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    Ecco come la Lega Nord spendeva i soldi dei cittadini italiani ...

    sabato 30 giugno 2012


    Non solo appartamenti, auto di lusso, lauree fasulle e lingotti d'oro, ora si scopre che noi cittadini italiani pagavamo pure le canottiere ed i pigiami di Umberto Bossi. E allora credo sia giunto il momento di un piccolo riepilogo. Ecco come la Lega Nord spendeva i soldi del rimborso pubblico, stando a quanto emerso dalle indagini in corso e dalle dichiarazioni dei protagonisti ...


    Investimenti:
    Cerchio magico e famiglia Bossi:
    Varie:
    Ultime novità:

    [Clicca per ingrandire - Foto via Secolo XIX]
      fonte

      ITALIA IN CRISI?BOSSI E TREMONTI ALLA SAGRA DELLA ZUCCA...

      giovedì 3 novembre 2011

      Italia in crisi,borse al tappeto...L'Europa che fa la voce grossa..L'Italia attaccata dagli speculatori...Mentre succede tutto questo, dove vai a beccare Tremonti e Bossi?Alla sagra della Zucca di Pecorara...Un paio di giorni fa,mentre la borsa di Milano andava a picco tutti si chiedevano: "Ma il ministro Tremonti dov'è?"..Ehh ce lo chiedevamo pure noi..Eccolo con l'amico Bossi alla Sagra della Zucca.Vabbè che stiamo alla frutta,però andare alla sagra della Zucca...Il Senatùr nell'occasione ha avuto modo di esprimere le sue solite parole al miele nei confronti dei cronisti: "Vi spaccheremo la faccia".Così ha detto a chi l'ha guardato un po' stupito..Magari neanche tanto visto che oramai ci abbiamo fatto l'abitudine...





      RENZI SU BOSSI: "QUANDO UNO NON STA BENE SI FA CURARE" (VIDEO)

      domenica 30 ottobre 2011

      "Basta con il politcamente corretto, non siamo per la verità" Così il sindaco di Firenze dopo aver mostrato un montaggio sulle intemperanze del Senatùr "Inaccettabile che questo sia un ministro della Repubblica italiana''

      VARESE,ALLA SCUOLA PADANA 800.000 EURO DI FINANZIAMENTI PUBBLICI.E IO PAGO!

      LA SCUOLA DI LADY BOSSI RICEVE 800.000 EURO DI FINANZIAMENTI PUBBLICI GRAZIE ALLA COMMISSIONE BILANCIO DEL SENATO,GUARDA CASO A GUIDA LEGHISTA...

      VARESE Lo Stato taglia ma non sempre. Nel caso della scuola bosina non è tempo di sacrifici. Anzi, è vero il contrario perché grazie alla Legge Mancia, lo strumento con il quale i parlamentari, dei diversi schieramenti, finanziano enti ed associazioni, è arrivato un cospicuo contributo - 800mila euro nell'arco di due anni - finalizzato alla ristrutturazione e all'ampliamento dell'istituto fondato nel 1998 da Manuela Marrone, moglie del Senatur. L'impegno dei senatori leghisti ha dato i suoi frutti. Ma, anche all'interno della maggioranza qualche mal di pancia deve esserci stato se è vero che ieri «Il Giornale» ha titolato in prima pagina sul «regalo» a lady Bossi confezionato proprio con quella legge che da anni è all'indice perché ritenuta lo strumento migliore per sovvenzionare le clientele locali e disperdere in mille rivoli il denaro pubblico.
      «Se avessi avuto quegli 800 mila euro a disposizione per il territorio – dice Paolo Rossi, senatore del Pd – non li avrei dati ad una struttura privata e sicuramente non alla scuola Bosina». Non perché lì si lavori male, ha precisato il democratico, ma perché è bene che soldi che arrivano dal pubblico e che la legge mette a disposizione di chi li amministra restino nel pubblico. Rossi avrebbe privilegiato le opere pubbliche che in questo periodo soprattutto, gli enti locali faticano a finanziare: «I comuni grandi e piccoli ne hanno bisogno, ma soprattutto quelli piccoli e piccolissimi che si trovano senza niente: pensiamo a cosa potrebbero fare con una cifra del genere. Anch'io avevo avuto a disposizione 260 mila euro e li avevo divisi tra un'opera a Gorla per il fotovoltaico e una a Laveno per le fognature».
      «Non è stato un dono dello Stato a Lady Bossi - spiega il senatore leghista Fabio Rizzi – ma un regalo dei senatori della Lega alla nostra scuola. Ce lo permette il famoso “decreto marchette”, che si può discutere quanto vogliamo, ma ci ha permesso di avere i finanziamenti che avevamo bisogno». Oltre alla sistemazione strutturale dell'edificio, serviranno a far partire la scuola superiore. «Siamo già in fase avanzata, sarà un liceo linguistico». «Toccate tutto ma non la nostra scuola», dice il presidente della Provincia Dario Galli che fa parte del Cda: «Garantisce il prescuola, il doposcuola e il trasporto in città, servizi che nessun'altra paritaria riesce a dare e stando in piedi praticamente con le proprie gambe. Nonostante questo riusciamo a tenere un prezzo mediamente più basso». Sono poco meno di 250 euro al mese. «Capisco che in questo momento la Lega sia forte e l'editore de “Il Giornale” debole, ma dovrebbero cercare di prendere esempio dalle nostre eccellenze invece di attaccarle con questi mezzucci».

      FONTE

      LADY BOSSI E IL DOPPIO ASSEGNO A CARICO NOSTRO: BABY PENSIONATA MA NON SOLO!LEGGETE E DIFFONDETE!

      LA MOGLIE DI BOSSI E' UNA  BABY PENSIONATA.ANDO' IN PENSIONE A 39 ANNI NEL 1992.MA NON E' FINITA QUA.OGGI INSEGNA NELLA SCUOLA FORAGGIATA DALLA STATO..DOPPIO ASSEGNO STESSO CIUCCIO A PAGARLO: LO STATO ITALIANO...


      di Redazione Free Italy
      Grazie Mariastella!Ma chi la Gelmini?Si proprio lei!E non ci siamo ammattiti tranquilli.Perchè il merito della notiziona che sto per darvi ce l'ha proprio il ministro...La signora Gelmini in diretta a Ballarò ha rispolverato la controversa vicenda della moglie di Bossi. Fin qui niente di strano se non fosse che come avvocato difensore il ministro non è apparsa proprio ferrata.Come ha scritto Il Fatto Quotidiano,infatti,da difensore la Gelmini si è trasformata,inconsapevolmente,in carnefice.Ricapitolando:
      Gianfranco Fini, sulle pensioni, interviene tra l’altro ricordando come nel 1992 la seconda moglie del Senatur andò in pensione a soli 39 anni. Ma ecco che il ministro dell’Istruzione (la stessa del tunnel dei neutrini) prende subito la parola e assicura: “Non è vero, sono andata alla Bosina poco tempo fa e ancora insegnava”.
      Ahhh come??Una baby pensionata che lavora??E già questa sarebbe scandaloso...Uno non dovrebbe prendere la pensione e poter lavorare allo stesso tempo,specie con questa crisi...Ma c'è molto di più di questo..La Mariastella non si è resa conto che avrebbe fatto meglio a tacere.E come mai?Bhe ve lo spiego subito.La Bosina  è un polo scolastico parificato in quel di Varese – elementari, medie e liceo linguistico – che si presenta come “la scuola del territorio”.La Bosina è una scuola privata!E chi l'ha fondata?Manuela Marrone moglie di Bossi.E da chi riceve i finanziamenti?Dallo Stato italiano.In che misura?800.000 euro.Soldi italiani e non padani dati a una scuola padana!Una vergogna.Ma finisce qua?Manco per sogno.
      Come avrà mai fatto una scuola privata a ricevere un finanziamento pubblico?Ve lo spiego subito.
      Nel 2008 la scuola è stata inserita dalla Commissione Bilancio del Senato – a guida leghista ovviamente – nel Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio.Ma è così importante essere nell'elenco?E certo!Chi è nell'elenco beneficio del finanziamento pubblico!
      Avete capito il calderone sollevato dalla Gelmini??
      Grazie davvero alla signora Gelmini per averci ricordato quanto piaccia ai leghisti attingere ai fonti di "Roma Ladrona".

      REDAZIONE FREE ITALY

      LA VERA STORIA DELLA MOGLIE DI BOSSI,BABY PENSIONATA A 39 ANNI PER METTERSI IN AFFARI

      giovedì 27 ottobre 2011

      Ieri alla Camera è successo il finimondo. Urla, insulti e pugni tra i deputati del Popolo delle Libertà e di Futuro e Libertà. La scintilla è stata l'accusa del presidente della Camera Gianfranco Fini nei riguardi della seconda moglie di Umberto Bossi di essere andata nel 1992 in pensione a soli 39 anni.
      I leghisti hanno cercato di difendere l'indifendibile, affermando che la signora Manuela Marrone ha semplicemente usufruito della legislazione all'epoca in vigore.
      L'ex maestrina in verità non ha scelto di andare in pensione per poter vivere tranquillamente al fianco del marito, con i quindicimila euro al mese che lui "guadagna" in parlamento da 24 anni, dall'ormai lontano 1987. Non si è accontentata di piazzare il poco istruito figlio Renzo, per due volte bocciato all'esame di maturità, nel consiglio regionale della Lombardia.
      No. La signora Morrone ha intuito subito come con la parificazione scolastica era possibile fare molti più soldi di quelli che percepisce un qualsiasi insegnante statale.
      Ha messo così in piedi una bella scuola privata a Varese, la scuola paritetica Bosina, e casualmente, malgrado i tagli e i sacrifici che Berlusconi e Tremonti pretendono da tutti gli italiani, ecco spuntare 800.000 euro dal "fondo per la tutela dell'ambiente e la promozione e lo sviluppo del territorio" del ministero dell’Economia, destinati all'ampliamento e la ristrutturazione di uno specifico immobile scolastico privato: la scuola paritetica Bosina.
      E vissero tutti felici e contenti, padre, madre e figlio, a spese dei contribuenti!

      http://isegretidellacasta.blogspot.com/2011/10/la-vera-storia-della-moglie-di-bossi.html

      IL LEGHISTA SPERONI: E' VERO,NEL 2001 FORZA ITALIA CI PRESTO' 2 MILIARDI DI LIRE

      sabato 15 ottobre 2011

      ORA E' UFFICIALE: IL PATTO TRA BOSSI E BERLUSCONI C'E' E C'ERA DA SEMPRE.LO AMMETTE PERSINO SPERONI,ESPONENTE DELLA LEGA.

      "Come dimostra il titolo del documento - linea di credito - si tratta di un prestito, presumo garantito dal contributo elettorale statale, erogato a Forza Italia che ha girato alla Lega la quota parte corrispondente in considerazione del fatto che i due partiti si erano presentati in coalizione alle elezioni. Non ci sono né misteri né patti segreti, è semplicemente un'operazione contabile". Francesco Speroni, leghista della prima ora e attualmente capodelegazione del Carroccio all'Europarlamento, interpellato da Affaritaliani.it, commenta così la rivelazione de 'Il Fatto Quotidiano' sui due miliardi di lire dati nel 2001 da Forza Italia alla Lega Nord.


      Berlusconi pagò la Lega Nord prima delle elezioni del 2001? Così scrive il Fatto Quotidiano, in un articolo a firma di Giorgio Meletti e Paola Zanca. Il Fatto correda questa notizia con la foto del fido: sarebbe la prova che conferma questa ipotesi. Forza Italia avrebbe girato al partito di Bossi 2 miliardi di lire. La stessa cifra, scrivono Meletti e Zanca, che l’ex direttore della Padania Gigi Moncalvo ha detto alla trasmissione “In 1/2 Ora” del 2 ottobre 2011.


      Meletti e Zanca ricostruiscono la storia del fido bancario: “Il 26 aprile 2001, 17 giorni prima delle elezioni, la Banca di Roma concluse l’iter per la concessione di un fido del valore di 20,4 miliardi di lire al partito politico Forza Italia. L’operazione faceva capo alla filiale 70 di via del Corso, a Roma, a pochi passi da Palazzo Chigi, universalmente nota come “sportello dei politici”.
      Ed ecco cosa era scritto nel documento riportato sulla versione cartacea del Fatto Quotidiano: “LINEA DI CREDITO DI LIT 20/MILIARDI, DI CUI LIT 2/MILIARDI DISTACCATI CON M/C IN FAVORE DELLA LEGA NORD”.Meletti e Zanca si soffermano sulla clausola che riguarda la Lega: “La sigla M/C sta per “mandato di credito”, e significa che il tesoriere del partito di Bossi o un suo delegato è autorizzato da Forza Italia a farsi versare dalla Banca di Roma fino a 2 miliardi di lire dei 20,4 del credito complessivo concesso”. La curiosità è che l’unico debitore verso la banca rimane Forza Italia, ed in particolare Silvio Berlusconi: “La formula però implica che la Lega Nord ha il diritto di incassare i soldi, ma non ne resta debitrice verso la banca, che continua ad avere per tutta la cifra concessa un solo debitore in prima istanza, il partito Forza Italia, e un debitore in seconda istanza che è Silvio Berlusconi come prestatore della garanzia fideiussoria”.

      Le date, spiegano Meletti e Zanca, coincidono con le scadenze elettorali: “Il comitato fidi vara la prima delibera per la concessione del credito, nella forma che abbiamo descritto, il 28 marzo 2001: mancano dieci giorni alla scadenza per la presentazione delle liste”. Il giorno dopo, proseguono, cioè il 29 marzo, “in via del Plebiscito, si tiene un vertice tra Berlusconi e Bossi proprio per le liste. Partecipano Claudio Scajola, Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Rocco Buttiglione”.

      FONTE

      BERLUSCONI PARLA,BOSSI SBADIGLIA (VIDEO)

      giovedì 13 ottobre 2011

      BOSSI: IL SUD NON FA UN CAZZO.NOI VORREMMO SAPERE COSA FA LUI...

      giovedì 6 ottobre 2011

      Il Sud non fa un cazzo“. Indovinare chi l’ha detto è fin troppo facile: Umberto Bossi, che non è solo il leader del Carroccio (e qui sono fatti loro) ma è anche un ministro della Repubblica (e qui sono fatti nostri).
      E l’Europa, secondo il Senatur (che ancora una volta si è dato alla parolaccia e all’insulto), è “fatta dall’Irlanda, che faceva padelle e dalla Grecia che fa un cazzo”.Ma non è finita qui.Bossi, dal pulpito di un comizio a Schio, nel vicentino, ha riparlato con forza di ‘secessione’: “I popoli del Nord uniti sarebbero lo stato più forte d’Europa. Quando verrà il momento non possiamo farci trovare impreparati. Dobbiamo essere pronti con la nostra Padania“.Con buona pace del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, nata, ricordiamo, per necessità più che per volontà dei ‘padani’ piemontesi, giacché le casse del Regno delle due Sicilie erano un bocconcino troppo prelibato per Cavour & Co., in preda, anche allora, ad una pesante crisi economica. Ma di certo non possiamo pretendere che Bossi conosca la Storia. A lui interessano le fate e i folletti delle fiabe celtiche.
      Il peggio di tutta questa storia è, però, che c’è qualcuno che va ad ascoltarlo. Povero Nord.

      http://oltrelostretto.blogsicilia.it/il-sud-non-fa-un-cazzo-parola-di-umberto-bossi/56148/?ref=sicilia_fanpage

      Berlusconi nel bunker. E la Casta con lui

      giovedì 1 settembre 2011

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      Berlusconi e Bossi sono come Saddam e Gheddafi, chiusi nel bunker. Questa è la manovra di un governo imbambolato e rincretinito, incapace di intendere e di volere. Da questo incipit la mia intervista pubblicata oggi sul quotidiano ‘Il Piccolo’ di Trieste: non vogliamo le larghe intese di Alì Babà e i 40 ladroni, si vada al voto subito.



      Di Pietro, come le sembra la manovra riscritta?

      Macché riscritta. Siamo fermi agli annunci di un governo incapace di intendere e di volere, smentito dalla sua stessa maggioranza, che non a caso presenta centinaia di emendamenti.



      Schizofrenia?

      Imbambolamento. Ma ora siamo a un bivio: o il parlamento si assume la responsabilità di costruire una manovra equa e corretta nei conti, secondo le indicazioni della Ue, oppure tutti a casa.



      Il governo, ancora una volta, sull’orlo del baratro?

      È un governo-regime chiuso nel bunker, come hanno fatto Saddam e Gheddafi. Da lì si lanciano proclami che nulla hanno a che vedere con il mondo che vive fuori.



      Ma qualcosa è cambiato rispetto a Ferragosto, lo ammette?

      Al di là di dichiarazioni al vento, buttate lì nel sottoscala di Arcore, non c’è nulla di nuovo. Il minimo che ci si dovrebbe aspettare, per semplice buon senso, è un verbale di una riunione e invece il governo riunisce il cdm per parlare di processi civili. Pare abbia definitivamente abdicato al suo ruolo.



      La contromanovra è quella presentata dall’Idv o c’è altro di buono?

      Alcune proposte coincidono, ci sono spunti interessanti da coltivare. Ma la lezione numero uno è che si deve far pagare chi finora non ha pagato.



      Gli evasori. Che cosa proponete?

      Gli evasori vanno stanati. E allora si imponga un’aliquota del 20% su chi ha usufruito dello scudo fiscale. E poi si riduca la spesa militare. Si preveda la tracciabilità di tutte le operazioni finanziarie dai 500 euro in su. Si facciano gestire le società a capitale pubblico da amministratori unici. Sarebbe un bel modo per liberarci dei 40mila trombati e riciclati della politica seduti nei consigli e negli organi di controllo.



      Sono i contenuti dei vostri emendamenti?

      L’IdV ne ha presentato 121. Riscrivono la pseudomanovra Tremonti.



      Il taglio delle Province?

      Nulla che non abbiamo già proposto da tempo. Siamo precisamente per la soppressione delle Province con meno di un milione di abitanti, la riduzione dell'indennità parlamentare del 20%, la cancellazione dei rimborsi elettorali.



      La Casta si opporrà?

      Si è già opposta sul versante Province. Un mese e mezzo fa, anche il Pd ha bocciato la nostra proposta depositata da anni in parlamento. L’annuncio governativo di questi giorni è l’ennesimo sotterfugio per non fare alcunché. Al massimo una commissione di studio.



      Si aspetta, alla fine, il voto di fiducia?

      Il governo ha perso il rapporto fiduciario con il Paese. E può solo ricattare un parlamento fatto a sua volta di ricattatori, ma anche di ricattati, venduti e comprati. La sola via d’uscita, come stiamo cercando di fare con l’ultima raccolta di firme, è cambiare la legge elettorale e mandare a casa candidati calati dalle segreterie dei partiti, asserviti “gheddafianamente” a Berlusconi: fanno blocco su di lui per conservare il posto, ma quando cadrà faranno la parte dei rivoluzionari.



      Berlusconi o Tremonti: chi più responsabile?

      Vorrà dire chi più irresponsabile. Sono come il gatto e la volpe, i responsabili del furto agli italiani.



      Elezioni subito, ma con chi a centrosinistra?

      Le primarie sono un metodo democratico che approviamo. Bene farebbe la coalizione a darsi un programma unitario.



      È il Pd che rallenta?

      È il Pd che a ogni nostra iniziativa dice che aiutiamo Berlusconi. Per una volta, anziché criticare a vuoto, venga a darci una mano ai banchetti delle firme.

      Fonte

      Attacco all'Italia

      domenica 14 agosto 2011


      " Cretinismo parlamentare, infermità che riempie gli sfortunati che ne sono vittime della convinzione solenne che tutto il mondo, la sua storia e il suo avvenire, sono retti e determinati dalla maggioranza dei voti di quel particolare consèsso rappresentativo che ha l'onore di annoverarli tra i suoi membri, e che qualsiasi cosa accada fuori delle pareti di questo edificio, - guerre, rivoluzioni, costruzioni di ferrovie, colonizzazione di interi nuovi continenti, scoperta dell'oro di California, canali dell'America centrale, eserciti russi, e tutto quanto ancora può in qualsiasi modo pretendere di esercitare un'influenza sui destini dell'umanità,- non conta nulla in confronto con gli eventi incommensurabili legati all'importante questione, qualunque essa sia, che in quel momento occupa l'attenzione dell'onorevole loro assemblea." In questa citazione di Engels e Marx si specifica, nel dettaglio, il fenomeno del "cretinismo parlamentare". Questa frase, benche' citata alla meta' del 1800, sembra ai nostri occhi, attualizzare la fase politico-parlamentare del nostro Paese. 

      Per diversi anni abbiamo subito una politica che ha prodotto deficit, preventivi di spese mai rispondenti alle "uscite" reali. E tutto cio' ha costituito buona parte dei 1900 miliardi di Euro di debito pubblico accumulatosi nel tempo. Inoltre, va aggiunto, a questo disavanzo, il fenomeno di una bassissima crescita produttiva e in successione un bassissimo aumento del PIL statale.

      La causa di questa "bassa produzione di ricchezza" è riconducibile all'ammontare dei costi della tassazione sia su persone fisiche, che su persone giudiriche. La forte tassazione provoca meno investimenti delle aziende (in personale nuovo e tecnologia e quindi aumento di produzione) e riduce la forbice di spesa che le famiglie destinavano all'acquisto di beni di consumo/lusso (essendoci meno lavoro e meno reddito). Bloccando di fatto l'economia.

      Oggi, 14 agosto 2011 , il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto per una "seconda finanziaria" a distanza di pochi mesi. Questa manovra sara' la piu' costosa della Repubblica Italiana, naturalmente, per i cittadini del ceto medio e basso.

      Il taglio netto di 6 miliardi di Euro, da eseguire sulle amministrazioni Regioni/Locali, va ad aumentare i costi per i cittadini che vivono, e lavorano, nella realta' italiana. Una "cesoiata" di queste proporzioni ridurra' il bugdet destinato ai servizi sociali, di trasporto locale. Una scure per diversi cittadini di Roma (ad esempio) che potranno' vedersi raddoppiare il costo del metro', per fare una piccola dimostrazione quitidiana. In molti casi cittadini che, spesso, sono pagati con contratti precari, non piu' di 600 Euro al mese , dovendo (sono in maggioranza individui del Sud che si trasferiscono nella Capitale) elargire affitti per posti letto, magari in doppia, di 370 Euro al mese.

      Questa politica non va bene, provoca squilibri nella societa' e, soprattutto, crea rancore e odio verso la politica fra i piu' giovani e sfiduciati. In piu', ancora una volta, si cerca di ovviare alle spese dello Stato con un maggior prelievo fiscale.
      Naturalmente instaurando un pericoloso circolo vizioso che ci portera', fra qualche mese, a subire un'ulteriore manovra fiscale.

      Sarebbero auspicabili nuove elezioni , affinche' i cittadini possano scegliere e rendersi partecipi.Partecipi nella scelta di confermare l'attuale percorso decisionale del Governo , rieleggendolo, o esprimendo un desiderio di cambiare rotta.
      Firmiamo per il referendum elettorale (http://www.firmovotoscelgo.it) e agiamo tutti insieme affinche' si riesca a voltare pagina e instaurare una rivoluzione democratica con la quale abbattere i
      liberisti/libertari con la "buona politica". Bisognera' altresi' rinunciare a molti privilegi, che questa "casta" ha messo in essere in questi anni. Abolire davvero i privilegi medievali di una classe che governa su di noi da un'altra dimensione "Wachowskiana" della stessa realta'. Una ceto politico che , tornando a Engels e Marx, legifera su "eventi incommensurabili legati all'importante questione, qualunque essa sia, che in quel momento occupa l'attenzione dell'onorevole loro assemblea." dimenticando la reale situazione di una popolazione allo stremo.


      Giuseppe Morelli

      ECCO QUELLO CHE PENSAVA BOSSI DI BERLUSCONI(TRATTO DA DA OPUSCOLO BERLUSCONI DI MARCO TRAVAGLIO E PETER GOMEZ)

      domenica 3 luglio 2011



      di Umberto Bossi, ministro delle Riforme Istituzionali del governo Berlusconi
      Silvio Berlusconi era il portaborse di Bettino Craxi. E' una costola del vecchio regime. E' il più efficace riciclatore dei calcinacci del pentapartito. Mentre la Lega faceva cadere il regime, lui stava nel Mulino Bianco, col parrucchino e la plastica facciale. Lui è un tubo vuoto qualunquista. Ma non l'avete visto, oggi, tutto impomatato fra le nuvole azzurre?
      Berlusconi è bollito. E' un povero pirla, un traditore del Nord, un poveraccio asservito all'Ulivo, segue anche lui l'esercito di Franceschiello dietro il caporale D'Alema con la sua trombetta. Io ho la memoria lunga. Ma chi è Berlusconi? Il suo Polo è morto e sepolto, la Lega non va con i morti. La trattativa Lega-Forza Italia se l'è inventata lui, poveraccio. Il partito di Berlusconi neo-Caf non potrà mai fare accordi con la Lega. Lui è la bistecca e la Lega il pestacarne.
      Berlusconi mostra le stesse caratteristiche dei dittatori. E' un kaiser in doppiopetto. Un piccolo tiranno, anzi è il capocomico del teatrino della politica. Un Peròn della mutua. E' molto peggio di Pinochet. Ha qualcosa di nazistoide, di mafioso. Il piduista è una volpe infida pronta a fare razzia nel mio pollaio.
      Berlusconi è l'uomo della mafia. E' un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord. La Fininvest è nata da Cosa Nostra. C'è qualche differenza fra noi e Berlusconi: lui purtroppo è un mafioso. Il problema è che al Nord la gente è ancora divisa tra chi sa che Berlusconi è un mafioso e chi non lo sa ancora. Ma il Nord lo caccerà via, di Berlusconi non ce ne fotte niente. Ci risponda: da dove vengono i suoi soldi? Dalle finanziarie della mafia? Ci sono centomila giovani del Nord che sono morti a causa della droga. A me personalmente Berlusconi ha detto che i soldi gli erano venuti dalla Banca Rasini, fondata da un certo Giuseppe Azzaretto, di Palermo, che poi è riuscito a tenersi tutta la baracca. In quella stessa banca lavorava anche il padre di Silvio e c'erano i conti di numerosi esponenti di Cosa Nostra.
      Bisognerebbe conoscere le sue radici, la sua storia. Gelli fece il progetto Italia e c'era il buon Berlusconi nella P2. Poi nacquero le Holding. Come potrà mai la magistratura fare il suo dovere e andare a vedere da dove vengono quei quattrini, ricordando che la mafia quei quattrini li fa con la droga e che di droga al Nord sono morti decine di migliaia di ragazzi che ora gridano da sottoterra? Se lui vuole sapere la storia della caduta del suo governo, venga da me che gliela spiego io: sono stato io a metter giù il partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l'ho abbattuto.
      Quel brutto mafioso guadagna soldi con l'eroina e la cocaina. Il mafioso di Arcore vuole portare al Nord il fascismo e il meridionalismo. Discutere di par condicio è troppo poco: propongo una commissione di inchiesta sugli arricchimenti di Berlusconi. In Forza Italia ci sono oblique collusioni fra politica e omertà criminale e fenomeni di riciclaggio. L'uomo di Cosa Nostra, con la Fininvest, ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano.
      Forza Italia è stata creata da Marcello Dell'Utri. Guardate che gli interessi reali spesso non appaiono. In televisione compaiono volti gentili che te la raccontano su, che sembrano per bene. Ma guardate che la mafia non ha limiti. La mafia, gli interessi della mafia, sono la droga, e la droga ha ucciso migliaia e migliaia di giovani, soprattutto al Nord. Palermo ha in mano le televisioni, in grado di entrare nelle case dei bravi e imbecilli cittadini del Nord.
      Berlusconi ha fatto ciò che ha voluto con le televisioni, anche regionali, in barba perfino alla legge Mammì. Molte ricchezze sono vergognose, perché vengono da decine di migliaia di morti. Non è vero che 'pecunia non olet'. C'è denaro buono che ha odore di sudore, e c'è denaro che ha odore di mafia. Ma se non ci fosse quel potere, il Polo si squaglierebbe in poche ore.
      Incontrare di nuovo Berlusconi ad Arcore? Lo escludo, niente più accordi col Polo. Tre anni fa pensarono di farci il maleficio. Il mago Berlusconi ci disse: "Chi esce dal cerchio magico, cioè dal mio governo, muore". Noi uscimmo e mandammo indietro il maleficio al mago. Non c'è marchingegno stregato che oggi ci possa far rientrare nel cerchio del berlusconismo. Con questa gente, niente accordi politici: è un partito in cui milita Dell'Utri, inquisito per mafia.
      La "Padania" chiede a Berlusconi se è mafioso? Ma è andata fin troppo leggera! Doveva andare più a fondo, con quelle carogne legate a Craxi.
      Io con Berlusconi sarò il guardiano del baro. Siamo in una situazione pericolosa per la democrazia: se quello va a Palazzo Chigi, vince un partito che non esiste, vince un uomo solo, il Tecnocrate, l'Autocrate. Io dico quel che penso, lui fa quel che incassa. Tratta lo Stato come una società per azioni. Ma chi si crede di essere: Nembo Kid?
      Ma vi pare possibile che uno che possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini? Quando quello piange, fatevi una risata: vuol dire che va tutto bene, che non è ancora riuscito a mettere le mani sulla cassaforte.
      Bisogna che Berlusconi-Berluscosa-Berluskaz-Berluskaiser si metta in testa che con i bergamaschi io ho fatto un patto di sangue: gli ho giurato che avrei fatto di tutto per avere il cambiamento. E non c'è villa, non c'è regalo, non c'è ammiccamento che mi possa far cambiare strada... Berluscoso deve sapere che dalle nostre parti la gente è pronta a fargli un culo così: bastano due secondi, e dovrà scappare di notte. Se vedono che li ha imbrogliati, quelli del Nord gli arrotolano su le sue belle ville e i suoi prati all'inglese e scaraventano tutto nel Lambro.
      Berlusconi, come presidente del Consiglio, è stato un dramma.
      Quando è in ballo la democrazia, a qualcuno potrebbe anche venire in mente di fargli saltare i tralicci dei ripetitori. Perché lui con le televisioni fa il lavaggio del cervello alla gente, col solito imbroglio del venditore di fustini del detersivo. Le sue televisioni sono contro la Costituzione. Bisogna portargliele via. Ci troviamo in una situazione di incostituzionalità gravissima, da Sudamerica. Un uomo ha ottenuto dallo Stato la concessione delle frequenze tv per condizionare la gente e orientarla al voto. Non accade in nessuna parte del mondo. E' ora di mettere fine a questa vergogna. Se lo votate, quello vi porta via anche i paracarri.
      Se cade Berlusconi, cade tutto il Polo, e al Nord si prende tutto la Lega. Ma non lo faranno cadere: perché sarà pure un figlio di buona donna, ma è il loro figlio di buona donna, e per questo lo tengono in piedi.
      Ma il poveretto di Arcore sente che il bidone forzitalista e polista, il partito degli americani, gli va a scatafascio. Un massone, un piduista come l'arcorista è sempre stato un problema di "Cosa sua" o "Cosa nostra". Ma attento, Berlusconi: né mafia, né P2, né America riusciranno a distruggere la nostra società. E lui alla fine avrà un piccolo posto all'Inferno, perché quello lì non se lo pigliano nemmeno in Purgatorio. Perché è Berlusconi che dovrà sparire dalla circolazione, non la Lega. Non siamo noi che litighiamo con Berlusconi, è la Storia che litiga con lui.

      (le frasi contenute nel testo sono state pronunciate testualmente da Umberto Bossi fra il 1994 e il 1999, cioè durante le tensioni del primo governo Berlusconi, dopo la rottura fra Bossi e Berlusconi nel dicembre 1994 e prima della loro riappacificazione alla fine del 1999. Le date esatte delle dichiarazioni, tratte da giornali quotidiani e agenzie di stampa, sono le seguenti: 1,7,9,10,13 marzo 1994; 5 aprile 1994; 4,11,23,31 maggio 1994; 1,12,17 giugno 1994; 29 luglio 1994; 6,8,13 agosto 1994; 1 settembre 1994; 6,20,23 dicembre 1994; 14 gennaio 1995; 22 marzo 1995; 13 aprile 1995; 10 giugno 1995; 29 luglio 1995; 25 gennaio 1996; 14,19,25 agosto 1997; 18 giugno 1998; 22 luglio 1998; 13 settembre 1998; 3, 27 ottobre 1998; 24 febbraio 1999; 13 aprile 1999; 10 settembre 1999; 19 ottobre 1999)


      TRATTO DA DA OPUSCOLO BERLUSCONI DI MARCO TRAVAGLIO E PETER GOMEZ



       
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