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    PICCHIARONO IMMIGRATO,8 VIGILI CONDANNATI A 40 ANNI DI CARCERE

    martedì 4 ottobre 2011

    Emmanuel Bonsu, il ghanese picchiato a Parma
    PARMA - Sono stati tutti condannati gli otto vigili imputati, tra l'altro, di sequestro di persona, lesioni, insulti razzisti e minacce a Emmanuel Bonsu, lo studente Ghanese, di 25 anni che il 29 settembre 2008 fu arrestato per errore perchè scambiato per il 'palò di un pusher. La pena più consistente è stata pronunciata nei confronti di Pasquale Fratantuono, l'agente ritratto nella fotografia 'trofeò che fu trovata nel corso di indagini sul suo computer di servizio; nell'immagine compariva assieme a Bonsu che aveva l'occhio sinistro vistosamente tumefatto. Per lui una condanna a sette anni e nove mesi, con interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. Sette anni e sei mesi di carcere, invece, per Simona Fabbri, commissario capo della Municipale di Parma e vice comandante del Corpo all'epoca dei fatti. Sei anni e otto mesi, per Stefania Spotti, ispettore capo della Municipale, con compiti di coordinamento dell'operazione antidroga che portò all'arresto del giovane ghanese; anche per lei interdizione in perpetuo ai pubblici uffici. Tre anni e sei mesi per Mirko Cremonini, l'agente che insieme a Pasquale Fratantuono condivideva l'aggravante razziale nel corso del processo. Anche per lui interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Tre anni e quattro mesi per Marco De Blasi, un altro degli agenti alla sbarra, che è stato interdetto dai pubblici uffici per la durata di cinque anni. Quattro anni e nove mesi per Andrea Sinisi, interdetto per di cinque anni. Quattro anni e sette mesi per Giorgio Albertini, anche per lui interdizione quinquennale.

    Pena lievissima, invece, per Graziano Cicinato, l'unico agente nei confronti del quale il tribunale di Parma ha pronunciato assoluzioni per la maggior parte dei capi di imputazione contestati. Cicinato è stato condannato a due anni, pena sospesa, in ragione della condizionale. Molto delusa la parte civile, che rappresentava la famiglia Bonsu, che si è vista sì riconoscere un diritto al risarcimento del danno e una provvisionale di 135 mila euro, ma si è vista respingere dal tribunale la richiesta di considerare il Comune di Parma responsabile civile per quanto accaduto al ragazzo. Significa che la provvisionale e gli eventuali danni ulteriori che dovranno essere determinati nel corso di un procedimento civile non sarà pagata dall'Amministrazione cittadina di parma in solido con gli imputati, ma da questi ultimi solo. La difesa della famiglia Bonsu non ha voluto parlare subito dopo la pronuncia della sentenza, ma è più che probabile il concorso in appello. Appello che sembra scontato da parte della maggior parte degli imputati letteralmente annichiliti dalla consistenza delle pene. Il caso tre anni fa fece molto rumore e fu il primo ad incrinare l'immagine della città e dell'Amministrazione comunale, caduta la scorsa settimana dopo due indagini, con arresti, per tangenti e una terza con 11 assessori indagati per abuso d'ufficio.

    http://www.leggo.it/articolo.php?id=141354

    Lampedusa, barcone con 25 morti nella stiva "Gridavano per uscire, li buttavano giù"

    lunedì 1 agosto 2011



    A bordo dell'imbarcazione di 15 metri c'erano quasi 300 migranti. Tutti i cadaveri, alcuni pieni di lividi, trovati nella sala motori larga poco più di 2 metri quadrati. La morte per asfissia. L'sos era stato lanciato 35 miglia a sud dell'isola. Aperta un'inchiesta. Roma manda gli ispettori sanitari

      

    LAMPEDUSA -  "Gridavano per uscire dalla botola ma venivano ributtati giù. Chiedevano aiuto perchè non avevano ossigeno. Uno di loro è riuscito a uscire ma alcuni uomini lo hanno preso e lo hanno gettato in mare dove è annegato". E' una delle tragiche testimonianze dei circa 300 profughi sbarcati la notte scorsa a Lampedusa.


    Orrore sul barcone soccorso dalla Guardia costiera la scorsa notte a 35 miglia a Sud di Lampedusa. Emergono racconti agghiaccianti dalle parole dei 271 superstiti condotti nel centro di accoglienza dell'isola e ascoltati in queste ore dagli investigatori. Su quel barcone in 25 sono morti asfissiati e ritrovati sottocoperta, nell'angusto locale del motore. Ma c'è anche l'ombra di altri omicidi crudeli tra i dannati del mare. Di mani che bloccavano chi tentava di uscire e di braccia che buttavano gente in mare. Qualcun altro è passato dal sonno alla morte, ucciso più velocemente anche dalle esalazioni del monossido di carbonio che saturavano il piccolo ambiente.

    Nessuno di certo ha aperto la loro botola, anzi chi usciva veniva preso a bastonate, e rispinto nel suo inferno. O gettato in mare. Ora si tratta di verificare di chi sia la responsabilità. Forse per paura, nessuno dei superstiti aveva in un primo tempo parlato dei morti sottobordo, scoperti dagli uomini della Guardia costiera quando hanno ispezionato il natante dopo aver trasbordato i migranti su due motovedette, a circa un miglio da Lampedusa.

    Nemmeno nella telefonata che uno dei passeggeri del barcone aveva fatto ieri sera alla Capitaneria per chiedere soccorso era stato fatto cenno alla presenza di quei dannati della stiva. 

    I morti sono uomini giovanissimi, di non più di 25 anni e una sola donna. Per quanto l'ipotesi dell'asfissia sia quella più probabile, la causa dei decessi non è ancora stata stabilita con certezza e si ignora se sia la stessa per tutti. I medici del Poliambulatorio di Lampedusa hanno effettuato un primo esame, ma si attendono ulteriori accertamenti. Alcuni cadaveri presenterebbero sul corpo ecchimosi e segni non compatibili con eventuali urti avvenuti in navigazione, ma anche questa è un'ipotesi da accertare.

    La procura di Agrigento intanto ha aperto un fascicolo d'inchiesta a carico di ignoti, che ipotizza i reati di morte come conseguenza di altro reato e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. "Faremo eseguire l'autopsia sui cadaveri - ha detto il procuratore Renato Di Natale - per ricostruire precisamente le cause della morte", confermando però che dai primi accertamenti pare che il decesso sia causato da asfissia. La procura stessa ha escluso che la strage possa essere dovuta alle conseguenze di un'epidemia. I ministri dell'Interno, Roberto Maroni, e della Salute, Ferruccio Fazio, seguono le operazioni connesse allo sbarco: "Le operazioni vengono costantemente affrontate dalle strutture sanitarie provinciali che operano sull'isola, in continuo contatto con la Protezione Civile Nazionale e la Prefettura di Agrigento", si legge in una nota del Viminale. Il ministero della Salute ha disposto anche l'invio a Lampedusa di specialisti sanitari di supporto alle strutture locali. 






    fonte
    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/08/01/news/immigrazione_tragedia_a_lampedusa_arriva_barcone_con_25_cadaveri_a_bordo-19861199/?ref=HREC1-1

     
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