanic-Italia e come al solito (Grecia docet) a decidere non saremo noi,ma la Bce..E' un copione così simile a quello greco che vien da dire che sia già scritto.Ma se lo fosse,non sarebbe certo da oggi..Già il 25 agosto vi parlavamo di Italia in svendita puntando il dito su un punto fondamentale: il comma 18 dell’articolo 10 della Legge 111 del 15/07/2011. Il comma in questione recita esattamente:
    “I crediti, maturati nei confronti dei Ministeri alla data del 31 dicembre 2010, possono essere estinti, a richiesta del creditore e su conforme parere dell’Agenzia del demanio, anche ai sensi dell’articolo 1197 del codice civile”.
    Dalla lettura sembra intendersi che i debiti che ha lo stato, possono essere estinti, quindi pagati su richiesta del creditore. Qui sorge il primo problema: un creditore si presenta allo stato (al ministero) e chiede il saldo dei debiti. Lo stato (il ministero), in base a questo comma li estingue. Ma con quali soldi o per meglio dire come paga il creditore? Dato che il comma prosegue con la dicitura “su conforme parare dell’Agenzia del demanio” si intuisce che i debiti potranno essere estinti su richiesta del creditore cedendo beni del demanio; se non fossimo in presenza di beni del demanio non ci sarebbe stato bisogno del parere dell’Agenzia del Demanio!

    E mentre B. raccontava la sua solita barzelletta,Simon Johnson. Johnson,ex responsabile economista del Fondo Monetario Internazionale,si chiedeva: "La Bce continuerà a sostenere il debito italiano, così come sta facendo la Fed con il debito americano?".
    La risposta ce l'ha data oggi il portavoce del commissario Ue agli Affari economici che smentito le indiscrezioni riportate da Le Monde e riprese dall'agenzia France Presse su una possibile attivazione del fondo anche per l'Italia."Non c'è nessuno sviluppo che riguarda l'Italia e il fondo salva-Stati o Efsf",così ha detto il portavoce,aggiungendo che l'Efsf è stato pensato per «prevenire il contagio per tutti».
    Ovvio..sta per arrivare il Mes,il nuovo meccanismo sulla stabilità europea...L'FSFE o EFSF(European Financial Stability Facility) è dotato di massimo 440 miliardi attualmente, ossia 1320 euro per euro-cittadino...Come potrebbe proteggere l'Italia?Figurarsi l'Intera Ue.E allora arriva il nuovo strumento.
    Il MES sostituirà i due precedenti(MESFE E FSFE) e avrà la facoltà di svuotare le Casse degli Stati quando e tutte le volte lo vorrà. Il MES non ha limiti. Il Consiglio del MES sarà composto dai 17 ministri delle Finanze che ne diventeranno i Governatori. Sono loro che prenderanno le decisioni. I parlamenti nazionali non avranno voce in capitolo sul MES, né sui suoi Governatori che godranno di una totale immunità (come del resto tutti i suoi dipendenti).
    Peccato che non ne parli nessuno!Ma proseguiamo..Nel copione rientra a pieno titolo il perchè fa comodo un'Italia in crisi.Ve ne parlavamo ieri.Che che se ne dica l'Italia ha tantissimi problemi strutturali,ma altrettante qualità e punti di forza.E se si paragonano con gli altri Stati Europei,chissà tra lo stupore generale si scoprirà che questi punti di forza sono di più di quelli che oggi ci deridono..
    Ma vediamone solo alcuni:
    La ricchezza privata netta degli italiani è ben quattro volte superiore a quell'iperbolico numero che risponde al nome di debito pubblico(1.935.500.000.000 di euro)
    Il primato dell’economia reale sull’economia finanziaria
    Il primato dell’attività manifatturiera che ci vede secondi solo alla Germania;
    Il primato della piccola e media impresa che ha saputo conquistare la leadership di nicchie di mercato nel mondo
    Il primato del familismo economico che sa aggiustare consumi, risparmi e investimenti
    Il primato del localismo, dove la qualità comunitaria diventa un valore aggiunto del territorio
    Il primato della banca locale intesa come banca che interagisce attivamente con il territorio
    Insomma capirete che non facciamo così pena come dall'estero vogliono farvi credere...
    Ah dimenticavo: lo sapete che gli italiani sono i più ricchi d'Europa? 
    Berlusconi lo sa?Ovvio l'ha dichiarato lui stesso il 20 giugno 2010.Perchè è importante..lo capirete alla fine.
    I francesi lo sanno?Penso di si,visto quando dichiarato a Le Monde Jacques Attali, banchiere e scrittore francese:
    L’Italia “E’ stata commissariata, ed era necessario. Il governo italiano non riesce a cavarsela, dunque o l’Italia esce dall’euro, o accetta che le sia dettata la politica da seguire: non si può volere tutto. Peccato, perché gli italiani hanno i mezzi per risolvere la crisi: sono più ricchi degli altri europei, che hanno in media un patrimonio uguale a 6 volte il Pil, mentre gli italiani hanno un patrimonio uguale a 8 volte. Basterebbe che sacrificassero un ottavo del loro patrimonio per cancellare il debito pubblico, ma non vogliono farlo e continuano a vivere nell’illusione che tutto si aggiusti da sé. Sono responsabili per il lassismo governativo ed è chiaro che nessuno li aiuterà se continueranno a pretendere di essere più ricchi degli altri e di vivere a credito».”

    Gli italiani hanno un patrimonio 8 volte il debito.Avete capito si?Il tutto a quadro di quel copione che fa tanta scena.O almeno così pare.Ma a quale fine?A che cosa serve il debito pubblico e il teatrino della finanziaria?Magari la risposta è proprio questa:

    Il fine ultimo del debito pubblico è l’appropriarsi, da parte di ristretti e potenti gruppi economici, di imprese, beni e patrimoni dello stato. Il privato, per quanto economicamente molto potente, mai sarebbe riuscito ad appropriarsi di determinati beni pubblici senza la scusa del debito pubblico.
    Solo la scusa di un enorme e impagabile debito pubblico può portare perfino alla vendita ed alla svendita dei beni del demanio pubblico. L’opinione pubblica non si oppone, anzi finisce per favorire azioni del genere, pena la necessità di sborsare di tasca propia ulteriori tasse.
    Potrebbe sembrare una cosa strana è logico.Anzi vi sembrerà strana.Ma forse l'Italia non è stata svenduta nel 1992 con la scusa delle privatizzazioni?Vabbè direte voi..ma la Bce ci tutela!Peccato che la Bce sia una banca privata..formata niente meno che dalle banche centrali dei vari paesi europei..ovviamente private.D'altronde Bankitalia docet no?Bankitalia come la Bce sono  banche private.E' quindi irrealistico come delle banche private possano perseguire l'interesse dei cittadini.L'interesse delle banche sono i soldi non certo i cittadini..

    LO SPETTRO DI UN GOVERNO TECNICO GUIDATO DA MONTI
    Lo scenario è plumbeo...ma all'orizzonte già vedo la soluzione: un governo tecnico con un premier fuori dagli scenari della politica italiana...E chi sarà questo salvatore?Ma lui, Mario Monti!E chi sarebbe?Molti di voi magari non l'avranno neppure mai sentito nominare...Mario Monti oltre ad essere un esperto economista,è anche presidente della Bocconi di Milano.Ma non solo.Commissario europeo dal 1994 al 2004 vanta l'onore di essere nella commissioni di governo del Bilderbeg,cosa che potete comprovare consultando la pagina ufficiale del gruppo Bilderberg.Ed è proprio nella sezione Governance che compare il nome di Monti,come potete vedere anche nel seguente screenshot:
    Come mai stiamo pensando proprio a Monti?Non siamo certo indovini ovvio...E non siamo certo gli unici che hanno questa sensazione in giro per il web...Ora la spiegazione viene da molto ma molto ma molto lontano.La potremmo far risalire al marzo 2011 quando De Bendetti a Die Welt è tra i primi a parlare di Monti premier.Ad aprile tocca a Liberal PD, l'associazione fondata da Enzo Bianco, chiedere a gran voce Monti premier di una coalizione anti Berlusconi.A luglio a parlarne è l'esimio dottor Buttaroni che descrive Monti come una persona di altissimo livello.Ad agosto è Confindustria a chiedere Monti premier.Nello stesso mese anche dall'estero trapela l'idea di Monti premier.
    Il copione insomma è bello che scritto..E se fossi andato più indietro avrei certamente trovato qualcosa,perchè anche l'anno scorso l'esimio membro del Bilderberg fu tirato in ballo come possibile soluzione al problema Berlusconi.
    Mi sorge un legittimo dubbio: come mai si vuol prendere un uomo del Bilderberg e metterlo a fare il premier di un governo tecnico?L'Economist non ha forse confermato che il Bilderberg è una cospirazione mondiale?E quel banchiere svizzero,ex membro del Bilderberg,non ha forse sottolineato la pericolosità del club nel mese di maggio?Come dimenticare le denunce di Daniel Estulin,lo scrittore russo che ha dedicato svariati libri al Bilderberg?E che dire del fatto che il Bilderberg è ritenuto responsabile della crisi attuale?David Rockefeller,colui che nel 1994,allo United Nations Business Council, disse
    "Siamo sulla soglia di una mutazione globale.Ci manca soltanto una cosa: una crisi rilevante, e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale" 
    non è forse un membro storico del Bilderberg,dove ricopre,e da solo,l'incarico di membro consultivo?
    Le risposte a queste domande sono tutte affermative.Non resta che invitarvi ad uscire dagli schemi.Perchè proprio Mario Monti premier?C'è un perchè?Ho apparecchiato un bel po' di argomenti,sta al vostro intelletto trovare la giusta risposta...

    REDAZIONE FREE ITALY

    CRISI ECONOMICA,POLIZIA IN PIAZZA CONTRO I TAGLI PREVISTI DALLA FINANZIARIA: "IMPOSSIBILE GARANTIRE SICUREZZA CITTADINI"

    mercoledì 19 ottobre 2011

    Sindacati dei corpi di polizia a piazza Montecitorio per protestare contro i nuovi tagli previsti dal governo al settore sicurezza. "Vendute" ai cittadini obbligazioni simboliche da cinquanta centesimi per raccogliere fondi. Antonio Scolletta (Ugl sicurezza): "Siamo a un punto di non ritorno, impossibile garantire i livelli minimi di sicurezza"
    Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato e Vigili del Fuoco hanno riempito questa mattina le piazze italiane per protestare contro i tagli imposti dal Governo.Riduzione delle risorse decise nella legge di stabilità che ha tra i suoi effetti immediati la difficoltà a rifornire di benzina le auto, con la conseguenza di un sensibile calo della normale attività di pattuglia e di controllo svolta quotidianamente dalle forze dell’ordine per garantire sicurezza al cittadino.Nel video il racconto di quanto accaduto ieri a Montecitorio.




    FINANZIARIA:PREVISTI 2,6 MILIARDI DI TASSE COMUNALI IN PIU' NEL 2012

    mercoledì 28 settembre 2011


    La manovra finanziaria, recentemente approvata dal Parlamento, riduce, come è noto, ancora una volta, i fondi a disposizione degli enti locali, anche quelli destinati ai Comuni. La Cgia (Confartigianato) di Mestre ha provato ad effettuare dei calcoli in modo tale da quantificare l’entità delle tasse che i Comuni italiani saranno costretti a prelevare dalle tasche dei cittadini, in seguito appunto alla ulteriore diminuzione dei trasferimenti statali. Infatti con la manovra i Sindaci italiani potranno aumentare l’aliquota dell’addizionale comunale Irpef fino a toccare il valore massimo dello 0,8%. Pertanto, con questo sblocco totale delle addizionali – segnala Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – “rischiamo 2,6 miliardi di tasse comunali in più. Una vera e propria stangata che si abbatterà sulle famiglie e sulle piccole imprese”.
    “A corto di risorse e vincolati dalle disposizioni previste dal Patto di stabilità interno – prosegue Bortolussi – appare abbastanza probabile che molti Sindaci approfitteranno di questa possibilità per fare cassa. Infatti, non rientrando nei decreti sul federalismo fiscale che vietano un incremento della pressione fiscale, questo sblocco totale delle addizionali comunali Irpef andrà ad appesantire la tassazione locale sui contribuenti italiani”. Osservando i dati elaborati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, la stima del gettito proveniente dall’applicazione dell’addizionale comunale Irpef, attualmente in vigore, è pari a circa 3 miliardi di euro. Se i Comuni decideranno di aumentare l’addizionale al valore massimo consentito (0,8%), l’incremento di gettito sarà di 2,63 miliardi di euro.
    A livello medio nazionale, la Cgia stima che il costo per ciascun contribuente sarà di 85 euro all’anno. In linea generale, le più penalizzate saranno le persone fisiche che presentano i livelli reddituali più alti. Pertanto, a livello regionale, gli aumenti più consistenti si registreranno nel Trentino (+178 euro per contribuente), nella Valle d’Aosta (+164 euro) e in Lombardia (+130 euro). Ma la Cgia di Mestre prende in considerazione solo l’aumento dell’addizionale Irpef. In realtà i Comuni, nei bilanci preventivi per il 2012, potranno essere costretti ad aumentare, ad esempio, anche la tassa sui rifiuti. E’ probabile che si anticipi il passaggio dall’Ici all’Imu. In questo modo aumenterà anche la tassazione sugli immobili. Per non parlare dei possibili aumenti delle tariffe dei diversi servizi comunali. Quindi i cittadini, per decisioni apparentemente prese dai Comuni, in realtà imposte dal Governo, il prossimo anno saranno costretti a versare ai Comuni risorse finanziarie aggiuntive senza dubbio notevolmente superiori ai 2,6 miliardi di euro calcolati dalla Cgia di Mestre, risorse che però non è possibile quantificare, al momento, con precisione.

    MANOVRA FINANZIARIA:UN DISABILE SU TRE PERDERA' L'ASSISTENZA


    Manifestazione davanti a MontecitorioLo stato di mobilitazione delle associazioni delle persone con disabilità è stato formalizzato dal Consiglio direttivo della FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap al termine della intensa riunione di sabato scorso.
    Non poteva essere altrimenti dopo l’approvazione della seconda Manovra e soprattutto in attesa della discussione parlamentare della delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale.
    La FISH ha valutato con forte preoccupazione le drammatiche prospettive di vita per le persone con disabilità. Da subito ci sono i tagli agli enti locali. Dal 2012 la riforma dell’assistenza e del fisco farà il resto, visto che le due Manovre impongono un taglio di 40 miliardi in tre anni. Saranno colpite le pensioni di invalidità, le indennità di accompagnamento, le pensioni di reversibilità.
    Al contempo non esiste più il Fondo per la non autosufficienza e quello per le Politiche sociali è ridotto a 69 milioni per il 2012 e a 44 per il 2013, salvo ulteriori riduzioni.
    È diffusa la consapevolezza – non solo fra le associazioni – che la riforma assistenziale non è rivolta a migliorare e qualificare i servizi, ma solo ad applicare quanto stabilito nelle Manovre (recuperare 40 miliardi). Pertanto gli spazi di confronto e discussione sono praticamente nulli.
    “La FISH ha deliberato di non presentare emendamenti di merito sulla delega. – ha riportato Pietro Barbieri a margine del Direttivo – Le persone con disabilità e i loro familiari non sono i privilegiati, ma anzi hanno un enorme credito verso la società.”
    Gli emendamenti alla riforma saranno quindi analoghi a quelli presentati per la Manovra: no ai tagli ed anzi rilancio di un finanziamento adeguato e strutturale alle politiche sociali di cui il nostro Paese ha ancore maggiore necessità in un momento di crisi.
    “La prospettiva è lampante. Grazie ai tagli agli enti locali una persona su tre perderà i servizi sociali. E grazie alla riforma assistenziale un’altra persona su tre perderà l’indennità di accompagnamento. – annota Barbieri – Senza considerare l’effetto dei tagli sulle agevolazioni fiscali che peserà su milioni di famiglie italiane.”
    Manifestazioni, proteste eclatanti, iniziative di informazione saranno messe in atto nella capitale e nel resto del Paese da subito e proseguiranno per tutta la discussione della legge delega, della legge di stabilità e della probabile terza manovra.

    Manovra-bis: effetti sulle persone con disabilità

    martedì 27 settembre 2011


    Fra le numerose notizie di questi giorni in molti tentano di cogliere se e quali siano le novità immediate per le persone con disabilità e loro familiari contenute nella cosiddetta Manovra-bis approvata dal Consiglio dei Ministri il 12 agosto e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il giorno successivo (Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138).
    Innanzitutto va detto che il Decreto si aggiunge alle misure già introdotte nella Manovra di Luglio (Legge 111 del 15 luglio). Inserisce nuove disposizioni di cui ampiamente la stampa sta offrendo una – più o meno – approfondita informazione: aumento della tassazione delle rendite finanziarie, privatizzazioni, tassazioni sui servizi di produzione e distribuzione energetiche, tagli dei cosiddetti costi della politica, incluse la riduzione del numero delle province e accorpamento dei piccoli comuni.
    Ma gli aspetti che più peseranno sul sociale sono sostanzialmente due: le restrizioni agli enti locali e l'anticipo della riforma fiscale e assistenziale.

    Gli enti locali

    Il primo risiede nei tagli, anche strutturali e quindi non di emergenza, dei bilanci delle autonomie locali. La misura era già prevista dalla Manovra di luglio, ma nel nuovo decreto il tagli imposti sono ancora più severi. In totale, già nel 2012 Regioni, Province e Comuni dovranno risparmiare 6 miliardi che diventeranno, 6,4 nel 2013, e 6,4 dal 2014 in poi. Per l'esattezza 3,6 dovranno essere recuperati dalle Regioni, 1,7 miliardi dai Comuni (2 miliardi dal 2013) e 700 milioni dalle Province (800 dal 2013 in poi). Il meccanismo è quello del patto di stabilità fra Stato e Autonomie locali cioè un assieme di regole che impedisce agli enti locali di gestire i propri bilanci oltre certi limiti (qualitativi e quantitativi di spesa).
    Una restrizione di tale entità incide profondamente nei servizi erogati ai cittadini, in particolare il trasporto pubblico, l'assistenza sociale (cioè i servizi sociali a bambini, disabili, anziani) e, ancora una volta, sulla sanità oltre che su molti altri servizi che oggi vengono garantiti ai cittadini.
    Ovviamente agli enti locali rimangono tre possibilità: diminuire la quantità e la qualità dei servizi; aumentare la partecipazione alla spesa da parte dei cittadini, oppure aumentare le imposte locali.
    Contestualmente nel nuovo Decreto, aumentano anche i tagli ai Ministeri già previsti dalla Manovra di luglio. La somma totale dovrebbe essere di 7,4 miliardi che un successivo decreto stabilirà come suddividere fra i diversi dicasteri.
    Nella conferenza stampa di presentazione del Decreto e in successive dichiarazioni, il Ministro dell'Economia ha assicurato che i tagli non riguarderanno lascuola, la ricerca e il 5 per mille, cioè quella parte di prelievo fiscale che ogni contribuente può destinare alle ONLUS o alle Fondazioni di ricerca ed altri soggetti non lucrativi.
    Anche in questo caso, 7,4 miliardi di euro sono una cifra ingentissima e difficile da assorbire per qualunque Ministero.

    La riforma fiscale e assistenziale

    La Manovra di luglio, all'articolo 40, individua le modalità per recuperare alle casse dell'erario 24 miliardi: 4 miliardi nel 2013 e 20 miliardi nel 2014. Il Decreto di ferragosto, non fa altro che anticipare quelle misure al 2012 e al 2014.
    Sembra un'operazione semplice, se non si ricorda quali sono i meccanismi di questo recupero.
    L'articolo 40 del Decreto di luglio prevede un taglio lineare della quasi totalità delle agevolazioni fiscali per la maggioranza dei contribuenti. Per l’esattezza la diminuzione sarà pari al 5% dal 2013 (ora è diventato il 2012) e al 20% nel 2014 (ora, 2013).
    Come funziona? Se fino ad oggi, ad esempio, si detraevano 1000 euro di spese sanitarie, dal 2012 se ne detrarranno il 5% quindi 950 e 800 nel 2013. Se sembra poco, va rammentato che quel taglio riguarda anche altre detrazioni, come quelli per i carichi di famiglia, o per il mutuo per la prima casa, o per la bandante/colf o per gli ausili, per i veicoli adattati … oppure le detrazioni per lavoro dipendente.

    Come abbiamo già avuto modo di scrivere, riteniamo che questo intervento fiscale colpisca ancora di più i nuclei in cui è presente una persona disabile, o un anziano non autofficiente, poiché le spese detraibili (che spesso comunque contribuiscono ad impoverire la famiglia) sono mediamente più onerose.
    Un caso di evidente ulteriore pressione è riconducibile alle minori deduzioni per l’assistenza specifica in caso di grave handicap. Queste operano sul reddito imponibile, abbassandolo, diversamente dalle detrazioni che invece abbassano percentualmente l’imposta. In futuro, quando quelle deduzioni saranno possibili solo riducendole del 20%, il rischio è che il reddito lordo superi determinate soglie e quindi venga tassato con un’aliquota superiore che in precedenza.

    La delega

    La Manovra – come rivista solo per quanto riguarda le date dalla Decreto di ferragosto - sembra lasciare uno spiraglio, ma in realtà non lo è. L’articolo 40 precisa che queste restrizioni non si applicano “qualora entro il 30 settembre 2012 siano adottati provvedimenti legislativi in materia fiscale ed assistenziale aventi ad oggetto il riordino della spesa in materia sociale, nonché la eliminazione o riduzione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale che si sovrappongono alle prestazioni assistenziali, tali da determinare effetti positivi, ai fini dell’indebitamento netto, non inferiori a 4.000 milioni di euro per l’anno 2012 ed a 20.000 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2013.”
    Nella sostanza: o si taglia sull’assistenza e in generale sulla spesa sociale per 24 miliardi, o vengono applicati quelle riduzioni nelle agevolazioni fiscali.
    Il Decreto ha introdotto la possibilità, alternativa o aggiuntiva, per il Governo di rimodulare le anche le imposte indirette (tradotto: IVA, Imposte di bollo, Tasse di successione ecc.). Ma il fulcro di questa operazione rimane la spesa sociale.
    Diviene, quindi, centrale l’approvazione della legge delega sulla riforma del fisco e dell’assistenza, ma con queste premesse anche l’attesa “riforma” ha tutte le premesse per rivelarsi molto rischiosa per le persone anziane o con disabilità.
    Si noti quella frase citata poco sopra: “eliminazione o riduzione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale che si sovrappongono alle prestazioni assistenziali”. Che significa “si sovrappongono”? Il fatto stesso che ci si possa porre questa domanda significa che c’è ampio margine di discrezionalità per poter decidere – in un domani molto vicino – che chi accede a prestazioni sociali o sanitarie agevolate non abbia più diritto ad agevolazioni fiscali. Si potrebbe arrivare a sostenere che, per un figlio che percepisce l’indennità di accompagnamento o di frequenza, non si ha diritto alla detrazione per figli a carico, oppure se si ottiene un assegno di cura o per la vita indipendente non si può più detrarre/dedurre gli oneri relativi ad una badante.
    Ma la delega che cosa prevederà? Il Governo ha già presentato la bozza di legge delega e presto – molto presto – arriverà alla discussione in Parlamento.

    Che cosa ci dobbiamo aspettare?

    Le aspettative le traiamo dalla lettura della bozza di legge delega già approvata dal Consiglio dei Ministri nel luglio scorso e in attesa di approdare alle Camere. Qui la discussione sarà condizionata dal clima attuale.
    Come tutte le leggi di delega, anche in questo testo sono indicati i principi generali e gli ambiti su cui il Governo è autorizzato, successivamente, a legiferare con propri decreti legislativi.
    L'articolo 10 del disegno di legge riguarda appunto la riforma assistenziale.
    Il titolo stesso dell’unico articolo che riguarda la “riforma assistenziale” fa comprendere che non si tratta di una profonda ristrutturazione del comparto quanto piuttosto di Interventi di riqualificazione e riordino della spesa in materia sociale. Cioè spendere meno.
    Le linee di azione sono rilevanti per moltissimi Cittadini, per molte Amministrazioni locali e per un numero potenzialmente significativo di Associazioni di volontariato chiamate a gestire alcuni servizi.
    I decreti legislativi del Governo – che ha tempo due anni per emanarli – saranno finalizzati «alla riqualificazione e integrazione delle prestazioni socio assistenziali in favore dei soggetti autenticamente bisognosi, al trasferimento ai livelli di governo più prossimi ai cittadini delle funzioni compatibili con i principi di efficacia e adeguatezza, alla promozione dell’offerta sussidiaria di servizi da parte delle famiglie e delle organizzazioni con finalità sociali».
    Su questi principi generalissimi, che vedono una restituzione ai Comuni di alcune competenze e un coinvolgimento del no-profit, il disegno di legge individua una serie di criteri direttivi.

    Indicatore del bisogno

    I termini “autenticamente bisognosi” usati nel testo sono tutt’altro che casuali. Come ha avuto modo di anticipare il Ministro Tremonti, si intende definire ed adottare uno specifico “indicatore di bisogno” ai fini della concessione di prestazioni e provvidenze assistenziali. Il titolare del Ministero dell’Economia si è spinto più in là: «Crediamo che l’indicatore adottato dal Trentino sia uno strumento condivisibile».
    Ma di che parla Tremonti? Per sommi capi, nel Trentino il bisogno, o meglio il bisogno assistenziale, viene valutato ai fini della concessione dell’assegno di cura, una provvidenza aggiuntiva all’indennità di accompagnamento (Legge provinciale n. 6/1998), introdotta per sostenere l’assistenza e la cura delle persone non autosufficienti favorendo il loro permanere nel rispettivo ambiente familiare e sociale.
    La misura dell’assegno varia a seconda di due variabili: il grado del bisogno assistenziale rilevato e la condizione economica del nucleo familiare.
    Il bisogno assistenziale viene rilevato – in modo differenziato a seconda che l’interessato sia minore, adulto o ultrasessantacinquenne – utilizzando specifichescale di valutazione (fra cui Indice di Barthel, ADL, cioè la capacità di svolgere specifici atti quotidiani elementari). In particolare, negli adulti e negli anziani vengono valutate le funzioni cerebrali superiori, la mobilità della persona e la capacità della persona di svolgere le attività quotidiane della vita.
    Quindi i tratti essenziali del quadro futuro potrebbero essere tre: valutazione precedente dell’invalidità civile e riconoscimento dei requisiti per la concessione dell’indennità di accompagnamento; valutazione (e misurazione) del bisogno assistenziale; valutazione della situazione economica del nucleo familiare.
    Va detto, non come mera digressione, che la Provincia Autonoma di Trento ha anche adottato un proprio indicatore della situazione economica (diverso dall’ISEE adottato nel resto del Paese).

    ISEE

    E tornando alle indicazioni del disegno di legge di delega, il primo criterio di riforma risiede proprio nella revisione dell’ISEE (l’Indicatore di Situazione Economica Equivalente), con particolare attenzione alla composizione del nucleo familiare. Va rammentato che l’ISEE già considera la composizione del nucleo familiare e che alcuni quozienti sono già applicati se sono presenti minori, disabili o anziani. Inoltre, oltre al reddito del nucleo, tiene in considerazione, pur al di sopra di determinate franchigie, la casa di abitazione e il patrimonio mobiliare (titoli, risparmi ecc.).
    È, quindi, difficile intuire quali siano le reali intenzioni del Governo: se far pesare di più determinate situazioni di potenziale disagio, oppure attribuirvi un peso inferiore. Oppure far pesare di più i redditi e il patrimonio. Inoltre va rammentato che abitualmente l’ISEE viene applicato quando si richiedono prestazioni sociali agevolate: è cioè uno strumento usato per definire la partecipazione alla spesa e che gli enti erogatori possono modificare nell’incidenza dei singoli indicatori. L’attenzione prioritaria all’ISEE significa che si intende conferire una maggiore efficacia agli strumenti per la partecipazione alla spesa e renderli più stringenti anche per gli Enti locali.
    Ed infatti il secondo criterio indicato prevede il riordino dei criteri, inclusi quelli relativi alla invalidità e alla reversibilità, dei requisiti reddituali e patrimoniali, nonché delle relative situazioni a carattere personale e familiare per l’accesso alle prestazioni socio assistenziali. Si noti che non solo si fa riferimento al reddito ma addirittura al patrimonio (es. abitazione, risparmi ecc.).

    Armonizzazione

    Il terzo criterio è un “classico” delle leggi di delega: l’armonizzazione. In questo caso ad essere armonizzati sono i «diversi strumenti previdenziali, assistenziali e fiscali di sostegno alle condizioni di bisogno». Essendo il concetto di “armonia” piuttosto fluttuante, questo genere di delega consente spesso al Legislatore di abrogare o introdurre disposizioni al di là degli intenti originari, con largo margine di discrezionalità.
    Il disegno di legge sostiene la necessità di armonizzare al fine di «evitare duplicazioni e sovrapposizioni»; «favorire una adeguata responsabilizzazione sull’utilizzo e sul controllo delle risorse da parte dei livelli di governo coinvolti anche, ove possibile e opportuno, con meccanismi inerenti al federalismo fiscale». Ed infine, come ultima motivazione, un altro “classico”: l’integrazione dei servizi sanitari, socio sanitari e assistenziali, refrain che ritorna nella normativa di settore da almeno vent’anni.

    Indennità di accompagnamento

    Un quarto criterio è quanto mai ambiguo: «istituzione per l’indennità di accompagnamento di un fondo per l’indennità sussidiaria alla non-autosufficienza». Non si comprende se tale indennità sussidiaria alla non-autosufficienza sarà integrativa dell’indennità di accompagnamento oppure se lasostituirà e come. Quello che segue nel testo del disegno di legge non aiuta a disvelare l’arcano.
    Il Fondo sarà ripartito tra le Regioni, «in base a standard afferenti alla popolazione residente e al tasso di invecchiamento della stessa, nonché a fattori ambientali specifici». È forse una misura a favore della popolazione anziana non autosufficiente?
    A questa «indennità sussidiaria alla non-autosufficienza» vengono poi attribuiti dei compiti “salvifici”: favorire l’integrazione e la razionalizzazione di prestazioni sanitarie, socio sanitarie e sociali (ancora); favorire la libertà di scelta dell’utente; diffondere l’assistenza domiciliare; finanziare prioritariamente le iniziative e gli interventi sociali attuati sussidiariamente via volontariato, no-profit, Onlus, cooperative e imprese sociali, quali organizzazioni con finalità sociali.
    Certamente non va ignorato che anche queste indennità saranno concesse agli “autenticamente bisognosi”, e quindi si apre concretamente l'ipotesi che l'erogazione dell'indennità di accompagnamento – comunque denominata – sia legata al reddito.

    La carta acquisti

    La carta acquisti, “soluzione” cara a questo Governo ma sinora un po’ debole in quanto ad effetti positivi, è il quinto criterio. L’intero sistema sarà trasferito ai Comuni singoli e associati, senza una previsione di maggiore spesa. Anzi, lo scopo è di «integrare le risorse pubbliche con la diffusa raccolta di erogazioni e benefici a carattere liberale, di affidare alle organizzazioni non profittevoli la gestione della carta acquisti attraverso le proprie reti relazionali».
    Il modello è quello dell’assistenza caritatevole, di cui lo Stato si libera delegandola al privato sociale, senza attribuire risorse certe.

    INPS

    Un ultimo caposaldo della riforma assistenziale: nuove competenze per l’INPS.
    All’Istituto verrà attribuita (anche) la competenza relativa all’erogazione delle prestazioni assistenziali quando assumono il carattere di contributo monetario diretto, in coordinamento con Regioni ed Enti locali.
    E, sempre all’INPS, verrà attribuito il compito di “schedatura” o, più precisamente, di organizzazione del «fascicolo elettronico della persona e della famiglia attraverso la realizzazione di un’anagrafe generale delle posizioni assistenziali, condivisa tra le amministrazioni centrali dello Stato, gli enti pubblici di previdenza e assistenza, le Regioni e gli Enti Locali, al fine di monitorare lo stato di bisogno e il complesso delle prestazioni di tutte le amministrazioni pubbliche».

    Tutto lascia presagire un autunno denso di discussioni, mobilitazioni e novità che non si profilano come le migliori

    LA FINANZIARIA TAGLIA L'ASSISTENZA AI DISABILI,E' UNA VERGOGNA!

    Con la Manovra appena approvata, assieme a quella di luglio, le politiche sociali del nostro Paese subiscono una nuova possente spallata.
    Le misure contenute nelle due Manovre comportano una netta retrazione della spesa sociale. I tagli agli enti locali e quelli ai Ministeri saranno la causa, fra pochi mesi, della sospensione di molti servizi e prestazioni di competenza dei Comuni, che già prima delle Manovre erano in forte difficoltà. Asili nido, assistenza domiciliare, supporti all’autonomia personale, assegni di cura sono destinati a diminuire drasticamente colpendo bambini, anziani e disabili. Ad essere investite da questa prima ondata saranno, con diversa intensità, almeno 10 milioni di famiglie italiane.
    Ma il colpo definitivo sarà sferrato con la riforma assistenziale sulla quale il Governo sta per chiedere la delega per poter fare cassa.
    Dalle due Manovre una indicazione esce nettissima: con la riforma assistenziale e fiscale bisogna recuperare 40 miliardi: 4 miliardi nel 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi dal 2014. È evidente a chiunque che con quella premessa i servizi e le prestazioni sociali non potranno che essere ulteriormente limitati, compressi, soppressi.
    La Manovra appena approvata prevede che l’impatto di quei 40 miliardi possa essere affievolito intervenendo sulle imposte indirette, cioè sulle aliquote IVA. Ma il Governo ha già usato quella chance per evitare altre imposizioni (es. la patrimoniale), innalzando l’aliquota ordinaria IVA dal 20 al 21%. Quella opportunità è, quindi, “bruciata” e l’impatto non potrà essere addolcito a meno che non si alzi ulteriormente l’aliquota IVA al 22% oppure non si ritocchino anche le aliquote su beni e servizi di prima necessità (4 e 10%). Ipotesi inquietanti, ma – visto il contesto politico – tutt’altro che da escludere.
    “Inizia una fase ancora più difficile e pericolosa – commenta preoccupato Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – soprattutto per le persone con più grave disabilità. Le stime più ottimistiche ci fanno ritenere che almeno un terzo dei disabili gravi perderà entro un anno ogni tipo di assistenza, in particolare l’indennità di accompagnamento e gli eventuali assegni di cura che alcune – poche – regioni avevano timidamente iniziato ad erogare.”
    Scelte politiche che appaiono ancora più gravi in un momento in cui sono le famiglie le prime a rischio di default.
    Informazione capillare a tutte le famiglie su cosa si sta rischiando e decidendo, iniziative di pressione e di protesta anche eclatante, interventi presso tutte le sedi istituzionali centrali e regionali sono leazioni che la FISH ha già stabilito per un autunno che si presenta come particolarmente caldo.
    “La mobilitazione della FISH conta sul sostegno di migliaia di persone, – avverte Barbieri – come testimoniano le 23 mila adesioni in 10 giorni alla nostra iniziativa ‘Fermiamoli con una firma!’.”

    MARCO TRAVAGLIO - Che Tempo Che Fa 25/09/2011

    lunedì 26 settembre 2011


    LA MANOVRA COLPISCE LA PRIMA CASA,TAGLI ALLE DETRAZIONI E STRETTA AI BENEFICI FISCALI.

    martedì 20 settembre 2011

    Riduzione dei benefici fiscali per gli inquilini, tagli sulle detrazioni per i mutui e per le ristrutturazioni
    La manovra con i tagli lineari alle detrazioni fiscali era stata già licenziata a luglio dal Parlamento. Prevedeva una riduzione del 5% dei benefici fiscali per i contribuenti nel 2013 e del 20% (in caso di una mancata riforma del fisco con legge-delega) nel 2014. Poi la lettera della Bce inviata al governo italiano l'8 agosto scorso, nella quale invitava l'esecutivo a inasprire i contenuti del decreto di correzione sui conti pubblici, ha finito per complicare il quadro. Anticipando di un anno le misure previste, in modo da ottenere il pareggio di bilancio nel 2013. E a rimetterci sembra essere soprattutto chi ha il «lusso» di una prima casa, data la forbice alle decine di detrazioni fiscali che riguardano gli immobili.
    I CONTRATTI DI LOCAZIONE – Tagli ai benefici fiscali (del 5% nel 2012, del 20% nel 2013) per gli inquilini con redditi inferiori ai 30.987,43 euro lordi, come prevedeva il Testo unico imposte redditi del 1986. Fare dei calcoli è complicato, ma l'onere aggiuntivo per il contribuente può toccare i 300 euro all'anno per i redditi poco sotto la soglia massima. I tagli imposti dalla manovra riguardano anche le detrazioni concesse ai genitori di studenti fuori sede in affitto, che potevano «scaricare» nella dichiarazione dei redditi il contratto di locazione dei figli: anche qui il 20% in meno nel 2013. Ma se gli inquilini piangono, non ridono neanche i proprietari. Nella selva di detrazioni c'era anche l'agevolazione fiscale per i titolari di immobili che concedevano l'uso dei propri locali con contratti concordati e calmierati: anche qui taglio netto del 5% da gennaio, del 20% nel 2013.

    I MUTUI E LE RENDITE CATASTALI – Accendere un mutuo per l'acquisto della prima casa è spesso l'unica strada possibile per diventare proprietari di un'abitazione. Per «allietare» l'onere al mutuatario lo Stato aveva previsto la detrazione degli interessi sulla prima casa corrisposti alle banche: quel tentativo di alleggerire il carico ai neo-possessori di prima casa verrà ridotto con le solite percentuali a partire già dal 2012. E verrà reintrodotta anche l'Irpef sulla prima casa nella misura del 5% della rendita catastale nel 2013 e del 20% nel 2014.

    LE RISTRUTTURAZIONI – In termini di ristrutturazioni le aliquote previste dallo Stato erano due: il 36% di detrazione per i lavori e il recupero di alloggi; il 55% per le manutenzioni e il restauro di case vincolate. Anche qui la forbice del 20% nel 2013 (e del 5% da gennaio).

    IL FONDO DI SOSTEGNO ALLA LOCAZIONE – E il Sunia – il sindacato inquilini della Cgil – ha mosso il dito anche contro «il ventilato ulteriore taglio del fondo di sostegno alla locazione, che passerebbe dagli oltre 300 milioni di euro del 2000 a circa 9 milioni», dice Daniele Barbieri, segretario Sunia-Cgil. Si tratta di un fondo statale, le cui risorse vengono ripartite su base regionale ed elargite attraverso dei bandi comunali in sostegno a giovani famiglie e coppie alle prese con l'affitto. Un fondo la cui dotazione – con i pressanti vincoli di bilancio e un debito a oltre 1.900 miliardi di euro – si è ridotto progressivamente, mentre la domanda di sussidi cresce esponenzialmente.

    FONTE

    Al governo c'è la nave dei folli

    lunedì 5 settembre 2011

    Cambiano la manovra ogni giorno. Si circondano di faccendieri. Insultano il Paese che li ha eletti. Ma restano attaccati disperatamente alle loro poltrone. Per giudicare questa classe dirigente, non è necessario aspettare la Storia.




    I politici dovunque formano la classe dirigente, quella che governa, che amministra lo Stato, le sue risorse, le sue opportunità, il suo futuro. Come? Di solito si giudicano i risultati: spesso passano per buoni o per sopportabili anche quelli disastrosi. Vogliamo fare un breve elenco? Il Partito della libertà, il partito del fare di Silvio Berlusconi, ha esordito con una meritoria battaglia per il salvataggio dell'Alitalia, la linea aerea di bandiera, concupita da Air France.

    Berlusconi si è vantato e si vanta della difesa a oltranza della compagnia italiana. Risultato: siamo arrivati a 4 miliardi di euro di debiti e l'unica via di uscita pare sia quella della cessione ai francesi. Un'altra grande opera a cui il Cavaliere intendeva affidare la sua fama di statista e di benefattore era il ponte sullo stretto di Messina. Una follia tecnica ed economica, il più lungo ponte del mondo nella zona a maggior rischio sismico, di collegamento fra due regioni economicamente arretrate. E' intervenuta per fortuna l'Europa a negare i finanziamenti. Le opere del regime berlusconiano si segnalano per la loro inattuabilità o per il rischio estremo.

    Quando il nostro ha annunciato in Parlamento la prossima conclusione dei lavori sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria una fragorosa risata dei parlamentari ha seppellito la ridicola vanteria.
    Il governo in carica non è in grado neppure di portare a compimento la Tav della Val Susa, dove è in corso una guerriglia fra la maestranza dei cantieri e la popolazione locale, secondo alcuni infiltrata dagli anarchici black bloc, questi misteriosi terroristi che vagano per l'Europa per sabotare ogni iniziativa ragionevole dei governi legittimi.

    L'economia mondiale è da due anni in una crisi profonda che gli esperti non riescono né a capire né a fronteggiare. Siamo arrivati all'impensabile: che gli Stati Uniti, il più ricco Paese del mondo, sono a rischio di default, di fallimento, perché i conservatori del partito repubblicano sabotano il finanziamento pubblico, e cinque o sei Stati europei sono vicini al disastro finanziario. 

    Un vento di follia sembra imperversare in ogni attività umana compreso lo sport. Il mercato dei calciatori è una gabbia di matti dove sceicchi scialacquatori spendono fortune per vincere la Champions league, dove tutte le squadre sono indebitate fin sopra i capelli, il che non impedisce ai giocatori di vendere le partite al mercato delle scommesse. 
    Nei Paesi latini dalla moralità discutibile l'informazione e la giustizia vengono accusate dei peggiori traffici nelle intercettazioni telefoniche e nella corruzione generale. E un giorno si scopre che nella civilissima Inghilterra il magnate della stampa popolare Murdoch ha violato tutte le regole della correttezza, frodando e danneggiando persino il primo ministro di Sua Maestà. 
    Non passa giorno senza che uno stimato uomo politico o un funzionario pubblico non venga colto con le mani nel sacco, ma tutti pronti a giustificarsi con il "così fan tutti", tutti si giovano delle truffe dei faccendieri, dei finanziamenti dei palazzinari e delle società truffaldine con i mafiosi. Non c'è uomo politico che non si faccia pagare l'acquisto della casa o l'affitto dello studio e poi cada dalle nuvole: io non lo sapevo, qualcuno pagava per me ma io non ne ero al corrente. Anche persone di cui si celebrava e ammirava la ferrea onestà vengono colte con le mani nel sacco e non sanno come difendersi, salvo le generiche dichiarazioni sempre smentite di onestà.

    I partiti se potessero manderebbero tutti assolti a continuare il malgoverno. E i maggiori responsabili del disastro non mollano le loro poltrone e accusano i magistrati, e persino il presidente della Repubblica, di essere dei comunisti invidiosi e diffamatori. Se non fosse stato proprio l'esito di Tangentopoli a gettarci nel baratro del berlusconismo, ci verrebbe di chiedere ad Antonio Di Pietro di tornare a fare il pubblico ministero.



    Fonte

     
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