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    BENZINA,LE ACCISE DELLA VERGOGNA:ECCO QUANTO GUADAGNA LO STATO A DISCAPITO DEGLI AUTOMOBILISTI

    lunedì 12 marzo 2012



    La Coldiretti pochi giorni fa ha lanciato l’allarme: fare il pieno di benzina costa più che fare la spesa. Il costo del carburante è aumentato del 19% in un anno, segnando un nuovo record. I più esasperati sono i consumatori: preoccupati e furibondi, ma anche rassegnati poiché consapevoli di come i rincari siano legati prevalentemente alle elevate quotazioni del greggio.
    Ma quello che forse non tutti sanno (o che, in ogni caso, è bene ricordare) è che in Italia sul prezzo finale pesano “tasse misteriose” che resistono da oltre 70 anni e che il nostro Paese continua a far pagare ai cittadini. Queste famose accise incidono sul prezzo totale del carburante per il 52% (finanzautile.org).
    La prima fù introdotta addirittura da Mussolini nel lontano 1935 : 1,90 lire al litro sulla benzina per finanziare la guerra di conquista dell’Abissinia. Nel corso degli anni ogni Governo ha poi imposto vari “balzelli” a seconda dell’emergenza: dalla crisi di Suez (1956), al disastro del Vajont (1963), fino alle guerre in Libano e Bosnia. Ecco tutti i dettagli:

    1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935
    14 lire per il finaziamento della crisi di Suez del 1956
    10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963
    10 lire per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966
    10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968
    99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976
    75 lire per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980
    205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983
    22 lire per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996
    39 lire per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004

    Sembrerebbero cifre irrisorie, ma una volta sommate diventano una massa che determina un aggravio complessivo di quasi 25 centesimi di euro, cui va aggiunta l’Iva del 20% : una tassa sulla tassa.
    Quanto ci guadagna lo Stato? Ogni centesimo di aumento sul carburante comporta un maggiore introito di circa 20 milioni di euro al mese per le casse statali. Secondo i dati dell’Unione petrolifera, nel 2007 le entrate fiscali alimentate dai prodotti petroliferi sono state superiori ai 35 miliardi (24,7 derivanti dalle accise e 10,5 dall’Iva).

    Tuttavia, con un pò di attenzione è possibile risparmiare qualcosa ricorrendo alle “pompe bianche”, cioè ai distributori senza marchio e a conduzione autonoma, gestiti per lo più da piccoli imprenditori non legati alle grandi compagnie tradizionali. In questi distributori si arriva a risparmiare anche 5-6 centesimi al litro: considerando un consumo di 100 litri al mese, il risparmio è di circa 72 euro l’anno. Il punto è che questi impianti sono difficili da trovare sul territorio, essendo in minoranza (l’elenco completo qui http://www.pompebianche.com/ )
    Da poco tempo, infine, si sta diffondendo parallelamente anche il fenomeno dei “distributori discount”. Su http://www.prezzibenzina.it è possibile trovare – gratuitamente – i nomi di tutte le compagnie che vendono carburante, con i prezzi applicati da ciascuna società e un motore di ricerca per regione e per tipologia di carburante.
    Il risparmio non sarà molto, ma per quanto piccola è pur sempre una “soddisfazione”.

    FONTE

    GRILLI:"IVA AL 23% DAL 1° OTTOBRE".

    giovedì 8 marzo 2012

    L’annuncio arriva in diretta tv: “Dal primo ottobre l’Iva sale fino al 23%”. Il viceministro all'Economia, Vittorio Grilli, conferma a Ballarò le intenzioni del governo. Anche perché l’aumento dell’Imposta sul Valore Aggiunto è previsto già dal decreto Salva-Italia. Ma, ovviamente, in molti speravano in un ripensamento da parte dell’esecutivo. Soprattutto le imprese si aspettavano un taglio dell’imposta per evitare di peggiorare una situazione già difficile: il nostro Paese non è ancora uscito dalla crisi e la pressione fiscale si fa sentire. «Non ci sono tesoretti» ha però tagliato corto Grilli, gelando dunque le speranze.

    Ecco quanto lavoreremo in più nel 2012 per pagare le tasse

    Eppure in Parlamento si era discusso a lungo di come evitare questo nuovo rialzo: del resto, i sacrifici chiesti agli italiani sono già piuttosto pesanti. E i vari aumenti (come le manovre sulle accise) hanno aggravato la situazione dei prezzi (basti pensare alla benzina, a un passo dalla soglia dei 2 euro al litro).

    Arriva la tassa sulla fortuna?

    E lo sviluppo? «La logica è alleggerire in futuro le tasse sulla produzione e spostarle su consumi e patrimoni. Con uno scopo: agevolare la crescita» ha spiegato Grilli. Un impegno che però non basta a Susanna Camusso: “Si continua ad annunciare equità, ma si continuano a fare politiche inique” ha commentato, sempre a Ballarò, il segretario della Cgil. Duro anche il commento della Confesercenti: “Il nuovo aumento dell'aliquota IVA è la dimostrazione che il Governo preferisce far cassa mettendo le mani nelle tasche degli italiani piuttosto che tagliare una spesa pubblica senza limiti e caratterizzata da inutilità e sprechi, e rendere più efficiente e meno costosa la macchina statale”.


    FONTE

    DECRETO SALVA ITALIA:ECCO LE 29 TASSE IMPOSTE DAL GOVERNO MONTI

    lunedì 9 gennaio 2012

    Nei giorni scorsi è entrato in vigore il decreto salva Italia o meglio tasse per l’Italia. Ecco nel dettaglio i 29 rincari del governo che doveva tagliare le spese e invece sa solo tartassare gli onesti. Complessivamente con le varie modalità di aumento di tariffa per categoria si arrivano a conteggiare ben 50 rincari. Ecco i principali
    1) CASA – Da quest’anno scatta l’Imu, l’imposta municipale sugli immobili.
    2) RENDITE – Ampliamento della base imponibile attraverso l’aumento fino al 60% dei moltiplicatori previsti per i fabbricati iscritti al Catasto.
    3) IRPEF – Concessa alle Regioni la possibilità di aumentare l’addizionale dallo 0,9% all’1,23%.
    4) IMMOBILI ALL’ESTERO – Introdotta un’imposta ordinaria sul valore delle abitazioni detenute all’estero dalle persone fisiche.
    5) BOLLO SUI CONTI
    6) Tassa sugli ESTRATTI CONTO e prelievi di denaro contante
    7) IMPOSTA SULL’ESTERO – Introdotta un’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche.
    8) IMPOSTA SULLO SCUDO
    9) UNA TANTUM SULLO SCUDO
    10) TASSA SULL’AUTO – Addizionale erariale alla tassa automobilistica regionale, da versare allo Stato, sulle auto di potenza superiore ai 185 Kw.
    11) TASSA SULLA BARCA
    12) TASSA SUGLI AEREI
    13) ACCISA SULLA BENZINA: AL SUD TOCCATO IL RECORD DI 1,80€ Litro!!!
    14) ACCISA GASOLIO
    15) ACCISA GPL
    16) PIÙ IVA/1 – Dal 1° ottobre è disposto un incremento di due percentuali dell’aliquota Iva ridotta, che salirà dal 10 al 12%.
    17) PIÙ IVA/2 – Sempre dal 1° ottobre rincarerà (dopo l’aumento dello scorso settembre) l’aliquota ordinaria dell’Iva: passerà dal 21 al 23%.
    18) TASSA SUI RIFIUTI – Alla tariffa per il servizio rifiuti si applica una maggiorazione pari a 0,3 euro per metro quadrato di superficie
    19) MENO PENSIONE – Saranno indicizzate all’inflazione solo le pensioni fino a 1.400 euro
    20) CONTRIBUTI AUTONOMI – Salgono le aliquote contributive per coltivatori diretti, artigiani, commercianti e autonomi
    21) AUTONOMI SEPARATI – Aumentano di uno 0,3% l’anno (fino a raggiungere un’aliquota del 22%) i contributi per gli autonomi iscritti alla gestione separata Inps.
    22) TASSA SUL TFR
    23) PENSIONI D’ORO
    24) CARO TABACCO: aumenteranno le accise sul tabacco trinciato
    25) CANONE RAI
    26) PEDAGGI
    27) BOLLETTE GAS
    28) BOLLETTE LUCE
    29) TASSA SULLA FORTUNA: Le vincite sopra i 500 euro di molti giochi saranno tassate con un prelievo del 6% sulla parte che eccede l’importo.


    fonte

    Il Pd evasore: alle Festa dell’Unità niente scontrini

    lunedì 29 agosto 2011

    Si professano i crociati contro l’evasione fiscale e poi fanno i furbetti. Parliamo dei meravigliosi piddini che nelle loro sempre più deprimenti Feste dell’Unità non emettono scontrino fiscale per i panini con le salamelle, piadine, spillette...

    Manifestazioni completamente esentasse con lo scontrino completamente assente. Registratori di cassa non pervenuti e privilegio fiscale che grida vendetta. Il tutto consentito dalla legge: non si sa perchè ma i sinistri godono dell’ennesimo vantaggio, infatti ai ristoranti e negli esercizi delle Feste dell’Unità gestiti direttamente dai volontari non si fa lo scontrino e quindi non si pagano le tasse.
    In tempo di crisi quando si chiede a tutti un contributo i piddini continuano a fare i propri comodi visto che gli incassi esenti da Iva sono però ragguardevoli: 4 milioni di euro per la festa al Parco Nord a Bologna del 2010, circa 12 milioni di euro per l’insieme delle feste provinciali che si sono tenute l’anno scorso sul territorio.

    Parlano tanto delle esenzioni per la Chiesa ma nessuno si preoccupa di quelle scandalose per il finanziamento del Pd. Un privilegio indegno di cui ovviamente Bersani & compagni non si vergognano nè denunciano. Eccoli i moralmente evasori….

    FONTE

     
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