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    Giustiziato il cane Lennox. La colpa? Assomigliare ad un Pitbull

    venerdì 13 luglio 2012



    Di Redazione IBTimes
    BELFAST - Non sono bastate le mobilitazioni animaliste a salvare Lennox, un cane di 7 anni reo di assomigliare ad un Pitbull. In Irlanda del Nord, il Pitbull Terrier è considerato un cane molto pericoloso, a tal punto da renderne illegale l'esistenza con una legge del 1991, il Dangerous Dog Act.
    Incredibile ma vero, il cane non aveva morso o aggredito alcuno, eppure le autorità zoofile di Belfast hanno sequestrato Lennox il 19 maggio del 2010 all'infermiera Caroline Barnes di 34 anni e alla sua figlia disabile di 12.

    Salvate Lennox - Era la pagina creata su facebook che aveva avuto adesioni da tutto il mondo. In Inghilterra, alcuni consiglieri comunali erano rimasti indignati dalle azioni delle autorità mentre in Italia, l'Ente nazionale per la protezione animali, aveva chiesto un atto di clemenza alla Regina Elisabetta rendendosi disponibili ad accogliere il cane in Italia, ma non è bastato.

    La condanna - La corte irlandese si è dimostrata inamovibile e ha "giustiziato" il cane con un'iniezione letale. Un atto disumano contro un animale innocuo ed innocente, dato in pasto ad una legge priva di fondamento scientifico ed etico.

    fonte

    EURO 2012,L'ORRORE AL CIRCO DI KIEV NELL'ULTIMO GIORNO DEGLI EUROPEI

    martedì 3 luglio 2012


    Euro2012: gli azzurri hanno pianto lacrime amare. Non per le ingiustizie di cui si sono resi complici. Non per i randagi massacrati, né per gli orsi costretti a bere vodka. Neppure per i bambini di strada portati via a manganellate dai sotterranei delle città, per i soldi tolti alla costruzione di un ospedale per piccoli malati di cancro – usati invece per finire gli stadi ucraini- o per le centinaia di ragazze costrette e prostituirsi.

    Piangono per la dura sconfitta inferta dai loro avversari, la selección della Spagna, Paese che quanto a negazione di diritti animali brilla in negativo quanto l’Ucraina, tra perreras, tauromachie e volenze sui galgos, levrieri utilizzati per la caccia che a fine carriera vengono gettati vivi nei pozzi, impiccati, trascinati dalle auto o abbandonati nelle campagne con le zampe spezzate. Strana ironia della sorte, questa che aggiunge sangue su sangue. Ma che importa chi ha vinto, quando la vita ha perso comunque?

    Così, proprio come erano iniziati, gli Europei sono finiti nel peggiore dei modi, tra continue e aberranti soppressioni dei diritti di molti esseri viventi, che hanno caratterizzato l’intero svolgimento di questa manifestazione che di sportivo ha avuto davvero poco. L’ultima, ma solo in ordine cronologica, è quella documentata dal nostro connazionale, delegato Oipa, Andrea Cisternino, proprio nel giorno della finale: nei circhi ucraini sono detenuti molti esemplari di orso in condizioni inaccettabili.

    In un video realizzato in un circo di Kiev, si vedono chiaramente alcuni orsi tenuti all’interno di squallide gabbie di cemento, grandi a malapena quanto lo spazio occupato dagli stessi animali. Nessuna possibilità di muoversi, girarsi, alzarsi; tutti mostrano chiari segni di stress. Provengono dai boschi limitrofi, in cui vengono catturati da piccolissimi, strappati via alle amorevoli delle loro madri che vengono brutalmente cacciate e uccise. Questi orsi vengono costretti ad esibirsi sotto i tendoni, educati a suon di botte e privazioni. Parola d’ordine: divertire gli umani. Intrattenere i turisti.

    “Alla fine per questo europeo ucraino –commenta indignato Cisternino sulla sua pagina facebook- si è passati sopra ad ogni cosa per il business. Mi sembra che i signori calciatori e i loro padroni se ne siano fregati di molte cose, non solo dei randagi ‘sporchi e schifosi’. Questo euro 2012 è finito, ma quanto schifo si è tirato dietro! Rimarrà sempre un europeo segnato da sangue e violenze ed è per questo che continuerò nella mia denuncia“.

    Intanto, un’altra strage di innocenti potrebbe essere in atto: in Brasile si stanno moltiplicando gli episodi di uccisioni di cani e gatti. Non sarà forse perchè nel 2014 proprio lì arriveranno i mondiali di calcio? FONTE

    Sapete cosa si nasconde dietro il cibo per cani e gatti?

    sabato 30 giugno 2012

    Cibo per animali: scatolette e croccantini ricche di tumori e vivisezione.La sperimentazione animale si annida persino nell’industria che produce cibo per animali, il cosiddetto ‘pet food’.Si stima che più del 50% delle farine di carne siano contaminate dai pericolosi batteri di E.Coli. La cottura prevista dal processo può uccidere tali batteri, senza tuttavia eliminare le endotossine rilasciate dagli stessi


    L’industria del pet food è un vero business responsabile della sofferenza di molti animali. Dalle scatolette ai croccantini, tutti questi prodotti vengono testati sugli animali per valutare la tossicità o l’efficacia curativa rispetto ad alcuni disturbi. Una vera operazione di marketing incurante di aumentare il rischio di cancro e di altre malattie degenerative per i nostri amici animali. Vediamo quali marche evitare e quali no.

    La sperimentazione animale si annida persino nell’industria che produce cibo per animali, il cosiddetto ‘pet food’ In ogni prodotto che compriamo si possono celare sofferenze, spesso atroci, di malcapitati animali cosiddetti ‘da laboratorio’: cani, gatti, topi, conigli, ma anche pecore, maiali o asini. Come noto le industrie che alimentano la vivisezione sono quelle del settore farmaceutico e cosmetico che mietono un gran numero di vittime innocenti - stimate intorno ai 300 milioni ogni anno - in esperimenti di dubbia o nulla utilità, macchiandosi spesso di crimini gravissimi anche a causa della mancata applicazione delle misure obbligatorie atte a ridurre al minimo la sofferenza dell’animale (anestesia).
    Pochi sanno tuttavia che la sperimentazione animale si annida persino nell’industria che produce cibo per animali, il cosiddetto ‘pet food’, pur non essendo affatto obbligatoria per legge; elemento questo che aggrava le responsabilità e rende eticamente molto meno accettabili le politiche aziendali di alcune multinazionali leader del settore. Dalle scatolette ai croccantini, dagli ossi vitaminici alle ‘diete’ terapeutiche: ognuno di questi prodotti viene testato su animali per valutarne la tossicità o l’efficacia curativa rispetto ad alcuni disturbi.
    Un business responsabile della condizione di prigionia e sofferenza di molti animali, afflitti dai sintomi di malattie che vengono loro indotte artificialmente in laboratorio al fine di poter poi testare l’efficacia di qualche crocchetta studiata ad ‘hoc’ per ogni patologia. Sui siti delle più note marche di cibo per animali, che praticano massicciamente la sperimentazione, si possono trovare decine di formulazioni diverse di crocchette per ogni disturbo dal diabete all’artrosi, dalle dermatiti alle patologie dentali, persino alcune che curerebbero l’invecchiamento celebrale o problemi cardiaci del nostro amico a 4 zampe!

    Negli ingredienti si legge: ‘derivati di carne’ o ‘farine di carne’. Queste ultime indicano che la materia prima è ottenuta da un processo di riciclaggioSorge quantomeno il sospetto che le diete proposte siano una meraoperazione di marketing costruita a tavolino per indurre i padroni più apprensivi ad acquistarli, e che l’unica prova di efficacia risieda eventualmente nei resoconti degli esperimenti effettuati dalle ditte stesse (!), senza alcun riscontro comprovato nei ‘pazienti’ finali.
    Per la metà dei disturbi che queste diete ‘scientificamente testate’ curerebbero, il veterinario vi dirà che è sufficiente un cibo più leggero, un giusto equilibrio tra carne e verdure nella ‘pappa’, più attività motoria o l’eliminazione di alcuni alimenti; senza la necessità di acquistare costosi prodotti e alimentare così un business implicato nella morte di molti animali, ai quali la sorte non ha riservato né una casa e né una strada, ma lo stabulario di un laboratorio.
    Il mercato del pet food è una branchia del settore dell’industria della carne per consumo umano, affermatosi grazie alla possibilità di riutilizzare con profitto e quindi di capitalizzare una notevole mole di scarti, i quali, per evidenti ragioni igieniche, sarebbero altrimenti destinati al macero. Un 50% del volume della carcassa dell’animale ucciso è considerato sottoprodotto e diventerà quindi pet food, entrando a far parte di quel composto - ripugnante per il nostro olfatto - contenuto nelle scatolette che compriamo a Fido: ossa, sangue, intestini, tendini, legamenti, mammelle, esofagi e, probabilmente, le parti malate o cancerose degli animali macellati sono gli ingredienti del mix variegato che poi viene presentato sottoforma di crocchette confezionate in un sacchetto accattivante con un Fido felice e soddisfatto davanti alla sua ciotola (?).

    Negli ingredienti si legge: ‘derivati di carne’ o ‘farine di carne’. Queste ultime indicano che la materia prima è ottenuta da un processo di riciclaggio, per l’esattezza la legge (Legge 15 febbraio 1963 n° 281 e smi) le definisce “Prodotto ottenuto dal riscaldamento, dall'essiccamento e dalla macinazione della totalità o di parti di carcasse di animali terrestri a sangue caldo”; i derivati sono invece “sottoprodotti provenienti dalla trasformazione del corpo di animali terrestri a sangue caldo”, ovvero scarti di lavorazione di origine animale non meglio identificati. Ad essere trasformate in farine sono generalmente le carcasse di animali morti per malattie, ferite o vecchiaia, le quali possono essere avviate a questo ciclo soltanto a diversi giorni dalla morte ed e' per questo motivo che presentano poi spesso contaminazioni da batteri tipo Salmonella ed Escherichia Coli.

    Si stima che più del 50% delle farine di carne siano contaminate dai pericolosi batteri di E.Coli. La cottura prevista dal processo può uccidere tali batteri, senza tuttavia eliminare le endotossine rilasciate dagli stessi; in questa fase non sempre si riescono ad annientare nemmeno gli ormoni (usati per far ingrassare il bestiame), ne' gli antibiotici o i barbiturici (usati come anestetici). In compenso le alte temperature raggiunte per le farine possono alterare gli enzimi e le proteine che si trovano nella "materia prima" riducendone il già basso potere nutritivo.
    Già da questi pochi elementi si può capire perché alcuni veterinari sostengono che nutrire il proprio cane o gatto con gli scarti della macellazione, per l’esattezza con il pet food confezionato, aumenta il rischio di cancro e di altre malattie degenerative: la presenza di sostanze tossiche nei tessuti degli animali macellati, dovuta ad un tipo di allevamento - quello intensivo - richiede un uso massiccio e sconsiderato di antibiotici e altri medicinali per far si che gli animali non si ammalino date le pessime condizioni igieniche in cui versano (assenza di arieggiamento e luce naturale, altissima concentrazione di capi, aria insalubre, ecc).

    Naturalmente tali sostanze permangono nelle carni dell’animale, e quindi tra l’altro, anche in quelle destinate al consumo umano; basti pensare ai vari casi di intossicazione da carne (70.000 ogni anno negli USA intossicati dal colibatterio) attribuibili proprio alla presenza dell’E.Coli in alcuni hamburger.
    Ma non è ancora tutto. L’industria deve infatti cercare di confezionare un prodotto che in definitiva piaccia a Fido, altrimenti il padrone vedendolo inappetente …cambierà marca! E’ fuori di dubbio che una poltiglia composta dagli ingredienti sopracitati non può avere i requisiti di appetibilità e bontà per un cane, a meno che non si tratti di un randagio a digiuno da giorni. Dunque, come porre rimedio all’aspetto e all’odore poco invitante di questo mix di scarti per di più contaminati? Ecco che servono degli ‘appetizzanti’: per esempio il grasso animale riciclato, o gli oli troppo rancidi e classificati come inadatti per gli umani sono usati a questo scopo e vengono spruzzati direttamente sulle crocchette, sui ‘bocconcini’ e sui ‘patè’ prima del confezionamento.
    Uno scenario allarmante, sia per il contenuto che in definitiva Fido si ritrova nella ciotola tutti i giorni e che a lungo andare non può non ripercuotersi sulla sua salute, sia per i tremendi e inutili esperimenti praticati su animali, fatti per assecondare le ragioni del marketing e non certo la salute dei nostri animali. Un panorama che fortunatamente non accomuna tutte le aziende produttrici di pet food. Ve ne sono alcune, per lo più piccole poco note perché non reclamizzate, che impostano la loro politica in modo del tutto differente, si potrebbe dire senz’altro più dal punto di vista dei cani e dei gatti: privilegiano la qualità degli ingredienti di base e si schierano contro ogni pratica di sperimentazione animale.

    Tali aziende scelgono di impiegare solamente sostanze naturali per il confezionamento di bocconcini e crocchette, senza l’impiego di conservanti o coloranti, né di additivi chimici o oli di scarto per aumentarne l’appetibilità, puntando sul concetto che carni, verdure e cereali di qualità non necessitano di essere ulteriormente insaporiti. Per garantire la conservazione utilizzano aromi naturali (rosmarino ed estratti della vitamina E e C) oltre ad una confezione perfettamente sottovuoto; alcune garantiscono la provenienza della carne esclusivamente da allevamenti a pascolo, altre specificano l’assenza di farine animali, di grassi idrogenati e zuccheri, altre ancora propongono delle linee ‘bio’, con carni e verdure biologiche.
    Alcune infine hanno un’offerta di prodotti vegan e diete curative, ottenute queste ultime con l’addizione di estratti vegetali, di tipo fitoterapico e quindi del tutto naturale (per esempio il Ginseng, la Rosa canina e l’Ananas hanno un forte potere antiossidante e antinfiammatorio, la Yucca è una pianta che agisce a livello intestinale migliorando la digestione, il lievito di birra infine è una preziosa fonte naturale di vitamine del gruppo B).
    In quest’ottica decisamente attenta all’ambiente e alla naturalità del prodotto la sperimentazione su animali non è ovviamente contemplata, o meglio l’unico test che praticano queste aziende è quello dell’appetibilità del cibo. Come si esegue? Si somministra il prodotto ad un campione di qualche decina di cani (cani in famiglia o rifugi), e si osserva il livello di gradimento. Insomma se il cane mangia di buon gusto la pappa è buona, altrimenti no: molto semplice, ma efficace e soprattutto non cruento. Data l’assenza di additivi chimici o sottoprodotti potenzialmente pericolosi il test punta infatti esclusivamente a valutare il sapore del cibo, non una sua eventuale tossicità, perché non ve ne sarebbe evidentemente motivo.
    Si riporta in questo articolo un elenco aggiornato delle principali marche ‘SI’, quelle che non alimentano la vivisezione e garantiscono una maggior genuinità del prodotto, seguito dalle marche ‘NO’ da evitareaccuratamente, (si veda la foto ingrandibile proposta poche righe più sopra) perché oltre ad essere responsabili di crudeli esperimenti su cani e gatti sono proprietà di multinazionali, che notoriamente perseguono la politica del profitto ad ogni costo.

    Scegliere di acquistare le marche SI e boicottare le marche NO è un’azione concreta, forte, ed efficacissima che ognuno può fare per combattere la vivisezione. In particolare le marche dell’elenco positivo dichiarano di non effettuare né commissionare a terzi test su animali di alcun tipo per i loro prodotti. Si tratta in genere di un’autocertificazione aziendale che viene evidenziata sul sito attraverso uno spazio dedicato alla comunicazione dell’eticità del prodotto, in cui si certifica la propria estraneità ai test sugli animali, spesso accompagnata dall’apposizione del logo ‘cruelty free’ (coniglietto).
    Alcune aziende per acquisire maggior credibilità presso i clienti rispetto a questa loro politica ottengono anche una sorta di certificazione da parte di alcune associazioni animaliste, come per esempio Salut Pet garantita da OIPA, Aniwell da PETA, Arovit da PETA UK. E’ possibile quindi non solo sfamare ma anche assecondare i gusti e i capricci alimentari dei nostri amici pelosi senza arrecare sofferenza e morte ad altri cani o gatti, e tutelare la loro salute con una terapia di prevenzione, che consiste innanzitutto nel somministrargli ingredienti sani e naturali.
    Per approfondire:
    www.consumoconsapevole.org
    www.oipaitalia.com
    www.peta.org
    Report dell'API 'What's really in pet food'

    FONTE

    LISTA PRODOTTI TESTATI SU ANIMALI: BOICOTTIAMOLI!DIFFONDETE E CONDIVIDETE

    giovedì 24 novembre 2011

    Questo è l'elenco delle aziende/holding definite "gravemente negative". I prodotti Holding, sono da cancellare dalla lista della spesa. Alcuni nomi li conoscerete di certo, altri forse meno.
    Stampate e divulgate, perché le persone hanno il diritto di sapere la verità che si cela dietro un bagnoschiuma o una bibita.Gli animali muoiono a miliardi e moltissime persone non sono al corrente di questa carneficina.



    I PEGGIORI: LA MULTINAZIONALE PROCTER & GAMBLE
    Multinazionale chimica simbolo dello sfruttamento industriale degli animali nella vivisezione

    1. Ace, Apc, Ariel, Asciugatutto, AZ,
    2. Baleno, Bolt, Boss, Bounty,
    3. Camay, Clearasil,
    4. Dash, Demak’up, Dignity, Dora, Douss Douss Intima,
    5. Eukanuba, Experience,
    6. Febreze,
    7. Gentile,
    8. Head&Shoulders,
    9. Iams, Infasil, Intervallo,
    10. Kukident,
    11. Laura Biagiotti, Lenor, Lines, Linidor,
    12. Mastro Lindo, Max Factor, Medinait, Milton, Mister Verde,
    13. Napisan, Nelsen, Noxzema,
    14. Oil of Olaz,
    15. Pampers, Pantene, Poffy, Polin, Pringles, Può,
    16. Senz’acqua, Spic&Span, Swiffer,
    17. Tampax, Tempo, Tide, Topexan, Tuono,
    18. Viakal, Vicks, Victors,
    19. Zest

    IGIENE e CURA DELLA PERSONA

    1. Acquafresh, Adidas, Alviero Martini (profumi), Atkinsons, Axe, Antica Erboristieria, AZ,
    2. Belle Color, Biomedic, Biotherm, Bausch&Lomb,
    3. Cacharel (profumi), Cadonett, Calvin Klein, Camay, Casting, Cerruti (profumi), Chloè (profumi), Chopard (profumi), Clear, Clearasil, Colgate, Country Colors, Coco monoi,
    4. Davidoff, Denim, Dignity, Dimension, Donge, Douss-Douss, Dove, Drakkar Noir, Dunhill,
    5. Elisabeth Arden, Elnett, Elvive, Excellence,
    6. Fabergè, Feria, Fructis Garnier, Fx Studio,
    7. Gattinoni (profumi), Gillette, Giorgio Armani (profumi), Giorgio Beverly Hills (profumi), Glicemille, Gloria Vanderbilt, Grafic, Guy,
    8. Head&Schoulders, Helena Rbubinsten, Huggies, Hugo boss,
    9. Infasil, Intervallo, Intima di Karinzia, Iodosan, Isabella Rossellini's Manifesto
    10. Jean Louis David, Johnson&Johnson,
    11. Kerastase, Kleenexe, Klorane,
    12. Lactacyd, Lancaster, Lancome, La Roche Posay, Laura Biagiotti (profumi), Lines (assorbenti adulti), Lines Lei, Linidor, L'Oréal, Lux, Lysoform,
    13. Macleens, Matrix, Max Factor, Maybelline, Mennen, Mentadent, Movida,
    14. Karl Lagerfeld (profumi), Kerastase, Kukident,
    15. Neutralia, Nidra, Noxzema, Natura, Neutromed, Neutromed Deo, Neutromed ph 3,5, Nordic Colors
    16. Oil of Olaz, Oral-B,
    17. Palmolive, Palma Ricasso (profumi), Pampers, Pantene, Pepsodent, Phas LarochePosay, Plax, Plenitude, Pond's, Polident,
    18. Ralph Lauren (profumi), Recital, Redken, Rexona, Rimmel, Rochas, Restive oil,
    19. Senz'acqua Lines, Squibb (dentifricio), Studio Line, Shiseido, Scotonelle, Strep, Sunsilk, Sergio tacchini (profumi),
    20. Tampax, Timotei, Tempo, Taft,
    21. Ultra Dolce Garnier,
    22. Valentino (profumi), Veet, Vichy, Viva Wella, Vital Colors

    CURA E IGIENE DELLA CASA
    1. Ace-Gentile, Aiax, Air Fresh, Anitra WC, Ariel, Autan, Ava-Perla,
    2. Baleno, Baygon, Baysan, Bio Presto, Bio Shout, Bolt, Bounty, Bravo, Bref,
    3. Calfort, Cif, Coccolino,
    4. Dash, Dinamo, Duracell, Duraglit, Dixan,
    5. Fabuloso, Fébrèze, Finish,
    6. Glade, Glassex,
    7. Harpic,
    8. Idraulico Liquido,
    9. Lanza, Lavasbianca, Lenor, Lip, Liù, Lysoform,
    10. Mastro Lindo, Mister Verde, Mr Muscolo,
    11. Napisan, Nelsen,
    12. Off!, Omo,
    13. Pril, Pronto, Pin, Può, Perlana,
    14. Raid,
    15. Scottex, Soflan, Sole, Sole di Marsiglia, Svelto, Swiffer, Sidol, Sil
    16. Tide, Tuono,
    17. Vernel, Viakal, Vim-Clorex,
    18. Woolite.

    PRODOTTI ALIMENTARI

    1. Algida, Amora,
    2. Bertolli, Buitoni,
    3. Calvè, Carte d'Or, Céréal, Creme Cuisine,
    4. Eldorado,
    5. Findus, Foglia d'Oro (margarina), Friol,
    6. Gerber, Gradina,
    7. Knorr,
    8. Isostad,
    9. Lipton - Ice Tea,
    10. Maizena, Marè, Maggi, Maya, Mayò, Milka, Montania,
    11. Novo Sal, Nestlè,
    12. Pfanni,
    13. Science Diet, Science Plan, Pringles,
    14. Rama, Rocca dell'Uliveto,
    15. San Giorgio, Solero, Sorbetterai di Ranieri,
    16. Tè Ati, Top-Down, Toseroni,
    17. Vigoplus, Vitasystem

    BIBITE
    Acqua brillante recoaro, Beltè, Beverly, Coca-cola, Chino', Energade, Fanta, Gingerino recoaro, Ice tea lipton, Isostad, Mirage, Nestea, Nestlè, One-o one, San pellegrino, San bitter, Schweppes, Sprite.

    COMPAGNIE AEREE
    Trasportano scimmie e altri animali destinati ai laboratori

    Aeroflot (Russia), Air Canada, American Airlines, China Eastern Airlines, Air France, Air India, El Al (Israele), Guyana Airlines, Liat (Caraibi), US Airways, Aero Peru, Air Tanzania, Amerijet International, Continental, Japan Airlains, lufthansa, Sabena.

    MANGIME PER ANIMALI,GRUPPO MARS:
    Waltham
    Cani: Chappi, Pedigree, Cesar, Royal Canin (tutta la linea).
    Gatti: Frolic, Whiskas, Sheba, Kitekat, Catsan (sabbia), Royal Canin (tutta la linea)

    GRUPPO COLGATE PALMOLIVE:
    Hill's (science diet, canine maintenance), Hill's Prescription Diet

    GRUPPO PROCTER & GAMBLE:
    Iams, Eukanuba

    GRUPPO NESTLE':
    Cani: Alpo, Felix, Friskies, Mighty dog, Pro Plan, Purina ONE, Purina veterinary diets.
    Gatti: Alpo, Friskies (Gourmet), Purina ONE, Pro Plan.

    BAYER:
    Cani: PRO GRES
    Gatti: PRO GRES

    NUTRO

    e ancora aziende che testano e relativi prodotti:

    1. 3M
    2. BAYER
    3. BIC
    4. BRISTOL-MYERS SQUIBB
    5. COLGATE PALMOLIVE
    6. GILLETTE
    7. GLAXO SMITHKLINE
    8. GUCCI NV
    9. HENKEL
    10. JOHNSON & JOHNSON
    11. JOHNSON WAX
    12. KIMBERLY - CLARK
    13. MARS
    14. MONSANTO
    15. NESTLE'
    16. NOVARTIS
    17. NUMICO
    18. PHILP MORRIS
    19. PROCTER & GAMBLE
    20. RECKITT BENCKISER
    21. SHISEIDO
    22. UNILEVER
    23. WARNER LAMBERT
    24. WELLA
    25. 3M

    Multinazionale di origine statunitense, attiva nei settori dei prodotti industriali, per grafica, sicurezza trasporti, forniture medico/chirurgiche. Prodotti farmaceutici e per l'igiene orale. Prodotti di largo consumo per l'ufficio (Scotch, Post-It) materiali per telecomunicazioni, elettrici, elettronici.

    MARCHI: Scotch - Brite
    Conduce o commissiona esperimenti su animali (fonte CC 12/00)

    BAYER
    Multinazionale di origine tedesca, attiva nei settori dei prodotti farmaceutici e delle strumentazioni diagnostiche, nel campo dei polimeri (materiali e gomme sintetiche, fibre tessili artificiali), dei prodotti chimici (colornati ecc.) e nel settore dei prodotti agrochimici (pesticidi, prodotti veterinari, biotecnologie per l'agricoltura)


    MARCHI: Autan Baygon Baysan Provado Pin

    Membro del BIBRA ( Britisch Industrial Biological Research Association) - Laboratorio inglese di ricerca su animali che effettua esperimenti per conto terzi (spesso cocietà che non hanno l'autorizzazione ad effettuare esperimenti in proprio).

    Cliente della HLS. La società è stata classificata dal CEP fra le prime 13 società del mondo in fatto di maltrattamento di animali e per questo motivo oggetto di bicottaggio da parte della SHAC.

    BIC
    Multinazionale di origine francese nota soprattutto per le penne a sfera, di cui è primo produttore mondiale, ma attiva anche nella produzione di rasoi usa e getta e prodotti per l'ufficio.



    MARCHI: Bic

    Nonostante l'azienda abbia dichiarato di aver sospeso gli esperimenti su animali, finora regolarmente effettuati, non ha mai comunicato di voler rinunciare a queste pratiche in via definitiva ed è per questo inserita nella lista negativa della PeTa USA (fonte: CC 12/00)

    BRISTOL-MYERS SQUIBB

    Multinazionale chimico-farmaceutica, sorta dalla fusione della Bristol Myers con la Squibb, leader nella produzione di prodotti farmaceutici, attrezzature mediche e prodotti dietetici ma attiva anche nell'industria cosmetica

    MARCHI: Squibb dentifrici Saugella
    Effettua esperimenti su animali e, per questo motivo è da anni oggetto di boiocottaggio dalla PeTa USA ( fonti EC 52/98 e 64/00)

    COLGATE PALMOLIVE
    Multinazionale di origine statunitense, produce e distribuisce in tutto il mondo prodotti per l'igene orale, (controlla circa la metà del mercato mondiale dei dentifrici), prodotti per l'igene personale e della casa, alimenti per animali domestici

    MARCHI: Aiax, Bravo, Colgate, Cura Morbido, Defend, Dinamo, Donge, Douss-Douss, Fabuloso, Glicemille, Hill's Prescription Diet, Hill's Science Diet, Hill's Science Plan, Nidra, Olà, Palmolive, Perm & Color, Plax, Soflan

    Effettua esperimenti su animali (fonte: CC 12/00), anche per la creazione dei propri mangimi per cani e gatti e, per questo motivo, è oggetto di un boicottaggio promosso da BUAV (fonte: EC 64/00 e 66/00)


    GILLETTE
    Multinazionale di origine statunitense, produce rasoi, lamette, pile e batterie, elettrodomestici, (Braun) prodotti cosmetici e per l'ignene personale, articoli da cancelleria (Papermate, Parker, Waterman)

    MARCHI: Duracell, Gillette, Glillette Deo, Gillette Pour Elle, Oral-B
    Dopo l'azione di boicottaggio della PeTa nel 1997(adesso sospesa) , la società ha dichiarato pubblicamente che avrebbe ridotto il numero dei laboratori di sperimentazione di proprietà e che avrebbe utilizzato la sperimentazione su animali solo in caso di estrema necessità. Malgrado la buona volontà dimostrata, l'azienda è ancora inserita nella lista negativa della PeTa USA (Fonte: CC 12/00) ed è oggetto di boicottaggio da parte di gruppi animalisti statunitensi, tedeschi e britannici (fonte: CSG 1997)


    GLAXO SMITHKLINE
    Multinazionale di origine britannica, nata dalla fusione della Glaxo Wellcome Plc e della Smithkline Plc, rappresenta il più grande gruppo farmaceutico del mondo

    MARCHI: Acquafresh, Iodosan, Lactacyd, Macleens
    Membro di BIBRA, ha ammesso pubblicamente di effettuare test su animali (Fonti: EIRIS 14/03/95 e EC 55/98); in Belgio è stato attivato un bicottaggio a suo carico dall'APMA in quanto esegue test su primati importati dalle Barbados (fonte: CSG 1997); in Gran Bretagna e USA invece, è oggetto di un boicottaggio promosso da SHAC in quanto l'impresa finanzia la HLS ed è di questa uno dei principali clienti (fonte: sito dell'associazione)

    GUCCI NV
    Multinazionale olandese attiva nel settore dell'alta moda e degli accessori di lusso (orologi, pelletteria, scarpe, occhiali, ecc) ma presente anche nel settore dei cosmetici, soprattutto dopo la recente acquisizione del gruppo francese Sanofì Beautè

    MARCHI: Krizia (profumi), Fenfi (profumi), Oscar de la Renta (profumi) Roger&Gallet (profumi) Van Cleef&Arpels (profumi) Yves Saint Laurent
    Il gruppo Sanofì Beautè effettua o commissiona a terzi, esperimenti su animali (fonte: CC 12/00 e EC 64/00)

    HENKEL
    gruppo chimico tedesco attivo nel settore della chimica, degli adesivi industriali e per uso domestico, dei detergenti e dei cosmetici, degli articoli di cancelleria (Pelikan). Occupa il terzo posto per la vendita di detersivi in Europa, dopo Procter & Gamble e Unilever


    MARCHI: Antica Erboristieria, Atlas, Attack, Bostick, Bref, Brilliance, Bucato lavatrice, Country Colors, Dato 60°, Denivit, Dixan, Fa, La Perla (profumi), Loctite, Mila Schon (profumi), Natura, Neutromed, Neutromed Deo, Neutromed ph 3,5, Nordic Colors, Perlana, Sergio tacchini (profumi), Sidol, Sil, Squibb (barba), Taft, Theramed, Vernel, Vidal, Vital Colors.
    Effettua o commissiona a terzi esperimenti su animali (fonte: CC 6/01)

    JOHNSON & JOHNSON
    Multinazionale farmaceutica di origine statunitense, rappresenta la prima società al mondo nel settore dei prodotti sanitari. Oltre che nel settore farmaceutico, è attiva anche nella creazione di prodotti professionali e di largo consumo.

    MARCHI: Baby schampoo Johnson's, Johonson's Carefree, Johonson's Baby Olio, Johnson & Johnson, Johnson's pH 5,5, Neutrogena, O.B., Roc, Serena, Silhouette.
    Effettua o commissiona a terzi, esperimenti su animali (fonti: CC 12/00 e CSG 1997, p.51)

    JOHNSON WAX
    Multinazionale chimica di origine statunitense, è una delle maggiori cosità produttrici di prodotti per la casa

    MARCHI: Anitra Wc, Bio Shout, Glade, Idraulico liquido, Mr. Muscolo, Off!, Pronto, Raid.
    Effettua esperimenti su animali e, per questo motivo, è oggetto di un boicottaggio promosso dalla BUAV (Fonte: EC 64/00, p.28)


    KIMBERLY CLARK
    Multinazionale statunitense attiva nel settore cartario. Dopo aver assorbito la Scott Paper Company, la società detiene il primato mondiale nel settore della carta assorbente per uso domestico ed igienico. L'impresa gestisce oltre 3 milioni di ettari di foreste.

    MARCHI: Freedom, Klineex, La Soffice Differenza, Scottex, Scottonelle.
    Effettua o commissiona esperimenti su animali (fonte: CC 12/00)

    MARS
    Multinazionale di origine statunitense attiva in oltre 100 paesi di tutto il mondo. La Holding opera nel settore alimentare (barrette di cioccolato, merendine, gelati, ecc.) nel settore alimentare per animali domestici e in quello della componentistica elettronica.

    MARCHI: Brekkies, Bounty, (snaks) Canine, Cesar, Chappi, Hill's Prescription Diet, Hill's Science Plan, Kitekat, M6M's, Mars, Milky Way, Pedigree, Sheba, Snickers, Twix, Suzi-Wan, Uncle Ben's, Whiskas
    La controllata Waltham, responsabile del settore degli alimenti per animali domestici e a sua volta proprietaria della società Pedigree, appartenente allo stesso settore è coinvolta da una campagna di protesta organizzata dalla BUAV nell'estate 2000. In gran Bretagna la Waltham conduce esperimenti su animali, per conto della Pedigree, che comportano l'solamento degli animali per lunghi periodi, endoscopie, biopsie, somministrazione di sedativi ed anestetici, enteroclismi, frequenti variazioni della dieta e conseguenti disturbi digestivi, prelievo di pelo alla base della coda, ecc. Si teme inoltre che gli esperimenti condotti negli Stati Uniti siano ancora più invasivi. In una lettera del 17 luglio 1998, la Waltham ha inoltre affermato di essere membro di BIBRA (Fonte EC 66/00 Research Supplement)

    MONSANTO (PHARMACIA)
    Grande multinazionale agrochimica, si è recentemente fusa con il gruppo farmaceutico Pharmacia & Upjohn dando vita ad una nuova multinazionale denominata Pharmacia. La metà del fatturato del nuovo impero deriva dalla produzione Monsanto (erbicidi, ormoni di sintesi, sementi geneticamente modificati); l'altra metà deriva da attività nel settore farmaceutico. La Monsanto ha prodotto il primo dolcificante arificiale (la saccarina) e, negli anni 60, il cosidetto "agente arancione", un potente defoliante utilizzato nella guerra in Vietnam. Produce inoltre il BGH, un ormone per far crescere in fretta i bovini destinati alla macellazione ed il Posilac, un ormone per stimolare la produzione di latte nelle mucche.

    MARCHI: Mivida, Misura.
    Sperimenta i propri prodotti sugli animali (fonte: CRC 1998) utilizzando, fra l'altro, il laboratorio HLS. Per questo motivo è oggetto di manifestazioni di protesta da parte di SHAC (notiziario dell'associazione).

    NESTLE'
    Multinazionale di origine svizzera, rappresenta la prima società agroalimentare del mondo, controlla quasi la metà del mercato mondiale di latte in polvere ed è leader mondiale nel settore delle acque minerali e del caffè. Possiede inoltre numerosi marchi di alimentari per animali domestici (Friskies, Purina) e detiene una fortissima percentuale dell'azionario L'Oreal.

    MARCHI: Acqua Brillante Recoaro, After Eight, Alemagna, Antica Gelateria, Baci, Beltè, Berni, Buitoni, Cacao Perugina, Cappuccino, Cat Chow Mix, Cheerios, Chinò, Claudia, Chocapic, Cioccoblocco, Condipasta, Condiriso, Diger Seltz, Dog Chow, Doko, Ecco...,Frank, Felix, Fibre 1, Fido, Fitness, Friskies, Fruit Joy, Fruttolo, Galak, Giara, Gingerino, Recoaro, Giulia, Grand Menù, Gourmet/ Gold, Kit Kat, Kix, La Cremeria Motta, La valle degli Orti, LC1, Le Ore lIete, Levissima, Limpia, Linea e gusto, Lion, Lora Recoaro, Maggi, Malto Kneipp, Mare Fresco, Mighty Dog, Mio, Mirage, Motta, Nescafè, Nesteè, Nesturn, Nesquik, Nesquik Cerali, Nidina, Nutri Soup, One-o-One, Orzoro, Panna, Pejo, Perrier, Perugina, Pezzullo, Pracastello, Pro Plan, Puppy, Chow, Quality Street, Ronnie, Rowbtree Macintosh, Salute e Gusto, San Bernardo, Sandalia, San Pellegrino, San Bitter, Sasso, Sassonaise, Smarties, Surgela, Tione, Trio, Ulmeta, Vera, Vismara, Vitto.


    Oltre ad utilizzare ingredienti testati su animali (fonte: CSG 2000) le aziende produttrici di mangime per animali domestici effettuano esperimenti su varie specie animali incluso cani e gatti. In Italia la Friskies possiede regolare licenza del Ministero della Sanità Italiano per effettuare esperimenti presso il laboratorio di via Stradalta 35, Bertiolo - Udine (Fonte: aut.Min. n. 508 del 12/12/97)

    Gli atti del Ministero rivelano che l'azienda ha effettuato test su rettili, topi, cavie, criceti, conifli, pesci e avicoli (fonte: IMP 12/98). In una relazione dell'estate 2000 rilasciata dalla BUAV si apprende che in un esperimento condotto negli Stati Uniti, per conto della Ralston Purina, a dieci cani sono stati inseriti dei tubi nello stomaco, attraverso le pareti addominiali, per poterli alimentare direttamente (fonte: EC 66/00, p.21 supplemento). Nei suoi stabilimenti in Svizzera, invece la Nestlè, utilizza gli animali per verificare gli effetti del suo caffè (fonte: CSG 1997 p. 49); esperimenti su ratti effettuati presso il Centro di Ricerche Nestlè di Losanna sono stati denunciati dalla BUAV nel dicembre 1995 (fonte: EC 64/00, Research Supplement, p.22)

    NOVARTIS
    Multinazionale chimica sorta dalla fusione di due colossi svizzeri della chimica tradizionale, la Sandoz e la Ciba-Geigy. L’attuale produzione della Novartis si divide tra il settore farmaceutico/sanitario (ad esempio le lenti a contatto ed i prodotti Ciba Vision), il settore dei prodotti dietecici e per l’infanzia e quello dei prodotti agrochimici (pesticidi e sostanze transgeniche). E’ una delle più grandi imprese mondiali nel settore delle biotecnologie (produce il mais-bt).

    MARCHI: Céréal, Gerber, Isostad, Novo Sal, Vigoplus.
    Esegue esperimenti estremi su anmali. Il 31 agosto 1996 la rivista britannica "New Scientist" riferiva che presso la Imutran, un’azienda controlata dalla Novartis specializzata in esperimenti su animali, erano stati trapiantiati reni di maiali transgenici nel corpo di scimmie. Tutte le scimmie coinvolte nell’esperimento sono morte in breve tempo (fonte: EC 63/00). Il 10 maggio 1998, il settimanale inglese "The Observer" ha poi pubblicato un articolo da cui si è appreso che due maiali sono stati trasferiti dalla Imutran al Centro Ricerche Biomediche di Rijswijk in Olanda noto per effettuare esperimenti molto spinti. Si pensa pertanto che il trasferimento sia stato un mezzo per aggirare le leggi inglesi sulla vivisezione (fonte EC 54/99); sul sito web del 29 dicembre 1999 del gruppo inglese UNCAGED è apparsa infine la notizia che l’azienda ha trasferito il cuore di criceti nel corpo di conigli e cuori di maiali nel corpo di scimmie. (fonte: EC 63/00, p.33)

    NUMICO
    Impresa di origine olandese specializzata nel settore degli alimenti per l’infanzia e dietetici.

    MARCHI: Milupa, Nutricia, Nutricia Crescita, Vitasoya.
    L’impresa commissiona esperimenti su animali. Nell’agosto 1997 la società del gruppo Cow and Gate è stata infatti oggetto di dimostrazione di protesta che si è svolta davanti ai laboratori della BIBRA di Londra, presso la quale erano stati effettuati esperimenti per verificare gli effetti dei grassi alimentari sui ratti (fonte: EC 63/00, p,17 e supplemento)

    PHILP MORRIS
    L’impresa di origine britannica è la prima società al mondo nel settore della produzione di sigarette (Benson & Hedges, Chesterfield, Lark, L&M, Marlboro, Merit, ecc) ma è presente anche nel settore alimentare e della birra. Il settore alimentare è gestito dalla Kraft (latticini e salse) e dalla Jacobs Suchard (caffè e cacao).

    MARCHI: Baika, Bittra Suchard, Caramba, Cote d’Or, Dover, Faemino, Gim, Hag, Invernizzi, Invernizzina, Jocca, Legeresse, Lila Pause, Lindeberger, Maman Luise, Mayonnaise, Mato-mato, Milione, Milka, Molka slurp, Milka Tender, Mozary, Sottilette, Toblerone, Osella, Philadelphia, Primolo, Simmenthal, Splendid, Spuntì, Susanna, Terry’s.

    La principale società alimentare del gruppo, la Kraft Jacobs Suchard, effettua sperimentazione su animali (fonte: EC 60/99); per verificare la digeribilità di alcune sue qualità di caffè, ad esempio, il prodotto è stato iniettato nello stomaco di gatti, a intervalli di tempo di cinque minuti; dopodichè, i gatti sono stati soppressi (fonte CSG 1997, p.49

    UNILEVER
    Multinazionale specializzata nel settore alimentare ma molto attiva anche nei prodotti per la casa e la cura della persona. E' oggetto di boicottaggio da parte di Naturewatch Trust e della British Union For The Abolition of Vivisection poihé effettua esperimenti non obbligatori per legge. La multinazionale ha vinto il premio "Scienza Folle 2002", indetto dall'associazione animalista Animal Aid, grazie ad un esperimento definito inutile dagli stessi esperti in tossicologia, che si proponeva di verificare se l'olio di Karitè prodiuce tumori. A questo scopo, 500 ratti sono stati tenuti in isolamento, in gabbi individuali, per due anni.

    Ecco i suoi prodotti e i marchi:
    - Bevande: Lipton, Ati, Montana, Brioschi
    - Dolciumi: Algida, Toseroni, Sorbetteria di Ranieri
    - Condimenti: Bertolli, Hellmann's, Calvé, Maya, Gradina,
    - Cibi pronti e leofilizzati: Knorr
    - Surgelati: Findus,
    - Alimenti dietetici: Slim Fast
    - Prodotti base di latte: Milkana, Creme Cuisine
    - Detersivi: Cif, Omo, Coccolino, Ava, Bio Presto, Vim, Lysoform, Svelto, Surf
    - Cura personale: Axe, Rexona, Impulse, Dove, Lux, Clear, Denim, Atkinson,
    - Mentadent, Benefit, Gibbs, Fabergé, Timotei, sunsilk
    - Profumi di lusso: Valentino, Cerruti, Calvin Klain, Lagerfeld, Chloe
    - Cosmesi: Cutex, Pond's, Leocrema
    - Chimica: Athea
    SE LI CONOSCI LI EVITI


    COLLANTI:
    cervione (ossa e pelli mucche-cavalli), ittiocolla (o colla di pesce, famosa x le creste punk, si ricava da vescica natatoria dello storione)

    COLORANTI:
    (x decreto ministeriale a un alimento possono essere aggiunti coloranti senza che siano indicati sull’etichetta…)
    E120 COCCINIGLIA (colorante di colore rosso naturale ottenuto schiacciando del cocco femminile di Dactilopius, un insetto della cactus-dimora indigeno in America Centrale.) -> dolci, bibite, formaggi e margarina
    E161b XANTOFILLE-LUTEINA -> da carotene ma si pensa anche da tuorlo d'uovo, stessi prodotti di E120
    E161c XANTOFILLE-CRIPTOXANTINA -> carotene, tuorlo d'uovo, burro. sempre E120 E120, E470, E472 a-f, E473, E474, E475, E476, E478, E542, E904, E913, E920, E921

    CONSERVANTI:
    E252 POTASSIO NITRATO -> minerale o prodotto da materiali di scarto di animali-vegetali. Serve per conservare la carne
    E270 ACIDO LATTICO Ottenuta da batteri che inacidiscono il latte o da fermentazione carboidrati: gelati, impasti per pane, dolci, formaggi, salse

    EMULSIONANTI, STABILIZZANTI, ADDENSANTI, GELIFICANTI:
    E470 SALI DI SODIO , POTASSIO, CALCIO ACIDI GRASSI -> da materie grasse commestibili. Per caramelle, cioccolato e surrogati, prodotti da forno specifici
    E471 MONO E DIGLICERIDI DEGLI ACIDI GRASSI ALIMENTARI -> da glicerina e da acidi grassi. Creme pasticceria, gelati, lieviti, margarina, marmellate, prodotti da forno
    E472b ESTERI DEL MONO E DIGLICERIDI DELL'ACIDO LATTICO-ESTERI LATTICI -> preparato da acido lattico. Per margarina, pane con grassi, dolci
    E473 SUCROESTERI: ESTERI DEL SACCAROSIO CON ACIDI GRASSI ALIMENTARI -> preparati da acidi grassi alimentari. Gelati, grassi emulsionanti, maionese, margarina, alcuni prodotti da forno
    E474 SUCROGLICERIDI -> ottenuti mediante azione del saccarosio su trigliceridi naturali (lardo, sego, olio di palma), stessi prodotti E473
    E477 ESTERI PROPILENGLICOLICI DEGLI ACIDI GRASSI -> dal propilen glicol e da acidi grassi. Prodotti dolciari in genere
    E481 STEAROIL-2-LATTILATO DI CALCIO. Secondo olaf dovrebbe essere sintetico, ma ha forti sospetti sia ottenuto da acido lattico, controllate. Viene usato nella senape


    ADDITIVI ANCORA SENZA "E":
    572 MAGNESIO STEREATO -> da acido stereato, presente in grassi vegetali e animali
    631 INOSINATO DI SODIO -> esaltatore di sapidità preparato da estratti di carne e sardine essicate
    904 SHELLAC -> sostanza ottenuta da resina prodotta da insetto che secerne gommalacca, detto LACCIFER LACCA. Agente lucidante usato sugli agrumi, caramelle senza incarto, cioccolato e surrogati, mele, torrone.
    920 CISTEINA, SUOI CLORIDRATI E SUOI SALI -> derivati sintetici dell'amminoacido naturale cisteina. Tutte farine tranne che integrale

    VARIE INFORMAZIONI:

    CAGLIO:
    si può anche ottenere da carciofi, ma quasi sempre da abomaso: quarta e ultima cavità dei ruminanti

    ZANZARE:
    rimedi naturali: piante geranio o eucalipto su davanzale (attenzione se ingerite sono tossiche per gli animali domestici), o zanzariere.

    GELATINA:
    la gelatina si ricava bollendo e filtrando ossa, tendini e pelle animale. Molti vegetariani hanno imparato a evitare le caramelline… ma pochi sanno che le pellicole in fotografia e al cinema sono coperte da uno strato protettivo di gelatina (macchina digitale unica soluzione!), che si usa anche nella chiarificazione dei vini, o nell'industria tessile per produrre carta.

    ESPERIMENTI COSMETICI


    Per i test cosmetici, l'animale più utilizzato è il coniglio. Di seguito sono indicati alcuni dei test utilizzati.


    DL50
    Tutto ciò che viene a contatto con noi.
    Per verificare la tossicità di sostanze chimiche, shampoo, schiume da barba, lacche, dentifrici, rossetti ecc., dosi massicce dei componenti o dei prodotti finiti, vengono forzatamente introdotte nello stomaco degli animali fino a stabilire la quantità sufficiente ad uccidere.
    Il test (dose letale 50) termina quando il 50% degli animali muore.

    Draize Test oculare
    Tutto ciò che viene a contatto con i nostri occhi.
    Shampoo, creme, mascara, ombretti, liquidi per lenti corneali ecc. vengono testati mettendo negli occhi dei conigli albini la sostanza per controllarne poi la capacità di irritazione. Vengono usati i conigli albini perché i loro occhi sono particolarmente sensibili.
    Il coniglio durante questo esperimento viene bloccato in apposite gabbie di "contenizione" in modo che abbia la testa bloccate (vedi immagine più sotto). Infine la tossicità del prodotto verrà valutata dal ricercatore (il parere può cambiare da ricercatore a ricercatore) sulla base dell'infiammazione, dell' opacità o della distruzione della cornea, che può essere più o meno grave. Questo test (test oculare di Draize ) è molto vecchio e poco scientifico ma ancora in uso, ci sono oggi molti metodi sostitutivi e molto più sicuri, ma forse perché più sicuri bloccherebbero troppi prodotti che con il vecchio test oggi si possono mettere in commercio facilmente.

    Draize Test cutaneo
    Tutto ciò che viene a contatto con la nostra pelle.
    Fondotinta, creme, detergenti, prodotti solari ecc. vengono spalmati sulla pelle rasata degli animali, di solito cavie, topi e conigli. Successivamente la pelle viene asportata ed esaminata per valutarne il grado di irritazione.

    Test di cancerogenicità
    Generalmente vengono usati roditori ai quali viene fatta ingerire o inalare la sostanza per un periodo anche di diversi anni. In seguito gli animali vengono uccisi e sottoposti ad autopsia per stabilire la presenza di eventuali tumori nei loro tessuti.

    Quando un immagine vale piu' delle parole...



    Le informazioni sono prese da: "Guida ai prodotti non testati su animali" Antonella de Paola ed. Cosmopolis

    Fonte: http://www.lavocedeiconigli.it/lista_della_morte.htm

    VIVISEZIONE,UN MALE DA FERMARE:115 MILIONI GLI ANIMALI TORTURATI NEL MONDO

    venerdì 7 ottobre 2011

    un topo
    I topi sono gli animali
    più utilizzati per la ricerca
    All’udire la parola vivisezione la prima reazione è quella di volerne distogliere subito il pensiero, magari chiedendo al proprio interlocutore di cambiare immediatamente argomento a causa di una propria personale ipersensibilità nei confronti degli esseri viventi e di ogni forma di tortura che li vede vittime indifese.

    Quante volte gli animalisti, nel desiderio di informare, semplicemente, il prossimo sulle atrocità compiute nei laboratori di vivisezione in nome della ‘scienza’, si sono sentiti ripetere la frase “non mi dire nulla di più per favore, non lo posso sopportare”? Tante. A quel punto alcuni obbediscono, preoccupati più di non provocare un momentaneo turbamento in chi hanno di fronte che di aprire loro gli occhi su ciò che realmente avviene a danni di milioni di animali, e a cui spesso ci si può opporre, tra l’altro, semplicemente facendo attenzione a cosa si mette nel carrello della spesa. Ad altri invece, per fortuna, preme di più la verità: che la gente almeno sappia quali orrori si nascondono tra le pareti dei laboratori delle principali case farmaceutiche e di cosmesi, perché questo avviene ancora oggi nella più totale legalità, ed infine cosa può fare il cittadino per manifestare il proprio dissenso.In base ad una recente indagine risultano essere circa 115 milioni gli animali complessivamente detenuti e sfruttati nei laboratori di vivisezione di tutto il mondo. Di questi, circa l’80% sono roditori (ratti, cavie, topi, criceti), e il restante 20% cani, gatti, conigli ma anche asini, bovini e piccole scimmie. Tuttavia si tratta di cifre sicuramente sottostimate (complessivamente potrebbero essere 300 milioni, considerando gli animali non conteggiati nei dati ufficiali) a causa della mancata registrazione da parte dei laboratori di tutti gli animali realmente utilizzati.Si pensi che per esempio negli Stati Uniti le statistiche tengono conto solo di alcune specie di animali per i dati ufficiali, ma se venissero conteggiati tutti quelli realmente usati (quindi anche uccelli, topi, pesci, anfibi e rettili) il loro numero salirebbe da appena un milione a 34 milioni.
    conigli
    Conigli nei box di contenimento, pronti per il test
    A proposito dell’incertezza dei dati a disposizione e dell’enorme difficoltà nel reperirli la BUAV afferma:
    "E’ sconvolgente che così pochi paesi ritengano importante contare il numero di animali che soffrono nei loro laboratori. E' impossibile avere un dibattito sul ruolo degli esperimenti sugli animali nel 21esimo secolo, quando il numero ufficiale degli animali coinvolti e' cosi' sottovalutato. Ciò significa che un'enorme quantità di sofferenza viene semplicemente ignorata, e gli sforzi volti a sostituire l'uso degli animali nella ricerca con tecniche più moderne viene ostacolato. La vivisezione è considerata uno dei più controversi campi di utilizzo degli animali, e' giunto il momento che i governi di tutto il mondo portino alla luce la verità”.
    Di tutti gli esperimenti condotti su questa vastissima popolazione di animali solo il 30% riguarda la medicina, mentre il 70% serve a testare prodotti cosmetici, detergenti, formule industriali (detersivi, saponi, inchiostri, ecc.) o belliche (gas tossici, radiazioni nucleari, armi batteriologice, nuovi proiettili, ecc. ); infine, una piccola percentuale viene fatta a scopo didattico-dimostrativo nelle scuole.
    Tutti gli animali ‘da laboratorio’ sono destinati, come facilmente intuibile, a non morire di morte naturale bensì ad essere, prima o poi, uccisi. I più fortunati moriranno prima; gli altri, sottoposti a test più lunghi o a più esperimenti consecutivi, dovranno agonizzare per un tempo maggiore, ma poi l’epilogo sarà lo stesso. L’aspetto tragico della vivisezione, come è evidente, non è la morte dell’animale in sè, ma tutto ciò che la precede. A questo proposito il punto cruciale del problema risiede nel corretto utilizzo dell’anestesia, in grado di ridurre drasticamente le agonie delle malcapitate creature durante l’esperimento e quindi di eliminare quella sofferenza che è atroce, infinita, intollerabile.
    L’anestesia invece non viene sempre praticata e spesso dura solo una parte dell’esperimento, ma anche qualora il suo effetto durasse per tutto il test l’animale sottoposto soffrirebbe comunque per il dolore che si protrae normalmente ben oltre la fine dell’operazione. La totale negligenza nella pratica di un’anestesia corretta, che copra tutto il periodo di dolore, non ha nessuna motivazione se non quella economica: pur di non spendere soldi, o di non ‘perdere tempo’ per l’anestetico si lascia che l’animale, già sofferente per la condizione di prigionia e di privazione estrema conseguente al suo essere ‘animale da laboratorio’, soffra e agonizzi all’infinito. Non ha importanza, perché tanto è …‘solo un animale’. Non ci sarà nessun avvocato a difenderlo. In qualunque modo l’animale venga trattato saranno in pochi a saperlo: il vivisettore stesso e, forse, pochi altri colleghi, che in quanto tali non avranno nulla da obiettare. Dopo tutto quando c’è di mezzo la “scienza”, qualcuno deve sempre sacrificarsi. E così i vivisettori si mettono la coscienza a posto. Ma … sarà veramente così?
    cani
    Gli animali in gabbia, tenuti in isolamento, senza possibilità di socializzare, quasi sempre impazziscono
    La sperimentazione animale, dicevamo, viene percepita come un qualcosa di terribile, di agghiacciante.
    È proprio il rifiuto dell’opinione pubblica a volerne sapere di più che riduce la vivisezione sempre e solo ad un “qualcosa” di molto nebuloso. Come conseguenza di questa ignoranza diffusa sul tema si ha un’opinione pubblica che si esprime attraverso una serie di frasi fatte e senza nesso logico, come per esempio quella più classica in assoluto: ‘meglio salvare un bambino che un cane’.La frase, perfettamente condivisibile nel contenuto, anche dagli antivivisezionisti, pecca invece gravemente nel presupposto, e cioè che sia inevitabile sacrificare uno dei due: uomo o animale. Al contrario il movimento antivivisezionista, composto oltre che da comuni cittadini anche da moltissimi medici ed esperti in materia (www.mediciinternazionali.org), sostiene che con i metodi alternativi a quelli tradizionali che impiegano animali, metodi che già esistono da tempo e vengono in parte applicati, non solo è possibile risparmiare inenarrabili sofferenze a milioni di poveri animali ma anche e soprattutto avere la garanzia di un risultato molto più affidabile e realmente scientifico in quanto questi metodi utilizzano come modello di studio direttamente l’uomo e non più l’animale. Il vantaggio, non da poco, è di avere risultati tangibili già definitivi, nel senso che non necessitano di successive estrapolazioni e correlazioni con altre specie, perché già si riferiscono alla specie giusta: quella umana.Per la ricerca biomedica di base i metodi alternativi si avvalgono di dati epidemiologici e statistici, colture in vitro di tessuti o di interi organi umani, dello studio diretto dei pazienti tramite i moderni strumenti di analisi non-invasivi, infine di autopsie e biopsie; per i test di tossicità in campo cosmetico si lavora molto con le colture di cellule e di tessuti umani o modelli matematici computerizzati; infine per la didattica esistono ormai centinaia di metodologie alternative già validate: modellini, manichini e simulatori meccanici computerizzati, film, video ecc.I metodi alternativi, benché veramente scientifici e sicuramente promettenti, stentano a decollare a causa di un’insormontabile barriera burocraticache prevede un iter, per la loro validazione ai fini dell’applicabilità, molto lungo e oneroso (può durare molti anni). Un criterio di validazione, quello in atto per i metodi alternativi, che, è bene dirlo, è da considerarsi inaccettabile in triplice misura. In primo luogo perché il metodo da validare viene ritenuto idoneo solo se riesce a fornisce dati simili a quelli ottenuti, in passato e per le medesime sostanze, con la sperimentazione animale. Un criterio questo del tutto irrazionale e antiscientifico in quanto i risultati andrebbero semmai confrontati con quelli già noti sull'uomo: si parla di sostanze già sperimentate, quindi già in commercio e sulle quali sono pertanto già noti gli effetti sull’essere umano; per cui perché prendere come riferimento i risultati ottenuti sui topi, ratti o altri animali, anche quando peraltro sono spesso diversi da quelli riscontrati successivamente sul corpo umano?
    scimmia con elettrodi
    Scimmia nel box di contenzione con elettrodi impiantati nel cervello
    Inoltre, non ha senso confrontare i dati ottenuti da un organismo in toto con quelli di una coltura cellulare umana. Questi ultimi sono parziali, ma danno informazioni certe per l'uomo, invece i test sugli animali sono più completi (ossia sarebbero ovviamente molto utili se noi volessimo conoscere gli effetti del cancro su di loro e non sull’uomo!) ma danno informazioni incerte, e quindi irrilevanti o peggio fuorvianti, riguardo all'effetto sull'organismo umano.

    Infine, e qui siamo al paradosso, i test su animali correntemente utilizzati, riconosciuti, ufficiali e quindi perfettamente legali, non sono mai stati validati! E ora questi stessi test vengono innalzati a metro di giudizio per la validazione di quelli nuovi, alternativi alla sperimentazione animale. A questi ultimi cioè si richiede, per essere riconosciuti ‘idonei’, di produrre risultati simili a quelli ottenuti con la sperimentazione animale (i cui test sono spesso tra l’altro estremamente datati, alcuni risalenti addirittura al 1930), la quale esse stessa non è mai stata sottoposta a nessun tipo di verifica, bensì, venne a suo tempo presa per buona a priori, non si capisce in base a quale evidenza scientifica, viste le macroscopiche differenze biologiche tra uomo e animale. È un po’ come mandare il proprio figlio a prendere lezioni di una materia per conseguirne un diploma, in una scuola che non ha alcun titolo per farlo.
    La sperimentazione animale è entrata di diritto nelle linee guida, accettate a livello mondiale, dell'Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OECD - Organization for Economic Cooperation an Development) senza alcuna validazione.
    La vivisezione si basa su un presupposto completamente sbagliato, la cui gravità è fin troppo evidente: ogni specie è differente, per metabolismo e altri parametri fisiologici, di conseguenza nessun risultato conseguito su una specie animale potrà mai essere estrapolato con certezza su un'altra.
    In altre parole, ogni specie è un modello valido di sperimentazione solamente per la propria stessa specie e per nessun’ altra.
    La strada che porta a liberare gli animali dagli strumenti di contezione e dagli stabulari dei laboratori si costruisce solo quindi continuando a dimostrare chetanta sofferenza, oltre che immorale e indegna di una società civile, è inutile per il benessere e la salute umana. E’ necessario dimostrarlo con i dati scientifici, confrontando quelli affidabili e certi che emergono dallo studio di cellule umane con quelli che derivano dai metodi tradizionali che analizzano l’animale, estremamente variabili a seconda della specie utilizzata, quindi pericolosi e fuorvianti se presi per buoni nella formulazione di cure o farmaci per l’uomo.

    TEST COSMETICI SUGLI ANIMALI:SI TRATTA DI VERE E PROPRIE TORTURE.E SE AL LORO POSTO CI FOSSI TU?

    martedì 4 ottobre 2011

    Vi siete mai chiesti in cosa consistano i test cosmetici effettuati sugli animali? Ve lo spieghiamo noi. Perché si scelgano cosmetici non testati sugli animali.

    Per testare la tossicità dei cosmetici, moltissime industrie sono solite praticare con agghiacciante regolarità quelli che vengono comunemente definiti “i cinque test di tossicità”. In genere, queste “prove” vengono effettuate su topi, cavie e conigli, ma possono riguardare anche altre specie di animali.
    Vediamo in cosa consistono esattamente questi cinque test.

    Fase uno: tossicità per uso ripetuto
    Gli animali sono costretti ad ingurgitare o inalare gli ingredienti da testare. In alternativa la sostanza viene spalmata sulla pelle rasata della bestiola che può arrivare ad ospitarla, qualunque siano gli effetti, fino ad un periodo di novanta giorni. A fine esperimento si procede con l’uccisone dell’animale.

    Fase due: tossicità riproduttiva
    Femmine gravide di conigli, topi o ratti sono alimentate forzatamente con la sostanza da verificare. Successivamente si procede all’uccisione dell’animale e all’autopsia per studiare gli eventuali effetti della sostanza sul feto.

    Fase tre: tossicità cinetica
    Gli animali sono costretti ad ingerire la materia prima, dopodiché vengono soppressi e studiati per esaminare la distribuzione e l’accumulo della sostanza negli organi: assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione.

    Fase quattro: sensibilizzazione cutanea
    Dopo essere stati rasati, gli animali vengono messi a contatto con la sostanza per valutare eventuali reazioni allergiche. Anche in questo caso gli animali vengono uccisi a fine esperimento.

    Fase cinque: cancerogenicità

    Gli animali vengono alimentati forzatamente con la sostanza da testare per un periodo minimo di due anni, e poi uccisi per esaminare l’eventuale insorgenza del cancro nel loro organismo.
    Come possiamo dunque riconoscere i cosmetici davvero cruelty free, ossia quelli non testati sugli animali? Dovremmo riuscire a farlo guardando l’etichetta e decifrando diciture come queste:
    // Stop ai test su animali: è controllata da Icea per LAV ed è l’unico disciplinare internazionale a garantire che le aziende aderenti non conducano, non commissionino né prendano parte a test sugli animali, né direttamente né attraverso l’acquisto di materie prime non cruelty free.
    // Clinicamente testato: è una dicitura che si riferisce al prodotto finito e indica che è stato oggetto di test su umani volontari, ma non garantisce che prima di questi non siano stati effettuati anche test sugli animali.
    // Dermatologicamente testato: come “clinicamente testato”. Nessuna garanzia.
    // Microbiologicamente testato: si riferisce a controlli atti a valutare contaminazioni dei prodotti da parte di funghi o batteri, ma non ha nulla a che vedere con la sperimentazione animale. Il prodotto potrebbe benissimo essere stato testato sugli animali.
    // Cruelty free: nonostante l’apparenza si tratta di una dicitura non chiara, perché non specifica all’ambito sperimentale. Può riguardare l’origine dei prodotti, come ad esempio quelli relativi a cosmetici privi di componenti animali, ma non dà, di fatto, garanzia che non siano stati eseguiti i cinque test di cui vi abbiamo parlato.

    Ecco una lista di prodotti certificati ICEA, ossia certamente cruelty free e non testati sugli animali:


    // Argital
    // CIBE
    // COOP
    // Dr Taffi
    // Helan
    // L’erbolario
    // Lush
    // Revlon
    // Victoria’s Secret
    La lista “nera” comprende invece, tra i (molti) altri:
    // Clinique
    // Lancome
    // Garnier
    // Givenchy
    // Helena Rubinstein
    // Yves Rocher
    // Yves Saint Laurent
    // L’Oreal (che possiede, tra gli altri, Biotherm, Cacharel, Garnier, Giorgio Armani, Maybelline, Vichy)
    // Max Factor (Procter & Gamble)
    // Pantene (Procter & Gable)

    Latte e allevamenti: Ecco cosa c'è davvero dietro e non si sa..

    mercoledì 28 settembre 2011


    Spesso immaginiamo la mucca insieme ai suoi piccoli, mentre si nutre di erba fresca sulle colline: quasi verrebbe voglia di prenotare un viaggio e affittare una baita solo per svegliarsi e vedere quegli splendidi paesaggi, con bovini felici dai nasi grandi e lucidi. Ma questo è solo ciò che vediamo in televisione. La verità è ben diversa, per certi versi agghiacciante. Solo a vedere i filmati di ciò che realmente accade “dietro le quinte”, sorge spontanea una domanda: perché spendere tanti soldi per fare film horror? Per perdere il sonno basta andare a fare un giro nei mattatoi, o meglio nelle fabbriche che ipocritamente chiamiamo “fattorie”. Mucche che trascorrono sette mesi (se non tutto l’anno) su pavimenti in calcestruzzo duro, o nella melma più profonda, rimediando ferite sul corpo; costantemente in stato di gravidanza per la produzione di latte, che viene dato solo in piccola parte ai loro piccoli e non dalla vacca stessa. Questi poveri animali sono costretti a produrre così tanto latte che – dato il peso delle loro mammelle – non riescono a sorreggersi e incappano in cisti, tumori, gonfiori alle gambe e infezioni. La loro vita è una miseria assoluta.
    Centinaia di mucche sono imbottite di antibiotici proprio per le condizioni innaturali e malsane in cui vivono. Il giorno del macello, spesso incapaci di sorreggersi, sono trascinate con catene sui camion. Da questi animali proviene il latte che gran parte della popolazione dà ai propri figli, e lo stesso latte è contenuto nella maggior parte delle merendine. Credete veramente che tutto ciò sia “sano”? Come si potrebbe rinunciare a ciò che è sempre stato presentato come essenziale e nutriente? La produzione bovina mondiale è cresciuta dell’80% nella foresta amazzonica, e dato che le mucche non “pascolano” nella jungla fra il 1997 ed il 2003 la deforestazione è aumentata del 40%. Si sa perfettamente che l’Amazzonia è il polmone del mondo, e per produrre un solo hamburger bisogna abbattere 5mq di foresta tropicale.
    Già seimila anni fa si producevano pecorino e ricotta in Sicilia: sin dell’età del rame, insomma, gli antichi abitanti del sito erano grandi consumatori di latte. Così avveniva ottomila anni fa in Mesopotamia, ma allora non esistevano certo questi problemi. Ciò che è strano è che nell’uomo il primo dente spunta in un età compresa fra i 6 e i 16 mesi: ciò significa che il “periodo del latte” è terminato, ma l’essere umano non ne ha mai abbastanza e ha escogitato un modo per prolungare questo piacere: bere il latte dei bovini, certo non destinato all’uomo. La stazza dell’animale dovrebbe infatti indicarci che quello stesso latte serve per far crescere cuccioli di una razza diversa dalla nostra: per questo molte persone sono intolleranti a latte e derivati.
    A noi il latte della mucca piace, e lo utilizziamo per dolci, cappuccini, cioccolate, formaggi e yogurt. Ma ciò non significa che facciamo bene. Cominciamo con il dire che sul latte si sono dette tante falsità e nascoste tante cose vere: i prodotti derivanti dal latte di mucca, ad esempio, sono molto poveri di ferro. I ricercatori della Università dell’Iowa hanno scritto nel “Journal of Pediatrics” che in gran parte dei neonati la somministrazione di latte vaccino provoca un notevole aumento della perdita di emoglobina. Anche se le preoccupazioni sono maggiori per i bambini nel primo anno di vita, ci sono anche problemi di salute correlati al latte di consumo tra i bambini più grandi. Le proteine del latte sono anche tra le più comuni cause di allergie alimentari, e spesso la causa dei sintomi non è riconosciuta per un periodo di tempo considerevole. Popolazioni di origine asiatica e africana non sono in grado di digerire lo zucchero del latte e il lattosio. Molti dei problemi del sistema riproduttivo sono dovuti al consumo eccessivo di latte ed i suoi derivanti, così come il colesterolo (che favorisce malattie cardiovascolari e alcune forme di cancro). Il latte (biologico e non) contiene 59 ormoni attivi, decine di allergeni, grassi e colesterolo: nel latte di mucca si possono trovare tracce di qualsiasi cosa. Di quegli ormoni uno è chiamato “Growth Factor ONE (IGF-1)” ed è identico sia nelle vacche che negli esseri umani. Considerate questo ormone come una cellula che funge da combustibile per qualsiasi tipo di cancro, soprattutto al seno, prostata e colon.
    Poi c’è il mito del calcio, che certo non è contenuto solo nel latte: broccoli e altri ortaggi a foglia verde ne contengono a sufficienza, così come i fagioli o l’amaranto. Il calcio presente in 100 grammi di amaranto è maggiore di quello presente in 100 grammi di latte. Il calcio nel latte vaccino è sostanzialmente inutile perché ha un contenuto insufficiente di magnesio: non a caso le nazioni con il consumo più elevato di latte e latticini presentano anche i più alti tassi di osteoporosi. Per quanto riguarda poi la carne in generale – che sia di vacca, manzo, maiale, pollame o pesce – se un animale è tenuto rinchiuso sporco, stressato, maltrattato e imbottito di antibiotici, produrrà acido urico in eccesso. Chiedetevi cosa può darvi a livello nutritivo, dato che costerà molta più energia al vostro corpo eliminare o neutralizzare le tossine. Se proprio dovete mangiare carne cercate almeno di accertarne la provenienza, senza badare a spese: la salute non ha prezzo.
    Conoscere e informarsi non può che migliorare la nostra salute e il nostro pianeta. Tutto ciò che compriamo dovrebbe essere sempre e solo biologico: se possibile fatevi il vostro orto, oppure comprate i prodotti da un contadino di fiducia che cresca gli animali liberi ed in modo sano. Ottime sono le mandorle: molto ricche di proteine, vitamine del complesso B, vitamina E, ferro, potassio, magnesio, rame e grassi insaturi. Le mandorle contengono piccole quantità di laetrile, considerata una sostanza anticancro, e sono prive di tossicità, anche se assunte in grande quantità. Aiutano inoltre a ridurre il colesterolo.

     
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