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    DAL FAST FOOD A HORROR FOOD – SONDAGGIO SHOCK TRA CHI CI LAVORA

    giovedì 26 luglio 2012


    IL SOCIAL NETWORK STATUNITENSE WWW.REDDIT.COM PONE AI LAVORATORI DEI FAST FOOD DOMANDE ESPLICITE SULLA QUALITA’ DEL CIBO SERVITO DAI RISTORANTI

    E’ allarme per la qualità del cibo all’interno dei fast food. Secondo un recente sondaggio condotto dal social network statunitense www.reddit.com diversi sarebbero i cibi da evitare assolutamente, bocciati dal personale interno ai ristoranti. Friggitori di patate, cassiere, assemblatori di hamburger sono soltanto alcune della categorie che hanno composto il campione oggetto di studio. Ne risulta un quadro non proprio rassicurante sulla bontà di alcuni prodotti che troviamo sui banchi dei fast food delle più note multinazionali della ristorazione.

    LA SCELTA MENO FELICE CHE SI POSSA EFFETTUARE NELL’ORDINAZIONE

    Riguarda i nuggets di pollo, poco identificabili dal punto di vista della composizione. Di certo si sa che siano formati per lo più dagli scarti e dalle parti meno preziose degli animali. Dfunkatron, un utente che rivela essere un impiegato di un fast food, racconta di aver lasciato una volta per sbaglio una confezione contenente 100 nuggets sul bancone. Pochi giorni dopo il cibo si era del tutto guastato, presentandosi come una poltiglia informe che non aveva più nessuna somiglianza con i nuggets originali. Stessa sorte sarebbe quella del pollo grigliato, in teoria un sinonimo di genuinità e di salubrità, ma solamente in teoria. Nei fatti invece, come racconta una altro lavoratore di McDonald, il pollo verrebbe interamente coperto di margarina, prima della cottura, per non farlo aderire al grill, poi quando è precotto, prima di congelarlo, viene nuovamente cosparso da un ulteriore strato di margarina fusa per non farne seccare troppo la carne. Anche i cibi vegetariani che affollano le tavole dei fast food non promettono una qualità così elevata. Vengono infatti cucinati con gli stessi utensili, dalla griglia ai coltelli, e con gli stessi procedimenti, ad esempio l’olio per friggere, utilizzati per cucinare la carne. Addirittura il ghiaccio, un prodotto che potrebbe risultare facile e trasparente nella sua preparazione, rivela invece delle profonde perplessità. Una ragazza che lavora da Burger King, che nel social network si fa chiamare LordKira, testimonia quanta sia la sporcizia che si accumula all’interno delle macchine per preparare i cubetti. Il personale non ha la facoltà di smontarla, operazione necessaria alla pulitura, se non in caso di malfunzionamento. Ne risulta il nauseante odore che ne fuoriesce e la presenza di muffa ovunque.

    fonte : http://www.net1news.org

    L’ALGA CLORELLA ELIMINA I METALLI PESANTI

    mercoledì 25 luglio 2012


    Forse non tutti sanno che i metalli pesanti, come il mercurio, il cadmio e il piombo, alluminio sono diffusi nell’ambiente e nel cibo che mangiamo e che il loro accumulo nell’organismo può causare problemi nervosi, malattie immunitarie e tumori.

    Gli effetti dei metalli sono molteplici: possono determinare fenomeni irritativi, intossicazioni acute e croniche, possono avere azione mutagena o cancerogena. Anche gli organi o gli apparati colpiti sono molto diversi: si va dal sangue al rene, al sistema nervoso centrale o periferico, al sistema respiratorio, all’apparato gastrointestinale, all’apparato cardiovascolare e alla cute.

    Ecco perchè abbiamo deciso di parlarvi dell’Alga Clorella, chlorella Pyrodeinosa, una microalga verde, unicellulare, che vive in acqua dolce. E’ un’alga ricchissima di clorofilla, ne contiene da 10 a 100 volte in più rispetto ai vegetali a foglia verde. La molecola della clorofilla differisce dalla molecola dell’emoglobina per la presenza di un atomo di magnesio al posto dell’atomo di ferro. Ciò fa sì che tale molecola nel nostro organismo possa svolgere efficacemente un’azione disintossicante, favorendo l’eliminazione di scorie metaboliche, inquinanti ambientali e metalli pesanti. L’eliminazione di tossine dannose per l’organismo determina anche una prevenzione e una notevole riduzione dei fenomeni di infiammazioni ed allergie, dei quali soffre ormai una grossa fetta della popolazione mondiale.

    Pulizia dell’intestino e risanamento della flora batterica, eliminazione di residui tossici (insetticidi, concimi chimici e metalli pesanti) dal fegato e dai tessuti, assorbiti da una membrana fibrosa (sporopolleine); depurazione ematica che costituisce la base per la formazione dell’emoglobina e garanzia di un’ importante fonte di linfa vitale. Migliora inoltre le condizioni dei diabetici e degli asmatici, rivitalizza il sistema vascolare migliorando le vene varicose, favorisce la cicatrizzazione dei tessuti (ottima dunque anche in casi di ulcere o emorroidi), elimina gli odori del corpo,riduce il dolore da infiammmazione e permette l’assorbimento di calcio.

    Ma non è tutto.Quest’alga può vantare la presenza di acidi nucleici (DNA RNA), acidi grassi essenziali insaturi, sali, proteine di facile assimilazione ed amminoacidi. Molto ricca in ferro (consigliata nelle anemie e per regolarizzare le mestruazioni), zinco, zolfo, fosforo ed altri minerali come il magnesio ,efficace nel trattamento delle affezioni respiratorie: sinusite, rinite, influenza, mal di gola, tonsille infiammate. L’apporto di vitamine antiossidanti quali Betacarotene (o Vitamina A), Vitamine del gruppo B (anche la B12 tanto difficile da reperire in natura) Vitamina C e Vitamina E la rende speciale per il rinforzo del sistema immmunitario.

    Grazie al suo effetto tonico si sono riscontrati dei miglioramenti anche nel trattamento di stati depressivi, come moderatore del sistema nervoso e contro le insonnie.

    Possiamo dire dunque che quest’alga dalle innumerevoli proprietà dovrebbe essere il nostro alleato giornaliero nella lotta ai danni fisici che ci comporta l’inquinamento ambientale..

    Agnese Tondelli

    fonte

    La farina 00 e' dannosa per la salute: ecco perche'


    La farina 00 è nociva. Dietro il suo aspetto apparentemente innocuo, il suo colore candido e la sua consistenza così vaporosa e leggera, si nasconde un vero e proprio pericolo per la salute umana.

    Questa farina – diffusissima nei supermercati e comunemente usata negli impieghi casalinghi - si ottiene attraverso la macinazione industriale del chicco di grano, che comporta l'eliminazione del germe (ovvero il cuore nutritivo del chicco, che contiene aminoacidi, acidi grassi, sali minerali, vitamine del gruppo B e vitamine E) e della crusca (la parte più esterna, particolarmente ricca di fibre). Tutto questo porta a un impoverimento della materia prima: da questa macinazione si ottiene infatti una farina raffinata, che si mantiene a lungo, ma risulta terribilmente depauperata e ricchissima di zuccheri.

    Abbiamo chiesto al professor Franco Berrino, ex direttore del Dipartimento di medicina predittiva e per la prevenzione dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e consulente della Direzione scientifica, quali sono gli effetti negativi dell'uso abituale di questo tipo di farina.

    "La farina 00 - come tutti i prodotti raffinati – provoca un aumento della glicemia e il conseguente incremento dell'insulina, fenomeno che nel tempo porta ad un maggior accumulo di grassi depositati".

    Tutto questo si traduce quindi con un indebolimento dell'organismo, sempre più soggetto a malattie di ogni tipo, tumori inclusi.

    Quali farine bisogna scegliere allora?

    "L'ideale – spiega Berrino – è acquistare grano biologico dai nostri contadini (possibilmente il grano duro, che ha un contenuto più basso di zuccheri) e macinarselo da soli. In casa".

    Vi sembra impossibile? Niente affatto!

    Sui siti di e-commerce esistono ormai tantissimi rivenditori di piccoli mulini a pietra casalinghi a costi relativamente contenuti (si va dai 300 ai 500 euro) che permettono di macinare il grano in casa e auto produrre farine sane e di qualità.



    In questo modo il chicco verrà semplicemente polverizzato senza essere privato del germe e della crusca, elementi che forniscono sostanze preziosissime per il nostro organismo.

    La differenza tra una farina macinata a pietra e la 00 industriale è palpabile: la prima è granulosa e color sabbia, la seconda ha l'aspetto del gesso.

    E per i fissati della manitoba?

    "Essendo ricca di glutine – ha continuato il professor Berrino – la manitoba permette di ottenere pani e dolci più soffici e vaporosi, ma poiché anche questa è una farina raffinata comporta gli stessi rischi della 00 e va usata con moderazione".

    Insomma, il suggerimento è consumare queste farine il meno possibile. Proprio come tutti i prodotti raffinati, zucchero bianco incluso!

    Attenzione poi al pane integrale, o pseudo tale!

    La maggior parte dei pani denominati integrali (specie quelli acquistati al supermercato) sono composti da farina 0, cui viene aggiunto un derivato della crusca, anche questa privata delle sue sostanze più preziose e finemente rimacinata. In breve, uno scarto raffinato di lavorazione industriale, che diventa doppiamente nocivo per l'organismo umano.

    Ma come possiamo riconoscerlo?

    Il pane integrale vero ha un colore scuro omogeneo (oltre che un sapore completamente diverso), mentre quello ottenuto da farina e crusca raffinate è sostanzialmente bianco (dato dalla 0 o 00), con puntini scuri dati dalla crusca.

    Insomma, se proprio non avete tempo e voglia di macinare il grano e produrre la farina in casa, evitate almeno di acquistare il finto pane integrale o le farine del supermercato, optando invece per quelle macinata a pietra. Tra le più famose ricordiamo quelle del molino Quaglia e Marino, ma in realtà esistono ancora piccoli molini a pietra semisconosciuti e sempre più rari, che vale la pena andare a cercare.

    Verdiana Amorosi

    fonte


    5 ingredienti raffinati di uso comune che ci stanno avvelenando


    Chi tra i nostri lettori ha deciso di intraprendere un vero e proprio cammino verso una maggiore consapevolezza alimentare conosce bene quante e quali insidie possano nascondersi dietro gli alimenti confezionati e di produzione industriale, spesso eccessivamente ricchi di sale, zucchero e grassi, tanto da spingere alcuni governi verso la proposta di tassare quei cibi ritenuti maggiormente dannosi per la salute.

    E' ormai un dato di fatto: alimentazione scorretta e malattie del benessere sono strettamente correlate. La prevenzione è la regola principale ed essa non può che passare attraverso abitudini alimentari realmente corrette, che dovrebbero prevedere una drastica eliminazione dei seguenti cinque ingredienti raffinati d'uso comune.

    1) Zucchero bianco
    zucchero

    Lo zucchero raffinato è tra i maggiori imputati dell'insorgere di quelle che vengono definite come malattie del benessere: diabete, obesità, problemi legati al metabolismo, ipertensione, danni a livello del fegato. Secondo studi recenti lo zucchero raffinato sarebbe da considerare tra le cause che ogni anno provocano la morte di 35 milioni di persone, con particolare riferimento al diabete ed alle malattie cardiocircolatorie. Il consumo di zucchero bianco sarebbe triplicato nel corso degli ultimi 50 anni ed andrebbe drasticamente ridimensionato. Esso, sia che venga derivato dalla barbabietola o dalla canna da zucchero, per assumere il candore che noi tutti conosciamo, subisce procedimenti di raffinazione che comprendono l'impiego di calce, zolfo e carbone animale, oltre che di coloranti utilizzati per eliminarne i riflessi giallognoli. Lo zucchero risulta in questo modo impoverito sia dei minerali che delle proteine presenti nelle materie prime di partenza. Anche lo zucchero greggio viene trattato con zolfo, ma in seguito non subisce processi di decolorazione.

    Alternative: Tra i sostituti dello zucchero raffinato possono esservi la stevia (non lavorata industrialmente), lo sciroppo di riso, il succo concentrato di mela o uva, lo sciroppo d'acero o d'agave.

    2) Farina 00

    farina-00
    La farina 00 rappresenta spesso l'ingrediente di base di numerose preparazioni sia casalinghe ed industriali. E' sufficiente aprire qualsiasi comune ricettario per rendersi conto di come tra gli ingredienti per la preparazione di una torta casalinga, che dovrebbe dunque risultare più "sana" rispetto ad un prodotto confezionato, via sia per la maggior parte delle volte la farina 00, cioè la più raffinata tra le farine in commercio. Tramite i processi di raffinazione questo alimento perde purtroppo gran parte del proprio contenuto nutritivo, con particolare riferimento al germe contenuto nei chicchi, ricco aminoacidi, Sali minerali e vitamine del gruppo B ed E. Gli effetti negatici dell'impiego abituale di farina 00 nella propria alimentazione sono stati posti in luce dal Professor Franco Berrino, ex direttore del Dipartimento di medicina predittiva e per la prevenzione dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e consulente della Direzione scientifica. Egli sottolinea come provochi un aumento della glicemia e il conseguente incremento dell'insulina, fenomeno che nel tempo porta ad un maggior accumulo di grassi depositati e ad un indebolimento generale dell'organismo, rendendolo maggiormente esposto nei confronti delle malattie, tumori inclusi.

    Alternative: la farina raffinata può essere sostituita da farina integrale o semi-integrale (farina di tipo 2). Meglio ancora ricorrere a farine artigianali acquistate nei molini e macinarsele in casa con apparecchi appositi.

    3) Sale
    sale


    La notizia è recentissima. In Italia il consumo di sale è ancora eccessivamente elevato e ben superiore a quanto raccomandato da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Mentre non si dovrebbero mai superare i 5 grammi di sale al giorno, il suo consumo nel nostro Paese sarebbe quasi il doppio. L'eccessivo consumo di sale è legato all'insorgere di malattie cardiovascolari è può incidere negativamente su situazioni già presenti di ipertensione. Gli esperti confermano che riducendo il consumo di sale si potrebbe evitare la morte di almeno 26 mila persone ogni anno. E' necessario anche sottolineate che la tipologia di sale che si decide di utilizzare sulla propria tavola non è da sottovalutare.

    Alternative: Se, da una parte, è possibile evitare un consumo eccessivo di prodotti confezionati molto ricchi di sodio, dall'altra si potrebbe sostituire il comune sale da cucina con del sale integrale (sale marino integrale, sale rosa dell'Himalaya), che, a differenza del sale ottenuto industrialmente, presenta, oltre al cloruro di sodio, un contenuto da non sottovalutare di sali minerali come calcio, magnesio, potassio, ferro, rame e iodio

    4) Olio di palma

    olio di palma

    Ecco un altro ingrediente onnipresente in numerosi alimenti confezionati sia dolci che salati. L'olio di palma, quando non indicato come tale, potrebbe nascondersi comunque dietro la sibillina dicitura in etichetta di "olio vegetale" o "oli vegetali". Urge in questo senso, a tutela dei consumatori, la diffusioni di indicazioni maggiormente chiare all'interno delle liste degli ingredienti presenti sulle confezioni degli alimenti. L'olio di palma è ritenuto dannoso per la salute per vie del suo elevato contenuto di grassi saturi, che può raggiungere anche il 50% nel caso dell'olio di palma derivato dai frutti e l'80% nell'olio di palmisto, derivato dai semi. Ad un'alimentazione eccessivamente ricca di grassi saturi, si lega un maggiore rischio di contrarre malattie cardiovascolari. Dal punto di vista ambientale, la produzione di olio di palma contribuisce purtroppo alla deforestazione di aree dal valore naturalistico inestimabile, comprese antiche foreste pluviali.

    Alternative: Per evitare l'olio di palma sarebbe necessario controllare con attenzione le liste degli ingredienti, diffidare da snack, merendine, piatti pronti e creme spalmabili industriali e passare all'autoproduzione casalinga degli stessi, utilizzando oli più equilibrati, come l'olio extravergine d'oliva o oli vegetali biologici spremuti a freddo.

    5) Grassi idrogenati
    La diffusione dei grassi idrogenati nei prodotti industriali va spesso di pari passo con quella dell'olio di palma. Margarine, merendine alla crema, piatti pronti già conditi, surgelati e prodotti da forno di vario tipo possono contenerne. La loro presenza è sempre indicata in etichetta, quindi è sufficiente porre attenzione a ciò che si acquista per fare in modo di evitarli il più possibile. I rischi per la salute relativi ai grassi idrogenati sono legati alla loro capacità di aumentare i livelli del colesterolo LDL e di diminuire quelli del colesterolo HDL, considerato "buono". Un'alimentazione che prevede un consumo disattento di grassi idrogenati può rendere i vasi sanguigni meno flessibili ed influire negativamente sulla pressione del sangue. I grassi idrogenati sono ottenuti tramite un processo di lavorazione degli oli insaturi, che mira ad ottenere grassi di consistenza differente, a seconda degli impieghi industriali. Si ottengono così dei grassi insaturi, anche denominati "grassi trans", la cui presenza nella dieta è stata legata alla comparsa di ictus, arteriosclerosi e malattie coronariche.

    Altenative: come sopra.

    Marta Albè

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    ECCO COME SONO GUARITO DAL DIABETE: L'INCREDIBILE STORIA DI EMANUELE


    Un giorno, poche settimane fa, il grande Amico Angelo mi ha chiesto di scrivere questo articolo per il blog del suo sito web. Ovviamente non ho avuto esitazioni e sono onorata di essere qui oggi per raccontarvi brevemente la storia del mio compagno Emanuele e mia. Una storia all’insegna della sincronicità, della legge dell’attrazione e… della guarigione.

    Emanuele è nato 34 anni fa con la fibrosi cistica. Si sono accorti subito che la situazione era critica, così è stato trasferito in un altro ospedale per un intervento d’urgenza durato 16 ore e iniziato con pochissime aspettative di successo. Se sono qui oggi a raccontare questa storia è perché Emanuele, fin dal primo respiro e anche da molto prima, ha scelto di non arrendersi, di non “giocare” il ruolo della vittima, ma di dimostrare subito di che pasta è fatto e che la sua missione in questa dimensione non finiva li, a poche ore dalla nascita.

    Per chi non sapesse cos’è la fibrosi cistica (o mucoviscidosi) è una malattia che interessa organi vitali che secernono mucosa, quali polmoni, fegato, pancreas, intestino. Un malato di fibrosi cistica, tra le altre cose, produce una quantità elevata di muco denso, soprattutto nei polmoni, che, se non eliminato costantemente attraverso una fisioterapia giornaliera (dalle due alle tre volte al giorno) porta alla necrosi dell’organo stesso compromettendo, ovviamente, le condizioni di vita della persona. Inoltre, per aiutare la funzionalità degli altri organi, è costretto ad assumere enzimi pancreatici per la corretta assimilazione e digestione del cibo, vitamine per sopperire alle carenze date dalla non corretta assimilazione dei cibi stessi, farmaci per il fegato, broncodilatatori e antibiotici per tenere bassa la carica batterica del muco ed evitare quindi infezioni polmonari..Insomma un bel quadro, per quanto spiegato in minimi termini, non credete? Un altro problema che insorge abbastanza frequentemente in questi casi è il diabete, riscontrato anche in Emanuele 9 anni fa costringendolo ad assumere insulina, sia a lento rilascio che ultrarapida ad ogni pasto.

    Premesso ciò e non potendo chiaramente riassumere 34 anni di vita, passo velocemente al 2010, anno in cui ci siamo incontrati, conosciuti, innamorati e iniziato il nostro percorso di vita insieme. Prima ho parlato di sincronicità... anche il nostro incontro è avvenuto come se fossimo guidati dall’alto, è stata una percezione chiara e netta fin dal primo momento per entrambi, anche se non capivamo ancora cosa sarebbe successo. Di sicuro è che le nostre vite già in altre occasioni si erano sfiorate ma mai incontrate..i tempi non erano ancora maturi, il momento giusto doveva arrivare solo dopo che entrambi avessimo vissuto delle esperienze di crescita che ci avrebbero aiutato nella nostra vita insieme.

    Il primo anno insieme è stato segnato da un profondo malessere di Emanuele. Diceva di essere felice di noi, ma allo stesso tempo si sentiva profondamente insoddisfatto di sé stesso, come se mancassero tasselli fondamentali del suo puzzle. Stanco di fare insulina, stanco della continua smania di mangiare (più fai insulina più vuoi mangiare, più mangi più insulina devi fare) che aumentava ma che non riusciva a controllare andando contro anche alle sue intenzioni e prestazioni atletiche. Non era così che voleva la sua vita. Si domandava come fosse possibile che non ci fosse nessun modo per guarire almeno dal diabete. Tra agosto e settembre 2011 ha lanciato la sua richiesta all’Universo…

    Io mi interesso e occupo da diversi anni di tecniche di riequilibrio energetico ed emozionale e fortunatamente in Emanuele ho trovato una vera e profonda apertura verso queste visioni! Erano anche diversi anni che un’amica mi voleva presentare un suo amico dicendo che avevamo molti interessi in comune. Dopo, ripeto, molti anni in cui per un motivo o per l’altro non era stato possibile conoscerci, finalmente lo scorso ottobre arriva l’occasione. Parlando, gli racconto della situazione di Emanuele e, prima di salutarci mi consegna un dvd, “Crudo e Semplice” e mi dice di guardarlo con lui perché sarebbe potuto essergli molto utile.

    Abbiamo quindi visto il dvd in cui è raccontata la storia di 6 persone guarite dal diabete attraverso l’alimentazione vegana ma, soprattutto, attraverso il crudismo. Abbiamo iniziato il 25 novembre 2011 e in 5 giorni di alimentazione crudista Emanuele ha constatato che l’insulina non gli serviva più e da quel giorno non l’ha più usata! Il suo ed il nostro percorso è stato molto importante, oltre che da un punto di vista alimentare in cui abbiamo re-imparato a nutrirci, scoperto cosa effettivamente è sano mangiare e quanto, alla fine, sia anche molto più gustoso della cucina tradizionale, è stato (e lo è tuttora) un grande percorso di crescita personale.

    Attraverso le sessioni di coaching che gli conduco personalmente stiamo lavorando a tutti i livelli, quello fisico, ma anche quello emozionale e spirituale. Abbiamo lavorato in questo senso per smantellare false credenze, per superare inevitabili momenti di crisi, per risolvere blocchi che hanno dato origine a quelle che io definisco “manifestazioni fisiche”, per lasciare andare situazioni passate, comportamenti e reazioni che non servono più e che, se trattenute, diventano una pesante zavorra che impedisce di fare il salto verso la vera realizzazione di sè. Attraverso questa sinergia di alimentazione e lavoro energetico, Emanuele è guarito dal diabete in tempi record. Il fondamento è quello di riportare l’organismo da uno stato di acidosi ad uno di alcalinità, ovvero la condizione naturale del nostro corpo e che, di conseguenza, può ristimolare i processi di auto guarigione. Ovviamente per Emanuele era un po’ più complesso, si pensava, a causa dell’assunzione di molti altri farmaci per la fibrosi cistica oltre all’insulina. Invece, lo stupore è stato grande! Si è liberato dall’insulina subito con, chiaramente, risultati ottimi sulla glicemia che si normalizzava sempre più. Dopo un mese ha iniziato ad introdurre alcuni cibi cotti, come legumi e verdure cotte per passare progressivamente all’introduzione di tutti gli altri alimenti vegetali, inclusi i cereali. E, durante questo percorso che, per noi, è diventato stile di vita, sta riuscendo progressivamente ad eliminare e ridurre anche i farmaci per la fibrosi cistica.

    Sono passati sette mesi e, per noi, ogni giorno è una scoperta importante. Ogni giorno aggiungiamo un tassello di esperienza e di conoscenza di questo nuovo mondo. Ogni giorno si aggiunge un tassello sul nostro percorso emozionale e spirituale, con nuove aperture, nuove consapevolezze. Ogni giorno di più ci accorgiamo come l’Universo intero risuona in noi e con noi, anche nelle sfide che sembrano più difficili. Emanuele ha lanciato la sua richiesta all’Universo e, tramite lo splendido strumento che l’Universo utilizza, la sincronicità, gli ha risposto, dandogli l’opportunità di raggiungere il proprio obiettivo.

    Noi ci rendiamo conto di quanto tutto, nella nostra vita insieme, fin dal nostro incontro, sia come il disegno già creato nella mente del tessitore della tela e che si delinea con precisione man mano che vengono aggiunti i fili. Per noi questo rappresenta motivo di gioia e meraviglioso stupore quotidiano proprio perché, davvero, ogni giorno scopriamo qualche, anche piccolo, dettaglio che ci fa comprendere una volta di più quanto siamo guidati dall’alto, pur nella libertà di fare le nostre scelte che, con il senno di poi, si rivelano non essere mai casuali.

    Oggi stiamo continuando questo percorso di vita e guarigione, ma abbiamo anche deciso di mettere a disposizione la nostra esperienza per dare la possibilità, a quanti lo vogliano, di essere informati, di sapere che dal diabete, contrariamente a quanto ci fanno credere, si può uscire. Il nostro intento è semplicemente quello di informare le persone affinché possano essere libere di scegliere responsabilmente. Per questo, abbiamo aperto una pagina in Facebook, www.facebook.com/GuarireDalDiabete, nella quale postiamo le nostre esperienze, quello che mangiamo, i successi sportivi di Emanuele che, grazie a questa alimentazione, sono migliorati moltissimo, e nella quale rispondiamo alle domande che ci vengono rivolte dai visitatori della pagina.

    Speriamo di poter essere di aiuto e di stimolo a molte altre persone che possono soffrire di diabete o di altro. L’esempio di Emanuele per me è proprio questo: andare avanti con convinzione, con determinazione, in piedi sui pedali della sua bici, perché Emanuele non è la sua malattia ma Emanuele è Emanuele fino in fondo, con tutta la voglia di vivere la sua vita con gioia, amore, entusiasmo e, soprattutto, in uno stato di vero benessere senza l’etichetta del malato o la dipendenza passiva dai farmaci.

    Vi ringrazio con il cuore per essere arrivati a leggere fino alla fine questo articolo con il desiderio che possa aver nutrito la speranza, ma anche la certezza, in ciascuno di voi.

    Un abbraccio di luce
    Elena Castiglione

    Fonte: www.saporecrudo.it


    Bere un energy drink equivale a lavare i denti nell’acido


    Che contenessero tanta caffeina da alterare il ritmo cardiaco è cosa nota. La presenza, anche se lieve, di una percentuale d'alcol può inoltre causare disidratazione e dunque problemi renali

    Ma che gli energy drink contenessero anche una percentuale di acido tale da sbiancare - o forse sarebbe più corretto dire corrodere - lo smalto dentale è un dato preoccupante. Precisa l'accusa degli scienziati della Southern Illinois University: "Bere un energy drink è come lavarsi i denti nell'acido".

    L'esperimento è stato effettuato immergendo campioni di smalto dentale umano nella bevanda per 15 minuti e poi nella saliva artificiale per due ore. Bene, secondo i ricercatori della Southern Illinois University, una media di 4 lattine al giorno di questo genere di bevande potrebbe causare ai denti danni irreversibili.

    "Questo tipo di esperimento - ha spiegato il dottor Poonam Jain, fra i firmatari della ricerca - ha simulato la stessa esposizione a cui una larga fetta di adulti e giovani americani sta regolarmente sottoponendo i propri denti quando beve queste bibite, credendo che così facendo migliorerà le prestazioni sportive e il livello di energia. In realtà, queste persone sarebbero a dir poco scioccate se sapessero che stanno facendo un bagno di acido ai loro denti".

    Tuttavia, considerando che 4 lattine al giorno sono un consumo decisamente eccessivo e distante dalla media, la replica non tarda ad arrivare: "Innanzitutto - commenta Dabiankov Lorini, direttore di Assobibe (l'associazione che riunisce i produttori di bevande analcoliche) -non è stato condotto su esseri umani, ma su campioni di smalto da denti molari estratti, che hanno lasciato immersi nel liquido per lunghi periodi di tempo, e poi - prosegue - è stata usata saliva artificiale, non paragonabile a quella umana: quest'ultima, infatti, neutralizza l'acidità e agisce per remineralizzare i denti, mentre la sua assenza nell'esperimento ha creato una situazione in cui la formazione di carie è molto più probabile. Per tutti questi motivi, oltre che per il fatto che la simulazione può essere paragonabile al consumo di quattro bibite al giorno, che non è però classificabile come normale consumo, i risultati di questo lavoro non possono essere applicati alla vita reale".

    fonte

    8 COSE CHE IL SUPERMERCATO NON VUOLE CHE TU SAPPIA

    sabato 21 luglio 2012



    di psichesoma.com
    Hanno lavorato anni per essere sicuri che l’ acquirente comune guardi più prodotti possibili durante la spesa, perché più vedono, più comprano.Fare la spesa nel supermercato sembra una attività innocua. Tutti facciamo la spesa almeno una volta a settimana senza però prestare troppa attenzione a ciò che accade dietro le quinte del supermercati. Il nostro modo di comprare è diventato una scienza fra le più studiate e con il maggior numero di ricercatori nel mondo. “I ricercatori del marketing hanno lavorato per anni per essere sicuri che l’ acquirente comune guardi più prodotti possibili durante la spesa, perché più vedono, più comprano”, questo è ciò che ha detto Marion Nestle, autrice di What to Eat: An Aisle-by-Aisle Guide to Savvy Food Choices and Good Eating. Quindi se vuoi essere un acquirente intelligente leggi questi trucchetti e segreti nascosti nel supermercato.

    1. I carrelli della spesa sono sporchi.

    In accordo con gli studi fatti sui carrelli, più del 60% di questi danno rifugio a batteri coliformi (la specie di batteri che si ritrova sulle toilette pubbliche!). Il Dr. Chuck Gerba, microbiologo dell’ Università di Arizona dice :”Questi batteri potrebbero venire dalle verdure non ancora lavate, dai salumi non ancora spellati, dalle mani sporche dei clienti o dai bambini che si siedono nei carrelli. Basta pensare che dove avete messo i broccoli pochi minuti prima si trovava il sedere di un bambino”. Secondo gli studi fatti da Gerba e sui collaboratori, i carrelli della spesa hanno più batteri di tutte le superfici da loro studiate, incluse le tavolette del wc e i poggiatesta dei treni. Per evitare di sporcarsi con questi fastidiosi batteri Gerba suggerisce di pulire il manico del carrello con dei fazzoletti igienizzati e di lavarsi le mani dopo aver fatto la spesa.

    2. I cibi “amici dei bambini” sono disposti alla loro altezza.

    Chiunque faccia la spesa con dei bambini sa che deve porre attenzione alle cose che questi prendono e buttano nel carrello. Marion Nestle dice :”Dico sempre ai genitori di non fare mai la spesa con i figli. Le scatole con su disegnati dei cartoni animati sono sempre posizionati negli scaffali più bassi dove anche i bambini ai primi passi possono arrivare”. Un viaggetto nel corridoio dei cereali ve lo confermerà, Tara Gidus della American Dietetic Association dice: “I cereali zuccherati sono al livello degli occhi dei bambini, mentre quelli salutari e ricchi di fibre sono negli scaffali più alti “. E’ la stessa situazione che si ritrova ai registratori di cassa dove le caramelle e le gomme sono strategicamente posti per incoraggiare acquisti impulsivi di adulti e bambini che posso facilmente afferrare questi piccoli prodotti.

    3. Affettano e tagliano i cibi in modo da poter aumentare il prezzo.

    Nel reparti cibi freschi possiamo trovare delle belle fette di anguria già tagliate o verdure e insalata fresca lavate e tagliate. Nella zona macelleria il petto di pollo come anche le bistecche sono già affettate e anche marinate, pronte per essere cotte. Non si può negare che questi cibi già tagliati rendano la vita più facile a anche i nutrizionisti concordano sul fatto che ciò fa aumentare il consumo di vegetali o frutta e quindi è una buona cosa per la salute. Bisogna però almeno tener presente che si sta pagando un sovraccarico di prezzo abbastanza elevato (alcune volte più del doppio, basta leggere il prezzo al kilo e non della singola confezione) per una cosa che potremmo fare da soli.

    4. I cibi che fanno bene alla salute sono nascosti!

    L’esempio classico è quello della pasta integrale che è posta negli scaffali più bassi o anche i cibi biologici che spesso hanno un piccolissimo scaffale tutto loro vicino ai cibi etnici.

    5. Le esposizioni alla fine della corsia sono lì per distrarti dalla tua missione.

    Marion Nestle dice: “Le compagnie alimentari pagano i negozi per posizionare i loro prodotti dove possono essere visti più facilmente, come ad esempio nelle esposizioni alla fine delle corsie”. Il concetto è quello di posizionare oggetti ad alto profitto o anche gruppi alimentari come le cioccolate per ispirare acquisti compulsivi; e anche se alcune volte queste esposizioni sono usate per promuovere articoli in offerta le persone comprano anche se non ci sono offerte. Il Dr. Brian Wansink direttore del Laboratorio Food and Brand dell’ Università di Cornell e autore di Mindless Eating dice :” Le persone comprano il 30% in più di prodotti che sono posizionati nelle esposizione di quelli a metà del corridoio, anche perché pensiamo che il vero affare si trova alla fine”.

    6. Gli affari non sempre sono affari.

    Chi può resistere ad offerte tipo “Compra 5 e ne hai uno gratis”, o “3 per un Euro”? Apparentemente solo poche persone. Il Dr. Brian Wansink dice: “Ogni volta che vediamo un numero in un cartello pubblicitario su uno scaffale compreremo circa il 30% in più di quel prodotto di quanto intendevamo comprare” e quindi se compri di più di quanto hai bisogno non sarà necessariamente un affare! O ancora peggio ti farà consumare di più, sempre Brian Wansink ci dice : “Una volta che il prodotto è in casa lo mangerete anche senza volerlo… è così un peccato buttare il cibo”. Infine se una scatola ad esempio di tonno è pubblicizzata ad un prezzo più basso di un’altra fate attenzione alla quantità di tonno nella scatola e cercate di leggere qual’è il prezzo al kilo. Aggiungo un commento del post su questo tema di protonutrizione:” Avendo studiato marketing conosco questi trucchi ed altri, alcuni dei quali sono effettivamente molto efficaci. Uno ad esempio è mettere l’indicazione “Promozione” “Offerta speciale” o simile senza per questo variare il prezzo del prodotto. Immancabilmente il tasso di rotazione di quel prodotto aumenterà in quando il consumatore tende a non memorizzare i prezzi dei prodotti, particolarmente se non si tratta di un bene ad acquisto ripetuto. La cosa funziona ancora meglio se questi prodotti con riduzione di prezzo non effettiva sono all’interno di una più ampia offerta promozionale con prodotti che hanno avuto un effettiva riduzione e gli esempi potrebbero continuare. Conoscendoli si riesce a non subirne gli effetti negativi ed a volte a sfruttarli a proprio vantaggio.”

    7. Camminerai nel negozio seguendo una strada obbligata

    Non solo il percorso come tutti sanno è sempre obbligato a causa della disposizione degli scaffali ma nei grandi supermercati spesso siamo obbligati a seguire un percorso senza accorgercene. Il percorso “obbligato” è infatti creato senza barriere architettoniche ma seguendo i bisogni primari degli acquirenti tipo il pane, la pasta, il latte e le verdure; seguendo questi percorsi ci troveremo con il 60-70% di prodotti in più di quanto avevamo preventivato.

    8. Non puliscono sempre come dovrebbero.

    Gli ispettori dell’ Ufficio di Igiene spesso (almeno spero) controllano i supermercati alla ricerca di eventuali irregolarità. Potete però fare una piccola ispezione da soli. Vi può bastare passare il dito sulla parte alta degli scaffali per ritrovarlo pieno di polvere. Se poi vedete delle mosche sappiate che possono portare dei batteri e, infine, se c’è polvere sulle confezioni evitate di comprarle.

    fonte

    STATI UNITI: ARMI LEGALI OVETTI KINDER NO. L'IMPORTAZIONE COSTA MULTA DI 300 DOLLARI!

    martedì 17 luglio 2012


    GLI OVETTI KINDER SONO SEVERAMENTE VIETATI NEGLI USA

    A causa di una legge che impedisce di introdurre materiale non commestibile dentro a generi alimentari. La legge deriva dalla regolamentazione dei prodotti alimentari, che risale al 1938. La sicurezza dei bambini viene comunque spesso citata per giustificare la proibizione.L’importazione di un Kinder Sorpresa negli Stati Uniti d’America può portare a una multa di 300 dollari, oltre ovviamente al sequestro dell’oggetto che verrà in seguito distrutto dalle autorità.

    fonte : http://www.italyleaks.com


    ALLUMINIO E BARIO OLTRE LA NORMA NELL’ACQUA PIOVANA: CI STANNO AVVELENANDO E NON TE LE DICONO!

    di Dioni.altervista.org

    I composti di bario che si dissolvono in acqua possono essere nocivi per la salute umana. L’assorbimento una notevole quantita’ di bario solubile in acqua può causare paralisi ed in alcuni casi persino la morte.I piccole quantita’ di bario solubile in acqua possono indurre in una persona difficoltà di respirazione, aumento della pressione sanguigna, variazione del ritmo cardiaco, irritazione dello stomaco, debolezza muscolare, cambiamenti nei riflessi nervosi, gonfiamento di cervello e fegato, danni a cuore e reni. Gli studi animali rivelano l’aumento della pressione sanguigna e delle variazioni nel cuore, se il bario viene ingerito per un periodo prolungato. Gli effetti a lungo termine dell’esposizione cronica al bario non si conoscono ancora, a causa della mancanza di dati relativi agli effetti. L’inalazione di bario può causare l’irritazione temporanea dei polmoni. L’ingestione accidentale o intenzionale di bario può provocare diarrea, vomito ed dolori addominali. L’esposizione umana a livelli pericolosi di bario in acqua potabile contaminata può causare problemi al cuore, al fegato, allo stomaco, ai reni ed in altri organi. Quando il bario viene assorbito, può rimuovere il potassio all’interno delle cellule e causare effetti di vario genere nel tono muscolare, nelle funzioni del cuore ed nel sistema nervoso.

    Per quanto riguarda l’alluminio abbiamo già trattato gli effetti nell’articolo: I danni dell’Alluminio: dove si trova, effetti e rimedi naturali.

    Ecco la tabella dei valori consentiti dalla legge di metalli nell’acqua potabile e minerale tratta dal libro «Qualcuno vuol darcela a bere» di Giuseppe Altamore:


    Confrontate i valori rilevati con i valori presenti nella tabella per capire se sono normali o c’è qualcosa che non va.

    Firenze

    Il blog ilcielosufirenze lo scorso luglio hanno raccolto un campione di acqua piovana a Firenze e fatto analizzare la presenza di alluminio e bario nell’acqua dal laboratorio certificato Accredia. Il responsabile ha spiegato che il valore dell’ alluminio di recente e senza motivo è stato spostato da 50 a 200 ug/L, e non sa come è possibile che dalle analisi risulta presente il valore del bario dato che esso non deve essere presente sia nell’acqua potabile sia in quella piovana e per questo non è mai stato stabilito un valore limite.

    Ecco il risultato dell’analisi:

    Qualche mese dopo, a settembre, è stato raccolto un altro campione di acqua piovana dopo il passaggio di numerosi aerei che avevano lasciato scie nel cielo.

    Ecco il risultato:


    Il valore dell’alluminio è aumentato di circa 27 volte e quello del bario è schizzato alle stelle, ben 32 volte maggiore. E ricordiamo che il bario non dovrebbe nemmeno esserci.

    Orvieto
    “Siamo in attesa di ulteriori dati della Arpa di Perugia – ha detto – per avere la tranquillità che i dati di alluminio contenuti nell’acqua possano tornare sotto controllo. Ieri in via assolutamente cautelativa a fronte di un dato che ci dava la presenza di alluminio nella misura di oltre 1000 microgrammi per litro contro un limite di 200 è stata emessa una ordinanza cautelativa ed è stato istituito un punto di informazione telefonico del Comune”, il Sindaco Concina. Questa notizia risale al gennaio 2010 ed è tratta dal sito orvietonews.

    Pistoia

    A Quarrata in provincia di Pistoia, la concentrazione di bario risultava essere di 5 milligrammi per litro ovvero 5000 ug/L!! Questo è stato rilevato lo scorso gennaio e quello che segue è il relativo articolo del Tirreno.


    Sempre in provincia di Pistoia, a Monsummano Terme, sono state condotte lo scorso giugno della analisi di laboratorio dell’acqua piovana allo scopo di rilevare se e in che quantità fossero presenti alluminio e bario.

    Ecco i risultati:


    Basilicata

    Bario e Boro nelle dighe Lucane: “ cosa sia dovuta la presenza di Bario in quantità superiori ai limiti stabiliti dalla legge, non lo sappiamo. Sta di fatto che i composti di Bario sono usati dalle industrie di gas e petrolio per fare fango perforante e che il Bario può avere effetti tossici sulla salute umana. Piccole quantità di bario solubile in acqua possono indurre in una persona difficoltà di respirazione, aumento della pressione sanguigna, variazione del ritmo cardiaco, irritazione dello stomaco, debolezza muscolare, cambiamenti nei riflessi nervosi, gonfiamento di cervello e fegato, danni a cuore e reni. Anche il Boro può essere nocivo per la salute umana. Il Boro può infettare stomaco, fegato, reni e cervello.” Notizia del gennaio 2010 tratta da http://old.radicali.it/view.php?id=151420

    Genova

    L’articolo che segue di gennaio di ques’anno mostra come è stata rilevata la presenza di 670 ug/L di alluminio nell’acqua potabile a Genova. L’allarme è nato, dopo analisi effettuate nei serbatoi della scuola “Pascoli”.


    Nuoro

    Alluminio e Manganese oltre la norma sono stati rilevati nell’acqua potabile a Nuoro in Sardegna. La notizia è del 21 dicembre scorso, e quello che segue è uno stralcio dell’articolo pubblicato su http://lanuovasardegna.gelocal.it:

    “L’acqua di Nuoro non è potabile ed il sindaco, Alessandro Bianchi, ha emanato oggi un provvedimento cautelativo a tutela della salute pubblica che vieta l’uso dell’acqua per uso potabile e per la preparazione degli alimenti in tutta la città.

    La decisione è stata presa a seguito delle analisi compiute dall’A.R.P.A.S. sui campioni d’acqua, prelevati dagli ispettori d’Igiene del Sian in alcuni punti significativi dell’intera rete cittadina, che hanno evidenziato valori di alluminio e manganese al di sopra dei limiti stabiliti dalla normativa in vigore.”

    Dioni

    fonte: Dioni

    ECCOME COME RAFFREDDARE UNA BIBITA IN DUE MINUTI: LEGGETE E VI SVELEREMO IL TRUCCO!

    Il "magico" ingrediente per questa operazione è un condimento che usiamo tutti i giorni, il sale.


    A tutti capita di dimenticare le bibite fuori dal frigo e al momento opportuno non poterle bere fresche. Dopo che vi spiegheremo come fare a raffreddare in soli due minuti le vostre bevande questo non sarà più un problema. Potrete offrire ai vostri invitati bibite fresche come appena uscite dal frigo. La prima cosa da fare è munirsi degli "ingredienti" principali per questa operazione, cioè: una bacinella grande, un pò di ghiaccio, acqua, un mestolo, bibite in lattina e poi l'ingrediente segreto, il sale. Una volta che abbiamo procurato tutto l'occorente bisognerà versare l'acqua quasi fino al bordo della bacinella, a questo punto bisognerà prendere il ghiaccio e metterlo nell'acqua, ora è arrivato il momento di mettere una bella manciata di sale fino nella bacinella con l'acqua e il ghiaccio. Bisognerà poi soltanto immergere nel liquido le nostre bibite preferite in lattina, che saranno a temperatura ambiente. Adesso bisognerà prendere un mestolo o un cucchiaio e iniziare a mescolare lentamente il tutto per circa due minuti di orologio. Ricordarsi di mescolare con pazienza e costanza e dopo pochi minuti che le bibite saranno immerse in quest'acqua "speciale" potrete toglierle dalla bacinella e gustarle fresche come appena uscite dal frigo. Ecco il video che ci fa vedere come fare. Ora non vi resta che provare!

      FONTE E

    CINA,DONNA MANGIA ROCCE DA 20 ANNI: SONO IL MIO CIBO PREFERITO

    domenica 15 luglio 2012



    Usa – (Express-news.it) Una donna 45enne rosicchia rocce da 20 anni, da allora ne ha mangiato più di 1.360 kg. Il peso medio di una megattera.

    La donna sostiene che le rocce sono il suo ‘cibo preferito’, ma da quando si è sposata con il marito Jim, lo scorso anno, la sua abitudine è andata scemando.

    ‘Jim mi rende così felice che ho cominciato a mangiarne meno,’ ha detto la signora Widener. ‘Ma tutti hanno giornate nere e quando mi capita, solo mangiare rocce riesce a farmi sentire meglio.’

    La donna custodisce una scorta di pietre nell’armadio della cucina, gode nell’assaporare i suoi spuntini durante una passeggiata romantica con il marito.

    ‘Prendo quelli che di aspetto mi attirano di piu’, ha raccontato. ‘Mi piace il loro sapore di terra, a volte le succhio con gusto, mi piace il loro sapore di fango.’

    Mrs Widener sostiene che le rocce preferite sono quelle morbide e fragili, ma spesso rompe i massi con il suo martello speciale nella sua casa a Bedford, Virginia.

    ‘Mi sento meglio solo già al pensiero che ho disponibilità di rocce’, ha spiegato. ‘Per me sono un conforto, quando mi sento depressa ne vado subito a prendere un pezzo.’

    La bizzarra condizione della signora Widener è causata da una patologia chiamata Pica, che rende chi ne è colpito ossessionato dal mangiare strani oggetti.

    Animali come i lupi e le tartarughe mangiano rocce per aiutare la digestione – ma l’abitudine è molto rara per gli esseri umani.

    http://www.express-news.it/assurdo/ha-mangiato-1360-chili-di-rocce-negli-ultimi-20-anni/

    I danni provocati da una dieta a base di latte e latticini

    mercoledì 11 luglio 2012


    Gli esseri umani sono gli unici animali che consumano il latte di altre specie, e lo fanno anche dopo lo svezzamento. Tre quarti degli adulti, nel mondo, sono intolleranti al lattosio, cioè sono privi dell'enzima (lattasi) necessario ad agire sullo zucchero che si trova nel latte (lattosio); questo impedisce loro di digerire adeguatamente il latte e conduce a malattie del sistema digerente più o meno serie.

    Il profilo nutrizionale del latte è simile a quello della carne. Entrambi i cibi contengono un quantitativo simile di proteine e grassi saturi. Come la carne, il latte è completamente privo di fibra e delle centinaia di sostanze fitochimiche contenute nei cibi vegetali, che si sono rivelate fattori di protezione contro le malattie degenerative come la malattia coronarica e il cancro. [Goodland2001]

    La produzione di carne e quella di latte sono strettamente collegate; l'una può essere considerata il sottoprodotto dell'altra. Gli effetti sulla salute di un aumentato consumo di latte e latticini sono simili a quelli provocati da un aumento del consumo di altri prodotti animali, come la carne e lo strutto. Anche se i latticini a basso contenuto di grassi possono sembrare più salutari, il grasso rimosso nella loro produzione non viene mai sprecato, ma viene consumato in forma di burro, panna, gelati o nei cibi confezionati, quindi il netto degli effetti positivi sulla salute pubblica è pari a zero. Oggi sono ormai disponibili evidenze scientifiche del fatto che i latticini non portano alcun beneficio che non sia ottenibile in modo migliore da altre fonti, e che il loro consumo pone seri rischi che contribuiscono alla morbidità e alla mortalità. [Goodland2001]

    Si crede comunemente che il contenuto di calcio del latte di mucca lo renda un cibo essenziale per prevenire il problema della ossa fragili, specie nei bambini. Il problema è che, anche se il latte può essere un modo efficiente per incamerare calcio dal cibo, ha anche molti svantaggi, in particolare un contenuto di grassi saturi molto alto. Come dichiara il prof. Walter Willett, "bere tre bicchieri di latte al giorno equivale a mangiare dodici fette di pancetta oppure un big mac e una porzione di patatine fritte". [Willet2001]

    Inoltre, la possibilità di mantenere le ossa forti dipende, più che dall'aumentare l'introito di calcio, dal prevenirne le perdite. La perdita di calcio è un processo normale, che avviene attraverso la circolazione sanguigna, l'urina, il sudore e le feci; questo calcio deve poi esser rimpiazzato con nuovo calcio preso dal cibo o dalle ossa. Uno dei più importanti fattori nelle perdita di calcio sono le diete ad alto contenuto proteico, che fanno sì che una maggior quantità di calcio venga persa attraverso le urine. Naturalmente le diete ricche di carne e latticini superano di molto i livelli di proteine raccomandati. [PCRM1999] Inoltre, le proteine derivanti da cibi animali probabilmente causano una perdita di calcio maggiore rispetto a quelle vegetali, e latte e latticini sono molto ricche di proteine animali, quindi, anche se sono ricchi di calcio, il bilancio finale è spesso negativo, il che causa una perdita di calcio nelle ossa, per compensare il calcio perduto.

    L'alta incidenza di osteoporosi nei paesi in cui il consumo di latticini è alto è un'ulteriore indicazione della sua inefficacia nel contrastare il problema della ossa fragili. Il recente report dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e della FAO sulle evidenze raccolte sul problema osteoporosi, indica che per la maggior parte delle persone sembra non esserci alcuna correlazione tra un aumento dell'introito di calcio e una diminuzione del rischio di fratture ossee. Le raccomandazioni OMS/FAO per l'osteoporosi indicano di mangiare più frutta e verdura piuttosto che affidarsi ai latticini per assicurarsi una buona salute delle ossa. [WHO/FAO2002]

    Riferimenti bibliografici

    [Goodland2001] Goodland R., The Westernization of Diets - The Assessment of Impacts in Developing countries - with special reference to China, DRAFT, 2001

    [PCRM1999] Physician Committee for Responsible Medicine, PCRM. Vegetarian Starter Kit, PCRM, 1999

    [WHO/FAO2002] WHO/FAO, Diet, nutrition, and the prevention of chronic disease. Report of the Joint WHO/FAO expert consultation, 26 April 2002.

    [Willet2001] Walter C. Willett, Eat, Drink and Be Healthy, The Harvard Medical School Guide to Healthy Eating, Simon & Schuster, 2001.

    FONTE


    Allerta sugli energy drink: dubbi su due morti in Francia. Rischi se miscelate all'alcol o se consumate durante sport faticosi


    Mentre da noi bevande energizzanti come Red Bull fanno pubblicità in tutta Milano, promuovendo giochi acquatici anche ai ragazzini e regalando lattine ai passanti, in Francia l'Anses (Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria e alimentare) ipotizza due morti sospette collegate al consumo "anomalo" di questo tipo di bibite. Gli elementi sono emersi attraverso il sistema di nutri-soveglianza messo a punto nel 2009 per raccogliere le segnalazioni dei consumatori sulle energy drink, e più in generale su piante medicinali o esotiche presenti all'interno di alimenti arricchiti e integratori, non comprese nelle liste della farmaco-vigilanza.

    Recentemente l'Anses ha rilevato un incremento delle segnalazioni di effetti collaterali da parte di chi miscela le bevande energizzanti ai superalcolici. Secondo l'Agenzia quando le bibite vengono abbinate a un'attività sportiva intensa, oppure sono mescolate con alcolici, potrebbero avere un effetto sul rischio cardiovascolare o portare a una diminuzione della percezione degli effetti correlati all'alcol.

    L'Agenzia francese pubblicherà in autunno un dossier evidenziando un aumento del consumo di energy drink tra le persone che fanno sport e il consumo occasionale delle bevande con l'alcol (ammessa dal 27% delle persone con meno di 35 anni).

    Il termine "energy drink" non è regolamentato a livello europeo, ma viene attribuito alle bibite che dovrebbero "mobilitare le energie", stimolando il sistema nervoso, grazie alla presenza di ingredienti stimolanti, come taurina, caffeina, guaranà, ginseng e vitamine... Vale la pena ricordare che si tratta di bibite destinate ad adulti, sconsigliate alle donne incinte, e da consumare con moderazione. Secondo l'Agenzia francese le energizzanti, a differenza delle bevande energetiche a base di sali minerali, non sono adatte all'attività fisica intensa.

    I ricercatori del Crioc (Centro di ricerca e informazioni delle organizzazioni dei consumatori in Belgio) un anno fa hanno condotto uno studio su tutte le bevande energetiche. Uno degli elemento emersi riguarda la strategia utilizzata dai produttori per convincere giovani e adulti a consumare gli energy drink, basata sulle promozioni nel corso degli eventi frequentati dai giovani (concerti, manifestazioni sportive…)

    Il messaggio da veicolare è un invito a superare i propri limiti ("Mettere le ali") e i divieti, assecondando quella che è la principale ricerca dei giovani. Le aziende produttrici sfruttano anche il potere di convincimento degli stessi ragazzi, reclutando coetanei nel ruolo di ambasciatori e di promotori, oppure personalizzando automobili cult come le Mini Cooper rivestite con i colori della bibita.

    Gli ingredienti delle energy drink sono di per sé innocui, ma possono diventare pericolosi se assunti a dosi elevate. Una lattina da 250 ml contiene in media 80 mg di caffeina – dall’effetto tonico - ma il formato che registra un successo crescente in alcuni paesi europei è quello da mezzo litro. Secondo la normativa francese, un contenuto superiore a 150 mg di caffeina deve essere evidenziato in etichetta. Secondo gli esperti se si assumono più di 300 mg di caffeina l'organismo può andare incontro a palpitazioni, tremori, ansia, insonnia, problemi intestinali e anche dipendenza.

    L'aminoacido taurina che in una lattina di Red Bull è presente in misua pari a circa 1.000 mg, è considerato uno stimolatore cardiaco e di impulsi nervosi. L’abuso causa ipertensione, come hanno dimostrato diversi studi presentati dall'American Heart Association (aumento significativo della pressione sanguigna e del battito cardiaco dopo aver consumato due energy drink al giorno per una settimana).

    In queste bibite ci sono altri ingredienti come il glucuronolattone, che dovrebbe stimolare la memoria e la concentrazione, e l'inositolo, una vitamina che dovrebbe migliorare l'umore e stimolare il cervello a usare meglio la serotonina.

    Il problema maggiore però è dato dal mix energy-drink e alcol perchè la caffeina riduce il senso di ubriachezza e quindi l'individuo può non accorgersi di avere superato i suoi limiti in senso negativo. Il rischio è una perdita di consapevolezza delle proprie azioni, con la possibilità di mettersi alla guida in condizioni precarie. Ogni lattina da 250 ml contiene inoltre circa 9 zollette di zucchero. Si tratta di una quantità non certo trascurabile se la bibita è assunta da giovani con problemi di sovrappeso e obesità.

    Roberto La Pira
    Foto: Photos.com

    fonte

    Il 95% dello Zucchero negli USA Proviene da Colture Geneticamente Modificate


    di GenitronSviluppo.com
    Jill Richardson, instancabile e accurato ricercatore e scrittore, ha trovato interessanti informazioni riguardo un curioso “incidente” spuntato dal Boulder Daily Camera. In sostanza, l’articolo racconta la storia di sei agricoltori che rischiano il fallimento della propria azienda agricola perché i commissari del Western Sugar Cooperative obbligano i contadini “informalmente” a piantare solo barbabietole da zucchero OGM. Ma vediamo come e perché …



    OGM: Il Serpente si Morde la Coda
    I contadini (come in Europa) devono soddisfare (al meglio) le quote fissate da enti e cooperative come il Western Sugar Cooperative, che acquista il loro prodotto per produrre zucchero per i tavolini dei bar e l’intera industria alimentare degli USA. Ma queste quote però gli agricoltori le riescono a soddisfare solo piantando barbabietole da zucchero Roundup Ready, ossia un altro bel sotterfugio della Monsanto per il loro controllo delle forniture alimentari mondiali, utilizzando il pretesto di assicurare la giusta quota di approvvigionamento alimentare mondiale. Gli agricoltori spiegano infatti di non riuscire a soddisfare le quote fissate dalla Western Sugar Cooperative, organizzazione cui sono membri. Se non riusciranno a soddisfare tali quote saranno naturalmente multati. E il trucco sta in una coltura OGM che alza il rendimento della produzione solo di qualche punto di percentuale, quanto basta per rientrare nelle quote e dover passare da una normale coltura ad una OGM, brevettata Monsanto. Il rumore fatto dai sei agricoltori ha poi messo in luce l’intero degrado di un immenso settore dell’agroalimentare.

    Schlagel Paul creatore delle barbabietole da zucchero geneticamente modificate spiega che praticamente non esiste una coltura che non derivi dalle “frankenseeds” sviluppate dalla Monsanto. E l’interessante affermazione è sostenuta da un rapporto del personale della Beet Sugar Development Foundation che dimostra che circa il 95% delle colture di barbabietola da zucchero della nazione utilizzano semi OGM. Agli agricoltori infatti spesso vengono offerti enormi incentivi per provare l’utilizzo di colture OGM, ma ora si trovano ad affrontare ugualmente l’utilizzo di incroci di colture OGM provenienti spesso anche da campi non autorizzati della Monsanto.



    OGM, Zucchero e Biodiversità


    Il fatto è che il seme che pagano gli agricoltori è tuttora deregolamentato e non ha mai subito una revisione completa da alcun ente “oggettivo”. E aggiungiamo che il seme, depositato il 23 gennaio del 2008 alla US District Court, prova che i semi di barbabietole geneticamente modificate danneggerebbero irremediabilmente l’industria delle sementi biologiche contaminando le ultime varietà rimaste. Ma l’appello al tribunale è tuttora bloccato.

    Nel frattempo, una coltura OGM chiamata HR 875 è stato introdotta da Rosa DeLauro il cui marito, Stanley Greenburg, lavora per la Monsanto. Tornando indietro nel tempo, al giugno del 2008, all’Organic Seed Alliance si espone all’ordine del giorno la questione delle sementi geneticamente modificate in generale. Tale ordine del giorno, voleva solo mascherare l’obbligo all’aumento delle rese per il Western Sugar Cooperative aggirando la questione su come offrire “una maggiore sicurezza alimentare di fronte alla fame nel mondo”, in realtà per le barbabietole da zucchero le colture OGM non riescono nemmeno a migliorare le rese del 10% e in molti casi di altre colture questa percentuale diventa terribilmente negativa, considerando gli effetti della diffusione. Le colture OGM con i loro pollini così diventano una minaccia per le sementi di tutto il mondo ed in particolare una grossa perdita di diversità genetica, come è stato per il caso del mais messicano.



    Perché Essere Contro gli OGM


    Una relazione dal titolo “Failure to Yield” (in PDF qui), dimostra il fallimento della Monsanto, ADM, Cargill e gli altri giganti del settore agroalimentare, a fornire sementi OGM per migliorare i rendimenti delle colture. Il fallimento è evidente soprattutto per il mais OGM (Mais BT). Dove le rese sono aumentate del 3-4%, mentre la minaccia di distruzione genetica è aumentata del 400%. Ma perché la diversità genetica è così importante? Solo nella specie Homo sapiens, la mancanza di diversità genetica causa dai difetti fisici e mentali alla sterilità. Lo stesso vale per il mondo vegetale. Se esistono solo poche specie di mais (o soia o barbabietole), il rischio di un unico batterio o virus letale per la specie si moltiplica in modo esponenziale. Anche se le colture geneticamente modificate riescono a far sopportare alla pianta un determinato numero di agenti batterici o virali, la mancanza di sufficiente materiale genetico rende la specie un “vicolo cieco evolutivo”.

    FONTE



    DANNI DA OGM: ECCO PERCHE' MOLTE NAZIONI LI HANNO VIETATI!


    di GenitronSviluppo

    Gli OGM e il Signor Taylor


    Taylor, che è attualmente direttore del Resources for the Future (RFF) Center for Risk Management, (servita nelle sue politiche dalla FDA dal 1981), prima come avvocato e assistente del personale esecutivo alla FDA Commissioner, poi come vice commissario FDA per la politica. Dal 1994 al 1996, è stato Amministratore della US Department of Agriculture’s (USDA) la sicurezza alimentare e Inspection Service, passando da lì direttamente come vice presidente della Monsanto. In realtà, l’intera carriera del signor Taylor riflette il continuo bungee-jumping del governo per l’occupazione nel settore privato con uno spiccato interesse verso aziende e multinazionali della biotech come Monsanto.

    Attraverso “una porta girevole” aperta dallo stesso governo e nomine politiche manipolate, la Monsanto ha creato con successo per sé una favorevole sentenza dell’FDA, che consente alla Monsanto e comunque a tutti le altre multinazionali che puntano sulle biotecnologie OGM a introdurre alimenti geneticamente modificati nei nostri supermercati (in diversi modi) senza prove di sicurezza o addirittura di etichettatura. Ad esempio, Taylor, al momento di essere avvocato al servizio della Monsanto, è stato assunto dalla FDA per ri-scrivere la nuova normativa sugli OGM, come alimenti “sostanzialmente equivalenti”, eliminando le prove di sicurezza o addirittura di etichettatura.


    OGM: La Guerra Silenziosa dei Pollini e dei Semi


    Questo chiaro conflitto di interessi è quello che ha portato oggi al fallimento della FDA e l’USDA, in termini di mandato per proteggere la sicurezza alimentare del pubblico americano. Fatto che comunque ha spinto diversi paesi a bloccare l’accesso agli alimenti OGM (o come succede in Europa a permettere un accesso di nutrimento per animali OGM) già nel 2001 in paesi come Algeria, Egitto, Zambia, Sri Lanka, Thailandia, Cina, Giappone, Filippine, Norvegia, Austria, Germania, Regno Unito e la maggior parte dell ‘America centrale, Spagna, Italia, Grecia, Francia, Lussemburgo, Portogallo, Brasile, Paraguay, Arabia Saudita, Australia, Nuova Zelanda e 14 nazioni del Sud Pacifico.

    Alcune nazioni, di fronte alla fame, hanno alzato i livelli dei loro divieti per gli OGM. Altri, come l’Honduras, restano fermi sulla loro posizione contro gli OGM soprattutto a fronte dei chiari fallimenti dei raccolti, ma che hanno tolto in parte il loro divieto sul mais OGM. Il resto dell’America centrale resta impegnata contro gli OGM, in gran parte a causa degli antichi ceppi indigeni di mais che sono stati coltivate con successo per quattro secoli e potrebbero essere (se già non sono) facilmente contaminati da mais OGM. E questo è il nocciolo della questione degli OGM; che anche i paesi che si astengono dal loro uso sono suscettibili di trovare le loro colture contaminate da razze OGM provenienti da coltivazioni lontane anche migliaia di chilometri.

    Primi danni da OGM


    Perché lotta agli OGM? Perché le colture geneticamente modificate sono, letteralmente, “Frankenfood”, ossia collegate a tali problemi, come allergie, asma, danni genetici e persino il cancro, e naturalmente le prove esistono già da qualche anno ma poco mediaticamente promosse. Alimenti geneticamente modificati sono sospettati da molti, tra cui il principe Carlo d’Inghilterra, di essere i precursori di un disastro ambientale del calibro di cui l’umanità non ha mai potuto assistere. Molti scienziati concordano sul fatto che alimenti geneticamente modificati possono provocare facilmente un danno inestimabile per tutte le condizioni di vita e le future generazioni dell’umanità. Ma come ben ci spiegano non siamo stati mangiare alimenti geneticamente modificati abbastanza a lungo per conoscere le conseguenze finali, anche se un effetto sta già emergendo. Grazie ad uno studio indipendente in Austria che mostra i danni alla fertilità nei topi provocati da cibi OGM.

    Lo studio, basato su soluzioni a lungo termine riguardante i regimi di alimentazione contenenti solo un terzo del mais OGM, hanno già mostrato un dato statisticamente significativo, come la capacità riproduttiva dei topi nella 3° e 4° generazione fosse diminuita drasticamente la data di nascita topi sono stati notevolmente inferiori. Lo studio, condotto da Jurgen Zentek, professore di Medicina Veterinaria presso l’Università di Vienna, dovrebbero già allarmare coloro la cui dieta contiene grandi quantità di alimenti OGM, come è chiaramente il caso degli USA. Questi alimenti infatti, carichi di pesticidi e privi di qualsiasi micronutrimento necessario per una buona salute, sono una letterale cospirazione che suggeriscono dei chiari piani per un Nuovo Ordine Mondiale (NWO) che mirano ad un controllo di tutti i prodotti alimentari nelle mani di pochi/e multinazionali come la Monsanto, Cargill, ADM e Bunge, e di conseguenza del controllo delle nazioni nelle mani di poche “élite”.



    Monsanto che fino ad ora hanno condotto tutte le attuali ricerche sugli alimenti geneticamente modificati hanno pagato istituti di ricerca per farlo a condizione che esse fornissero risultati in favore degli OGM, insistendo sul fatto che le colture geneticamente modificate salveranno il mondo dalla fame. Questa constatazione non è stata corroborata dalla ricerca indipendente, ma forse sarà in grado di per sé tramite l’utilizzo di mangimi alimenti geneticamente modificati per gli animali di causare comunque sterilità. Come Dr Jan van Aken, un esperto OGM di Greenpeace conclude: “Se questo non è un motivo sufficiente per chiudere l’intera industria biotecnologica, una volta per tutte, non so quale tipo di catastrofe dovremmo aspettarci”.

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    5 alimenti utili per prevenire le scottature solari


    E' estate, tempo di abbronzatura ma anche di scottature solari, soprattutto nel caso in cui non ci si esponga al sole con le dovute accortezze. Oltre ad accertarsi di utilizzare una protezione solare adatta al proprio tipo di pelle, preferibilmente costituita da filtri minerali e priva di derivati del petrolio e di profumazioni sintetiche, è bene imparare a curare maggiormente la propria alimentazione, sia per favorire la tintarella, sia per porsi al riparo da fastidiose scottature, dai danni che i raggi ultravioletti potrebbero provocare e dalle loro eventuali conseguenze negative sulla salute.

    Ecco cinque alimenti che dovrebbero essere aggiunti alla propria dieta per provare a tenere alla larga le scottature solari.

    1) Pomodori



    I pomodori contengono un elevato quantitativo di licopene, un elemento nutritivo considerato fondamentale per la prevenzione delle scottature solari. Studi scientifici hanno confermato come coloro che consumano pomodori ogni giorno, anche sotto forma di salsa, ricevono attraverso la propria alimentazione una maggiore protezione nei confronti delle scottature solari più gravi e dei danni a lungo termine ad esse connessi. Sicuramente noi italiani, casi di allergia a parte, non abbiamo difficoltà a consumare quotidianamente pomodori o salsa di pomodoro lungo tutto il corso dell'anno. Non è poi certamente un caso che la natura ci offra questi portentosi ortaggi proprio in estate.

    2) Angurie



    Le angurie sono considerate un vero e proprio simbolo dell'estate e anch'esse, proprio come i pomodori, vengono consigliate per la loro ricchezza di licopene come elemento in grado di prevenire le scottature solari. Naturalmente nella loro prevenzione giocano un ruolo fondamentale il buon senso e la consapevolezza di non poter esporsi al sole nelle ore più calde ed eccessivamente a lungo se si sa di avere una pelle molto sensibile, soprattutto nei primi giorni di vacanza. Un aiuto può certamente giungere dall'anguria, che per il suo ricco contenuto d'acqua ci aiuta inoltre a prevenire la disidratazione. Per la sua freschezza risulta ottima da consumare come spuntino in diversi momenti della giornata.

    Proprietà e benefici:

    3) Te' verde



    Il tè verde, ricco di proprietà benefiche, è tra l'altro considerato in grado di proteggere la nostra pelle dai possibili danni causati dai raggi ultravioletti . La sua azione protettiva nei confronti della pelle e delle sue cellule sarebbe dovuta all'elevato contenuto di polifenoli presenti nelle foglie da cui si ricava tale bevanda. I suoi effetti positivi sono stati studiati sia nel caso si assuma il tè verde bevendolo normalmente sia nelle sue applicazioni per uso topico, con particolare riferimento a malattie come il cancro . Una varietà di tè verde considerata particolarmente portentosa in tal senso è il "tè matcha" per via del suo elevato contenuto di antiossidanti.

    4) Cacao



    Un gruppo di ricercatori tedeschi ha potuto confermare attraverso studi specifici come alimentarsi con cibi ricchi di cacao, possa aiutare la nostra pelle a proteggersi dai danni causati dall'esposizione ai raggi ultravioletti, cancro compreso. Test specifici sono stati eseguiti su di un gruppo di donne che hanno accettato di sottoporsi volontariamente ad una dieta che prevedeva il consumo di cacao a colazione per un periodo di tre mesi. In merito alle donne a cui era stato richiesto di fare colazione impiegando cacao particolarmente ricco di flavonoidi è emerso come la loro pelle tendesse ad arrossarsi molto meno facilmente rispetto a quella di coloro che avevano assunto a colazione alimenti scarsamente ricchi di flavonoidi nel corso dell'esposizione al sole. La loro pelle risultava inoltre più morbida ed idratata.

    5) Olio di lino



    Studi scientifici riguardanti le patologie cancerogene legate all'esposizione della pelle ai raggi ultravioletti sembrano confermare l'importanza di una corretta assunzione di omega3 nella propria dieta a fini protettivi. Una delle principali fonti vegetali per l'assunzione di acidi grassi essenziali è rappresentata dall'olio di lino. L'olio di lino presenta un contenuto equilibrato di acidi grassi omege3 ed omega6, che lo rendono un integratore alimentare perfetto per assicurarsi la quantità giornaliera necessaria di tali nutrienti. L'olio di lino contiene 57 grammi di omega3 ogni 100 grammi di prodotto. Per assicurare la copertura del proprio fabbisogno di Omega3, la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana consiglia il consumo quotidiano di due o tre porzioni al giorno di omega3, ognuna ottenuta da: 2 cucchiaini di olio di lino; 1 o 2 cucchiaini di olio di lino e 30 grammi di noci, oppure 1 cucchiaino di olio di lino più un cucchiaino di semi di lino tritati con un macinacaffè. L'olio di lino deve essere conservato in frigorifero per evitarne il deterioramento e consumato entro 8 settimane dall'apertura.

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