Giornalisti, Popolo Viola, Valigia Blu e Articolo 21tornano a manifestare a Roma contro la legge Bavaglio. Dopo la protesta del 20 maggio 2010 il tam tam della rete farà convogliare a Roma le persone che chiedono alla Camera di non votare il ddl intercettazioni.
L’appuntamento per il sit-in davanti a Montecitorio è per oggi pomeriggio dalle 17 alle 19. Alla protesta aderisce anche la Fnsi, la Federazione della stampa, che nel proprio sito ricorda come “ci eravamo presi l’impegno a riconvocarci a piazza del Pantheon quando la legge fosse andata in aula, per riaffermare la volontà di sconfiggere questo disegno scellerato contro il diritto dell’opinione pubblica ad essere correttamente informata e contro la volontà di insabbiare i meccanismi della giustizia. Poi, se costretti dalla protervia del governo, continueremo una mobilitazione nelle tante altre piazze d’Italia, fino ad una manifestazione nazionale. Il ‘Comitato per la libertà e il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo’, è stato protagonista delle mobilitazioni degli ultimi due anni sul tema della libertà di informazione attraverso tante iniziative di mobilitazione e lo sarà di nuovo. L’Italia che vuole cambiare, quella dei referendum, dei diritti civili e in difesa della Costituzione, che ha portato milioni di donne nelle piazze ha le idee molto chiare”.
Davanti alla Camera ci sarà anche un pezzo di Ferrara. Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, parteciperà al presidio insieme a Ilaria Cucchi (sorella di Stefano, morto dopo un pestaggio subito dentro il tribunale di Roma il 22 ottobre 2009), Lucia Uva (sorella di Giuseppe, morto nell’ospedale di Varese dopo una notte passata dentro la caserma dei carabinieri, il 14 giugno 2008), Domenica Ferrulli (figlia di Michele, morto durante un fermo di polizia a Milano il 30 giugno 2011).
Il motivo della protesta delle quattro “donne coraggio” è nella lettera scritta a otto mani e pubblicata sul blog Aldrovandi: “questa giustizia è solo per i ricchi. Questa giustizia protegge soltanto i diritti dei più forti, di coloro che hanno un potere o che hanno capacità economiche. Questa giustizia calpesta quotidianamente i diritti degli ultimi. Questa giustizia non ha nessun rispetto e considerazione per le vittime dei reati. Nessuno si interessa veramente ai problemi della giustizia e la gente capisce solo quando vi rimane stritolata. Legge bavaglio, processo lungo, processo breve, intercettazioni. Tutti falsi problemi, figli di una tanto imbarazzante quanto grande ipocrisia, dietro la quale di nasconde, e nemmeno bene, la volontà di coloro che abusano del loro potere a danno dei cittadini di farlo in silenzio, di nascosto ed impunemente. Vergogna! I processi e le cause sono ormai insostenibili per qualsiasi famiglia normale”.
“Si muore in tribunale, si muore per la giustizia, si muore in carcere e in qualunque strada, si muore di carcere – concludono -. E i problemi per i nostri politici sono le intercettazioni dei festini e delle escort. Siamo indignate, addolorate, offese e abbiamo bisogno di tornare a credere in uno Stato, che sembra ignorare noi e le esigenze di tutti i cittadini normali che hanno bisogno della giustizia”.
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