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  • IL DIRITTO LEGALE DELL'IRAN DI ATTACCARE ISRAELE

    sabato 17 marzo 2012

    LO SCRITTORE RUSSO DANIEL ESTULIN,AUTORE DI NUMEROSI LIBRI SUL BILDERBERG,CI PARLA DELLA SITUAZIONE IRANIANA CITANDO L'ASIA TIMES.MENTRE IN ORIENTE SI PARLA DEL DIRITTO LEGALE DI ISRAELE DI ATTACCARE PREVENTIVAMENTE L'IRAN,SUL QUOTIDIANO ASIATICO SI AFFRONTA LA SITUAZIONE OPPOSTA:L'IRAN HA IL DIRITTO LEGALI DI ATTACCARE ISRAELE?SECONDO IL DIRITTO INTERNAZIONALE SI!




    di Daniel Estulin
    Traduzione Free-Italy.info 
    Se qualcuno ha dei dubbi sulla mia simpatia per l'Iran,voglio che sappiate che sono il primo che appoggia l'attacco preventivo dell'Iran contro Israele.Se Israele ha il diritto di attaccare l'Iran,uccidere i suoi scienziati,minacciare un paese libero,allora questo paese con tutto il diritto internazionale a suo favore ha lo stesso diritto di attaccare Israele.

    Dal momento che esistono le più svariate inchieste su tutti i temi possibili e immaginabili,anche a me piacerebbe fare un'inchiesta:

    Quante persone sono a favore e quante contro un attacco preventivo dell'Iran contro il piccolo stato di Israele?

    A proposito,Asia Times è il sito web più consultato in Asia grazie al lavoro svolto dal team di giornalisti che meglio coprono e capiscono la situazione asiatica(tratta notizie che riguardano l'Asia del Sud,l'Asia Orientale,Occidentale con un approfondimenti su Cina,Giappone,Corea e Mediorente n.d.r.).

    Chi meglio di loro,quindi,possono spiegarci la situazione mediorientale vista dall'Asia?
    Daniel Estulin alla fine del suo breve intervento pubblica un interessante articolo dell'Asia Times scritto dal giornalista Kaveh L Afrasiabi in data 14 marzo 2012 dal titolo "Iran’s legal right to attack Israel".

    IL DIRITTO LEGALE DELL'IRAN DI ATTACCARE ISRAELE


    di Kaveh L Afrasiabi
    Traduzione Free-Italy.info
    Dopo anni di vita all'ombra di un attacco militare israeliano, l'Iran sta ormai apertamente contemplando l'idea di un attacco preventivo,preso atto che Israele sta preparando un attacco agli impianti nucleari iraniani. Citando un diritto di autodifesa preventiva, la tesi iraniana è che invece di aspettare che sia il suo avversario sionista a fare la prima mossa, l'Iran dovrebbe passare subito all'offensiva e neutralizzare la possibilità che Israele porti a termine il suo progetto.Il piano iraniano di un attacco preventivo a Israele è perfettamente legale dal punto di vista del diritto internazionale, secondo molti analisti politici di Teheran specializzati  negli affari esteri dell'Iran. "Secondo la Carta delle Nazioni Unite, l'Iran ha il diritto naturale di autodifesa che in questo caso si traduce nel diritto di rispondere al pericolo chiaro e presente di un attacco imminente da parte dello Stato di Israele, in chiara violazione del diritto internazionale", dice un politologo dell'università di Tehran che ha interpellato uno di questi analisti che ha preferito restare anonimo.
    In poche parole, la tesi giuridica di Teheran in difesa di un attacco preventivo sui centri di Israele si basa su diversi elementi tra loro collegati. Primo, ai sensi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, l'Iran ha il diritto di colpire Israele, perché Israele ha già partecipato a numerosi atti ostili contro l'Iran compresi l'assassinio di scienziati nucleari iraniani, sabotaggi che hanno messo a rischio la vita di numerosi civili iraniani,guerra informatica(attacchi hacker n.d.r.), per non parlare delle dichiarazioni aperte di leader politici e militari israeliani, che hanno manifestato l'intenzione di attaccare l'Iran nell'immediato futuro.
    Secondo, questi atti illegali,combinati con le dichiarazioni di intenti costituiscono una minaccia imminente alla sicurezza nazionale dell'Iran,vengono chiamati  nel diritto internazionale "atti ostili"di uno stato contro un altro.Terzo, l'Iran ha già esaurito tutte i mezzi diplomatici per scoraggiare un attacco israeliano,come ripetutamente denunciato al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, senza alcun risultato in quanto il Consiglio di Sicurezza ha chiuso un occhio. Quarto, l'intenzione dichiarata di Israele di attaccare l'Iran viola il diritto internazionale per una serie di altri motivi:
    1. L'Iran non ha mai minacciato di usare la sua capacità nucleare per attaccare Israele.
    2. Sussiste un ostacolo legale a qualsiasi attacco contro impianti nucleari civili iraniane, alla luce della risoluzione 533 dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA), che vieta ogni simile attacco considerandolo una violazione esplicita del diritto internazionale.
    3. L'Iran è firmatario del Trattato di non proliferazione (NPT), in base al quale la sua leadership ha formalmente rinunciato alle armi nucleari, ma non esiste un vincolo nel trattato che impedisca il possesso da parte dell'Iran di un ciclo del combustibile nucleare, e ad oggi, dopo un esame più approfondito degli impianti nucleari iraniani , l'AIEA non ha mai riscontrato nessuna possibile deviazione del nucleare civile a scopi militari.
    4. Le prove, comprese le relazioni del Washington Post che citano il parere del Segretario Americano alla Difesa Leon Panetta, suggeriscono che Israele è ben al di là delle "fasi" preparatorie di un attacco all'Iran e si sta preparando ad attuare questo piano entro i prossimi mesi. Presi insieme, questi argomenti costituiscono delle forti basi giuridiche a favore di un attacco preventivo dell'Iran contro Israele, indipendentemente dal fatto che l'Iran abbia o meno la capacità di portare a termine con successo quest'attacco preventivo contro il suo fervente nemico. Secondo i resoconti dei media iraniani, l'Iran ha circa 11.000 missili in grado di colpire obiettivi in Israele.Capacità militari a parte, nel discorso giuridico dell'Iran, l'illegittimità delle intenzioni ostili di Israele e la legittimità del diritto dell'Iran ad attaccare Israele per primo sono fondamentalmente due facce della stessa medaglia. . Anche le sanzioni Onu contro l'Iran, per non parlare degli Stati Uniti o della guerra di Israele contro l'Iran, dovrebbero essere considerate illegali in base al diritto internazionale Secondo una bozza della Commissione di Diritto internazionale, un atto intenzionalmente illecito di uno Stato si compone di due elementi (articolo 3): l'elemento oggettivo consistente in un'azione contraria od omissione di un obbligo internazionale, e l'elemento soggettivo a che fare con le intenzioni di uno stato. Nessun elemento può essere trovato con riguardo al programma nucleare iraniano. L'assenza di qualsiasi evidenza di deviazione di materiale nucleare ad attività militari, sulla base di un esame più approfondito delle strutture iraniane fatto dall'AIEA, insieme alla rinuncia esplicita delle armi nucleari fatta dai leader politici e religiosi iraniani, costituiscono un ostacolo per l'applicazione di entrambe le sanzioni come anche per le minacce di guerra contro l'Iran. [1] Questo è un promemoria per un certo numero di osservatori internazionali che hanno sminuito le recenti critiche indirizzate Presidente degli Stati Uniti Barack Obama per quel rullo di "rullo di tamburo irresponsabile della guerra contro l'Iran", vista che la minaccia esplicita di Obama di mantenere l'"opzione militare" costituisce una violazione della Carta delle Nazioni Unite, che vieta tali minacce dagli Stati membri dell'Onu. Il fatto è che Obama, un ex professore di diritto costituzionale, continua a sbagliare contro l'Iran, insistendo sul fatto che una volta che tutti i canali diplomatici sono esauriti, allora gli Stati Uniti possono ricorrere alla opzione finale di attaccare gli impianti nucleari iraniani. Come  hanno giustamente sottolineato una serie di esperti statunitensi, tra cui Bruce Ackerman  professore di diritto dell'università di Yale che ha espresso il suo parere dalle pagine del Los Angeles Times, ogni attacco sarebbe vietato in base al diritto internazionale. In aggiunta alle tesi di Ackerman,va detto che gli esperti pro-Israele esperti legittimano un attacco israeliano contro l'Iran sulla base di una deliberata distorsione del significato e della competenza al diritto all'auto-difesa, avanzando un comprensibile dubbio che si rifà allo sfortunato tentativo di George W Bush  di estendere la definizione di "auto-difesa preventiva", che è stato fortunatamente scartato dalle Nazioni Unite. [2] Sembra quasi un deja vu  storico,perchè gli attuali discorsi di Israele sull'attacco preventivo all'Iran sono sorprendentemente simili a quelli sentiti 9 anni fa prima della "guerra per procura" in Iraq nove anni fa, che è stato pienamente razionalizzato da tutto l'esercito di propagandisti di Israele brulicante i media occidentali. La grande domanda è se la comunità internazionale non ha imparato alcuna lezione dal fiasco iracheno e, più importante, se le ragioni a favore di un eventuale attacco prevalgano su quelle che escluderebbero a priori un nuovo conflitto in Medio Oriente. Le condizioni ci sono tutte,ma solo nei prossimi mesi si terravremoà la risposta a questa domanda cruciale. 
    Note
    1 . Consiglio di Sicurezza e Iran per i diritti legali, controreplica . 
    2 UN Managment Reform . (2012), Kaveh L Afrasiabi, PhD, è l'autore del dopo Khomeini: Nuove strade in politica estera dell'Iran(Link Wikipedia ).E 'autore di "Un'indagine sulla politica estera iraniana dopo l'11 settembre(BookSurge Publishing, 23 ottobre 2008)" e Alla ricerca di diritti di Harvard . Il suo ultimo libro è La riforma della gestione delle Nazioni Unite: Selezione di articoli e interviste sulle Nazioni Unite.

    TRADUZIONE FREE ITALY-INFO
    FONTE

     
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