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    VACCINI,SFATIAMO TUTTI I MITI:NON SONO INNOCUI,CAUSANO GRAVU MALATTIE E NON SONO MOLTO EFFICACI!

    martedì 27 marzo 2012

    Lo sai che la maggior parte delle malattie infettive dell'infanzia hanno poche serie conseguenze al giorno d'oggi?Lo sai che la malattie produce immunità per tutta la vita, mentre l'immunità del vaccino è solo temporanea?Lo sai che la letteratura medica possiede un numero sorprendente di ricerche che documentano il fallimento dei vaccini?Lo sai che su 11.000 rapporti sulle reazioni avverse ai vaccini,si documentano 100 morti per reazioni da vaccini?Lo sai che gli effetti negativi documentati del vaccino includono disturbi immunologici e neurologici cronici, quali autismo, iperattività, scarsità di attenzione, dislessia, allergie, cancro?


    I medici americani registrano ogni anno migliaia di reazioni serie ai vaccini, incluse centinaia di morti e di menomazioni permanenti. Le popolazioni completamente vaccinate sono state investite da epidemie, e i ricercatori attribuiscono dozzine di condizioni neurologiche e immunologiche croniche ai programmi di immunizzazione di massa.
    Vi sono centinaia di studi medici pubblicati che documentano il fallimento dei vaccini e le reazioni avverse, e dozzine di libri scritti da medici, ricercatori e scienziati indipendenti che rivelano serie lacune nella teoria e pratica dell'immunizzazione.


    Mito n°1: "..i vaccini sono completamente innocui..?"


    Il VERS (sistema che riporta gli effetti avversi ai vaccini) dell' FDA (Food and Drug Administration) riceve annualmente 11.000 rapporti su serie reazioni avverse ai vaccini, di cui l'1% rappresenta le morti causate dalle reazioni al vaccino. La maggior parte delle morti sono ascrivibili al vaccino della pertosse. Studi internazionali hanno dimostrato che la vaccinazione è causa della SIDS (sindrome di morte infantile improvvisa).

    Mito n°2: "..i vaccini sono molto efficaci..?"


    La letteratura medica possiede un numero sorprendente di ricerche che documentano il fallimento del vaccino. Epidemie di morbillo, orecchioni, vaiolo, polio si sono manifestate in popolazioni vaccinate. Nel 1989 il CDC (Center for Diesease Control and Prevention) riportò:.."nelle scuole con un livello di vaccinazioni superiore al 98% si sono avute epidemie (morbillo) fra i bambini di età prescolare.." "..l'apparente paradosso è che, quando il tasso di immunizzazione al morbillo aumenta a livelli alti in una popolazione, il morbillo diventa una malattie di persone immunizzate..".

    Mito n°3: "..i vaccini sono la ragione principale del basso tasso di malattie..?"

    Secondo l'Associazione Britannica per il Progresso della Scienza, le malattie infantili diminuirono del 90% fra il 1850 ed il 1940, parallelamente al miglioramento delle pratiche sanitarie ed igieniche, ben prima che fossero introdotti i programmi di vaccinazione obbligatoria. A sottolineare questa conclusione è stato un recente rapporto dell' OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità), il quale trovò che la malattia e i tassi di mortalità nei paesi del terzo mondo non hanno un legame diretto con le procedure di immunizzazione o il trattamento medico, ma sono strettamente collegate con gli standard igienici ed alimentari.

    Mito n°4: "..la vaccinazione si basa su fondate teorie e pratica dell'immunizzazione..?"

    L'evidenza clinica sta nella loro capacità di stimolare la produzione di anticorpi. Quello che non è chiaro è se tale produzione produca immunità. Per esempio i bambini anemici di agammaglobine sono incapaci di produrre anticorpi, tuttavia guariscono dalla malattie infettive quasi con la stessa velocità degli altri bambini. L'immunità naturale è un fenomeno complesso che coinvolge molti organi e sistemi.

    Mito n°5: "..le malattie infantili sono pericolose..?"


    La maggior parte delle malattie infettive dell'infanzia hanno poche serie conseguenze al giorno d'oggi. Persino le statistiche conservatrici del CDC sulla pertosse durante il 1992/1994 indicano un tasso di guarigione del 98.8%. Nella maggior parte delle volte, la malattie produce immunità per tutta la vita, mentre l'immunità del vaccino è solo temporanea.

    Mito n°6: "..mio figlio non ha avuto reazioni, quindi non vi è nulla di cui preoccuparsi..?"


    Gli effetti negativi documentati del vaccino includono disturbi immunologici e neurologici cronici, quali autismo, iperattività, scarsità di attenzione, dislessia, allergie, cancro. I componenti del vaccino includono noti cancerogeni quali thimersol, il fosfato di alluminio e la formaldeide. Il dilemma è che gli elementi virali presenti nel vaccino possono perdurare e mutare nel corpo umano per anni, con conseguenze imprevedibili.

    Mito n°7: "..esiste solo la vaccinazione..?"


    Storicamente l'omeopatia si è rivelata più efficace della medicina ortodossa, nel trattare e prevenire le malattie. Si è riscontrato che i rimedi omeopatici sono più efficaci quando vengono assunti durante i periodi di incremento del rischio, poiché non contengono sostanze tossiche, non danno effetti collaterali.

    "Qualunque sia il vostro pensiero riguardo alle vaccinazioni, prendete una decisione informata: perché ne avete tutto il diritto. La responsabilità è molto elevata, soprattutto pensando che state giocando con la vita dei vostri figli. Non prendete una decisione basandovi su questo resoconto, ma cercate da voi."

    Articolo tratto da: NEXUS NEW TIME Edizione italiana n°15


    Poliomielite

    Il vaccino della poliomielite è indicato con orgoglio da ogni governo come la prova definitiva che la vaccinazione di massa funziona. Il governo statunitense fa notare che durante gli anni peggiori della polio, in America si verificarono 20000 - 30000 casi, rispetto ai 20-30 all'anno al giorno d'oggi. Tuttavia il dott. Bernard Greenberg, capo del Dipartimento di Biostatistica presso l'Università della Carolina del Nord, Scuola di Sanità Pubblica, continua ad affermare che i casi di polio aumentarono del 50% tra il 1957 e il 1958 e dell' 80% al 1959, dopo l'introduzione dell'immunizzazione di massa. In cinque stati - New England, Massachusetts, Connecticut, New Hampshire, Rhode Island e Vermont - i casi di polio più o meno raddoppiarono nel 1954 e nel 1955 dopo l'introduzione del vaccino per la poliomielite.
    Malattie come la polio operano in modo ciclico. La grande epidemia di polio si verificò nel anni 1910, negli anni 1930 e negli anni 1950; poi i casi diminuirono grandemente fino a raggiungere quasi lo zero.
    Nei veri casi di polio, il virus vive nell'intestino, creando quella che ordinariamente è un'infezione innocua. Il virus morto, originariamente sviluppato da Joan Salk, viene iniettato sotto la pelle e si dà per scontato che viaggi attraverso il flusso sanguigno per creare anticorpi che lo "bloccheranno" prima che raggiunga il sistema nervoso. Tuttavia, l'iniezione del virus della polio morto, non dà "un'immunità intestinale", cioè non fa crescere gli anticorpi nell'intestino. Questo significa che, anche se non si contrarrà la polio paralizzante, il virus selvaggio continuerà a vivere nell'intestino e teoricamente potrà essere trasmesso a qualcun altro. Il vaccino originale di Salk richiedeva tre o più richiami ogni cinque anni. Quando venne somministrato per la prima volta, venne considerato un successo enorme, finché negli anni '60 la percentuale di vittime di poliomielite salì. Il vaccino vivo orale (OVP), venne sviluppato da Sabin, e praticamente rimpiazzò il vaccino di Salk negli anni '60, perché non solo conferiva, o così sembrava, un'immunità per tutta la vita a chi lo riceveva, ma gli impediva di divenire portatore del virus selvaggio.
    Gli scienziati ora si rendono conto che ci sono poche prove che il vaccino vivo permetta il raggiungimento effettivo di questa immunità tipo "porta di servizio" tra le persone vaccinate. Questa è stata la conclusione di uno studio scientifico condotto da un gruppo di ricercatori dopo un'epidemia di polio a Taiwan, dove il 98% dei bambini era stato immunizzato. Ci sono moltissime prove che il vaccino per la polio sia fallimentare. Molto delle epidemie dei nostri giorni si verificano più tra le persone immunizzate che tra quelle non immunizzate.
    Con il virus della polio vivo, il problema principale è che questa versione "attenuata" o indebolita del virus contenuta nel vaccino può alterarsi geneticamente negli intestini, trasformandosi in una forma virulenta e provocando una poliomielite paralizzante in chi la riceve o in coloro con i quali vieni a contatto.


    Tetano Difterite e Pertosse


    L'incidenza e il numero delle morti per difterite iniziarono a diminuire molto tempo prima che il vaccino venisse introdotto, come accade per il tetano, in particolare grazie all'attenzione prestata all'igiene delle ferite. Il grande declino delle morti per pertosse (circa l'80%) si verificò prima dell'introduzione del vaccino.

    Vaccino della Pertosse

    E' riconosciuto come il più pericoloso. Di tutte le reazioni avverse alle vaccinazioni che vengono ora riportate dal Sistema Americano di Registrazione di Eventi Avversi ai Vaccini, la stragrande maggioranza sono dovuti al vaccino DPT. Incredibile ma vero, la sicurezza del vaccino contro la pertosse non è mai stata provata prima che questo venisse iniettato a milioni di neonati. Essenzialmente il vaccino come lo conosciamo oggi non è differente dal primo lotto creato nel 1912. A quel tempo due batteriologi francesi fecero crescere il batterio della pertosse in grandi contenitori, lo uccisero con il calore, conservando questo brodo con la formaldeide e proseguendo iniettandolo a centinaia di bambini. A differenza di molti vaccini che vengono detossificati e purificati, il vaccino della pertosse contiene ancora la "cellula completa" del batterio della pertosse. Questo significa che contiene ancora endotossine e sostanze come pareti cellulari molto tossiche, che provocano febbre, interferenze con la crescita e morte negli animali di laboratorio. Per non parlare poi dell'aggiunta di un "adiuvante" un sale metallico (spesso un composto dell'alluminio) usato per aumentare l'effetto del vaccino, più un conservante (un derivato del mercurio). Questi ingredienti vengono usati a dispetto del fatto che la formaldeide sia cancerogena e che l'alluminio e il mercurio siano altamente tossici per gli esseri umani.


    Vaccino anti-Epatite B

    L'OMS (l'Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda che il vaccino per l'epatite B (HB) venga incluso nel programma di vaccinazione per neonati o bambini in tutto il mondo. In Italia il vaccino è obbligatorio. Quello di cui nessuno parla è come è stato creato il vecchio vaccino. Nessuna produzione di vaccini è simpatica (per esempio la produzione del vaccino della pertosse utilizza il muco di bambini infetti, quella del tifo usa gli escrementi delle vittime e la rosolia viene coltivata in feti abortiti), ma questa è una delle poche che derivano direttamente dal sangue umano, in particolare, i prodotti del sangue di persone omosessuali cha avevano contratto l'epatite. Il vaccino è stato rimpiazzato negli anni'90 da una versione ottenuta tramite l'ingegneria genetica o versione a "DNA ricombinante", che viene coltivata in cellule di funghi unicellulari. Comunque i primi vaccini derivati dal plasma non sono mai stati ritirati dal mercato. Perciò fino a poco tempo fa, chiunque si fosse vaccinato per l'epatite avrebbe potuto ricevere un vaccino derivato da sangue umano.
    In un rapporto della Nuova Zelanda si parla dopo una immunizzazione di massa di eventi avversi quali: letargia e malessere, diarrea, asma, svenimenti, artrite, pallore, calo della pressione.

    Tratto da Ciò che i dottori non dicono: la verità sui pericoli della medicina moderna di Lynne McTaggart edizioni Macro

    Il vaccino per il morbillo collegato ad autismo

    I dottori britannici hanno scoperto che la vaccinazione MMR (morbillo, rosolia ed orecchioni) potrebbero innescare l'autismo. Lo studio, condotto presso il Royal Free Hospital, ad Hampstead, Londra nord, ha anche scoperto una connessione tra vaccino e infiammazione intestinale. Ha mostrato che di 12 bambini che erano stati in precedenza diagnosticati normali, tutti hanno sviluppato una malattia intestinale e nove hanno sviluppato l'autismo. Secondo i medici coinvolti nello studio, otto dei bambini hanno sviluppato cambiamenti nella salute e nel comportamento entro sei giorni dalla vaccinazione. In uno studio di un altro gruppo di bambini, 46 su 48 hanno sofferto di problemi intestinali e comportamentali entro sei giorni dalla vaccinazione.
    Fonte: Herald Sun, Melbourne, 28 Febbraio 1998; Weekly Telegraph, Londra, 4-10 Marzo 1998

    Un ricercatore italiano, Antonio Procopio dell'Università di Chieti, insieme a due studiosi americani del NIH (National Institutes of Health), Michele Carbone ed Harvey Pass, hanno scoperto all'interno dei tumori (mesotelioma) un virus che ha tutti i connotati dello SV40 (agente infettivo dei macachi) e che non è presente nei tessuti circostanti.
    Il vaccino contro la Polio, si prepara con cellule di scimmia, da cui il virus SV40 era passato nei preparati distribuiti in tutto il mondo dagli anni '50 fino al 1985.

    Panorama e l'Espresso del 10/06/94

    Un solo vaccino per sei malattie

    Da settembre l'antipolio sarà usata sempre meno, perché sarà applicato il nuovo calendario vaccinale che prevede la somministrazione di sei vaccini con un'unica iniezione. Nell'esavalente, oltre alle quattro vaccinazioni obbligatorie contro polio, difterite, tetano ed epatite B, vi sono l'antiemofilo e l'antipertosse.
    "Un'unica iniezione -commenta Il Corriere della Sera del 18 luglio scorso- e andrà in soffitta anche il classico antipolio orale Sabin, più protettivo ma più suscettibile a reazioni drammatiche (un caso di paralisi su 750mila)". Intanto la nuova malattia da debellare sarebbe la varicella, responsabile di aver colpito nell'ultimo anno il 50% della popolazione infantile. Tra circa un anno e mezzo, apprendiamo sempre dal Corriere, si arriverà alla messa a punto del vaccino quadrivalente antimorbillo-antiparotite-antirosolia-antivaricella. Risulta comunque che le vaccinazioni non sono particolarmente gradite dagli italiani, visto che nonostante le pressioni e le manipolazioni dell'informazione medica, meno del 60% dei bambini vengono sottoposti alle vaccinazioni raccomandate (non obbligatorie).

    Tratto da COMILVA www.comilva.org

    Vaccini al mercurio

    Un decreto del Ministero della Sanità del 15 luglio 2000 (D.M. 15 giugno 2000) prevede l'eliminazione del mercurio nei vaccini, ma tale obbligo entrerà in vigore solo tra sei anni, nel 2007. Lo stesso decreto ha prescritto nuove modalità di compilazione degli stampati e dei foglietti illustrativi dei medicinali contenenti mercurio, nei quali vi dovrà essere l'avvertenza di possibili reazioni allergiche e di sensibilizzazione. La presenza del mercurio nei vaccini era poco nota all'opinione pubblica, ma una ricerca negli USA nel 1999 ha accertato che la quantità di questo elemento utilizzato come conservante nei vaccini superava di gran lunga i limiti di sicurezza. Sempre negli USA era stato riscontrato un aumento dei casi di autismo collegato all'assunzione di mercurio nell'organismo. Di qui la decisione di vietare la produzione di tali vaccini, con la possibilità, però, di vendere le scorte fino a esaurimento. Dopo tali notizie allarmanti sono stati presentati alcuni esposti alla Magistratura da parte di alcuni cittadini ed associazioni e, quindi sono state avviate le indagini per accertare eventuali responsabilità penali. I vaccini antidifterico ed antitetanico contengono circa 25 mcg di mercurio, il vaccino antiepatite B per uso pediatrico ne contiene 12,5 mcg, quindi sommando abbiamo 37,5 mcg di mercurio somministrati assieme, in dose settantacinque colte superiore al livello di sicurezza consigliato dall'O.M.S. (0,5 microgrammi). Nei foglietti illustrativi delle fiale, il mercurio si nasconde sotto il nome di vari composti: thiomersal, etilmercurio, mercuriotiolato, sodiomertiolato (Libero 16/03/2001 e del Corriere della Sera 18/06/2001)

    Tratto da COMILVA www.comilva.org

    Aumentano i casi di meningite

    Crescono i casi di meningite da pneumococco in Italia, ma stranamente ciò avviene nel Nord, dove si vaccina di più. Risultano infatti 309 casi denunciati nel 1999 contro i 109 del 1994, principalmente bambini fra i 13 e i 18 mesi (24 Ore-Sanità 3-9 luglio 2001). L'allarme (udite, udite!) viene lanciato dal Moige, un'associazione di genitori. L'incidenza della malattia nel Nord è di 7.4 per milioni di abitanti, nel Centro di 5.8 e nel Sud di 2 per milione (in Molise nessun caso registrato). Poiché il tasso di mortalità per questa malattia sfiora il 60% è da escludere che tali notevoli differenze d'incidenza sulla popolazione infantile siano imputabili alla mancata segnalazione dei pediatri del Sud e del Centro, come ci vorrebbero far credere. Inoltre sembra poco probabile che quei pediatri vogliano correre il rischio di non denunciare una malattia con decorso spesso mortale.

    Tratto da COMILVA www.comilva.org


    Morte in culla e la vaccinazione DPT

    La protezione farmacologica propinataci contro la morte in culla? Ma è proprio questa stessa protezione farmacologica, con i vaccini dati in giovanissima età, che sembra causare la moria dei nostri bambini!
    Citiamo dal libro della Dottoressa Viera Scheibner:
    Uno studio condotto negli USA su settanta casi di morte in culla selezionati a caso ha evidenziato che ben il 66% dei bambini deceduti aveva ricevuto il vaccino DTP (difteria, tetania, pertosse) poco tempo prima della morte: 6,5% entro le 12 ore, 13% entro 24 ore, 26% entro 3 giorni, 37% entro una settimana, 61% entro due settimane e 70% entro 3 settimane. E' stato anche scoperto che i casi di morte in culla dei bambini non vaccinati si concentravano nel periodo invernale, le morti dei bambini vaccinati succedevano durante tutto l'arco dell'anno, ma comunque sempre nel periodo subito dopo la vaccinazione.
    Le registrazioni del respiro dei neonati prima e dopo le vaccinazioni hanno mostrato un respiro normale nei sei giorni precedenti, ed un respiro a tratti difficoltoso durante i 12 giorni seguenti. I periodi di respiro difficoltoso coincidevano con l'incidenza delle morti in culla a seguito della vaccinazione in 41 dei casi. Questa correlazione fu oggetto di uno studio separato.
    Quando in Giappone, nel 1974, è stata innalzata l'età minima per ricevere la vaccinazione DTP a due anni, la morte in culla a seguito delle vaccinazioni è praticamente scomparsa ed il Giappone ha avuto, da quel periodo in poi, la mortalità infantile più bassa al mondo.
    Forse sarebbe il caso di valutare queste statistiche e di trarre le dovute conseguenze anche in Italia, invece di proporre, come fa il nostro ministro dalla sanità, sempre nuove forme di "protezione farmacologica". Oppure dobbiamo pensare che il nostro sistema sanitario, incluso lo stesso ministero, siano sotto l'influenza di una lobby farmaceutica così potente da considerare qualche morte "roba da poco"?

    Fonti ed altre informazioni sul tema:

    Il libro di Viera Scheibner - "Vaccination - A medical Assault on the Immune System"

    Le citazioni da noi riportate, a cura di:
    ENVIRONMENT & HEALTH NEWS
    www.environmenthealthzone.com
    Alte informazioni sulla dannosità della trivalente DTP: www.vaccinetwork.org/archivio/difterite/1999
    www.comilva.org/documenti/nexus/n20.html
    www.medicinaqualita.it/salute/sidsmorteculla.htm

    Si ringrazia La Leva di Archimede

    Epatite B e vaccini
    Tratto da Vaccinazione obbligatoria antiepatite B, Maggio 2001 - Macro Edizioni


    SENZA NESSUN VACCINO, IN ITALIA, L'EPATITE B
    STAVA SCOMPARENDO NEGLI ANNI PRIMA DELLA VACCINAZIONE

    L'Epatite B era diminuita del 90% in Italia prima della vaccinazione obbligatoria, introdotta dal 1/1/1992
    (Fonte Istituto Superiore di Sanità - SEIEVA)
    (De Lorenzo ha reso obbligatorio il vaccino; per questo ha incassato 600 milioni dalla casa farmaceutica che lo produce)

    Che cos'è l'Epatite B:
    Si tratta di una malattia acuta con infezione sistemica, cioè diffusa, che interessa soprattutto il fegato, determinata da un virus. Vi sono vari tipi di virus in grado di determinare epatite e quello che ci interessa è quello di tipo B.
    L'Epatite B ha una incubazione tra i 45 e i 180 giorni e possiamo avere quattro principali forme cliniche:
    1) asintomatiche senza disturbi, diagnosticate occasionalmente (65-70%).
    2) anitteriche, frequenti nei bambini piccoli, con malessere generale, stanchezza, nausea, vomito, anoressia, ma senza ittero (cute giallastra).
    3) itteriche, cioè con ittero e con gli altri sintomi descritti.
    4) atipiche (molto rare), caratterizzate da protratto stato di malattia o da decorso fulminante (dallo 0.1 all'1% dei casi).
    Indipendentemente dalla gravità della forma, la presenza nel sangue dell'antigene virale persiste in genere per tre mesi; nel caso di persistenza oltre i sei mesi si parla di portatore cronico. Dei portatori cronici, la metà guarisce nell'arco dei successivi sei mesi; mentre l'altra metà resta tale per un periodo di tempo indefinito, anche per tutta la vita e nella stragrande maggioranza dei casi in modo asintomatico.
    Tratto da: Decisiva Ricerca su inutilità e pericoli della vaccinazione obbligatoria antiepatite B

    Cosa contiene il vaccino:
    I preparati vaccinali vengono sintetizzati in laboratorio modificando il virus dell'Epatite B.
    Il vaccino antiepatite B a DNA ricombinante è un prodotto della manipolazione genetica del virus dell'Epatite B. Con cellule di lievito nel cui materiale genetico viene inserita una porzione del gene del virus dell'Epatite B; vengono poi trattate con formaldeide; adsorbite su idrossido di alluminio; conservate con un battericida a base di mercurio e acido salicilico (timerosal); addizionate di altre sostanze, come antibiotici, non dichiarate. (fonte: foglietti accompagnatori dei vaccini entiepatite B a DNA ricombinante Engerix B e Recombivax HB).
    Tutti a scuola senza vaccinazione:
    Il Presidente della Repubblica il 26 gennaio 1999 ha firmato un decreto che regolamenta definitivamente la posizione dei bambini non vaccinati a scuola. il D.P.R. n.355 dice testualmente: "La mancata certificazione (delle vaccinazioni) non comporta il rifiuto di ammissione dell'alunno alla scuola dell'obbligo o agli esami".

    Rischio di ammalarsi di Epatite B:
    Il rischio di ammalarsi di Epatite B in Italia, fin dal 1990 (quindi prima della vaccinazione obbligatoria) è assolutamente modesto: 5 casi ogni 100.000 abitanti. L'Epatite B è una malattia che si trasmette solo attraverso il sangue, per cui il rischio per un neonato o un bambino di ammalarsi è assolutamente insignificante. Fonte: Istituto Superiore di Sanità SEIEVA, Sistema Epidemiologico Integrato dell'Epatite Virale Acuta, Rapporto annuale 1991-1992-1993).

    Il vaccino antiepatite causa la sclerosi a placche :
    Una sentenza del tribunale di Nanterre ha incolpato il vaccino antiepatite B come causa dell'insorgere della sclerosi multipla a placche in due donne. I giudici hanno quindi condannato l'azienda britannica SmithKline Beecham (SKB) che produce il vaccino Engerix B, con cui erano state "immunizzate" le donne, a pagare ad ognuna delle malate un indennizzo variante da 150 a 250 milioni di lire. Secondo i magistrati "un insieme di elementi permette di stabilire con sufficiente certezza che la vaccinazione con l'Engerix B è stato l'elemento scatenante dell'insorgere del male". (Il Corriere della Sera, 09/06/1998).

    Anche gli operatori sanitari non si vaccinano:
    Il 19% degli operatori sanitari "categoria a rischio" del Nord Italia non si vaccinano. Al Sud la percentuale sale al 39% (L'Espresso 19/07/2001). Il Ministero della Sanità ha di che preoccuparsi, ma di fronte alle notizie sui danni che questa vaccinazione può procurare sembra che anche i suoi dipendenti preferiscono non rischiare. L'ultima di queste notizie è che in Francia il laboratorio farmaceutico britannico produttore di uno dei vaccini contro l'epatite B è stato ritenuto responsabile dell'insorgere della sclerosi a placche in due donne. L'industria è stata condannata a risarcire le pazienti e la Corte d'Appello di Versailles ha confermato l'esistenza di un legame causa-effetto fra il prodotto imputato e la grave malattia, se pur solo attraverso "presunzioni gravi, precise e concordanti". (COMILVA www.comilva.org )

    Indirizzi utili:
    - Associazione Universo Bambino: viale O. Flacco 11, 70124 Bari - tel/fax 080/5042326
    - Associazione vittime dei vaccini: c/o Giorgio Tremante, via Danilo Preto 8, 37133 Verona - tel 045/8402290, e-mail: giorgiotremante@tin.it
    - CO.M.I.L.VA. (Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione) sez. Milano c/o R.d.B., via Ottavio Fabrizio Mossotti 1 - 20159 Milano - tel 02/683091
    - MIR (Dipartimento Salute e Ambiente) via Milano 65 - 25100 Brescia - tel 030/317474
    - VACCINETWORK (Movimento per la Libertà di vaccinazione) viale Gramsci 279 - 41100 Modena - tel 059/310797
    Tratto da Vaccinazione obbligatoria antiepatite B - maggio 2001 - Macro Edizioni

    Immunosoppressione da vaccini

    Bisogna sapere che un aspetto assolutamente certo e riscontrabile in tutte le vaccinazioni consiste nella soppressione post-vaccinale delle difese immunitarie, con un massimo di caduta dei livelli di linfociti 10 giorni dopo l'inoculazione.
    Un vaccino diminuisce l'immunità mediata da linfociti del 50%, due vaccini insieme del 70%. Ormai sono una norma 3 vaccini nella stessa iniezione, il tutto ripetuto in tre dosi successive a distanza di qualche mese. I vaccini riducono il numero di globuli bianchi, la capacità fagocitante dei neutrofili polimorfonucleari, la vitalità dei linfociti, la segmentazione dei neutrofili (Robin, 1997)
    "Il vaccino attenuato del morbillo produce soppressione immunitaria che contribuisce ad un aumento di suscettibilità ad altre infezioni. Recentemente vaccini antimorbillo ad elevato titolo sono stati correlati a mortalità a lungo termine dei soggetti vaccinati" (Auwaeter, 1996)
    Nel 1989 fu creato un tipo di vaccino per il morbillo altamente concentrato e quindi potenzialmente immunizzante più a lungo o meglio. Raccomandato dalla OMS, fu sperimentato da 1500 bambini di un quartiere di Los Angeles che su bambini del Messico, Haiti ed Africa. Fu rivelato che i bambini iniettati con tale prodotto stavano morendo in gran numero. Le bambine africane, cui nell'esperimento fu somministrata una dose doppia rispetto a quella dei bambini, avevano una mortalità significativamente maggiore di quella dei bambini. Nel 1992 l'OMS ritirò tale vaccino dal mercato.
    Il super-vaccino creato per il morbillo nel 1989 risultò causare una super-soppressione (da 6 mesi a 3 anni) del sistema immunitario.
    Lorenzo Acerra (Federazione del COMILVA)

    Autismo da virus

    Il meccanismo delle encefaliti virali è noto e sono noti casi di autismo prodotti da encefaliti virali. Il passaggio dell'attacco del virus latente (vaccinale) all'autismo è meno ovvio e più articolato. Infatti c'è una progressione asintomatica, clinicamente invisibile, se si eccettuano inizialmente, reazioni post-vacciniche quali febbri, pianti prolungati con strilli acuti, alterazione del ritmo del sonno, etc.
    La vaccinazione non fa altro che realizzare proprio quello che tutto il corpo e il sistema immunitario cercano di evitare o prevenire quando in contatto con un virus: ovvero l'iniezione immette il virus direttamente nel sangue, senza che siano state attivate le difese locali e fagocitarie, offrendogli accesso libero ed indisturbato verso alcuni target più delicati e questa volta vulnerabili (neurologico, endocrino, etc).
    Zecca e collaboratori (1998) segnalano che i livelli di anticorpi a rosolia e morbillo in bambini diagnosticati autistici erano del 300% superiori a quelli normali. Questi livelli elevati di anticorpi possono essere interpretati come un'attivazione cronica del sistema immunitario contro un' infezione subclinica.
    Ricercatori del Royal Free Hospital di Londra (Wakefield, 1998 e 2000) hanno dimostrato, mediante ileocolonscopia, la presenza nell'intestino del virus latente del morbillo nel 100% dei bambini la cui regressione autistica aveva avuto inizio con reazioni avverse alle vaccinazioni.
    Un altro gruppo di ricerca, quello irlandese del prof. John O'Leary, ha confermato la presenza del virus del morbillo dello stesso ceppo del vaccino nell'intestino di 24 bambini autistici su 25.
    Sembra che il bambino autistico non riesca a liberarsi della presenza di tale virus vaccinale nell'organismo. Il prof. Kawashima, dell'Università di Tokio, ha trovato il virus del morbillo (del ceppo vaccinale) nel sangue di bambini che hanno avuto una regressione autistica a seguito delle vaccinazioni.
    Virus di ceppi vaccinali dunque sono una presenza costante (anche a distanza di anni dalla vaccinazione) in bambini autistici ma non in bambini di controllo sani.
    Con il test rapido del sangue denominato "Polymerase Chain Reaction" (PCR test), cioè test sulla catena di reazione della polimerase, è possibile rilevare la presenza subclinica nell'organismo del virus dello stesso ceppo vaccinale.
    Lorenzo Acerra (Federazione del COMILVA)

    FONTE

    FRANCIA,IL MOSTRO DI TOLOSA ERA DELL'INTELIGENCE FRANCESE:UNA NUOVA STRAGE PER SUPPORTARE UNA FUTURA GUERRA IN MEDIO ORIENTE?

    venerdì 23 marzo 2012

    QUALE VERITA' SI NASCONDE DIETRO AI FATTI DI TOLOSA?PROBABILMENTE CARI LETTORI DI FREE ITALY NON LA CONOSCEREMO MAI FINO IN FONDO.TROPPE SONO LE ANALOGIE CON QUANTO E' GIA' AVVENUTO IN ALTRI CASI SIMILI PER NON FARCI PENSARE A UN FINE BEN PRECISO.PROPRIO COME ACCADDE L'11 SETTEMBRE,QUANDO TUTTO E' INIZIATO.UNA STRAGE CHE FORSE PUO' ESSERE IL PRELUDIO DI UNA FUTURA GUERRA IN MEDIO ORIENTE.CERCHIAMO DI FARE IL PUNTO SULLA VICENDA CONFRONTANDO NUMEROSI PUNTI DI VISTA.

    di Free Italy
    "Era un mostro".Questo il Sarkozy pensiero sull'autore della strage nella scuola ebraica di Tolosa e degli omicidi di tre papà francesi a Mountauban.Come scriveva ieri l'Agi,Sarkozy ha voluto sottolineare che l'autore non è un pazzo,ma un vero e proprio fanatico e di un mostro.
    Questo è il punto di vista ufficiale francese e dell'occidente tutto che conoscete sicuramente visto che è l'unico che è emerso su radio,giornali e tv.Andiamo a parlare di quello che forse saprete tra qualche mese o qualche anno e che grazie all'Iran Italian Radio sappiamo anche oggi.Vi informo poi che anche il Foglio e Sky parlano dei legami tra lo stragista e l'intelligence francese.Insomma partiamo da numerose fonti da ascoltare..

    I RETROSCENA SUL MOSTRO DI TOLOSA:ERA DELL'INTELLIGENCE FRANCESE.ECCO PERCHE' SARKOZY LO VOLEVA MORTO A TUTTI I COSTI.

    Come dicevamo già all'inizio,la tragica strage francese ricorda tanto(purtroppo) i fatti dell'11 settembre.Va detto onestamente che ad oggi non possiamo certo entrare nei dettagli della vicenda,ma possiamo sicuramente darvi un resoconto chiaro di cosa sia accaduto.Partiamo proprio dai tre mass media italiani che stanno cercando di fare luce sulla vicenda:

    Iran Italian Radio:Francia: il mostro di Tolosa? Era dell'intelligence francese ed era stato in Israele, Libia e Siria





    Il Foglio: Lo stragista francese di al Qaida è un’operazione d’intelligence finita male

    Sky:Strage di Tolosa, l'Fbi conosceva il nome di Merah

    L'Iran Italian Radio tra i tre è sicuramente quello che dà la notizia più importante: lo stragista era dell'intelligence francese.Ma non si ferma certo qui.Nell'articolo emergono altri dettagli molto interessanti.Andiamoli ad analizzare uno per uno:


    1)l’uomo « non muore saltando dalla finestra » come dicono inizialmente i francesi, ma con una pallottola sparatagli in testa dalle teste di cuoio.Eppure Sarkozy,come scriveva l'agenzia Asca il 21 marzo(link qui),lo voleva vivo e l'aveva dichiarato a mezzo mondo..E allora perchè l'hanno ucciso?Semplice: Sarkozy lo voleva a tutti i costi morti " affinche’ non potesse rivelare il fatto di essere un agente dell’intelligence francese.


    2)« Mohamed Merah, lavorava per i “barbouzes” francesi - gli agenti segreti d’Oltralpe - da anni e, in particolare, è stato tra i miliziani del “liberatore” di Libia Belhadj, il terrorista salafita agli ordini delle intelligence atlantiche di Obama, Cameron, Sarkozy ed Henry-Levy. Terminato il suo compito in Libia, era presente, nell’ottobre scorso, a Homs dove, assieme ai suoi variegati commilitoni aveva acceso la miccia del terrorismo anti-Damasco scattata con l’uccisione di innocenti civili alaviti. In modo da provocare una “rivolta” subito conclamata “popolare” benché esterna e “addestrata” da agenti turchi, sauditi, della Dsge francese e dell’MI6 britannico.Rimasto disoccupato dopo la fuga da Homs, Mohammed Mesrah già in servizio, con passaporto francese, tra l’Afghanistan (nella banda “Forzane Alizza”) e lo stesso proprio territorio metropolitano, come ogni buon mercenario che si senta scaricato dai propri mandanti si è vendicato con sette omicidi e ha infine, dopo un assedio di 32 ore, preferito farsi ammazzare piuttosto che arrendersi ».Dunque era una scheggia impazzita dei servizi francesi, una persona che si sentita usata e poi abbandonata ; forse Merah sapeva troppo, forse sarebbe stato eliminato lo stesso, forse l’ha capito ed ha voluto farla finita come meglio riteneva opportuno.(fonte rinascita.eu)


    3)Mohamed Merah è stato" in Israele, in Siria, in Iraq e in Giordania" e non è certo quel lupo solitario descritto dai media occidentali(fonte Le Monde che cita un ufficiale americano).Che ci faceva in Israle?E perchè ha scelto proprio una scuola ebraica per la strage?Potrebbe trattarsi di un'operazione di intelligence finita male?Lo vediamo nel punto che segue grazie alle preziose informazioni dateci dal Foglio.


    4)Il giovane francese di al Qaida che uccide soldati ed ebrei nella zona di Tolosa è un’operazione dei servizi segreti francesi finita male. Lo scriveva ieri sera il Foglio,che mette subito in risalto il fatto che  Mohammed Merah  fosse un agente dell'intelligence francese e allo stesso tempo anche al servizio di Al Qaida.Una storia che ne ricorda molto un'altra,ovvero quella dell'informatore arruolato inizialmente dai servizi segreti giordani e successivamente da quelli americani con la scusa di voler trasmettere importanti informazioni sulla "posizione dei leader di Al Qaida".Con questo pretesto si fece ricevere nel dicembre 2009 in una base della Cia,dove si fece saltare in aria uccidendo sette agenti.


    5)" Merah era membro di un gruppo estremista sciolto d’autorità il mese scorso".Lo scrive il Foglio citando fonti d'intelligence.


    6)"Merah era un funzionario dei servizi segreti di origine islamica”. Lo scrive il Foglio citando la  rivista francese Le Point.


    7)Merah intendeva uccidere il suo contatto con i servizi.  Lo scrive il Foglio citando la  rivista francese Le Point.


    8)Sussiste" il sospetto che in un primo momento, dopo i due attacchi consecutivi per strada ai soldati, Merah fosse stato escluso dalla lista dei potenziali terroristi perché considerato uno dei nostri”.  Lo scrive il Foglio citando la  rivista francese Le Point.


    9)Chi finanziava Merah?Come ha dichiarato il procuratore di Parigi aveva" un reddito da Rsa (Revenu de Solidarité Active, è il sussidio pubblico di povertà)."Di conseguenza come poteva permettersi armi,affiti di casi e viaggi in Asia?E' evidente che qualcuno lo aiutasse e per questo sono necessarie accurate indagini.(fonte Le Monde)


    10)Non solo Iran,Siria e Libia: Merah è stato anche in Afghanistan e nel 2010 è in Pakistan per sposarsi ma viene espulso.Vi torna nel 2011 entrando " clandestinamente nelle due agenzie tribali che fanno da casa al jihad: il sud e il nord Waziristan."(fonte Il Foglio)


    11)I fratelli Merah sono vicini a un gruppo di estremisti arrestato nel 2007 e condannato nel 2009 per terrorismo a Tolosa. Come lui possa essere presentato come un francese normale e scollegato che vivacchia alla periferia di Tolosa è un mistero. Anche le armi trovate nell’appartamento, un fucile d’assalto e un mitra, farebbero parte del suo “pacchetto di libertà relative” in cambio di informazioni dall’interno della rete estremista.(Fonti Le Monde e Il Foglio)


    12)Le autorità americane avevano inserito Merah nella No Fly List,  l'elenco delle persone non ammesse a bordo di aerei che volano da e verso gli Stati Uniti perché sospettate di terrorismo.Accadde nel 2010 a seguito dell'arresto del giovane in Afghanistan.A rivelarlo è il Wall Street Journal, che cita fonti della polizia federale statunitense.(link qui)

    Questi sono i 12 punti controversi messi insieme grazie alle numerose fonti raccolti dai giornali citati.Sono certo che indagando ne troveremo altri,ma per ora bastano.E bastano per fare alcune considerazioni precise.Tutti sappiamo già come si muove l'elite per manipolare il consenso dell'occidente e del mondo intero: guerra in Iraq,Afghanistan e 11 settembre sono gli esempi più recenti.Va quindi letta in questi termini il commento finale che fa l'Iran Italian Radio:

    Considerando il fatto che Israele, in completo isolamento per i suoi crimini contro i palestinesi, sta ancora una volta usando la vicenda con la tecnica del « vittimismo » e per infuocare sentimenti anti-islamici in Europa, non e’ da escludere che siano stati gli stessi servizi francesi a dare gli ordini e poi all’ultimo ad eliminare il proprio « terrorismo fatto a mano ».Versione che tra l’altro e’ credibile anche perche’ la vicenda serve molto a Sarkozy che ha fatto dell’odio per i musulmani uno dei cavalli di battaglia della sua campagna.
    L'occidente che si crea falsi nemici per perseguire i loro scopi purtroppo è per tanti,ma non per tutti,il segreto di pulcinella.Come scrive Corrado Penna nel blog "Scienza Marcia",gli Stati Uniti neanche si sforzano di tenerlo segreto:
    Per chi se lo fosse perso propongo qui una intervista ad un agente della CIA che ammette come gli Stati Uniti creino falsi nemici (Al Qaeda). La storia del resto era già stata rivelata dalla BBC.
    Visionate questi video e ricordatevene in futuro quando qualcuno al bar vi parlerò dello stragista,di Al Qaida e del pericolo terrorismo che esiste ovvio,ma che è portato avanti da chi ha convenienza nell'usarlo(l'occidente..).





    Free Italy

    FONTI
    http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/104658-francia-il-mostro-di-tolosa?-era-un-agente-francese-era-stato-in-israele-libia-e-siria
    http://www.ilfoglio.it/soloqui/12779
    http://www.itv.com/news/2012-03-23/mohamed-merah-what-the-french-intelligence-knew-and-what-it-missed/
    http://www.agi.it/estero/notizie/201203221907-est-rt10280-strage_tolosa_sarkozy_l_assassino_era_un_mostro
    http://www.parmaoggi.it/2012/03/21/tolosa-sospetto-killer-accerchiato-affiliato-ad-al-qaeda/

    http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2012/03/23/francia_tolosa_mohamed_merah_fbi_polemiche.html


    TECNOLOGIA RFID:INCHIESTA SULLA SUA DIFFUSIONE IN ITALIA(1°Parte)

    lunedì 19 marzo 2012

    OGGI CARI LETTORI DI FREE-ITALY.INFO PUBBLICHIAMO UN'INCHIESTA DI NOSTRA PRODUZIONE DOVE CERCHIAMO DI FARE IL PUNTO SULLA DIFFUSIONE DELLA TECNOLOGIA RFID NEL NOSTRO PAESE.NE VEDERETE DELLE BELLE:LA TECNOLOGIA RFID E' ORAMAI OVUNQUE E IL MICROCHIP E' SOLO LO SBOCCO PIU' LOGICO NEI PENSIERI DELL'ELITE.
    di Free-Italy.info 
    La tecnologia Rfid è spesso associata al tanto temuto Microchip Rfid,un apparato che nelle intenzioni dell'elite dovrebbe essere installato nel nostro organismo per aiutare la popolazione nelle questioni di natura sanitaria.Dietro ad un così nobile pensiero,purtroppo,si nasconde ben altro ovvero la schedatura di tutta la popolazione mondiale.Fatta questa doverosa premessa andremo ad analizzare ogni aspetto della tecnologia Rfid e tutti i suoi possibili impieghi.Parleremo dei progetti già portati a termine e di quelli che numerose aziende vorrebbero realizzare.Ma andiamo per gradi:iniziamo a capire meglio che cos'è questa tecnologia Rfid.

    CHE COS'E' L'RFI?COME FUNZIONA QUESTA TECNOLOGIA?
     

    "In telecomunicazioni ed elettronica l'RFID (o Radio Frequency IDentification o Identificazione a radio frequenza) è una tecnologia per l'identificazione e/o memorizzazione dati automatica di oggetti, animali o persone (AIDC Automatic Identifying and Data Capture) basata sulla capacità di memorizzazione di dati da parte di particolari dispositivi elettronici (detti tag o transponder) e sulla capacità di questi di rispondere all'"interrogazione" a distanza da parte di appositi apparati fissi o portatili chiamati per semplicità' "lettori" (in realta' sono anche scrittori) a radiofrequenza comunicando (o aggiornando) le informazioni in essi contenute. In un certo senso possono essere quindi assimilabili a sistemi di "lettura e/o scrittura" senza fili con numerosssime applicazioni."

    STORIA E DIFFUSIONE DELLA TECNOLOGIA RFID


    Molti non sanno che la storia della tecnologia RFID è davvero datata.Basti pensare che prende origine addirittura dalla Seconda Guerra Mondiale e si sviluppa con forza negli anni '60 come derivazione a scopi civili del sistema militare a radiofrequenza di Identification friend or foe(IFF),il primo programma di identificazione messo a punto dall'elite.La tecnologia Rfid ha di fatto sostituito questo programma oramai divenuto obsoleto negli anni '90 ha iniziato a diffondersi sempre più in ogni parte del mondo,trovando l'apice della sua diffusione in questi ultimi anni.Questa tecnologia ha sempre incontrato grandi favori in ambito militare.Basta pensare che i "transponder IFF inventati in Gran Bretagna nel 1939, basati su una tecnologia analoga, vennero ampiamente utilizzati dagli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale per identificare gli aerei e capire se si trattava di mezzi amici o nemici."Pensate che quegli stessi "transponder vengono impiegati ancora oggi sui velivoli, sia per scopi militari che commerciali."Già questo vi fa capire come questa tecnologia abbia avuto un impatto rivoluzionario in ambito militare.
    Il sistema IFF non fu certo l'unico antenato dell'Rfid nè fu quello che più si avvicinò a quest'incredibile tecnologia.Infatti "il primo vero predecessore della moderna tecnologia RFID è stato brevettato da Mario Cardullo nel gennaio 1973 (brevetto Usa 3.713.148): si trattava di un transponder radio passivo dotato di memoria. Questo dispositivo pioniere[...]era stato concepito per usi doganali.[...]Il brevetto-base di Cardullo comprende l'uso della radio frequenza, di onde sonore e luminose come mezzo di trasmissione. Il business plan originario, presentato agli investitori nel 1969, prevedeva l'applicazione di questi dispositivi nei seguenti settori: trasporti (identificazione delle vetture, sistemi doganali automatici, targhe elettroniche, segnali elettronici, instradamento del traffico, monitoraggio delle prestazioni dei veicoli), bancario (libretti degli assegni elettronici, carte di credito elettroniche), sicurezza (identificazione del personale, cancelli automatici, sorveglianza) e sanità (identificazione, storia clinica dei pazienti).
    Nel 1973 Steven Depp, Alfred Koelle e Robert Freyman organizzarono una storica dimostrazione del funzionamento dei tag RFID a potenza riflessa (backscattering modulato), sia di tipo passivo che attivo, presso il Los Alamos Scientific Laboratory. Questo sistema portatile funzionava con una frequenza di 915 MHz e impiegava tag a12 bit. Questa tecnica è impiegata ancora oggi sulla maggior parte dei tag UHF (Ultra High Frequency) e RFID a microonde. Il primo brevetto in cui figura la sigla RFID è stato depositato da Charles Walton nel 1983, brevetto USA 4.384.288, ma in realtà la tecnologia è stata depositata nell’agosto del 1973 con il brevetto USA 3.752.960, da allora se sono stati registrati altri quasi 4000(2011).
    La procedura di riconoscimento automatico (Auto ID) si è successivamente sviluppata in altri settori: industriale, automobilistico, medico, e-Government (vedi passaporti, carte d'identità, ecc.), commercio (moneta elettronica come biglietti per i trasporti, ecc.). Altri esempi sono: da quello di acquisto e distribuzione di servizi logistici a quello industriale, manifatturiero, metalmeccanico, domotico, ecc.
    La tecnologia RFID è considerata per la sua potenzialità di applicazione una tecnologia general purpose (come l'elettricità, la ruota, etc) e presenta un elevato livello di pervasività, ovvero una volta trovata una applicazione in un punto della filiera, l'applicazione ed i benefici si propagano velocemente a monte e a valle della stessa.
    Con gli RFID, grazie allo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e di Internet è possibile creare una rete di oggetti e l'adozione a vasta scala in svariate applicazioni prevista nei prossimi decenni nonché la probabile interconnessione dei dati ottenuti in un'unica grande rete globale ha dato vita all'espressione Internet delle cose."


    IL SITO INTERNET UFFICIALE DELL'RFID ITALIA E LA PAGINA FACEBOOK




    Dopo aver parlato di cosa sia l'Rfid ed avervi raccontato la sua storia andiamo a dirvi quelle cose che nessuno sul web forse vi ha detto.Ebbene inizio col dirvi che in ogni parte del mondo l'Rfid ha una sua pagina ufficiale che dà le ultime notizie su questa tecnologia.Non poteva certo mancare nel nostro paese.Sul sito Rfiditalia.eu troviamo una raccolta di notizie sull'Rfid: una vera e propria rassegna stampa sul tema..Nella homepage campeggia un bel sondaggio che fa capire ai meno esperti come sia diffusa questa tecnologia nella vita quotidiana.Si chiede infatti al lettore in che occasione abbia usato la tecnologia Rfid,citando numerose variabili: pubblica amministrazione,azienda,carte di credito,chip di cani/gatti,carte di credito..Insomma anche il lettore meno esperto leggendo il sondaggio si rende conto di aver già utilizzato senza saperlo la tecnologia Rfid e se non l'avesse già fatto prima o poi la userà.La tecnologia è così radicata in ogni aspetto della nostra vita che è impossibile scamparvi.Se sei un teenager e pensi di non aver mai usato la tecnologia Rfid(perchè non hai mai avuti contatti con P.A,aziende,carte di credito etc) mi spiace dirti che da poco tempo Facebook ha introdotto il Tag Rfid nei nostri profili..Infatti quando pubblicate qualcosa potete osservare che appare una scritta "pubblicato nelle vicinanze di" Roma/Milano/Madrid etc.Insomma attraverso il Taf Rfid il server di Facebook è in grado di sapere da dove stai digitando..E se hai impostato l'accesso sicuro su facebook e qualcuno ha cercato di fare l'accesso al tuo account Facebook ti avviserà e ti dirà anche l'indirizzo Ip della persona che ha tentato di accedere abusivamente al tuo account..Facebook dunque sta sperimentando il sistema di controllo e un giorno potrebbe permettere solo a chi ha il chip di accedere a quelle applicazioni tanto amate dai suoi utenti..


    Nel frattempo su Facebook è nata anche una pagina Facebook sulla Tecnologia Rfid che esalta l'incredibile utilità della tecnologia.Qui il link della pagina facebook incriminata.Gli stessi amministratori qualche mese fa,hanno annunciato l'apertura di una nuova pagina Facebook TheBizLoft(link qui) e del loro sito TheBizLoft.Com.Ma di siti e di pagine Facebook che pubblicizzano l'Rfid ve ne sono tante e di tutti i generi.Tra i tanti vi segnalo questo sito Rfid Soluzioni ed applicazioni che spiega nel dettaglio in quali ambiti è utilizzata la tecnologia e in che modo va a favorire questo o quel settore.Allora andiamo a vedere quali sono nel dettaglio.


    RFID:USI ED IMPIEGHI DELLA TECNOLOGIA IN AMBITO SANITARIO
    Tra i vari ambiti descritti il principale non può che essere quello sanitario.Nel sito Rfid Soluzioni ed applicazioni si elencano due casi specifici:
    1. Gestione delle somministrazioni: Grazie alla tecnologia Rfid, i reparti ospedalieri possono ordinare con estrema precisione le esatte tipologie e quantità di farmaci da somministrare quotidianamente ad ogni singolo paziente in confezione monodose. Il magazzino ospedaliero informatizzato, che utilizza la tecnologia Rfid per la gestione delle somministrazioni, è organizzato in tal modo: in contenitori plastici, dorati di un tag identificativo, sono posizionati i farmaci. Nel tag sono registrate tutte le informazioni utili alle successive operazioni per la tracciabilità ed il controllo dei vari processi; è il tag che guida la gestione dei contenitori. Successivamente, sulla base delle prescrizioni, vengono assemblate le varie bustine monodose relative al paziente. Prima di essere somministrato, il farmaco, subisce un’ulteriore controllo incrociato: i codici a barre sulle bustine vengono confrontati con il codice a barre o il tag RFID che identifica il paziente, consentendo la somministrazione della medicina corretta, all’ora stabilita, al paziente giusto. Ricordiamo, infatti, che la tecnologia Rfid consente di immagazzinare una serie enorme di dati che possono essere in seguito interrogati ed aggiornati.
    2. Anticontraffazione:Come per ogni settore commerciale, anche il settore farmaceutico si scontra ogni giorno con delle difficoltà gestionali legate al rifornimento di medicinali, difficoltà nel contenere le spese, decentramento delle scorte, gestione delle somministrazioni. La tecnologia Rfid, risponde adeguatamente alla maggiore esigenza di sicurezza sentita in ambito ospedaliero, con una netta eliminazione dell’errore umano ed un immediato impatto sulla velocizzazione delle azioni. Il sistema utilizzato per la tracciabilità dei farmaci è molto semplice, ma al tempo stesso rigoroso: all’origine, a partire dalla fabbrica di produzione, le etichette in radio frequenza sono posizionate su tutte le confezione di medicinali; questo consente la tracciabilità dei farmaci (in ottemperanza alle nuove normative di regolamentazione in Europa) e, grazie all’univocità del codice identificativo del transponder, il riscontro anticontraffattivo del medicinale stesso. Questo risolve di base il primo problema della messa in commercio di farmaci contraffatti e di dubbia provenienza, dall’altro, permette la tracciabilità del farmaco, l’immediato controllo delle scorte di magazzino e la reperibilità tempestiva all’occorrenza.

    RFID:USI ED IMPIEGHI DELLA TECNOLOGIA IN AMBITO ALIMENTARE


    Uno degli ambiti dove la tecnologia Rfid ha maggiori usi ed impieghi è sicuramente quello alimentare.Andiamo a vedere quali sono nel dettaglio:
    1. Identificazione e controllo degli allevamenti:Il controllo e l’identificazione del bestiame all’interno degli allevamenti rappresenta uno degli aspetti più complicati, onerosi ed impegnativi del settore agroalimentare. L’applicazione della tecnologia Rfid attraverso l’inserimento dei tag nel corpo degli animali da macello, consente di identificare l’intera filiera, dall’allevamento fino alla macellazione, in quanto l’animale porta con sé il bagaglio di informazioni utili, come una carta di identità interna; una carta d’identità capace di snellire il difficile passaggio del flusso di informazioni dal produttore al consumatore. Da una parte il controllo degli allevamenti degli animali da macello, dall’altra il controllo e monitoraggio dei capi del bestiame dedicato alla produzione del latte. Se nel primo caso il controllo è sinonimo di garanzia di provenienza e certificazione della qualità del prodotto macellato, nel secondo caso, oltre a garantire la certificazione del prodotto finito, ha la funzione di monitorare la salute dell’animale durante le fasi di produzione del latte. Attraverso l’Rfid, l’animale è dotato di un tag identificativo che segue tutto il suo percorso dalla stalla, al pascolo alla mungitura. Questo consente di monitorare soprattutto l’entrata e l’uscita del singolo esemplare dalla sala, a stimare i tempi di produzione e a separarlo dagli altri in caso di malattia. I tag attivi offrono una serie di informazioni sensibili anche relative all’attività motoria dell’animale. In caso di comportamenti anomali, la segnalazione consente di verificare lo stato di salute, di allontanarlo dalla mandria in caso di malattia e di controllare le fasi di accoppiamento. Identificare l’animale consente di definire in anticipo anche le fasi della sua collocazione durante la produzione, ottimizzando l’impiego delle risorse umane. Anche le fasi successive di mungitura e pesatura del latte, sono in gran parte degli allevamenti, ormai automatizzate e l’applicazione della tecnologia a radiofrequenza è riuscita negli anni a conferire maggiore sicurezza, controllo e snellimento delle attività. Dal punto di vista sanitario, i tag Rfid hanno consentito una maggiore e attenta valutazione dei rischi di epidemie negli allevamenti, con conseguente isolamento tempestivo dei capi infetti, nonché un maggior controllo e una tempistica efficiente nella cura dei malesseri. Nel campo della sicurezza alimentare, il controllo di tutte le fasi della produzione sia dei prodotti da latte che di quelli da macello, assicura la garanzia di una produzione controllata e protetta sotto il profilo sanitario.
    2. Taggatura delle coltivazioni:L’utilizzo della tecnologia RFID nel settore agricolo ha fortemente condizionato il modo di approcciarsi alle coltivazioni. L’identificazione in agricoltura si basava solo su supporti in plastica o addirittura in carta. L’inevitabilità della perdita di informazioni, dovuta al danneggiamento dello stesso supporto, ha spostato l’attenzione dei coltivatori e delle associazioni di categoria, verso la tecnologia Rfid più affidabile dal punto di vista fisico. La resistenza del tag agli stress provenienti dall’ambiente circostante, ha evidenziato la superiorità dell’Rfid rispetto agli altri dispositivi. I tag RFID a differenza del classico codice a barre contengono una serie di informazioni sulle singole coltivazioni, sullo stato di salute della pianta, sugli innesti e consentono di mantenere queste informazioni nel lungo periodo. A differenza dei supporti barcode, i tag RFID, come più volte sottolineato, resistono a condizioni climatiche sfavorevoli e possono essere posizionati addirittura nel terreno, nel midollo della pianta, consentendo addirittura la mappatura in georeferenza tramite Gps dei terreni e delle coltivazioni. Chi legge il tag Rfid, conosce i dettagli relativi alla pianta, dalla nascita, alla sua “stagionalità”, al possibile impiego, ma soprattutto eventuali pratiche da eseguire per l’ottimo mantenimento della stessa, i ciclici controlli e le operazioni di routine. Ogni microchip è collegato ad una scheda tecnica della pianta visibile on line, questo consente un ottimo risultato dal punto di vista logistico sia nelle serre che nelle coltivazioni classiche, consentendo il monitoraggio in entrata e in uscita dei singoli esemplari. In molte coltivazioni è stato addirittura possibile georeferenziare i terreni per ottenere informazioni e monitorare l’intero appezzamento. Le informazioni ottenute vengono poi archiviate e conservate per tutti i successivi adempimenti. Anche la tracciatura delle macchine da lavoro ha consentito di estrapolare in tempo reale dati che riguardano lo stato dei lavori, eventuali problematiche, il posizionamento di ogni singola macchina. Tracciabilità di altissimo livello con risultati di sicurezza, qualità e controllo fino ad oggi inimmaginabili.
    3. Etichettatura vini
    4. La filiera del Fresco:La tracciabilità della filiera rappresenta uno dei punti di forza della tecnologia Rfid che, da anni, rappresenta lo strumento di identificazione prescelto in diversi settori e, come già detto, anche e soprattutto in quello agroalimentare anche per ragioni legate alla sicurezza alimentare. Di particolare interesse sono le sperimentazioni che riguardano l’applicazione delle tecnologia a radiofrequenza nell’ambito della filiera del fresco/freddo ed in particolare nel campo dei surgelati. Come noto, durante il trasporto dalla produzione alla grande distribuzione, i prodotti saranno prelevati e scaricati più e più volte. I camion adibiti al trasporto sono dotati spesso di un’unica cella frigo che è sottoposta a continue aperture e chiusure, tant’è che i prodotti al suo interno collocati, subiscono continui sbalzi termici. Le associazioni dei consumatori, da anni, si battono per il controllo dei prodotti definiti “della filiera del fresco” in quanto i continui sbalzi termici provocano alterazioni anche considerevoli sia per ciò che riguarda la sicurezza alimentare (alcuni prodotti che subiscono alterazioni termiche diventano addirittura pericolosi per la salute) sia in relazione alle caratteristiche organolettiche del prodotto. Le sperimentazioni in questo campo sono molteplici, ma ancora l’alto impatto, in termini economici, della tecnologia, frena un suo sviluppo ed una sua diffusione capillare. Le complicazioni maggiori derivano dall’ambiente particolarmente ostile sottoposto a variazioni termiche considerevoli, condensa, umidità, sbalzi di temperatura e condizioni estreme. Alcuni tag hanno al loro interno un sensore di temperatura capace di rilevare la temperatura dell’ambiente circostante per confrontarla con quella all’interno della confezione e quella che dovrebbe essere la temperatura ideale per la conservazione. Queste sperimentazioni hanno evidenziato che la “catena del freddo” subisce numerose rotture e alterazioni soprattutto, come si diceva, nelle fasi di carico e scarico merci. Molte grandi multinazionali che operano nel settore degli alimenti surgelati, si avviano verso tali applicazioni per garantire un ottimo prodotto ai propri clienti. Altra frontiera è quella del barcode reattivo, che, riesce addirittura ad intercettare il livello di freschezza dell’alimento su cui viene apposto, scomparendo progressivamente man mano che questo deperisce. Questo tipo di supporto è soprattutto utile per definire quante e quali fasi del trasporto ne hanno causato la deperibilità e se il prodotto è ancora definito sicuro secondo gli standard stabiliti, in modo semplice, sicuro ed immediato.
    5. Identificazione durante gli stadi di lavorazione: Come per ogni altro prodotto anche e soprattutto per quelli alimentari, è necessario seguire le fasi di lavorazione dalla materia prima al semilavorato per giungere al prodotto finale. Questi passaggi diventano molto più delicati ed importanti se si pensa ai rischi di deterioramento cui sono sottoposte le derrate alimentari. Oggi molti grandi stabilimenti che si occupano del rifornimento delle grandi distribuzioni, hanno adottato la tecnologia RFID per seguire in modo attento e scrupoloso le fasi di lavorazione. Basti pensare al controllo delle temperature, del tasso di umidità, del controllo ed eliminazione delle possibili cause di alterazione, per comprendere quanto sia importante che ogni singolo componente della fase di lavorazione sia monitorato e salvaguardato in ogni momento. La tecnologia Rfid in questo caso rappresenta il supporto ideale per seguire l’intero iter di lavorazione. Ai singoli pallet di prodotti viene applicato un tag contenente le informazioni utili relative al prodotto (provenienza, tipologia, caratteristiche ed impiego); i prodotti così catalogati entrano nello stabilimento e secondo un percorso prestabilito verranno collocati nei reparti in cui saranno impiegati. Molti prodotti sono anche monitorati dal punto di vista della temperatura interna, per evitare che un singolo prodotto alterato, alteri l’intera produzione. Queste delicate fasi, affidate al monitoraggio costante attraverso la tecnologia a radiofrequenza, possono essere così controllate da remoto, con risparmi notevoli in termini di risorse umane e tempi tecnici e soprattutto garantiscono la sicurezza e l’adeguata tempistica in circostanze eccezionali. Le caratteristiche di inalterabilità dei tag a differenza delle etichette barcode, rendono consigliabile l’uso dell’RFID a scapito del barcode, più facilmente adulterabile e non adatto a situazioni di stress termici.
    6. Lavorazione prodotti stagionati: La stagionatura dei prodotti prevede una serie di fasi che devono essere monitorate e curate tenendo conto di una molteplicità di variabili ambientali che potrebbero comprometterne la riuscita con conseguente deterioramento dell’alimento. Queste fasi sono affidate principalmente all’esperienza delle risorse umane impiegate, ma gran parte del lavoro di controllo quotidiano può essere automatizzato ed affidato alla tecnologia. Il controllo della temperatura, del tasso di umidità, le fasi preparatorie di salatura e di “spazzolatura” possono essere monitorate in modo costante e anche più preciso dotando i singoli prodotti di Tag RFID. Le temperature e gli stress termici non intaccano la lettura del dispositivo, le informazioni contenute in un singolo tag consentono di verificare tutte le fasi del prodotto, di monitorare e programmare le fasi successive, di aggiornare automaticamente il magazzino al momento della vendita del prodotto, di decidere anteriormente la durata della stagionatura e le modalità di espletamento. Eventi di particolare rilievo per la qualità del prodotto verificatisi durante la fase di stagionatura sono segnalati, automaticamente immagazzinati nella memoria e storia del prodotto, accompagnandolo fino alla consegna alla grande distribuzione. Il lavoro dapprima affidato essenzialmente alla capacità e alle competenze umane, risulta semplificato attraverso l’utilizzo della tecnologia RFID. Operazioni di routine che richiedevano lunghi tempi di annotazione delle anomalie a livello manuale e successivamente il passaggio delle stesse su supporto informatico, grazie alla tecnologia Rfid, sono automatiche e veloci. Qualsiasi alterazione delle condizioni in anticipo stabilite, viene segnalato e annotato, l’intervento delle risorse dedicate avviene solo in un secondo momento e solo per analizzare e risolvere l’imprevisto. Questo avviene durante tutto il ciclo di vita del prodotto in quanto il tag è posizionato nelle primissime fasi della produzione e utilizzabile più e più volte, aggiungendo sempre più informazioni durante le fasi di stagionatura.
    7. Denominazione di Origine Controllata: Da anni le associazioni di categoria e quelle dei consumatori, si battono per la salvaguardia ed il rispetto delle norme che attribuiscono ad un prodotto la classificazione del marchio D.O.P. o D.O.C. che ne attesti la provenienza e la qualità. Le etichette dei prodotti testimoniano in tal modo, attraverso tutta una serie di informazioni, la provenienza, i passaggi intermedi, le materie prime impiegate, ed ottenere il marchio D.O.P. e D.O.C. prevede una serie di requisiti che il prodotto deve vantare. La contraffazione dei marchi e delle etichette, però, vanifica tutti gli sforzi fatti in tal senso, per cui in svariati settori produttivi, da anni, si è optato per la tecnologia Rfid. La difesa del Made in Italy e della qualità dei prodotti rappresenta l’unica arma contro la contraffazione. Tale difesa risulta ancora più importante se si pensa ai danni che può causare un prodotto se non risponda alle normative vigenti. Nel settore agroalimentare questo problema e questa difficoltà sono ancora più sentiti, proprio in virtù delle ripercussioni sulla salute dei consumatori. I tag Rfid, contenendo in modo inequivocabile i dati relativi al prodotto, lo “seguono” attraverso tutte le fasi dalla produzione allo smistamento, alla vendita al cliente finale. I consumatori si sentono maggiormente tutelati vedendo appagate due delle richieste principali: sicurezza di ciò che realmente contiene l’alimento, sicurezza dell’origine controllata, dell’autenticità del prodotto (soprattutto nel caso di prodotti tipici o di valore) e della corrispondenza delle informazioni all’alimento acquistato. Le associazioni di categoria, da anni si battono per la salvaguardia dell’autenticità delle informazioni contenute nelle classiche etichette e dalla corrispondenza con il barcode del prodotto, ma solo la tecnologia Rfid ha messo d’accordo gli esponenti delle categorie in quanto considerato da ambo le parti, l’unico supporto altamente affidabile. La tendenza degli ultimi tempi vede il consumatore parte attiva nell’analisi della qualità dei prodotti acquistati; accade di frequente che le aziende, dotate di sistemi Rfid per etichettare i propri prodotti, consentano ai consumatori di comunicare direttamente tramite web con l’azienda di riferimento. Ogni etichetta RFID ha un proprio codice identificativo che certifica la provenienza e la autenticità del prodotto e non solo, lo stesso codice, comunicato all’azienda produttrice, consente di ricevere in tempo reale tutte le informazioni relative al prodotto. Questa comunicazione può avvenire anche via sms o addirittura con un sistema più evoluto, il consumatore attraverso la fotocamera del proprio cellulare può immagazzinare il codice bidimensionale e connettersi direttamente al sito dedicato per avere accesso a contenuti multimediali, informazioni e curiosità su quel prodotto. Nel caso specifico italiano, moltissimi marchi D.O.P. si sono affidati alla tecnologia Rfid, soprattutto per tutelare le esportazioni all’estero, basti pensare al Parmigiano Reggiano, Prosciutto San Daniele, Chianti, Brunello di Montalcino, l’Olio extravergine di oliva, la cui autenticità è sostenuta da numerosi consorzi agroalimentari italiani che, attraverso la tecnologia Rfid, riescono a garantirne la certificazione di qualità e tutelare il prodotto dalle contraffazioni.
    L'utilizzo della tecnologia Rfid è davvero estesissima.Così tanto che torneremo a parlarne dettagliatamente nella prossima puntata della nostra inchiesta.Perchè se pensate che la tecnologia si fermi solo ai settori base,come sanità,industria e alimentare vi sbagliate di grosso..Nella prossima puntata parleremo della diffusione della Tecnologia nei parchi giochi e delle ricerche sulla tecnologia Rfid nelle università italiane..Ma non solo.Seguiteci e ne saprete di più.E mi raccomando divulgate questo materiale perchè è di vitale importanza far conoscere queste cose alle persone!

    Free Italy

    150 RAGIONI TECNICHE CONTRO LA TAV(INCHIESTA DI MARIO CARVAGNA,PRESIDENTE DI PRO NATURA PIEMONTE)

    lunedì 25 luglio 2011

    Il Business Farmaceutico

    martedì 19 luglio 2011



    Dal marketing, unica regola regina nella distribuzione dei farmaci, agli accordi tra governi e multinazionali per la "gestione" delle malattie, dalle confessioni di anonimi informatori farmaceutici, allo strano ruolo chiave dei medici di base: cosa si nasconde dietro un farmaco e cosa ci viene prescritto realmente? 







    fonte
    http://current.com/groups/tecnologia/92837359_il-business-farmaceutico.htm


    Il mistero dei 400 missili spariti dalla Maddalena

    Portati via dalla base con un intero arsenale.


    TEMPIO PAUSANIA - Missili, razzi anticarro e katiuscia, kalashnikov e munizioni: ne erano piene le gallerie-bunker della Marina militare scavate nell'isola di Santo Stefano, arcipelago della Maddalena. Tanti da armare un esercito. Partite dall'ex Unione Sovietica, destinazione i Balcani in guerra, nel 1994 le armi furono intercettate su una nave nel Canale d'Otranto e sequestrate. Devono essere distrutte, aveva ordinato il tribunale di Torino. Invece due mesi fa missili, razzi e kalashnikov sono stati portati via dal bunker, consegnati dalla Marina all'Esercito, sbarcati nel Lazio, spariti nel nulla. E la magistratura di Tempio, che aveva cominciato a squarciare il mistero - finiti in Libia e in Afghanistan? - è da qualche giorno davanti al muro del segreto di Stato: la presidenza del Consiglio ha imposto l'alt a ogni accertamento sulla destinazione finale delle armi.

    INTRIGO INTERNAZIONALE - Fin dall'inizio un intrigo internazionale: trame da 007 fra Ucraina e Croazia, «soffiate» ai servizi di sicurezza di Gran Bretagna e Italia, i fili del traffico manovrati da una rete di uomini d'affari dei Paesi dell'Est, in carcere anche uno degli oligarchi della nuova Russia, Alexander Borisovich Zhukov. Ora è «giallo»: 4 container, scortati da mezzi dell'Esercito, sono stati imbarcati su un traghetto della compagnia Saremar dalla Maddalena a Palau e da Olbia su una nave della Tirrenia (con 600 passeggeri a bordo) per Civitavecchia. Quante armi sono state portate via dal bunker? Era il primo viaggio o l'ultimo? Missili nelle navi con passeggeri, un rischio: perché?
    OGIVE NUCLEARI - L'isola di Santo Stefano per 36 anni è stata base Usa di sommergibili nucleari, gli americani sono andati via nel 2008. Vicino all'ormeggio della nave-officina dei sottomarini si apre una galleria nella roccia, deposito (si diceva, mai però una conferma) anche di missili con ogive nucleari. Lì era custodito l'arsenale sequestrato nell'Adriatico: 400 missili Fagot con 50 postazioni di tiro, 30 mila mitragliatori AK-47, 5 mila razzi katiuscia, 11 mila razzi anticarro, 32 milioni di proiettili per i mitragliatori. Contenuti in casse, accatastate su più file, inventariate in un lungo elenco, l'originale al tribunale di Torino, le copie presso i comandi militari.
    007 UCRAINI - La Jadran Express, bandiera maltese, portava le armi in Croazia, marzo 1994. Ai servizi di sicurezza britannici e italiani la «soffiata» giusta: Volodymir Kulish, capo degli 007 ucraini, aveva collocato a bordo un segnalatore satellitare; gli impulsi furono raccolti da una corvetta inglese e da un pattugliatore italiano, la Jadran costretta ad attraccare a Taranto. Alla trama internazionale si arrivò qualche anno dopo e per caso: in Piemonte la direzione antimafia aveva scoperto l'enorme giro d'affari di due società fantasma (attività di facciata, cartolibrerie) e ripercorso il filo dei collegamenti con il manager ucraino Dmitri Streslinky, amministratore di Sintez e Global Tecnology, holding di finanza e petrolio controllate da Alexander Zhukov. Zhukov, nipote del maresciallo Giorgij, capo dell'Armata rossa nella Seconda guerra mondiale, e padre di Dasha, compagna di un altro oligarca, Roman Abramovic, è stato il solo (9 ordini di carcerazione) a essere arrestato. Andarono a prenderlo a Porto Cervo, aprile 2001, nella villa che aveva da poco acquistato per 8 miliardi di lire dal costruttore romano Giulio De Angelis, padre di Elio, pilota di formula 1.Ma dichiarando in tribunale che non erano previsti scali in porti italiani, il comandante della Jadran ha smantellato le accuse: traffico d'armi estero su estero, difetto di giurisdizione, Zhukov e gli altri 8 assolti, ordinanza di distruzione delle armi. 
    INCHIESTA - L'inchiesta del sostituto procuratore di Tempio Riccardo Rossi è partita proprio da qui: perché non sono state distrutte e invece portate via? A chi sono finite? Nel bunker di Santo Stefano ne sono rimaste ancora? L'indagine era vicina a una svolta, con i primi echi in Parlamento (interrogazioni dei pd Gian Piero Scanu e Giulio Calvisi e dell'idv Elio Lanutti). Ora il segreto di Stato, un passo che il governo compie soltanto in casi eccezionali.






    fonte
    http://www.corriere.it/cronache/11_luglio_19/pinna-missili-maddalena_380da9c6-b1cf-11e0-962d-4929506ed0a9.shtml

    Cinque Dalemmi - Cinque domande di Marco Travaglio a Massimo D'Alema e le risposte dell'ex premier

    domenica 10 luglio 2011


    Cinque domande di Marco Travaglio a Massimo D'Alema per sapere perché "sin dai tempi di Mani Pulite, ogni volta che scoppia uno scandalo, salti fuori il nome dell'ex premier o quello di un Suo amico". E anche per invitare il presidente di Italianieuropei nella redazione del Fatto per un'intervista

    On. pres. Massimo D’Alema, sarà un caso, ma è dai tempi di Mani Pulite che, ogni volta che scoppia uno scandalo, salta fuori il Suo nome o quello di un Suo amico. La prima è nel ‘93, con la tangente Fiat al Suo luogotenente veneto De Piccoli. Nel ‘94 tocca a Lei per il finanziamento illecito di 20 milioni (anni ‘80) dall’imprenditore malavitoso Cavallari. Nel 2004 Calisto Tanzi racconta ai pm di aver finanziato anche Lei e la Sua fondazione Italianieuropei, tramite gli elemosinieri Parmalat, Romano Bernardoni e Sergio Piccini: “Bernardoni s’è occupato della sponsorizzazione della fondazione Italianieuropei che non ho seguito direttamente. D’Alema attraverso Minniti è stato invece finanziato da Piccini”. Lei nega i finanziamenti, ma ammette la sponsorizzazione, il cui interesse per Parmalat sfugge ai più: “La Solaris Srl, editrice del bimestrale Italianieuropei, ha stipulato contratti annuali di acquisto di pagine pubblicitarie sulla rivista col gruppo Parmalat. Contratti da lire 50 milioni per il 2002, euro 25.822 per il 2003 e euro 26 mila per il 2004. La società ha percepito solo l’importo relativo al 2002”. Però, curiosamente, non ha querelato Tanzi per calunnia.

    Nel 2006 escono le Sue esultanti telefonate a Consorte, poi arrestato per la scalata illegale a Bnl e Lei si trincera dietro l’immunità europea. Nel 2009-2010 i Suoi fedelissimi in Puglia, Frisullo e Tedesco, finirono l’uno in carcere e l’altro in Senato giusto in tempo per sfuggire alla galera. Negli ultimi 15 giorni, un arresto via l’altro: Vincenzo Morichini, ex amministratore Ina-Assitalia, Suo socio di barca e responsabile della raccolta fondi di Italianieuropei, arrestato per una tangente di 40 mila euro da Riccardo Paganelli per favorire la sua Rotkopf Aviation ad aggiudicarsi i collegamenti aerei per l’Elba; Franco Pronzato, ex consigliere di Bersani, cda Enac e responsabile Trasporti Pd (plateale conflitto d’interessi), arrestato per aver ricevuto da Paganelli metà della tangente (20 mila euro) per agevolare Rotkopf; Paganelli arrestato per mazzette in cambio di favori da Enac, dice di aver finanziato con 30mila euro Italianeuropei e di averle prestato il suo aereo per cinque voli del valore di 6 mila euro l’uno; Pio Piccini, fratello dell’elemosiniere di Tanzi e amministratore di Omega, arrestato per bancarotta fraudolenta, confessa di aver pagato Morichini perché gli facesse ottenere da Finmeccanica l’appalto delle intercettazioni e di aver finanziato pure lui Italianieuropei con30 mila euro.

    Un mese fa il Fatto ha chiesto alla Sua fondazione l’elenco dei finanziatori. Nessuna risposta. Ora, con l’aggravarsi del caso, ci permettiamo d’insistere e La invitiamo in redazione per un’intervista che soddisfi alcune nostre curiosità, condivise – ne siamo certi – da molti Suoi elettori.

    1) Come ha potuto la Sua fondazione accettare contributi da un personaggio chiacchierato come Piccini, poi arrestato per bancarotta dopo aver gettato sul lastrico 6 mila lavoratori di Omega?

    2) Piccini e Paganelli dicono di aver finanziato Italianieuropei per essere favoriti in gare e appalti: non crede di dover restituire i contributi prima che L’accusino di far politica con soldi sporchi?

    3) Francesco Cossiga, dopo aver volato gratis con Parmatour, restituì a Parmalat l’importo dei viaggi: non dovrebbe farlo anche Lei con i 30 mila euro dei passaggi aerei da Paganelli e Morichini?

    4) Lo sa che, mentre Lei vola sul bimotore di Paganelli, gli elbani continuano a viaggiare in traghetto perché i maneggi sull’appalto Enac hanno bloccato la linea aerea Firenze-Pisa-Elba?

    5) Posto che i parlamentari devono dichiarare le loro fonti di finanziamento; che Lei svolge la Sua attività politica tramite la fondazione Italianieuropei; che le indagini ne hanno svelato tre finanziatori – Tanzi, Piccini e Paganelli – tutti finiti in galera; non è il caso di rendere pubblica la lista completa, nella speranza che comprenda anche qualche incensurato?

    In attesa di un Suo cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.

    da Il Fatto quotidiano del 7 luglio 2011

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/07/on-pres-massimo-d%E2%80%99alema-sara-un-caso-ma/143663/

    D’Alema sulla questione morale

    “Italianieuropei ed io, nulla da nascondere”

    La risposta dell'ex premier alle cinque domande poste dal vicedirettore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio

    Caro Direttore, non ho alcuna difficoltà a rispondere alle affermazioni e ai quesiti posti da Marco Travaglio nel suo articolo pubblicato ieri su Il Fatto.

    L’On. Cesare De Piccoli non è mai stato mio “luogotenente”, era europarlamentare dei Ds in Veneto e non risulta essere stato neppure rinviato a giudizio per alcuna tangente, né della Fiat né di nessun altro.

    Io non ho mai ricevuto alcun finanziamento illecito dal Cavallari. Il contributo, a mia memoria, fu registrato in bilancio, come dissi anche ai magistrati. I giudici decisero di non compiere gli accertamenti perché, come recita il decreto di archiviazione, “allo stato, peraltro, appare ultronea ogni altra indagine diretta a verificare, come nel caso dell’episodio riferito dall’On. D’Alema, in termini lievemente diversi da quelli esposti dal Cavallari, se i fatti di illecito finanziamento in favore di partiti o esponenti politici, denunciati dal presidente del CCR, possano essere sussunti nell’ambito di una diversa – e meno grave – fattispecie delittuosa (…), comunque depenalizzata dall’art. 32 L. 24 novembre 1981, n. 689”. Non fu pertanto accertato se vi fu un reato penale di illecito finanziamento oppure una irregolarità amministrativa, peraltro depenalizzata dalla legge. Mi rendo conto che l’accertamento sarebbe stato difficile da compiere dopo tanti anni ed essendo il Pci ormai sciolto.

    Tuttavia di quel mancato accertamento la principale vittima sono stato io, perché è rimasta l’ombra di un sospetto infondato che poi più volte è stato usato contro di me.

    Non mi sono trincerato dietro alcuna immunità europea. Non ne avevo bisogno anche perché la richiesta della Procura di Milano era di poter usare le intercettazioni nel procedimento contro un’altra persona e non contro di me. Il Parlamento europeo, a larghissima maggioranza e senza alcun mio intervento, ritenne la richiesta non motivata.

    Non capisco a quale titolo il senatore Alberto Tedesco venga definito mio “fedelissimo”. Oltretutto, all’epoca dei reati che gli vengono contestati, non era neppure membro del nostro partito, bensì leader di un movimento socialista pugliese che aveva sostenuto in modo determinante il Presidente Nichi Vendola nel corso della campagna elettorale per la Regione. Dalle migliaia di pagine relative alle indagini sulla sanità pugliese, depositate al Senato, si può constatare la mia totale estraneità da quelle vicende e che non c’è neppure una telefonata tra Tedesco e me.

    Conosco invece Sandro Frisullo da molti anni e sono rimasto stupito e addolorato per le vicende che lo hanno riguardato. D’altro canto egli si è dimesso immediatamente dalla giunta regionale e non è stato ricandidato alle elezioni. Vedremo alla fine, quando vi sarà la sentenza, quali sono state esattamente le sue responsabilità in vicende rispetto alle quali sono completamente estraneo.

    Vorrei aggiungere che quella di collegarmi a fatti o inchieste che non mi riguardano attraverso espressioni fantasiose del tipo “luogotenente” o “fedelissimo”, quando non esiste alcun elemento concreto che mi chiami in causa, è una tecnica allusiva e diffamatoria.

    Vincenzo Morichini, che conosco da tanti anni, non è e non è mai stato mio socio di barca. Ho acquistato una imbarcazione usata da lui nel 1994.

    L’imprenditore Viscardo Paganelli ha dichiarato – come riportato dagli organi di informazione – di non aver mai concesso aerei per voli gratuiti. Abbiamo accettato l’invito di Morichini il quale, per quello che noi ne sappiamo, ha regolarmente pagato quei voli.

    La Fondazione Italianieuropei svolge le proprie attività dal 1997. Non è l’ufficio attraverso il quale io svolgo la mia attività politica. È stata la prima fondazione di cultura politica finanziariamente indipendente: ogni anno raccoglie sul mercato le risorse finanziarie per portare avanti il proprio lavoro di ricerca e le proprie attività. Ha un patrimonio complessivo pari ad € 1.646.454 che è il frutto della capitalizzazione degli interessi attivi sul patrimonio e dei contributi versati negli anni da privati cittadini e da società.

    Le ulteriori risorse finanziarie della Fondazione derivano dai versamenti ricevuti per contribuire alla realizzazione delle sue iniziative, dalla pubblicità e dalla vendita dei prodotti editoriali (la rivista “Italianieuropei” e altre pubblicazioni edite dalla società Solaris, controllata dalla Fondazione) distribuiti in edicola e in libreria. Un’altra forma di finanziamento è rappresentata dagli abbonamenti alla rivista. Le inserzioni pubblicitarie pubblicate sulla rivista prevedono pacchetti il cui costo varia da €. 5.000 ad €. 30.000 in base alle pagine acquistate annualmente.

    In questi oltre dieci anni di attività i contributi alla Fondazione sono pervenuti da grandi aziende ma anche da piccole imprese e privati cittadini. Non si può rimproverare alla Fondazione Italianieuropei di aver accettato contributi da imprenditori che, successivamente, sono stati oggetto di indagine. Sarebbe come chiedere a “Il Fatto” la garanzia che nessuna delle imprese che sottoscrivono contratti pubblicitari con il quotidiano sarà mai oggetto di indagini. Si tratta cioè di una richiesta insensata.

    La Parmalat ha stipulato un regolare contratto di pubblicità sulla rivista “Italianieuropei” nel 2002, ben prima che ci fosse alcun sospetto di indagine su Calisto Tanzi. Il contratto fu solo parzialmente onorato. Non abbiamo quindi querelato Tanzi, il che non avrebbe avuto alcun senso. Al seguito della crisi irreversibile dell’azienda, predisponemmo domanda di insinuazione al passivo in quanto creditori, ricevendo alla fine un piccolo risarcimento in azioni Parmalat.

    La raccolta della pubblicità e dei contributi alle attività è svolta sia direttamente dalla Fondazione e dalla Solaris che attraverso una concessionaria ed altre società senza vincolo di esclusività.

    Una di queste società era la SdB di Morichini. L’accordo con la SdB è stato siglato nel dicembre 2009 ed era finalizzato alla raccolta di contributi a valere per l’anno 2010. Il rapporto di collaborazione con la stessa è cessato al termine del 2010 e non è stato rinnovato.

    I contributi raccolti sono stati regolarmente riportati in bilancio, secondo le modalità previste dalla legge. La Fondazione Italianieuropei è totalmente estranea ai rapporti intercorsi tra Morichini e gli imprenditori in questione. Escludo nella maniera più assoluta che imprenditori abbiano versato contributi dietro promessa, da parte della Fondazione Italianieuropei o mia, di favori o appalti. Se qualcuno ha fatto credere loro questo, li ha ingannati.

    Le fondazioni legalmente riconosciute devono infatti iscriversi nel registro delle persone giuridiche istituito presso le Prefetture (D.P.R. 361/2000) ove devono depositare lo statuto e l’atto costitutivo e, successivamente, le eventuali modifiche apportate.

    Le società di capitali, come la nostra controllata Solaris, sono tenute alla iscrizione dei bilanci annuali nel registro delle imprese.

    La Fondazione Italianieuropei approverà nei prossimi giorni il bilancio 2010. Tale bilancio e i dati relativi saranno pertanto resi pubblici in base alle procedure previste dalla normativa vigente. Infatti si tratta di dati pubblici, ma che contengono anche dati sensibili ai sensi del D.Lgs. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali), in quanto dai finanziamenti si potrebbe desumere l’orientamento di chi ha elargito il contributo.

    Per quanto ci riguarda abbiamo più volte sollevato, e continuiamo a farlo anche adesso, l’esigenza di regolare le modalità di finanziamento delle fondazioni ad esempio attraverso sistemi di incentivazione fiscale per i donatori, codici di autoregolamentazione, comitati etici e sistemi di trasparenza e controllo oltre a quelli già previsti.

    D’altro canto, le indagini che sono in corso da parte della Magistratura, alla quale rinnovo la mia piena fiducia, non potranno che confermare l’assoluta correttezza e trasparenza del nostro operato.

    di Massimo D’Alema

    da Il Fatto quotidiano dell’8 luglio 2011

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/08/%E2%80%9Cio-corretto-parlare-di-miei-fedelissimi-e-diffamatorio%E2%80%9D/143924/

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    La contro-replica del vicedirettore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio che insiste: "D'Alema venga in redazione per un'intervista"

    Ringrazio l’on. pres. Massimo D’Alema per le cortesi risposte alle nostre obiezioni: dovrebbe essere normale che un politico risponda a un giornale, ma in Italia è un’eccezione. Gli rinnoviamo però l’invito per un’ampia intervista nella redazione del Fatto, perché restano molti punti da chiarire.

    1) Cesare De Piccoli, come tutti sanno in Veneto, nel ’93 era un dalemiano di ferro: lo scrive anche il gup veneziano Vincenzo Santoro nel decreto di archiviazione che il 17 febbraio 2000 dichiara il suo reato “estinto per sopraggiunta prescrizione”. Si trattava di una tangente di 200 milioni di lire pagata nel ’92 su un conto svizzero dell’ex Pci da Ugo Montevecchi, manager della Fiat Engineering. De Piccoli chiese di essere prosciolto nel merito, ma il gup rispose picche, visto “l’assai dettagliato tenore delle dichiarazioni rese da Montevecchi, il quale ha riferito di avere eseguito i summenzionati versamenti a favore della corrente veneta del Pds, vicina alle posizioni dell’on. Massimo D’Alema, e di cui era esponente l’on. De Piccoli, beneficiario finale delle erogazioni. La narrazione del Montevecchi trova obiettivi elementi di riscontro nel materiale probatorio”.

    2) Anche sul finanziamento di 20 milioni di lire da Francesco Cavallari a D’Alema a metà anni ‘80, il gup barese Concetta Russi archivia il caso il 25 giugno ’95, ma stabilisce che il “reato” c’era, ma è “estinto per intervenuta prescrizione”: “Le accuse formulate dal Cavallari ai politici appaiono intrinsecamente attendibili… Uno degli episodi di illecito finanziamento riferiti dal Cavallari (un contributo di lire 20 milioni in favore del Pci) ha trovato sostanziale conferma, pur nella diversità di taluni marginali elementi circostanziali, hinc et inde riferiti, nella leale dichiarazione dell’on. Massimo D’Alema, segretario regionale pro tempore del Pci”.

    3) Immunità europea sul caso Unipol. Non è vero che i giudici di Milano (il gip Clementina Forleo su richiesta della Procura) chiedessero di usare le intercettazioni D’Alema-Consorte per “usarle nel procedimento contro un’altra persona”, cioè Consorte: volevano usarle per indagare proprio su D’Alema per eventuale concorso nell’aggiotaggio contestato al patron di Unipol. Il Parlamento europeo negò loro l’autorizzazione a usarle, anche con i voti dei rappresentanti italiani del Pdl, della Lega e del Pd. Così come fece il Senato italiano nel caso analogo di Nicola Latorre.

    4) Se Alberto Tedesco non è un dalemiano, perché Nichi Vendola racconta che gli fu suggerito come assessore alla Sanità proprio da D’Alema, senza che D’Alema l’abbia mai smentito? E perché il Pd pugliese, sul quale D’Alema esercita un discreto peso, fece in modo che approdasse al Senato nel seggio liberato da Paolo De Castro, altro dalemiano (e membro del comitato scientifico della fondazione Italianieuropei), nel frattempo candidato al Parlamento europeo?

    5) Se abbiamo scritto che Vincenzo Morichini era “socio di barca” di D’Alema è perché è arcinoto che la barca “Ikarus” acquistata a metà degli anni ‘90 da D’Alema era intestata ai suoi amici Morichini e De Santis.

    6) Se anche Morichini ha pagato i voli a D’Alema sul bimotore di Paganelli, il problema resta, perché non li ha pagati D’Alema, e nemmeno il Pd. Eppure D’Alema li usò anche per fare campagna elettorale nel 2008, il che fa di quei voli offerti da Morichini e/o da Paganelli una forma di finanziamento elettorale che sfugge alla legge che impone massima trasparenza sui fondi usati per l’attività politica. Il guaio raddoppia se si pensa che Morichini, mentre pagava i voli a D’Alema sugli aerei di Paganelli, brigava per favorire Paganelli all’Enac per la rotta dell’Elba tramite il responsabile Pd per i Trasporti, quel Pronzato che ora è in carcere per una tangente versata da Paganelli a lui e a Morichini.

    7) Tanzi non ha parlato solo di pubblicità sulla rivista di Italianeuropei, ma anche di finanziamenti a D’Alema tramite Minniti: per questo, volendo, poteva essere querelato per calunnia da D’Alema e Minniti, sempreché avesse detto il falso.

    8) Il parallelo fra gli inserzionisti pubblicitari del Fatto e i finanziatori di Italianieuropei non sta in piedi: il Fatto è un quotidiano edito da privati (e, com’è noto, quasi privo di pubblicità) e i suoi inserzionisti sono noti a chi lo legge ogni giorno; Italianieuropei è una fondazione presieduta da D’Alema, negli anni presidente Ds, presidente del Consiglio, presidente della Bicamerale, presidente del Copasir, europarlamentare e deputato. E i deputati, diversamente dai privati, devono documentare da chi vengono finanziati, direttamente o indirettamente. Aggiungo che, nell’ultima annata della rivista Italianieuropei, non ho trovato pagine pubblicitarie di Omega (Piccini) né di Rotkopf (Paganelli).

    9) Non dubito che i finanziamenti di Italianieuropei siano tutti iscritti a bilancio né che D’Alema ignorasse i secondi fini di alcuni finanziatori di Italianieuropei “ingannati” da qualche suo fedelissimo. Ma pubblicare l’elenco completo su Internet sarebbe un’operazione di minima trasparenza, che nessuna legge sulla privacy può impedire. Soprattutto ora che due di questi finanziatori, Piccini e Paganelli, sono finiti in carcere per corruzione. I parlamentari inglesi pubblicano sul sito della Camera dei Comuni non solo i loro finanziatori (come dovrebbero fare anche i parlamentari italiani), ma persino le pezze d’appoggio dei loro rimborsi spese: è troppo pretendere che ciò avvenga anche in Italia?



    fonte

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/08/%E2%80%9Ce-troppo-pretendere-chiarezza-sui-soldi-alla-fondazione%E2%80%9D/143923/


     
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