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  • NO TAV,MILITARIZZATA TUTTA L'AREA DEL CANTIERE.GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI DA GIAGLIONE.

    sabato 22 ottobre 2011

    MILITARIZZATA TUTTA L'AREA ADIACENTE AL CANTIERE,IN VISTA DELLA MANIFESTAZIONE DI DOMANI.INTANTO IN VAL SUSA SONO ARRIVATI QUASI 2000 AGENTI,15 BLINDATI LINCE E UN IDRANTE MOBILE.




    di Redazione Free Italy
    Animi infiammati in Val Susa.Non bastava il corteo di domani e la conseguente militarizzazione dell'area adiacente il cantiere.Non bastavano i quasi 2000 poliziotti in assetto antisommossa.Non bastavano i 15 blindati lince.Ad agitare ancor più gli animi in previsione del corteo di 10 kilometri di domani ci si è messo il fermo di Chieti.Ma andiamo per gradi.Circa un'ora fa,il Corriere scriveva:
    Era in viaggio per la val Susa, ed è stato arrestato a Chieti perchè ritenuto uno dei responsabili dell'assalto al furgone blindato dei carabinieri in piazza San Giovanni durante la manifestazione del 15 ottobre scorso degli Indignati. L'accusa è di tentato omicidio, contestati anche i reati di devastazione e saccheggio. 
    Un arresto,continua il giornale,che fa crescere i timori per la mobilitazione in Val di Susa.

    NO TAV,DOMANI SI MANIFESTA: PREVISTI 10.000 CITTADINI.
    Ve lo abbiamo anticipato poc'anzi.Domani è il grande giorno.Domani c'è il corteo dei No Tav.L'ennesimo verrebbe da dire.Un popolo che lotta per far capire ai nostri politici quello che persino L'Economist ha già capito: la ferrovia costa troppo,non si ripagherà mai. Questo si somma ovviamente ai già gravi problemi ambientali che l'opera causerebbe..E se pure la commissione petizioni dell' Ue si è schierata coi No Tav,un motivo ci sarà. A difesa delle loro ragioni ancora una volta scenderanno in piazza.O meglio seguiranno un percorso "impervio" di dieci chilometri,che come scrive il Corriere è stato
    autorizzato ben lontano dal cantiere, trasformato per l'occasione in una zona rossa. Le tre pagine di ordinanza per la manifestazione dei No Tav, domenica, parlano chiaro: «Vietato l'accesso a chiunque a tutti i sentieri e alle aree prative e silvestri dei comuni di Giaglione e Chiomonte». Da lì non si deve passare. Peccato però, che «in queste condizioni non potrà esserci un corteo. Le strade sono chiuse al traffico, è impossibile passare».
    A questo si aggiunge il fatto che il centro di Chiomonte è stato chiuso,così come alcune strade di collegamento tra i paesi.Ma nonostante questo i manifestanti non si spaventano e dichiarano:
    Siamo sempre determinati ad avvicinarci con le cesoie e tagliare quelle che sono le reti di un non cantiere
    AGGIORNAMENTI DA GIAGLIONE.PREPARATIVI IN CORSO.
    Scrivono i No Tav dal loro sito:
    Ore 18:28. Mentre la situazione in Baita continua ad essere tranquilla, nel frattempo non sono stati fatti i lavori preannunciati dalle forze dell’ordine nelle ore precedenti (spianare la strada e rimuovere gli ostacoli) per cui la tenda No Tav adiacente alle reti continua ad essere al suo posto. In questo momento le forze dell’ordine sono rientrate nelle reti e la ventina di No Tav alla Baita si organizzano per passare li la notte. Sono diversi i No Tav che in queste ore, in barba al divieto del prefetto, hanno provato a raggiungere i compagni di lotta in Clarea e un’ora fa una ventina di loro sono riusciti ad arrivare in baita passando da sentieri alternativi a quello principale (che continua ad essere presidiato dalle forze dell’ordine e bloccato dai new jersey). In questi minuti ci sono un centinaio di persone attestate all’altezza del blocco che chiedono di poter passare. Il blocco si trova all’altezza della centrale elettrica, prima del sottopasso autostradale venendo da Giaglione e, nonostante la temperatura sia scesa a pochi gradi sopra lo zero, la presenza dei No Tav continua.
    REDAZIONE FREE ITALY

     
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