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    TORINO,SCIOPERO DELLA FAME CONTRO LO SFRATTO.FASSINO INTERVENGA!

    lunedì 26 settembre 2011


    Scorrendo alcune note dei miei amici su Facebook ne scorgo una che mi colpisce.La scrive la signora Elena,che parla di un povero signore sardo,residente a Torino,recentemente sfrattato.Per protesta sta attuando lo sciopero della fame.
    Stamattina, davanti al palazzo del Comune, in Via Palazzo di Città,  dove svolge il suo mestiere il nostro sindaco Fassino tanto per intenderci, c'era un signore:  seduto, con aria dimessa e triste.  Dietro di lui un lenzuolo con su scritto : ''SCIOPERO DELLA FAME COS'ALTRO MI RESTA''? 


    Mi sono avvicinata e gli ho chiesto di raccontarmi la sua storia ...


    E' un signore di origine sarda, venuto qui da piccolo con la famiglia negli anni '50. Contadini, che, non riuscendo a sbarcare il lunario con la pastorizia e l'agricoltura,  sono venuti a cercar fortuna nel ricco nord Italia! Una storia sentita mille volte e che non sempre ha avuto conclusioni positive ...Oggi, Piero Giorgio Satta,   62 anni ha perso il lavoro  e non avrà la pensione fino al compimento del 65 anno di età, nonostante i 35 anni di contributi! 
    E' stato sfrattato ...  Non avendo reddito, non è in grado di pagare l'affitto ... Cosa deve fare? 

    Pare gli abbiano consigliato di andare in Chiesa a chiedere un piatto di minestra ... (???)
    Lui ha lavorato 35 anni! Non vuole andare in Chiesa a chiedere un piatto di minestra!  Vorrebbe un lavoro che gli permettesse di sopravvivere fino a quando  riceverà la pensione.

    Chiedo a Fassino e alla giunta di Torino di dare una mano in qualche modo a questo signore ... un lavoro che gli permetta di sopravvivere ancora per tre anni ... lui non ha più una famiglia che lo mantiene! Magari una casa popolare visto che ha ricevuto lo sfratto ... un posto da qualche parte che gli eviti le panchine di Corso Matteotti!  Oggi mi ha confessato che lui sturerebbe i gabinetti senza nessun problema ... vorrebbe solo un lavoro... Please ...

    Un ringraziamento alla signora Elena.Facciamo girare e/o cerchiamo di aiutare il povero signore.Vi lascio anche il video del movimento 5 stelle che l'ho intervistato.Forza Grillo,fatti sentire!




    Napoli – 17 famiglie sgomberate da un vecchio asilo abbandonato. E’ abominio sociale!

    martedì 30 agosto 2011


    Penso che lo sfratto sia uno degli atti più biechi che esistano a questo mondo.Non ho mai capito con quale faccia si possa mandare qualcuno per strada.Per due soldi in più?Ma anche se si trattasse di un affitto cospicuo,il cuore,la comprensione,la pietas che fine ha fatto?Poco fa sul gruppo Facebook degli Indignados leggo questo messaggio:
    Buona sera a tutti io sono una delle 17 famiglie sfrattate il 3 agost.oggi c'è stato confermato che domani mattina dobbiamo lasciare la struttura che ci hanno dato dopo 4 giorni che stavamo in mezza la strada con dei disabili e bambini dagli 8 mesi ai 16 anni. In tutto vi sono 15 bambini. Domani ci troveremo di nuovo in mezza la strada senz un appoggio..Lo stato ha deciso che noi possiamo vivere per strada aiutateci!

    Sono preoccupato quanto incuriosito di capire la situazione.Lo faccio,nel gruppo conoscono la storia.Una storia cruda che vi raccontiamo.Ma prima di iniziare il tragico racconto vi chiediamo sostegno alle famiglie.Ma come?Diamo un messaggio alle famiglie.Postiamo quest'articolo tutti quanti sulla Bacheca di De Magistris.Sono sicuro che così ci ascolterà.Ma facciamolo in tanti e facciamolo subito.Detto questo vi lascio al resoconto dell'ennessima storia di sfratto italiano.Menefreghismo statale allo stato puro!

    Napoli – In un asilo abbandonato sito in P.zza Neghelli n. 13 si consuma da anni una grave quanto sottovalutata emergenza sociale, quella del diritto alla casa. 17 famiglie hanno trovato rifugio in questa struttura a seguito di sfratti o a causa di pesante insostenibilità degli affitti, di perdita del posto di lavoro, di disoccupazione o di situazioni di precariato. 54 persone tra donne, vecchi, bambini e disabili si sono adattate, insieme, solidalmente per avere un po’ di dignità: almeno una casa.E’ così che insieme hanno rattoppato l’ex scuola materna, sistemando bagni, mettendo finestre e cercando di rendere accogliente gli ambienti divisi equamente. Rappresentano una grande famiglia, peccato che questo concetto nobile venga disonorato attraverso una vera a propria persecuzione e dal continuo ricatto di essere cacciati, sfrattati, sgomberati e addirittura denunciati.
    Il trattamento riservato a queste famiglie non è diverso da quello riservato ai delinquenti, tanto è vero che è di delinquere che vengono continuamente accusati: occupazione abusiva di struttura pubblica e “abuso edilizio” dato che questi nostri concittadini osano intaccare la struttura come detto sopra, con opere di manutenzione di bagni, porte e finestre.
    Tutto questa precarietà sociale viene vissuta come un continuo incubo da queste famiglie, ma non solo per la mancanza di lavoro o di una vera casa tutta per loro, ma per una continua e spietata persecuzione. E’ importante ripeterlo. Nonostante questo, si tiene duro, i bambini vanno a scuola e al loro ritorno trovano una cameretta accogliente spesso situata in un corridoio, ma affettuosamente addobbata con foto, quadretti, fiocchi e peluche.
    Come riportato nel video, qualcuno ha risposto all’appello di questi nostri concittadini; qualche trafiletto sul giornale locale e per gentile concessione un servizio del TG3 regionale. Associazioni per i cittadini? Movimenti popolari? Inchieste giornalistiche? “Partiti” per i diritti del popolo? Centri Sociali? Sono stati tutti interpellati continuamente, tutti sanno, ma nessuno ha risposto!
    La peste degli sfrattati risuona di campanelli, all’udire dei quali tutti si barricano in casa sbarrando porte e finestre!
    Questa forma di inutile tortura sociale e di privazione dei diritti fondamentali dell’uomo è andata aggravandosi con l’insediamento della nuova amministrazione comunale di Napoli. Il pungo di ferro del nuovo sindaco si fa sentire: Bisogna ripulire Napoli! Ed è così che l’incubo delle 17 famiglie si tramuta in inenarrabile tragedia.
    La parola d’ordine è dunque RIPULIRE: vediamo CHI, COSA e COME.
    Napoli, 3 agosto 2011, sgombero coatto eseguito con successo! 17 famiglie, 54 persone tra anziani, donne, bambini e disabili, cacciati fuori di peso da un blitz delle forze dell’ordine. Ora TV e giornali ne parlano più, si allontanano, non rispondono le sedi rai e i quotidiani, trovano scuse, illudono con risposte vaghe. Alla larga gli appestati!
    Gli estremi per lo sgombero forzato non erano sufficienti a giustificare questa inutile atrocità, così il comune di Napoli ha rincarato la dose dei reati aggiungendo quello perabuso edilizio perchè gli abitanti (occupanti) l’asilo si erano permessi, come già detto, di sistemare bagni e finestre. Denunciati! Sgomberati con la forza!
    No, non è “Il diario di Anna Frank“, ma la nostra quotidianità asociale, il nostro Terzo Reich del nuovo millennio.
    Ben 17 famiglie in strada (come avete visto dal video anche molti bambini nonché disabili) e per rendere loro la vita ancora più difficile è stata istituita una ronda di vigili affinchè si assicurino che nessuno si intrufoli all’interno dell’edificio abbandonato nemmeno per ripararsi dalla notte. Tutto questo spiegamento di risorse umane, tutto questo spreco economico per compiere un abuso su chi è più debole, semplice e indifeso. Un’ingiustizia di questo tipo richiede molto sforzo, molta organizzazione nonchè molto denaro. Decisamente… ricorda molto l’atteggiamento umano del Terzo Reich dove il male era ormai così scontato che il senso del dovere era al di sopra dei diritti umani. Ma oggi, a distanza di 60 anni, è cambiato qualcosa? Colpa dei vigili privi del senso dell’onore? Colpa delle forze dell’ordine investite di autorità anticostituzionali come per la Val di Susa? Colpa dei mandanti di questa strage sociale? Colpa dei concittadini silenziosi e omertosi?
    E’ l’ora di affermarlo con durezza. La colpa è di tutti, ma esistono dei responsabili!
    Vediamo chi si sta occupando di loro (Totò direbbe che gli si sta facendo proprio “un bel servizio”) con continue promesse di aiuto “post deportazione“, approfittando vigliaccamente della semplicità e dell’onestà dei nostri concittadini:
    • Sergio D’Angelo, assessore alle Politiche Sociali (???) nonché braccio destro del nuovo sindaco Luigi De Magistris.

    • Giorgio de Francesco deputato del PD.

    • Carmine Schiano, consigliere consiglio comunale Napoli.

    • Bernando Tuccillo, assessore al patrimonio Napoli. -> Link qui

    • Luigi De Magistris, attuale sindaco di Napoli.

    Ieri, 29 agosto 2011, si dovrebbe essere tenuta l’ennesima riunione in consiglio sul caso dello sgombero forzato del 3 agosto scorso e sulla situazione abitativa delle 17 famiglie che ricordiamo sono ancora in attesa di sistemazione. Sono state momentaneamente appoggiate presso strutture provvisorie, non case, non abitazioni; inoltre sappiamo da contatti diretti con alcuni genitori che i bambini iniziano a presentare problemi di salute, qualcuno necessita di urgenti cure mediche.
    Ad oggi 30 agosto 2011 nessuna novità al riguardo. Le scuole stanno per iniziare e queste famiglie, questi bambini, vivono in una condizione inaccettabile, sballottati continuamente da una “struttura” all’altra, in un continuo trasloco, in un continuo sfratto al solo scopo di tenerli buoni per quanto più tempo possibile. Da oggi si dice BASTA!
    Non potendo noi aspettare oltre abbiamo deciso di sottoporre ufficialmente il caso a un pool di avvocati che si sono offerti volontari. Le 17 famiglie hanno commesso il reato di abuso edilizio si dice, ma ora a noi tutti interessa andare ad analizzare ed elencare il numero di reati commessi dall’amministrazione comunale, nelle persone dei responsabili i quali saranno tenuti a rispondere personalmente.
    LA CASA DEVE ESSERE UN DIRITTO E NON FONTE DI ABOMINI E INGIUSTIZIE SOCIALI!
    Non c’era bisogno di fare questo appello per capire che la “situazione casa” in Italia in questo momento è drammatica oltre che aggravata da una totale assenza di politica sociale.
    Nonostante tutto sto annoverando tra le mie fonti quelle nuove richieste che arrivano in seguito all’appello diretto di cui avrete visto post su Facebook e un gran tam-tam su Twitter.
    Queste richieste mi stanno dando la possibilità di capire ancora più a fondo il reale problema, visto che non ne sentiremo parlare su TV, internet e giornali.
    Le situazioni dei disagiati hanno forme disumane. Siccome chi si trova in queste situazioni spesso ha anche un titolo di studio molto modesto e siccome alcune delle associazioni che dovrebbero prendersi carico di queste famiglie sembrerebbero finanziate dai “padroni di casa”, le persone in questione si ritrovano sole e impaurite.
    Da fonti e testimonianze per ora ufficiose sembra che si registrino episodi in cui si alza loro la voce minacciandoli che “se vanno a dire che non riescono a pagare l’affitto gli levano i bambini”, gli si mandano carte false (davvero false) in cui si pronunciano frasi dotte e saccenti al solo scopo di intimidire, si registrano casi, sia pure rarissimi, di richieste di prestazioni sessuali nei confronti di mogli e figlie in cambio di una casa e molto altro ancora.
    Prego a tutti di riservarsi l’opinione a proposito sino a che non si avrà un quadro chiaro. Persino io che mi ci sono addentrato ho dato un freno al mio personale pensiero. Attenzione perchè è in atto dal 2010 una vera e propria Shoah nei confronti dei più poveri, dei più deboli e indifesi di cui non si ha notizia e la cui vera entità non affiora per paura.
    Politica e istituzioni sottovalutano pericolosamente e irresponsabilmente il fenomeno ed è questo il vero pericolo.
    Articolo nel quale il blog ha affrontato l’emergenza sociale del diritto alla casa: Affitti e sfratti: è grave emergenza sociale. In Italia oltre 700 sfratti al giorno!
    Se le istituzioni del comune di Napoli sono state così decise e determinate nel compiere una così inutile quanto efferata ingiustizia, noi saremo altrettanto decisi e altrettanto determinati affinchè questa ingiustizia cessi in tempi umanamente  e dignitosamente accettabili.

     
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