Accelerazione al Ddl sulle intercettazioni. Ma l’iter rimane complesso
Anche Il Messaggero ritorna sull’ineluttabilità della legge bavaglio, ovvero il provvedimento sulle intercettazioni tanto caro al premier, che, secondo il giornale romano, sarebbe imminente:
Oggi arriva in aula alla Camera il disegno di legge sulle intercettazioni (anche se l’esame vero e proprio partirà solo nei prossimi giorni) che il premier giudica fondamentale per «tornare ad essere un Paese civile e libero, mentre oggi non lo siamo». Aggiungendo: «Quando chiamate al telefono, sentite la morsa dello Stato di polizia». Quella sulle intercettazioni è la prima scossa che il premier vuole dareallamaggioranza per fare le riforme. E proclama: «In Parlamento ci accingiamo a fare una straordinaria battaglia per la libertà, che dobbiamo assolutamente vincere ». Si appella «ai condottieri delle nostre truppe a Camera e Senato, Cicchitto e Gasparri» per «portare a compimento» quel cammino delle riforme per «salvare la nostra libertà». Lo scontro con l’opposizione si annuncia durissimo mentre il presidente della Camera, Gianfranco Fini, avverte: se si arrivasse alla fiducia sul provvedimento «sarebbe gravissimo: mi auguro che, almeno su questo argomento, il governo rifugga dalla tentazione».Secondo il giornale romano invece la partita si giocherà tutta questa settimana, incrociandosi con quella della sfiducia al ministro Romano:
Annacquare lo scontro sul ddl intercettazioni nel dibattito sul decreto sviluppo e mostrare, grazie allamozione di sfiducia sulministro Romano, che la maggioranza ha i numeri per portare a casa, dopo due anni, la tanto attesa riforma degli ascolti. Una partita doppia che costringerà ancora una volta Silvio Berlusconi ad una nuova trattativa con la Lega che non vuol sentir parlare di riformadelle pensioni e che è pronta a votare la riforma delle intercettazioni senza però arrivare al voto di fiducia che invece nel Pdl si dà quasi per scontato. A metà settimana, dopo il voto su Romano, Berluconi incontrerà la consulta giustizia del Pdl proprio per fare il punto sul testo. Al Cavaliere non piace molto nemmenol’ultima stesura cheandrà presto inaula. Sinora ha però resistito a coloro che gli chiedono di renderlo un po’ più drastico nella parte relativa alle autorizzazioni, per non irritare il Quirinale e, soprattutto, perché un allungamento sine die della trattativa rischia di compromettere la messa in sicurezza dei pruriginosi «omissis» contenuti nei verbali della procura di Bari.
Le perplessità sui tempi comunque rimangono:
Calendario alla mano risulta difficile che la maggioranza riesca questa settimana ad avviare la discussione sul ddl. Il testo, a suo tempo licenziato dal Senato, ha già subito profondi rimaneggiamenti in commissione Giustizia e altri se ne attendono, anche a giudicare da quanto annunciato ieri a Sky da Gianfranco Fini. Toccherà proprio alla finiana Giulia Bongiorno, relatrice del provvedimento, spiegare ai suoi colleghi della commissione Giustizia gli emendamenti che il Terzo Polo, con Pisicchio e Rao, intendono inserire per modificare ulteriormente il testo prima di votarlo e rinviarlo al Senato.
Ma ci sarebbe un motivo che spingerebbe il Cavaliere a correre: gli omissis di Bari:
La fretta di Berlusconi è emersa già la scorsa settimana quando aleggiò l’idea di un decreto blitz in grado di bloccarenonsolo le intercettazioni ancora da fare, ma anche quelle già fatte dalla procura di Bari. L’obiettivo del Cavaliere resta sempre quello di rendere inutilizzabili quegli ascolti ed evitare che la serie di omissis, attualmente contenuti nei verbali, non spuntino prima o poi su qualche giornale. Multe e sanzioni, anche a chi opera sul web, saranno previste dal ddl che ilCavaliere vorrebbe veder licenziato nel giro di una ventina di giorni tra Camera e Senato. Un iter a tappe forzate che però deve fare i conti con il calendario parlamentare e con la scarsa voglia del Carroccio di dover apparire ancora una volta agli occhi del popolo padano come coloro che si preoccupano più di giustizia che di economia.FONTE
