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    Vile attentato all'azienda agricola di Danilo Calvani, leader di "Dignità Sociale".

    mercoledì 27 giugno 2012


    Nella notte tra Domenica 24 e Lunedì 25 Giugno ignoti hanno appiccato un incendio presso l'azienda agricola di Danilo Calvani, in provincia di Latina. Sulla natura dolosa dell'incendio non c'è alcun dubbio, in quanto i Vigili del Fuoco hanno trovato tracce di zolfo. Un grosso stoccaggio di "rotoballe" di fieno - oltre 200 - è andato distrutto, ma per fortuna non ci sono state conseguenze per le persone.

    Nonostante il grave atto intimidatorio, Danilo Calvani non si lascia intimorire - “Pensano di spaventarci con questi metodi vigliacchi, ma non è così, noi non molleremo!”

    Delle iniziative di Danilo Calvani e degli uomini di "Dignità Sociale" e dei C.R.A. - Comitati riuniti agricoltori, che riuniscono sotto un'unica bandiera numerosi comitati di agricoltori e alcune centinaia di coltivatori diretti e allevatori della provincia di Latina, ne abbiamo parlato anche recentemente, con la denuncia presentata nei confronti di Equitalia, e sabato scorso con il presidio con il quale hanno fermato quella che Calvani definisce "la mannaia dell'asta giudiziaria" precludendo ad un "custode giudiziario" l'accesso presso un'azienda agricola.

    Sono persone semplici gli uomini del CRA, gente che non ha deciso di fare politica per ambizione a conquistare "posti al sole", ma per difendere quelle terre che molti di loro coltivano da generazioni: un lavoro impegnativo, che fino a qualche anno fa consentiva loro di vivere dignitosamente, ma che da diversi anni a questa parte è fortemente colpito da una crisi che appare evidentemente studiata a tavolino, con l'indifferenza - se non la complicità - della politica.

    Fino a qualche lustro fa, se un prodotto ortofrutticolo veniva venduto al dettaglio sul mercato al prezzo di 1€ al kg, 10 centesimi finivano nelle tasche dei produttori. Oggi i prodotti costano 2€, ma nelle tasche degli agricoltori finiscono appena 5 centesimi di euro, e dovrebbero riuscire anche a far fronte agli aumenti delle tasse e al costo esorbitante del gasolio necessario per movimentare i trattori. A distruggere il compartimento i "nuovi padroni" del mercato: quelle holding che gestiscono i supermercati che grazie a patti scellerati come il "Corridoio verde" voluto dai sindacati agricoli, che Calvani considera "traditori, il vero cancro della crisi agricola" importano dai paesi del nord Africa prodotti a prezzi bassissimi, peraltro - sottolinea Calvani - senza alcun controllo sanitario.

    I militanti di Dignità Sociale e C.R.A. hanno la determinazione di chi sa di essere dalla parte della ragione, di chi difende i propri diritti. E quando c'è da "combattere" non si tirano indietro. Basta dare un'occhiata agli "album fotografici" Facebook di Calvani, dove raccoglie gli articoli di giornale che illustrano le loro lotte, oppure fare una ricerca su Youtube per farsi un'idea.

    A Danilo Calvani esprimiamo la nostra più calorosa solidarietà, che estendiamo a tutti i militanti di Dignità Sociale e Comitati Riuniti Agricoltori, moralmente e simbolicamente colpiti.


    Alessandro Raffa per nocensura.com

    fonte

    Dignità sociale e Cra denunciano Equitalia: “Tutte le cartelle sono nulle”

    martedì 5 giugno 2012



    Dignità sociale e Cra denunciano Equitalia: “Cartelle nulle”

    Esposto del movimento guidato da Calvani contro la società di riscossione. Nel mirino le irregolarità legate ai messi delle società che gestiscono le notifiche

    Il movimento Dignità sociale e i Cra tornano all'assalto di Equitalia. E lo fanno addirittura presentando una denuncia nei confronti della società di riscossione dei tributi presso la Procura generale di Roma, le procure laziali, la Guardia di finanza e la Corte dei Conti.

    "La gran parte delle cartelle inviate da Equitalia sono nulle" tuona ancora una volta Danilo Calvani. In un incontro pubblico tenuto stamani a Latina il presidente dei Cra e segretario nazionale di Dignità sociale ha illustrato i contenuti della loro istanza.

    "Le procedure di Equitalia - afferma l'avvocato Alessandro Saieva, che segue i Cra nelle loro battaglie legali - non rispettano il diritto comunitario. Sono infatti impugnabili, poiché nulle, le cartelle notificate dai messi non abilitati". Questi ultimi sono i dipendenti della società - la Tnt - a cui Equitalia si affida per la notifica di buona parte delle cartelle esattoriali: i messi, assunti con contratto a progetto, non avrebbero quindi conseguito l'abilitazione prevista in questi casi dopo aver seguito i relativi corsi. Per tale motivo la segnalazione di Dignità sociale alla Procura è di "una presunta evasione fiscale, lavoro nero e elusione contributiva" riconducibile all'attività di Equitalia.

    "Le leggi sono giuste e le tasse vanno pagate - aggiunge Saieva - ma vorremmo che il senso di giustizia guidasse anche chi ce lo richiede. Come cittadini chiediamo perciò l'assoggettamento di Equitalia a quelle stesse leggi che noi stesso siamo sottoposti". "Parte ora la nostra reazione civica - chiosa Calvani - nessuno ci difenderà se non ci organizzeremo noi autonomamente".

    fonte

    Di seguito il verbale della denuncia presentata dai C.R.A. (Comitati Riuniti Agricoltori) e Dignità Sociale contro Equitalia. 

    Vedi anche l'articolo con breve intervista video a Danilo Calvani: Dignità sociale e Cra denunciano Equitalia: “Tutte le cartelle sono nulle” 

    (Clicca sull'immagini per ingrandirle

















    Di seguito l' intervista di No Censura a Danilo Calvani:

    DIGNITA' SOCIALE INTERVISTA NIGEL FARAGE (VIDEO)

    giovedì 19 aprile 2012



    "In Italia chi sostiene la nomina di un Commissario europeo come primo ministro non sta facendo il bene del suo paese"
    Dignità Sociale intervista il parlamentare europeo Nigel Farage

    Nigel Farage è un eurodeputato inglese copresidente del gruppo parlamentare europeo Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia. Classe 1964, Farage è presente nel parlamento europeo dal 1999. Nelle ultime settimane ha denunciato più volte l'ingerenza della Commissione Europea nei confronti dell'Italia e della Grecia, accusando l'Ue di limitare fortemente la democrazia dei suoi Stati membri. Lo abbiamo incontrato dopo Pasqua a Bruxelles.
    Mr Farage, perchè lei, che è inglese, è l'unico a denunciare in Parlamento la limitazione della sovranità italiana da parte della Commissione Europea? Perché nessun eurodeputato italiano lo ha mai fatto?
    Questa è una curiosa domanda alla quale rispondere. Avrei pensato fosse ovvio per tutti che, in primis, l'abolizione della democrazia in nome della crisi è una cosa incredibilmente pericolosa da fare. E in secondo luogo tutti i progetti europei hanno bisogno di essere considerati. Per questo sono molto sorpreso di essere l'unico a denunciarlo. Per quanto riguarda il perché non si sentono molti deputati italiani parlare di questo, penso che sia dovuto al fatto che la classe politica italiana e quella di molti altri paesi europei è tutta supportata dai progetti europei e quindi parlare ora sarebbe come ammettere il loro proprio fallimento. Credo che questa sia l'unica ragione per la quale non osano parlare. È come se in tutti i paesi del Mediterraneo avessimo eletto politici che stanno a guardare come dei conigli i fari in avvicinamento di una macchina e stessero lì paralizzati ad aspettare, senza sapere cosa fare.
    Un sempre maggiore numero di italiani sta protestando contro il governo Monti e i partiti che lo sostengono. Perchè pensa che questo stia avvenendo ora e con tale frequenza?
    Qualunque siano le colpe di Berlusconi, e possono essere state molte, si trattava comunque di un primo ministro italiano eletto. L'Italia dovrebbe essere un paese democratico e la maniera in cui l'elite europea vi ha imposto Mario Monti penso sia una delle cose più straordinarie che abbiamo mai visto ultimamente in Europa. Se avessi detto alla gente dieci anni fa che l'Europa porterebbe i primi ministri eletti ad essere rimossi e sostituiti dagli amici della Commissione Europea sarei stato denunciato come un pazzo teorico conspirazionista. Quindi credo francamente che qualsiasi partito politico che sostenga la nomina di un Commissario Europeo come primo ministro dell'Italia non stia facendo il proprio lavoro e non stia difendendo i principi democratici in Italia.
    Negli ultimi anni molta gente ha perso e sta perdendo il proprio posto di lavoro per colpa della globalizzazione. In America il processo di deindustrializzaizone è completato. Quale sarà il futuro per l'Europa?
    La globalizzazione è come un genio che è scappato dalla bottiglia. Qualsiasi cosa proviamo a fare non riusciamo a rimetterlo a posto. C'è un solo modo, per quanto riguarda in particolare la produzione manifatturiera, attraverso il quale l'Europa può competere in quest'era globale e cioè deve diventare più competitiva. Ora quello che è accaduto con il modello economico-sociale europeo è che ci ha fatto diventare meno competitivi. Abbiamo reso il nostro lavoro super costoso, lavoriamo per meno ore e la cosa più importante è che la nostra ossessione per le emissioni di carbonio e la nostra battaglia contro il cambiamento climatico ha significato l'imposizione alle nostre aziende di energie costose e la riduzione di emissione di gas serra. Questo aiuta solo la deindustrializzazione in tutta Europa. La globalizzazione presenta grandi sfide, sfide difficili e tutto ciò che non dobbiamo fare è solo di rendere tutto ciò peggiore per noi stessi.
    Perchè la Banca Centrale Europea ha concesso prestiti agevolati solo alle banche private? Non era meglio prestarli direttamente agli stati sovrani?
    Quello che è successo è che non solo la Banca Centrale Europea, ma le banche centrali insieme dall'inizio di quest'anno hanno agito concordatamente per immettere un sacco di liquidità nel sistema bancario. Questo è stato fatto perché ci sono paure per lo stato di tenuta del sistema bancario. Persone come il signor Monti ora dicono: "Non ti preoccupare, la crisi è finita". Invece tutto quello che abbiamo fatto è stato di ritardare la crisi e di spingerla ulteriormente lungo una strada in discesa. Niente è stato fatto dai singoli paesi per affrontare i propri livelli di indebitamento nazionale. E francamente quello che poteva sembrare un ingegnoso piano a breve termine non ha risolto nessuno dei problemi.

    Bruxelles, 10 marzo 2012


    GRAVE ATTO INTIMIDATORIO AI DANNI DI DIGNITA’ SOCIALE:BRUCIATE DUE AUTO DEL FRATELLO DI UN MILITANTE A COSENZA

    giovedì 5 aprile 2012

    Calvani “Non arretreremo di un passo. Porteremo avanti la nostra battaglia per un’Italia migliore”

    Grave atto intimidatorio nei confronti della famiglia di Roberto Corsi, esponente regionale per la Calabria del movimento nazionale Dignità Sociale. Nella notte tra mercoledì e giovedì ignoti hanno dato fuoco alle due auto di Raffaele Corsi, fratello di Roberto. L’episodio è avvenuto a Cosenza dove entrambi risiedono e ovviamente nessuno ha visto o sentito niente. Le foto parlano da sole.

    L’atto è dovuto all’attività politica di Roberto, che è stato uno dei primi ad aderire al movimento che è nato solamente a gennaio di quest’anno. La “colpa” di Roberto Corsi è stata quella di denunciare con un sit- in nelle piazze di Cosenza il vertiginoso aumento di suicidi tra imprenditori e lavoratori vessati da Equitalia e da uno stato vampiro che con tasse e confische sta mettendo in ginocchio chi ha sempre lavorato e prodotto ricchezza in questa nazione dove trionfa il malaffare e l’economia in nero. Roberto ha denunciato questi suicidi di Stato in una regione che è tra le più difficili in Italia, una Calabria dove le forze oneste sono costrette a chiudersi in casa o ad emigrare, perché il potere politico, sociale ed economico è in mano a bande organizzate che controllano ogni singolo palmo del territorio. Eppure la sua azione non era un atto di denuncia verso al Calabria e la sua classe dirigente, ma puntava diritta allo stato nazionale.

    E’ per questo che l’attentato ai danni di suo fratello, cittadino onesto e al di sopra di ogni sospetto come hanno anche ribadito le forze dell’ordine, lascia sgomenti, arrabbiati e con un gran senso di vuoto. “Ma Roberto e tutti i cittadini che non vogliono scendere a patti con questa società malata e corrotta non verranno lasciati soli – tuona Danilo Calvani, segretario nazionale di Dignità Sociale appena saputo dell’atto intimidatorio –. E’ già partita una catena di solidarietà che cercherà di portare a Roberto e a suo fratello non solo parole di conforto. Ma anche un concreto aiuto economico. Quello che è accaduto a Cosenza dimostra ancora una volta che il nostro paese è diventato un far west, dove il più forte, quello che ha gli agganci giusti, quello che può contare sull’impunità garantita da una classe dirigente che ha occupato ogni spazio della vita sociale e civile di questa regione, può fare quello che vuole. Anche ridurre in ginocchio una famiglia la cui unica colpa è quella di impegnarsi per migliorare la condizione di vita dei cittadini”.

    Tutti i membri di Dignità Sociale e tutti i cittadini che hanno saputo dell’attentato su Facebook e sugli altri social networks esprimo la loro solidarietà a Roberto e alla sua famiglia. “Se pensano di fermarci o di intimidirci – conclude Cavani - si sbagliano tutti di grosso. Con noi ci sono persone perbene che vogliono vedere l’Italia crescere e dare un futuro ai loro figli. Siamo appena nati e già diamo così fastidio. Per questo andremo avanti, anche se incendieranno tutte le macchine degli italiani onesti”.


    DIGNITA' SOCIALE,GABRIELE BALDARELLI RISPONDE ALLE ACCUSE DEL GENERALE PAPPALARDO

    giovedì 8 marzo 2012

    DIGNITA' SOCIALE VS GENERALE PAPPALARDO.LA GRANDE GUERRA DEL WEB E' INIZIATA.DOPO L'ESPULSIONE DEL GENERALE DAL MOVIMENTO PER VIOLAZIONE DELLO STATUTO(E NON SOLO),E' ARRIVATO L'AFFONDO DEL GENERALE.MA NON SI E' FATTA MANCARE LA RISPOSTA DEL COORDINATORE NAZIONALE DELLE PAGINE FACEBOOK DEL MOVIMENTO CHE IN COMUNICATO SPIEGA LE RAGIONI DELL'ESPULSIONE DI PAPPALARDO DA DIGNITA' SOCIALE..



    Una storia veramente triste
    di Gabriele Baldarelli
    Come coordinatore nazionale dei gruppi Facebook del movimento di Dignità Sociale e in quanto chiamato in causa da uno scritto del Generale Antonio Pappalardo (fonte: http://sicurezzaelegalita.it/?p=1608 ) a seguito della sua espulsione dal movimento di Dignità Sociale, sono a portare una doverosa e totale chiarezza in merito a quanto, in modo menzognero, esposto dal Generale Antonio Pappalardo nel suo scritto, sia sul movimento stesso che su alcuni dei suoi componenti. Circolano molte voci da quando il Generale Antonio Pappalardo è stato estromesso dal Direttivo di Dignità Sociale dal suo incarico di Presidente ed è doveroso a questo punto fare piena chiarezza a riguardo, soprattutto per la maggior parte delle persone che sono in buona fede. In primis è necessario precisare che tale estromissione è avvenuta da parte del Direttivo di Dignità Sociale, nel pieno rispetto delle regole dello stesso Statuto di Dignità Sociale. Il direttivo è composto di undici elementi e il voto espresso dalla maggioranza di questi undici elementi è determinante nelle decisioni, sempre come da Statuto: Articolo 11 (Democrazia associativa) Punto 3: Il Consiglio Direttivo Nazionale può revocare la carica elettiva, qualora venga ravvisata, in maniera ingiustificata, un mancato adempimento della propria funzione.

    In data 6 marzo 2012 il consiglio Direttivo di Dignità Sociale si riuniva per deliberare in merito alla estromissione del Generale Pappalardo, ottenendo 10 voti favorevoli su 11. Il Generale Pappalardo, pur essendo stato convocato tramite raccomandata, non era presente a questa votazione. Le motivazioni dell’estromissione sono ribadite nel comunicato già divulgato in data 7 marzo 2012. A tale comunicato, per ulteriore chiarezza, si aggiunge quanto segue, anteponendo la seguente premessa.

    PREMESSA: Il movimento di Dignità Sociale ha vita recentissima. E’ stato costituito il 15 gennaio 2012, sorto dall’unione del movimento del C.R.A. (Comitato Riunito Agricoltori) e il Generale Antonio Pappalardo. Il C.R.A. è un comitato di agricoltori di Latina che da anni lotta contro questo sistema che notoriamente sta distruggendo il patrimonio agroalimentare italiano, aprendo senza freni all’importazione di prodotti stranieri, che creano una concorrenza sleale ai nostri produttori, consentendo di far entrare nel nostro paese prodotti scadenti a prezzi irrisori, che non consentono nemmeno più ai nostri produttori di utilizzare i campi con profitto e obbligandoli pertanto a lasciarli addirittura incolti. Il C.R.A., nella persona dell’attuale Segretario del movimento, Danilo Calvani, ebbe il primo incontro con il Generale Antonio Pappalardo in occasione di un convegno di agricoltori ad Asciano, in provincia di Siena, nel settembre del 2011. In quell’occasione ci fu un dialogo che porto a creare, in seguito a pochi mesi, il movimento di Dignità Sociale, che ha la seguente finalità principale, così riassunta: Il compito primario del Movimento di DIGNITA' SOCIALE è la riaffermazione dei principi sanciti dalla CARTA COSTITUZIONALE ormai accantonati a beneficio di meri interessi di parte e di singole caste sociali. FINE PREMESSA.

    Il 23 di gennaio è stato creato il primo gruppo Facebook del movimento. Lo stesso giorno, navigando in rete e avendo visionato dei video del Generale e di Danilo Calvani, trovai subito questo gruppo e mi iscrissi. Sempre nel web trovai un numero di cellulare di Danilo Calvani e gli espressi l’intenzione di collaborare come amministratore con il gruppo Facebook appena aperto. Lui mi diede “carta bianca”. Stabilito anche con Maria Finelli, l’amministratrice del gruppo, sommarie e veloci linee guida su come operare, iniziai il mio rapporto di collaborazione con il Movimento di Dignità Sociale. Il gruppo ebbe una crescita enorme nel giro di pochissime ore e arrivando a migliaia di iscritti in pochissimi giorni (ad oggi circa 14000 suddivisi nei vari gruppi). Vennero creati al contempo vari gruppi provinciali, regionali e tematici, con un’ampia aderenza da parte di numerosissime persone. Ebbi subitaneamente anche contatti telefonici con il Generale e il suo avvallo al mio operato. In quei giorni c’era enorme fermento dal momento che si stava organizzando una manifestazione su Roma con centinaia di TIR e trattori ed erano al contempo i giorni dello sciopero nazionale dei camionisti che paralizzò mezza Italia. L’attività fu quindi da subito frenetica. Il Generale di tanto in tanto postava e interveniva sui gruppi Facebook. E dato che a tal proposito riscontrammo subito un accanimento in base ai vari interventi del Generale, o in sua difesa o contro di lui da parte dei numerosi iscritti ai gruppi, stabilimmo di comune accordo di coordinare le comunicazioni su Facebook stesso, in modo da prevenire discussione animate che come è noto sovente degenerano in comportamenti verbali deprecabili. Un giorno, all’improvviso, dopo avere stabilito questa concordanza nelle comunicazioni, fu postato un video di un’intervista fatta al Generale, senza che avesse informato noi gestori delle pagine Facebook così come concordato. Questo video, che non aveva contenuti anomali di sorta, riportava però in maniera sconsiderata, riprovevole e inopinata, il simbolo del Movimento di Dignità Sociale e il simbolo del movimento del Melograno, la lista con la quale il Generale Pappalardo è candidato a Sindaco di Palermo. In quanto Presidente del movimento di Dignità Sociale, tale video associato ad un simbolo di un’altra lista e postato nei gruppi Facebook di Dignità Sociale da un aderente della stessa lista del Melograno, scateno un coro di furiose polemiche da parte di membri di Dignità Sociale, dei quali molti sono anche iscritti al C.R.A., i quali ravvisarono in tale simbolo una intenzione da parte del Generale di utilizzare il nome di Dignità Sociale per dare forza alla sua candidatura come Sindaco di Palermo e quindi un comportamento altamente scorretto, se non peggio, nei confronti del Movimento di Dignità sociale di cui era Presidente. Il fatto in sé generò inoltre scompensi organizzativi immani per gli amministratori dei gruppi Facebook che vennero improvvisamente presi fra due fuochi, quello dei sostenitori del Generale e quello dei detrattori. Con polemiche e diatribe verbali a non finire che contribuirono infine solo a generare una immane confusione e disaffezione per il movimento stesso! Passata “la burrasca” e sopiti per quanto possibile gli animi (dovendo al contempo necessariamente estromettere - per “quieto vivere” - dai gruppi Facebook quelli più esacerbati, che generarono ulteriore confusione organizzativa con le loro invettive ad amici e sui social network per il fatto di ritenere di essere stati ingiustamente estromessi) e ritenendo il Generale in perfetta buona fede, pensando che avesse consentito l’utilizzo di quel video con un simbolo non consono (e non rispettando gli accordi presi con i gestori dei gruppi facebook), o per una svista o per leggerezza, gli si rinnovò (noi amministratori con contestualmente il segretario del Movimento, Danilo Calvani) l’invito a effettuare le comunicazioni su Facebook tramite l’addetto stampa. Nel frattempo si stava organizzando, in mezzo alle mille peripezie di tutto il trambusto della vicenda appena riportata, l’assemblea del 25 febbraio da tenersi in una sala a Roma. Al fine di una dovizia di particolari, le miserie dei dettagli di questa assemblea meritano essere raccontate. Di come il Generale si mise a fare una colletta per raccogliere i soldi mancanti dopo che chiese al sottoscritto la somma di 2500 euro per contribuire all’affitto della sala ma che non bastavano perché mancavano ancora 1500 euro. E la colletta miserevole che venne attuata fu si un triste e squallido episodio che contribuì a fare allontanare dall’assemblea molte persone. E per evidenziare quanto sia triste la storia merita anche spiegare che il Generale nel corso di quest’assemblea nuovamente esordì con frasi che non furono minimamente in accordo (ne concordate con il Direttivo) con la veduta di molte delle persone aderenti a Dignità Sociale e dello stesso direttivo del Movimento, al punto che diverse volte mentre parlava decine di persone si alzarono e uscirono dalla sala. Quindi anche in questo caso causò nuovamente enormi dissapori fra gli aderenti al Movimento. Indicendo inoltre di sua spontanea iniziativa e senza aver interpellato nessuno, una prossima data di una manifestazione o assemblea o non si capisce cosa dovesse essere, in data 24 marzo. E lo fece così, di sua iniziativa, senza aver minimamente interpellato nessuna delle persone del movimento che poi sarebbero state quelle che avrebbero dovuto organizzare il tutto. E gli aderenti non sono pagati da nessuno ma profondono il loro enorme impegno unicamente per una causa in cui

    credono. Ma non fu sufficiente, il giorno dopo pubblicò nuovamente una comunicazione - che poi fra l’altro ora nega di avere pubblicato - sui gruppi Facebook del movimento (e sempre senza nessun rispetto di quanto richiesto e concordato, cioè che venissero emessi comunicati in accordo con il resto delle persone del Movimento onde evitare i problemi precedentemente esposti), che nuovamente causarono un medesimo scompiglio organizzativo e gestionale causando nuovamente confusione tremende nelle persone e problemi giganteschi che ancora oggi si trascinano e che per un movimento in formazione potevano risultare essere micidiali! In ogni modo, il giorno seguente all’assemblea del 25 febbraio, di comune accordo fra i referenti di Dignità Sociale, si stabilì di tenere il sabato successivo 3 marzo una riunione (non una riunione del Consiglio Direttivo). Una riunione nella quale, dato che il movimento era (ed è tutt’ora) un movimento nuovo e in formazione e che la maggior parte delle persone non si erano nemmeno mai conosciute di persona, potesse darci modo di conoscerci e di effettuare delle pianificazioni e stabilire delle linee per la crescita e l’organizzazione del Movimento. A questa riunione si chiese la presenza del direttivo di Dignità Sociale in modo che potesse ascoltare le problematiche esistenti nell’organizzare questo movimento e di cui il Direttivo stesso era parzialmente o per certi versi completamente all’oscuro. Appena il Generale seppe di questa riunione mostrò un forte ostracismo. Al punto che emise un ordine del giorno totalmente non pertinente al piano di lavoro che gli organizzatori e i referenti avevano stabilito. Quindi questo ordine del giorno non era assolutamente in linea con la volontà di organizzare qualcosa per il bene del movimento. Un ordine del giorno che il resto del direttivo stesso non prese in considerazione dal momento ciò che si stava organizzando era un semplice “tavolo di lavoro” fra i referenti del movimento, che chiedevano la partecipazione del direttivo al fine che anch’esso li conoscesse questi problemi e si potesse poi quindi operare in sinergia. Ma in ogni modo, pur con riottosità, diede infine la conferma di partecipare a questo incontro. A questo incontro, a cui dovevano partecipare solo i referenti in quanto persone che conoscevano le problematiche dell’organizzazione, il Generale invitò anche altre persone che niente avevano a che fare con il lavoro di organizzazione che dovevamo fare ma che crearono ulteriore scompiglio alla riunione intervenendo solo in modo provocatorio e rallentando e impedendo il piano di lavoro. Inoltre in questa che era una importante riunione operativa, il Generale, a metà della riunione, per un suo impegno se ne andò via. In ogni modo, dopo il suo abbandono della riunione, fu preso in considerazione tutto il suo comportamento nei confronti del movimento. Tale discussione era tenuta dai referenti nonché dai membri del consiglio direttivo del movimento e dal legale del movimento, rappresentante del collegio dei probiviri (l’organo disciplinare interno). A seguito di questa discussione sui comportamenti del Generale e di altri comportamenti ritenuti altamente deleteri per il movimento, in data 6 marzo il Direttivo del Movimento di Dignità Sociale – come sopra esposto - ha ritenuto opportuno estromettere il Generale Pappalardo dal suo ruolo di presidente del Movimento stesso. Ora, quanto sopra esposto sono i fatti, ma in quanto alla triste storia è veramente triste sentire che il Generale dice che lui ha sempre pagato di tasca sua i suoi viaggi per il Movimento di Dignità Sociale dal momento che mi è stato riportato da molti membri del C.R.A. e di Dignità Sociale che loro stessi quando andava il Generale si prodigavano per pagargli tutte le spese. E si può bene immaginare che gli agricoltori del C.R.A. vessati dal sistema per anni non navighino in condizioni floridissime. Oltretutto è veramente vergognoso il solo fatto che questo uomo si attacchi a queste cose, se anche fosse vero. Ma oltretutto non lo è quindi è ancora più indecoroso il solo fatto di farvi riferimento. E quando nella sua lettera scrive che ci sono degli uomini che sono dei falliti, eccetera eccetera, parla probabilmente di sé e della sua miserabile carriera politica che lo ha visto balzare in innumerevoli schieramenti politici con risultati sovente miserrimi. Ma le sue menzogne sono continue in questa sua lettera contro Dignità Sociale e contro alcuni dei suoi aderenti. A cominciare dal punto 1 in cui dice che i primi di gennaio è stato contattato dagli agricoltori del C.R.A. Altra menzogna già smentita dalla premessa di cui sopra. E come dice nel punto 4 della sua lettera non esiste nessun riferimento nello Statuto di Dignità Sociale che il Movimento poteva assumere lo Statuto del Movimento del Melograno. E se nel punto 6 dice che veniva costituito il Movimento con dei simboli secondo lui non pertinenti, chi gli ha detto di accettare l’incarico come Presidente di tale Movimento? E’ stato forse obbligato a farlo da qualcuno contro la sua volontà questo signore? Punto 7, uguale. Non era obbligato a farlo o a fidarsi. Punto 8. Gli inconvenienti sono tutti attribuibili a lui e ai suoi comportamenti completamente deleteri per il movimento e per coloro che si prodigano per il movimento. E sopra sono ampiamente descritti alcuni di questi comportamenti. E non possono nemmeno essere riportati tutti per non fare di questo scritto un romanzo e perché nemmeno si possono ricordare tutti. Perché anche noi ci fidavamo di questo signore e quindi non siamo stati a segnarci tutto. Punto 9. Il Dott. Messina aveva anch’egli evidenziato comportamenti non ritenuti validi dal movimento di Dignità Sociale. Se il Dott. Messina ha da esprimere lamentele in proposito non pensiamo che abbia bisogno della difesa d’ufficio del Generale. Punto 10: la lettera è stata pubblicata dal profilo stesso del Generale Pappalardo e anche da un suo “fedelissimo”, oltre a essere stata inviata da lui medesimo a numerosissimi e generici indirizzi e-mail, quindi ovviamente e contestualmente già resa pubblica. Inoltre se ritiene che ci sia qualcuno che utilizza il suo profilo impropriamente lo invitiamo ad esporre formale denuncia presso gli organi competenti. Il resto delle accuse di questo punto sono totalmente infondate volte a scagionarsi dal suo comportamento riprovevole nei confronti del movimento e volto a creare ulteriore confusione sul reale svolgimento dei fatti. Pertanto tutte le delibere prese dal Direttivo, in merito alla sua lettera che ora ritratta di avere pubblicato adducendo una inconsistente difesa al suo comportamento per un non riscontrabile improprio utilizzo del suo profilo Facebook, restano giustificate. Lo spalleggiamento delle due figure di basso livello culturale (come lui le chiama ma che potrebbero far apparire la sua di cultura – soprattutto quella spirituale a cui spesso fa riferimento nelle parole ma non nei fatti- come molto modesta invece) si rifaceva ad una ordinanza del Direttivo di Dignità Sociale pienamente legittimato, in base ai comportamenti del Presidente, ad emetterla, quindi non si trattava di uno “spalleggiamento” ma di eseguire delle direttive emesse dal maggiore organo deliberante di Dignità Sociale. PUNTO 14: altra delle menzogne spudorate. Il presidente Pappalardo in tale riunione era ancora Presidente a tutti gli effetti ed è stato estromesso solo a seguito di tale riunione, dovuto al reiterarsi dei suoi comportamenti risultati altamente distruttivi per il Movimento. Lui se ne è andato via a metà della riunione dicendo che aveva impegni con la moglie. E lo ha diverse volte ripetuto nel corso della riunione davanti a tutti i presenti che possono testimoniare. PUNTO 16. Il dossier nei suoi confronti era esistente, viste le sue ormai riconosciute deliberate azioni volte a danneggiare se non distruggere il Movimento in formazione di Dignità Sociale. Le accuse dalla Signora Pappadia se fondate possono essere portate avanti nelle sedi idonee. E quindi anche il resto di ciò che si dice in questo punto sono solamente accuse e calunnie assolutamente non dimostrabili. PUNTO 17: Calvani si difendeva da un’accusa infamante non comprovabile che meriterebbe essere perseguita per legge e penso che si riserverà il diritto di farlo. PUNTO 18: Il presidente non chiedeva la convocazione di nessun Consiglio Direttivo in quanto era da ore desideroso di allontanarsi per il suo impegno e sembrava che della riunione, che era una riunione fondamentale per il Movimento e per la quale molte persone giungevano da lontane parti d’Italia, a proprie spese, non gliene importasse nulla. PUNTO 19: Per il suo impegno che aveva dichiarato innanzi a tutti i presenti il Presidente si accomiatava a meta della riunione, con il rammarico di tutti i presenti e da tutti salutato come giusto che fosse visto che ancora per noi era il presidente del Movimento. PUNTO 21: il Consiglio Direttivo di Dignità Sociale ha ritenuto per il bene del Movimento di estromettere il Presidente Antonio Pappalardo, come da comunicato ufficiale in merito. E questo è l’epilogo di una storia veramente triste. Di un uomo che accusa persone oneste delle sue stesse malefatte. Le malefatte di un ladro di verità.

    DIGNITA' SOCIALE,IL COMUNICATO UFFICIALE:IL GENERALE PAPPALARDO ESPULSO DAL MOVIMENTO!

    martedì 6 marzo 2012

    IN DIGNITA' SOCIALE SI FANNO LE PULIZIE DI PRIMAVERA:IL COMUNICATO UFFICIALE ANNUNCIA L'USCITA DI SCENA FORZATA DEL GENERALE PAPPALARDO,PER COMPORTAMENTO LESIVO AL MOVIMENTO.

    Di Maria Finelli per Dignità Sociale
    Cari iscritti e simpatizzanti, tengo a comunicarvi che vi è stata una importante riunione del direttivo Nazionale nella serata di lunedì 05/03/2012 il cui unico punto all’ordine del giorno erano le gravi e reiterate violazioni allo statuto, e allo spirito stesso del Movimento di Dignità Sociale, portate avanti dal Presidente Antonio Pappalardo nel corso delle ultime settimane. Durante la discussione sono state analizzate queste violazioni e il direttivo a termine di un dibattito serrato è giunto alla conclusione unanime che il Presidente Antonio Pappalardo non può più rappresentare il movimento e per tanto la sua destituzione si è resa necessaria agli occhi di tutto il direttivo e non solo. Inoltre Il comportamento del Generale Antonio Pappalardo è al vaglio del collegio dei Probiviri il quale ha ricevuto molte segnalazioni da parte degli iscritti sul comportamento lesivo del Movimento stesso da parte del Presidente.

    Dignità Sociale è nata dalla gente per la gente, è un movimento di base che elegge i suoi vertici per servire la base stessa. Non il contrario. Il Presidente ha più volte invece interpretato il movimento come un suo mezzo per raggiungere altri fini, trascurando completamente lo statuto e la COSTITUZIONE. La nostra idea di Movimento è quella che è la base a decidere quali temi trattare e le soluzioni perchè anni di imposizioni arrivate dall’alto hanno distrutto la democrazia e la coscienza civica del nostro Paese. La decisione di destituire il Presidente Pappalardo è stata sofferta ma necessaria , in quanto il Movimento nato dalla gente e fortemente rappresentato dalla gente, non accetta prevaricazioni da nessuno, neanche dai sui stessi vertici. Le nostre regole sono dure ma trasparenti pensate e scritte da gente onesta, vera, leale, che crede negli IDEALI DI DIGNITA’ SOCIALE e non è disposta a seguire azioni imposte e mai condivise.Il Consiglio Direttivo Nazionale

    FONTE

     
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