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    GOVERNO BERLUSCONI,ADDIO.IL VIDEO CAPOLAVORO DI BRUNO VESPA.

    sabato 19 novembre 2011

    di Redazione Free Italy
    E' finita!Ci siamo.Oramai si cala il sipario ragazzi.Perchè dopo la fiducia al governo Monti di ieri,la musichetta d'addio al governo Berlusconi ci sta tutta.Lo strappalacrime "The End" non poteva non darcelo lui: Brunone Vespa.Lo storico giornalista Rai sforna uno di quei servizi destinati a fare la storia di Porta a Porta e perchè no del Servizio Pubblico.Un piccolo capolavoro catodico,con tanto di musichetta strappalacrime che evoca quelli che dovrebbero essere dolci ricordi..Dovrebbero..Perchè di dolci ricordi nei 17 anni di dominio berlusconiano io personalmente non ne ho memoria..
    Mi raccomando: ascoltate bene la melodia.Magari immaginate gli ex componenti del governo tra faldoni e scatoloni,pronti a traslocare.E fatevi un sorriso: perchè tanto in quegli uffici gente come Brunetta,La Russa,Scilipoti,Mussolini,Calderoli,Carfagna,Gelmini probabilmente non li vedrete più..



    Redazione Free Italy

    ECCO COME LA RAI CENSURA LE NOTIZIE: UNA FOTO SMASCHERA IL TAROCCO

    mercoledì 26 ottobre 2011

    ORAMAI CI SIAMO ABITUATI...E IL PROBLEMA E' QUELLO.LE NOTIZIE TAROCCATE DELLA RAI NON FANNO PIU' NOTIZIA..MA QUESTA VOLTA GRAZIE ALL'ESPRESSO SAPPIAMO COME VIENE CREATO UN TAROCCO...



    di Redazione Free Italy
    Rai,ma che mi combini mai?Ci risiamo.Solo un giorno dopo l'ingegnoso tarocco del Tg1 sulle risatine dell'accoppiata Merkel-Sarkozy,ne è arrivato un altro.Protagonista il GR1,che dopo aver seguito l'esempio del Tg1,censurando le risate papali di Merkel e Sarkozy,si è ripetuto ieri.Ne dà notizia Gilioli sull'Espresso,con tanto di foto della notizia censurata:
    Con sprezzo del pericolo, un collega del Gr1 ha mostrato nella sua pagina Facebook la notizia che aveva preparato per l’edizione delle 5,30, con la parte in basso tagliata «da un vicedirettore in quota Pdl».
    Chiaramente un taglio per motivi di stile, è evidente.
    giostra
    Ahh che bello!Ecco un altro esempio di rispetto della deontologia professionale, all'interno del "servizio pubblico radiotelevisivo"...Protagonista della vicenda il conduttore Alberico Giostra..Sta per leggere la notizia,incriminata.La fonte è l'Agi. Ma proprio sul più bello ecco spuntare quel "vicedirettore in quota Pdl",di cui parla il giornalista dell'Espresso...Il resto lo si vede benissimo dalla foto.Scarabocchio deciso,zig zag,tric trac..Un taglia e cuci degno delle migliori censure artigianali.Notizia a metà nel vero senso della parola..Perchè il "nobile" vicedirettore in quota Pdl cancella la metà della notizia.Quella scomoda?Ovvio...
    Il coraggioso giornalista pubblica il tutto sul proprio profilo facebook.Si tratta di una testimonianza preziosa e schiacciante di quello che realmente avviene nelle redazioni Rai.Purtroppo scorrendo il profilo del giornalista la foto non si trova più..Probabilmente sarà stata rimossa..Comunque la testimonianza c'è e resta preziosissima.Anche perchè come racconta il blogger Nonleggerlo non è la prima volta che accade, figuriamoci: "Berlusconi per loro resta la prima preoccupazione", afferma tra i commenti del post. Ma il conduttore? E' nei guai? "Ora la passerò scura", dice.
    Ecco come si tarocca il servizio pubblico.Una penna o una matita,evvai pronti e via: scarabocchia e cancella,lo sport preferito delle redazioni Rai..

    REDAZIONE FREE ITALY

    Crozza - Ballarò 25-10-2011

    martedì 25 ottobre 2011

    MERKEL E SARKOZY RIDONO DI SILVIO?ED IL TG1 TAROCCA LA DINAMICA DEI FATTI.OVVIAMENTE..

    lunedì 24 ottobre 2011

    MERKEL,SARKOZY E LE RISATE SU BERLUSCONI.FRATTINI SI INDIGNA,L'OPPOSIZIONE CHIEDE LE DIMISSIONI DEL PREMIER..E IL TG1 CHE FA?OVVIAMENTE TAROCCA LA COSA..OVVIAMENTE!
    di Redazione Free Italy
    Accade tutto ieri.Teatro della scena Bruxell.O meglio teatrino..Visto che durante la conferenza stampa una giornalista chiede a Merkel e Sarkozy: "Il premier italiano vi ha rassicurato sui provvedimenti che prenderà il suo governo, avete fiducia in lui?" ... I due, non appena sentono parlare di Berlusconi,cercano di contenersi..ma dopo uno sguardo d'intesa, reagiscono così, tra le risate generali.

    Insomma risatina,clima ilare,o se vogliamo dirla tutta presa per i fondelli..E a niente serve la dichiarazione successiva presidente francese: "Abbiamo fiducia nel senso di responsabilità dell'insieme delle autorità italiane, politiche, finanziarie ed economiche".Si vabbè ci credo proprio...
    Sta il fatto che la cosa fa il giro dei media italiani e non.L'opposizione come al solito grida alle dimissioni,perdon,le pretende...

    E Frattini che fa?Visto che è di moda,si indigna con Sarkozy ,accusandolo:
    Sarkozy ha evidentemente un’aspirazione forte di un componente francese nel board della Bce e avrebbe forse desiderato vedere Bini Smaghi rimosso dall’autorità. Lui sa che questo non è possibile e quindi cercare gesti ed espressioni ridicolizzanti del nostro Paese non è opportuno.
    Poi c'è il leghista Reguzzoni che definisce le risatine"irritanti".C'è Lombardo,leader dell'Mpa,che vuole le dimissioni del premier perché "ci sputtana a livello internazionale e ci porta ad un declino che rischia di diventare irreversibile".E c'è persino un Veltroni incalzante,che dichiara:
    Per chi non fosse convinto della necessità di dare subito all'Italia un governo forte e autorevole, l'umiliazione subita dal nostro Paese nella conferenza stampa Merkel-Sarkozy, ne è una prova inconfutabile.
    Poi c'è Tabacci che parla di "una risata generale che ci ha seppellito",c'è la Lega che  chiede a Napolitano di difendere il prestigio del paese(come se ce l'avessimo ancora...) e ovviamente non poteva mancare il Giornale che paragona il gesto del Presidente francese alla "testata di Zidane".Non poteva certo mancare Libero che entra a gamba tesa sul presidente francese: "il vero buffone è Sarkò".E B. che dice?Dal Giornale lascia trapelare il suo disappunto: "Risate fuori luogo".A difesa del premier anche il sottosegretario all'Economia Guido Crosetto che da Roma fa sapere che «l'Italia farà rimangiare al marito di Carla Bruni il suo sorrisetto».


    Insomma, la cosa è assodata, i due leader ridevano del nostro Premier.Lo dichiarano tutti da destra,a sinistra,sopra,sotto al centro....E il Tg1 che fa?Si sarà uniformato a cotanta presa di coscienza?Ma neanche per sogno!Mentre tutti raccontavano i fatti,il Tg1 taroccava..Solo il principale telegiornale del servizio pubblico italiano poteva "interpretare" quella scena in maniera diversa: la redazione guidata da Augusto Minzolini taglia, cuce, smorza, per camuffare l'infame verità ci vuole un lavoretto coi fiocchi. Per censurare la notizia,infatti,oramai è troppo tardi..E l'esempio del Tg4,che non dice una parola sulla cosa, non lo possono certo seguire...No censura?E allora camuffiamo..Ma come fare?Primo nascondono la domandina della giornalista essenziale per capire la dinamica dei fatti..Secondo via i lunghi silenzi,via pure l'occhiata di Sarkozy e via pure gli sguardi complicità tra i due leader.Terzo decidono di far partire il servizio dalle risatine,in modo da alterare il senso del discorso.Massì il clima era ilare,scherzoso,gioviale.I furbetti sono i giornalisti perchè "i due si aspettavano questa domanda, hanno fiducia in Berlusconi".Evvai ce l'abbiamo fatto,avranno pensato quelli del Tg1.Perchè l'obiettivo è stato ovviamente raggiunto: nessun telespettatore ha capito che in quella sala, in quel preciso momento, tutti stavano ridendo di Berlusconi e dell'Italia.



    REDAZIONE FREE ITALY

    Masi si vanta con Lavitola sul Cavaliere: ''Gli ho cambiato tg e gr''

    domenica 23 ottobre 2011

    Le telefonate tra il faccendiere e l'allora direttore generale della Rai

    Il Discorso di Michele Santoro sulla TV Pubblica e Privata (VIDEO)

    martedì 11 ottobre 2011


    Rai-Agcom, Berlusconi indagato per abuso d’ufficio

    giovedì 21 luglio 2011

    Silvio Berlusconi indagato per abuso d’ufficio in concorso con l’ex commissario Agcom Giancarlo Innocenzi e l’ex direttore generale della Rai Mauro Masi per le pressioni esercitate dal premier nel 2009 affinché venisse sospesa la trasmissione ‘Annozero‘ di Michele Santoro.

    E’ la novità istruttoria decisa dal procuratore Giovanni Ferrara, dall’aggiunto Alberto Caperna e dai pm Ilaria Calò e Roberto Felici cui il tribunale dei ministri aveva restituito il fascicolo aperto a Trani, dichiarandosi incompetente a giudicare il caso sul presupposto che Berlusconi, nel momento in cui telefonò a Innocenzi e Masi, non agì nelle sue funzioni di presidente del Consiglio.

    E così i magistrati della procura di Roma hanno preso atto delle conclusioni (benché non vincolanti) dello speciale collegio per i reati ministeriali che ha di fatto archiviato le accuse di minacce e concussione attribuite a Berlusconi, unico indagato finora, con Innocenzi e Masi persone offese. Per il tribunale dei ministri, come anticipato dal Fatto, dall’esame delle intercettazioni relative a diciotto telefonate sarebbe configurabile un’ipotesi di abuso d’ufficio per tutti e tre i protagonisti della vicenda. Nei prossimi giorni i pm di piazzale Clodio si riuniranno per fare il punto della situazione e decidere se concludere gli accertamenti con il deposito degli atti (passo che prelude a una richiesta di rinvio a giudizio), salvo una integrazione dell’attività istruttoria, o con una richiesta di archiviazione al gip.





    fonte
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/19/rai-agcom-berlusconi-indagato-per-abuso-dufficio/146470/

    Gabanelli: “Subiamo la vendetta di Tremonti”

    lunedì 18 luglio 2011


    La Rai perde tempo e non decide sulla copertura legale per Report, anche se il programma non ha mai ricevuto una condanna. Secondo la conduttrice pesano le puntate in cui erano state documentate le incongruenze della social card voluta dal ministro dell'Economia
    Nuova collezione orrori in Rai: chiuso Annozero incatenato a vincoli editoriali, burocratiche scalette e amenità varie, adesso il masochismo di viale Mazzini s’abbatte su Report. Lì dove c’è un programma che funziona e piace al pubblico, l’azienda cerca scuse per spazzarlo via. Per Milena Gabanelli hanno rispolverato un vecchio problema: la copertura legale, la famigerata manleva che, secondo le logiche di viale Mazzini, spetta di diritto a chi fa un editoriale al giorno (Giuliano Ferrara) e sarebbe un omaggio per chi fa inchieste urticanti per il potere. L’ufficio legale ha quantificato in 12 milioni di euro la riserva legale per Report: “Un accantonamento che l’azienda si ritroverà, visto che in 14 anni abbiamo ricevuto – precisa la Gabanelli – solo una condanna di 30mila euro (e abbiamo fatto ricorso) per una presunta violazione della privacy, ma nessuna sentenza definitiva a nostro sfavore”. La cornice di un quadro incomprensibile: l’azienda è esposta al vento politico, lottizza, punisce, perdona.
    Chi vi impedisce di lavorare?Di solito iniziamo a maggio per le puntate di autunno. Siamo a metà luglio, e quello che so lo leggo sui giornali, a me nessuno ha detto nulla direttamente.


    Qualcuno trama contro Report?Non sono complottista per natura, ma non posso non considerare il fatto che l’attuale direttore generale Lei abbia sempre espresso stima nei miei confronti e del programma, e quindi cosa la costringe a rallentare tutto? Deduco che l’azionista, ovvero Giulio Tremonti, stia usando il suo potere per creare ostacoli. Naturalmente è solo una mia opinione .

    Perché ce l’ha con voi?Report ha un taglio molto economico, entra spesso nei temi legati alle decisioni di Tremonti, il ministro che da quasi dieci anni firma la politica economica del Paese. In diverse occasioni lo abbiamo criticato e lui, più di altri, non ama essere contraddetto e sbugiardato.

    Tremonti ha inviato due esposti all’Autorità di garanzia e per due volte l’Autorità vi ha imposto di parlare bene del Tesoro.
    Non essendoci gli estremi per rivolgersi a un tribunale ordinario perché abbiamo raccontato fatti incontestabili, ha preferito l’Agcom, dove le poltrone sono assegnate per appartenenza politica, e contestare un mancato pluralismo informativo. E così sta passando il principio secondo il quale un giornalista può fare il cane da guardia a condizione che scodinzoli anche un po’, pena la sanzione.

    Nuova forma di censura?Noi abbiamo subìto un precedente pericoloso per la libertà d’informazione. Non siamo stati redarguiti per aver detto cose non vere, ma per aver documentato l’aspetto critico della manovra di correzione, o le incongruenze della social card, senza aver dato conto, a suo dire, degli aspetti positivi. Siamo stati costretti a mandare in onda un servizio “riequilibrativo “, intervistando i sostenitori del Tre-monti-pensiero, perché lui ha rifiutato un confronto con noi. Questo mina un principio costituzionale: la libertà di critica, e spiana la strada a un malinteso concetto di pluralismo. Vien dapensare che anche quando si parlerà di un omicida, per riequilibrare, occorrerà trovare qualcuno che dichiari che il colpevole ha avuto un’infanzia difficile.

    Per la Rai il buon giornalista è un impiccio?Molti di coloro che l’amministrano non sanno come si fa un’inchiesta, partono dal presupposto che la critica al politico sia di natura ideologica. Mi sono sempre chiesta: gli amministratori del quinto gruppo editoriale europeo sono stati nominati per far funzionare l’azienda o per gestire l’interesse politico, oltre alle loro personali clientele? Che competenze hanno? Non ho mai visto un consigliere o un direttore generale visitare i luoghi dove si realizzano i prodotti che permettono alla Rai di esistere, per rendersi conto dello stato di degrado delle redazioni o dell’arretratezza tecnologica delle salette di montaggio. Credo che non si pongano nemmeno il problema, perché a loro è chiesta fedeltà politica, non conoscenza del mezzo. E nelle rare occasioni in cui questa competenzainvece ce l’hanno, non la applicano, perché sono sempre impegnati a discutere d’altro.

    Rischiate di saltare una stagione?Non è escluso. Nessuno di noi è dipendente, e quindi non possiamo permetterci di anticipare spese di produzione senza le garanzie richieste. Ma siccome ci vogliono mesi per preparare le puntate di Report, più passa il tempo e più questo rischio incombe. Penso che lo sappiano, e se non lo sanno ne approfitto per dirlo.

    Perché un’azienda pubblica rinuncia a Report e Annozero?Chi dirige la Rai ha tutto il diritto di cambiare la programmazione e dismettere i suoi asset strategici, sostituendoli con altri. Se invece la stagione avanza tenendo gli autori a bagnomaria, senza vedere alternative in cantiere, credo sia rischioso. Sia per l’immagine del servizio pubblico che per i conti… che alla fine pagano i cittadini.

    È possibile sperimentare, fare una televisione senza editore?Ho sempre lavorato solo per la Rai, ma non c’è dubbio che oggi sia possibile lavorare alla costruzione di una multi-piattaforma che unisca la rete, il digitale e il satellite. Nelle novità cerco più la convinzione della seduzione. C’è bisogno di un apripista, di investitori illuminati, e un po’ di coraggio per unire le forze.



    Gli Stipendi RAI 2009

    domenica 17 luglio 2011

    Ecco gli stipendi RAI del 2009 pubblicati da l'espresso:

    ConduttoreProgrammaCompenso lordo
    Fabio FazioChe tempo che fa2.000.000 €
    Antonella ClericiLa prova del cuoco *1.500.000 €
    Carlo ContiL’eredità *1.300.000 €
    Bruno VespaPorta a porta1.200.000 €
    Pippo BaudoDomenica In900.000 €
    Simona VenturaQuelli che il calcio *900.000 €
    Michele SantoroAnnoZero715.000 €
    Serena DandiniParla con me700.000 €
    Giovanni MinoliLa storia siamo noi *550.000 €
    Giovanni FlorisBallarò450.000 €
    Massimo GilettiMiss Italia *400.000 €
    PupoI raccomandati *400.000 €
    Monica SettaIl fatto del giorno200.000 €
    Milena GabanelliReport150.000 €

    * Hanno condotto anche altri programmi


    Stipendi RAI 2009

    venerdì 15 luglio 2011

    Ecco gli stipendi RAI del 2009 pubblicati da l'espresso:

    ConduttoreProgrammaCompenso lordo
    Fabio FazioChe tempo che fa2.000.000 €
    Antonella ClericiLa prova del cuoco *1.500.000 €
    Carlo ContiL’eredità *1.300.000 €
    Bruno VespaPorta a porta1.200.000 €
    Pippo BaudoDomenica In900.000 €
    Simona VenturaQuelli che il calcio *900.000 €
    Michele SantoroAnnoZero715.000 €
    Serena DandiniParla con me700.000 €
    Giovanni MinoliLa storia siamo noi *550.000 €
    Giovanni FlorisBallarò450.000 €
    Massimo GilettiMiss Italia *400.000 €
    PupoI raccomandati *400.000 €
    Monica SettaIl fatto del giorno200.000 €
    Milena GabanelliReport150.000 €


    * Hanno condotto anche altri programmi
    Da segnalare che l’onnipresente Emanuele Filiberto di Savoia si “becca” 20 mila euro ad ogni “comparsa”. Il presidente Paolo Garimberti prende 448 mila euro all’anno, mentre il direttore generale Mauro Masi arriva a 715 mila euro.


    Calo Tg1, Lei vuole spiegazioni Scontro Garimberti - Minzolini

    giovedì 14 luglio 2011


    In cda all'odg una riflessione complessiva dopo la diminuzione dell'audience. Per il presidente dell'azienda: "Non è più solo questione di pluralismo". Il direttore del tg: "Fossi in lui mi preoccuperei di Rai1". La controreplica: "Pensi a fare bene il suo lavoro".


    ROMA - Il consiglio di amministrazione della Rai è preoccupato. Il direttore generale Lorenza Lei cerca spiegazioni in grado di giustificare il calo degli ascolti del Tg1. E chiede una riflessione comune. Così sul tavolo del cda di giovedì prossimo, nel punto all'ordine del giorno su "performance" e ascolti di reti e testate, la questione sarà esaminata a fondo. Perché ora per il tg diretto da Augusto Minzolini "ci si chiede cosa sia successo", ha detto il dg del servizio pubblico in audizione alla commissione di Vigilanza. "Il problema è molto serio", ha rincarato il presidente Paolo Garimberti. Che dopo ha polemizzato con il direttore del Tg1.

    Lei ha ricordato che nella stagione tv 2010-2011 l'edizione delle 13.30 ha avuto uno share medio del 26,45%, quella delle 20 del 25,21%. Per la prima "si rileva, rispetto alla corrispondente stagione televisiva 2009-2010, una flessione di 1,2 punti di share", per la seconda "una flessione di 2,7 punti percentuali". "Questi sono i dati oggettivi - prosegue il dg - Certo, quando il Tg1 delle 20 registra un ascolto vicino al 20% mi chiedo cosa sia successo" ed è questa la "riflessione" che sarà fatta giovedì in cda, riflessione "complessiva su tutta RaiUno".

    Garimberti, pure in audizione alla Vigilanza, ha ricordato quando, lo scorso anno, disse davanti alla commissione - e in aperto contrasto con la posizione espressa dall'allora direttore generale Mauro Masi - che il Tg1 non era sufficientemente pluralista. Oggi, ha aggiunto, "non è più solo questione di pluralismo ma di qualità del prodotto e dell'informazione".

    Garimberti ha quindi citato il sorpasso del Tg5 della scorsa settimana, chiarendo: "Non mi preoccupa il 20,9% del Tg5" rispetto al Tg1, il sorpasso c'è stato più volte. Preoccupa il 20,6% del Tg1", perché vuol dire che "lo spettatore avverte che l'informazione non va bene, non è completa, non è adeguata allo standard della rete ammiraglia". Serve quindi "una riflessione sugli ascolti e sulla qualità dell'informazione" e questo "è un problema che riguarda indiscutibilmente anche RaiUno". Nel consiglio di giovedì "le criticità delle reti andranno esaminate" e per il Tg1 "bisogna fare qualcosa perché torni a fare il Tg1". E' insomma una fase delicata: "O la riportiamo sulla rotta o affonda", ha concluso Garimberti.

    Minzolini: "Fossi in lui, mi preoccuperei di Rai1". Un richiamo che ha innescato in serata un botta e risposta. "Se fossi in Garimberti, mi preoccuperei più della rete, di Rai1. E la stessa cosa consiglio a Gentiloni, il quale mi sembra alquanto fazioso nel riportare i dati", ha commentato Minzolini: "Se il Tg1 ha perso nove punti dal 2008 ad oggi, la rete in prima serata ne ha persi 16, cioè quasi il doppio. E' evidente che tutto questo non può non ripercuotersi anche nei dati del tg".

    La controreplica: "Pensi a fare bene il suo lavoro". Pronta la controreplica del Presidente Rai: "'Minzolini, invece di dare consigli agli altri su come fare il loro lavoro, si preoccupi di fare bene il suo, dei contenuti del suo tg e dei risultati che sono sotto gli occhi di tutti". Parole a cui ha immediatamente risposto ancora il direttore del Tg1: "E Garimberti pensi a fare il presidente di tutti".

    Verna (Usigrai): "Minzolini, caso limite segnalato da tempo". "Il pluralismo tra le sue virtù produce anche telespettatori, ascoltatori, lettori, insomma clienti. I cali di ascolto spesso e non solo al Tg1 dipendono molto dalla mancata rappresentazione di alcuni punti di vista. Chi si sente escluso cambia canale", ha commentato il segretario dell'Usigrai Carlo Verna. "Il caso limite Minzolini - ha scritto in una nota - lo segnaliamo da tempo, in passato ne abbiamo chieste le dimissioni, ma l'ineffabile direttore si è detto sicuro di rimanere in carica fin tanto che ci sarà Berlusconi".

    Lei: Nessuna pressione su struttura Delta. Non solo di tg1 si è parlato però questa mattina. In audizione davanti la vigilanza il dg Lorenza Lei ha assicurato che mentre le inchieste interne su P4 e la presunta struttura 'Delta' sono in corso, nessuna pressione è arrivata sul dg. Lei ha ricordato l'incarico dato a un legale di assistere l'azienda "in ogni sede giudizaria competente nella quale dovesse risultare parte offesa o danneggiata". Per la P4, l'avvocato ha comunicato "che l'indagine di Napoli non risulta conclusa e che gli atti non sono ancora acquisibili. Per quanto concerne l'indagine di Milano" sul crac Hdc e la presunta struttura di controllo Delta "sono in corso approfondimenti con l'autorità giudizaria al fine di eventualmente acquisire atti depositati mai finora nella disponibilità di Rai". Quanto a possibili pressioni su di lei "non ho subito alcuna pressione da chicchessia".

    Via giudiziaria per recupero sbilancio. Il problema della raccolta pubblicitaria, quello della governance "ibrida" e dell'evasione del canone, sono alcuni dei nodi ancora irrisolti per la Rai. Lei ha quindi annunciato la possibilità di un'azione giudiziaria per il recupero, dallo Stato, dello sbilancio tra spese per obblighi di servizio pubblico e mancate entrate. Sulla pubblicità lei ha ricordato che "rispetto all'andamento di mercato la previsione 2011 è stata dapprima rivista a 1.035 milioni di euro e successivamente portata a 1.015 milioni".

    Garimberti: "Su mercato pubblicitario non siamo in 'par condicio'". Punti toccati anche da Garimberti, che ha parlato dell'evasione del canone ("il 27,4% per quello ordinario è un livello pubblicitario") e della situazione "non di par condicio" sul fronte pubblicità, con "il grande mistero imprenditoriale" della Rai che resta leader di ascolti ma raccoglie meno sulla pubblicità. "Agli investitori dico abbiate il coraggio di investire, resistete alle pressioni per non fare investimenti in Rai". Insomma "c'è qualche anomalia di troppo", anche a fronte della questione governance, perché da azienda pubblica "facciamo una gara di corsa con un piede legato" mentre abbiamo bisogno "di competere e di farlo liberamente".





    fonte
    http://www.repubblica.it/politica/2011/07/12/news/lei_tg1-19025957/?ref=HREC1-4

     
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