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    LO SAI CHE PRODI TRUCCÓ I CONTI ITALIANI PER ENTRARE NELL'EURO?

    venerdì 13 luglio 2012




    L’Italia non aveva i conti in regola per entrare nell’euro e l’allora cancelliere tedesco Helmut Kohl n era consapevole, ma per motivi di opportunita’ politica non si mise di traverso. Lo sostiene lo Spiegel in un articolo di cinque pagine dal titolo “Operazione autoinganno”. Il settimanale tedesco ha avuto accesso a centinaia di pagine di documenti del governo Kohl sull’introduzione dell’euro tra il 1994 ed il 1998. Si tratta di rapporti dell’ambasciata tedesca a Roma, di note interne dell’esecutivo e di verbali manoscritti di colloqui avuti dal cancelliere della riunificazione. “I documenti dimostrano cio’ che finora si supponeva: l’Italia non avrebbe mai dovuto essere accolta nell’euro”, scrive lo Spiegel, aggiungendo che a decidere sull’ingresso dell’Italia “non furono i criteri economici, ma le considerazioni politiche”. “In questo modo”, denuncia il settimanale di Amburgo, “si creo’ il precedente per una decisione sbagliata ancora maggiore presa due anni dopo: l’ingresso nell’euro della Grecia”. Per lo Spiegel il governo Kohl non puo’ sostenere di essere stato all’oscuro della reale situazione italiana dell’epoca, poiche’ “era perfettamente informato sulla situazione di bilancio”. “Molte misure di risparmio erano solo cosmetiche, si basavano su trucchi contabili o vennero subito ritirale non appena venne meno la pressione politica”, scrive il settimanale. “Fino al 1997 avanzato, al ministero delle Finanze non credevamo che l’Italia riuscisse a rispettare i criteri di convergenza”, ha dichiarato al settimanale Klaus Regling, attuale responsabile del fondo salvastati Efsf ed all’epoca capo dipartimento del ministero delle Finanze tedesco. Il 3 febbraio 1997 lo stesso ministero constatava che a Roma “importanti misure strutturali di risparmio sono venute quasi del tutto meno per garantire il consenso sociale”. Il 22 aprile dello stesso anno in una nota per Kohl era scritto che “non ci sono quasi chance che l’Italia rispetti i criteri”. Il 5 giugno il dipartimento di Economia della cancelleria comunicava che le previsioni di crescita dell’Italia apparivano “modeste” ed i progressi nel consolidamento delle finanze pubbliche “sopravvalutati”. In preparazione di un vertice con una delegazione governativa italiana del 22 gennaio 1998 l’allora sottosegretario alle Finanze, Juergen Stark, constatava che in Italia “la durevolezza di solide finanze pubbliche non e’ ancora garantita”. A meta’ marzo 1998 era Horst Koehler, allora presidente dell’Associazione delle Casse di Risparmio tedesche, a scrivere una lettera a Kohl, accompagnata da uno studio dell’Archivio dell’Economia mondiale di Amburgo, in cui era scritto che l’Italia non aveva rispettato le condizioni “per una durevole riduzione del deficit” e che pertanto costituiva “un rischio particolare” per l’euro. Lo Spiegel scrive che “Kohl rispose picche ai suoi consiglieri di allora”, anche perche’, come afferma Joachim Bitterlich, allora consulente di Kohl per la politica estera, al vertice Ue di maggio 1998 “la parola d’ordine politica era: per favore non senza gli italiani”. Il settimanale di Amburgo rileva che i documenti visionati “fanno sorgere il sospetto che sul problema Italia il governo Kohl abbia ingannato non solo l’opinione pubblica, ma anche il Bundesverfassungsgericht (la Corte Costituzionale di Karlsruhe, ndr)”. Secondo lo storico Hans Woller, al momento di entrare nell’euro l’Italia era “sull’orlo della bancarotta finanziaria”, mentre dai documenti visionati dallo ‘Spiegel’ risulta che nel corso del 1997 l’Italia propose per due volte di rinviare la partenza dell’euro, ma la Germania rifiuto’. Bitterlich spiega che questa data era diventata “un tabu’” e che tutte le speranze tedesche erano riposte in Carlo Azeglio Ciampi, allora ministro del Tesoro nel governo Prodi. “Per tutti era come un garante dell’Italia, lui ce l’avrebbe fatta!”, spiega Bitterlich, ma lo Spiegel scrive che “alla fine con una combinazione di trucchi e di circostanze fortunate gli italiani riuscirono sul piano formale a rispettare i criteri di Maastricht. Il Paese trasse vantaggio da tassi di interesse storicamente bassi, inoltre Ciampi si dimostro’ un creativo giocoliere finanziario”. Il settimanale cita in proposito l’introduzione della “tassa per l’Europa”, la vendita delle riserve auree alla banca centrale e le tasse sugli utili, con il risultato che “il deficit di bilancio scese in misura corrispondente, anche se gli esperti statistici dell’Ue in seguito non accettarono questi trucchi”. Ai primi del 1998 rappresentanti del governo olandese chiesero a Kohl un “colloquio confidenziale” alla Cancelleria, durante il quale chiesero di fare maggiori pressioni su Roma, poiche’ “senza ulteriori misure dell’Italia a conferma del durevole consolidamento, un ingresso dell’Italia nell’euro non e’ accettabile”. Kohl respinse la proposta olandese, anche perche’ il governo francese gli aveva fatto sapere che senza l’ingresso nell’euro dell’Italia, neanche la Francia sarebbe entrata, con il risultato che, come scrive lo ‘Spiegel’, “i tedeschi erano in una posizione di trattativa debole”. La conclusione del lungo articolo e’ che riguardo all’Italia “molti sapevano che i numeri erano truccati e che un’autentica riduzione del debito era fuori discussione. Nessuno pero’ oso’ trarne le conseguenze e Kohl si fido’ delle melodiose dichiarazioni di Ciampi, che assicurava un ‘cammino virtuoso’, con il governo di Roma che prevedeva al piu’ tardi per il 2010 la riduzione al 60% del debito pubblico. E’ andata diversamente”.
    Questa notizia è evidentemente poco gradita e non merita di essere menzionata dal Corriere della Sera, da La Stampa, da La Repubblica e da molti altri ancora, ciò conferma che è vera!

    FONTE

    LO SAI CHE PRODI HA 3 PENSIONI?E' GUERRA SULLE CIFRE:I GIORNALI DICONO 14.000 LUI RIBATTE CON 9800...

    venerdì 25 novembre 2011





    di Redazione Free Italy
    Romano Prodi cumula tre pensioni!L'ho appreso ieri leggendo dell'annoso dibattito decennale sulle pensioni.E quando c'è qualche cambiamento giustamente c'è sempre qualcuno che ricorda che il migliore c'ha la rogna.L'uomo è,come lo definisce il diritto, un animale sociale che pensa ai suoi interessi primari.Tradotto: i soldi.Quindi da questo punto di vista destra e sinistra,e ovviamente il centro,si equivalgono.Dove ci sono i soldi e gli interessi troverai sempre la faccia da tolla col suo maxi stipendio che col suo sorriso di circostanza ci dirà che i tagli sono necessari...
    E io ora come lo spiego a mia nonna che prende 450 euro di pensione che Romano Prodi ne ha tre,per un totale di svariate migliaia di euro?Non lo so,ma cercherò di spiegarlo a voi come siamo arrivati a questo..
    Ora sulla cifra c'è un bel dibattito come al solito.Sottolineo: sulla cifra.Perchè sul numero no,quello è storia.Delle seria: è certo che prenda tre pensioni poi sull'ammontare ci sono due versioni: quella del Giornale  e quella di Prodi.
    Ecco quanto dichiarato dal Giornale il 31 marzo 2011:
    Prodi prende oltre 14mila euro di pensione al mese. Anzi: pensioni. Al plurale. Eh sì, perché il Professore di vitalizi ne incassa addirittura tre: uno da 5.283 euro come ex presidente della Commissione europea, uno da 4.725 euro come ex parlamentare e uno da 4.246 come ex professore universitario.Totale 14.254 euro lordi.
    E Prodi che dice?A parte che all'epoca si imbestialì parecchio però anche coi suoi dati non se la passerebbe certo male..Sempre per quella storia di mia nonna a 450 euro al mese..Comunque ecco i dati del "professore" presi direttamente dal suo sito:
    Vorrei precisare (al centesimo) quelli che sono i miei introiti conseguenti la mia passata attività professionale e politica. La pensione da Presidente della Commissione Europea è di 5.283,50 euro lordi al mese. Dopo 35 anni di attività come docente universitario, dato che ho voluto optare per il tempo parziale e che, pur avendo il diritto di rimanere, mi sono dimesso dal ruolo che ritenevo eticamente non compatibile con l'attività politica, percepisco 2.810,99 euro lordi al mese. Se vuole aggiungere a questo ammontare pensionistico l'assegno vitalizio da parlamentare (anche se l'assegno vitalizio non e' una pensione ma il frutto di un accumulo precedente) si tratta di 1.707,81 euro lordi al mese. Le vorrei fare notare che nulla ho ricevuto come liquidazione e nulla ricevo come pensionamento per gli otto anni di Presidenza dell'Iri (erano altri tempi) e nulla, ovviamente, per i quasi cinque anni di Presidenza del Consiglio''.
    O ne prende 14.000 o 9800 poco cambia.Ciò che importa è che ci sia ancora quest'annoso dislivello tra il popolo e chi fa la politica..Ma l'Italia degli italiani è questa..Finchè starete a guardare partite e Grande Fratello dubito che possa cambiare qualcosa.
    Chi lo sa,magari la prossima volta arriveremo a raccontarvi di chi ne prende 4 di pensioni..

    Redazione Free Italy

     
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