La Regione taglia le spese, nei Comuni piace il comodato gratuito
Tanto che il governatore Luca Zaia - uno che, per inciso, non utilizza auto o autista della Regione e viaggia con gli uomini della sua scorta - si è sentito in dovere di rispondere così: «Noi siamo da sempre al fianco delle forze dell’ordine e non smetteremo mai di ringraziarle per quello che fanno. Non penso che il questore Savina si riferisse alla Regione quando ha attaccato sulla questione delle auto blu: ne facciamo un uso morigerato e certo non possiamo essere portati a esempio degli abusi di cui a volte si sente parlare». La Regione, per la cronaca, fino all’anno scorso aveva in casa una flotta-auto (e pure una flotta natanti, perché chi sta in una città d’acqua ha bisogno anche dei motoscafi blu) composta da 33 macchine: 14 riservate alla giunta, 4 per il consiglio e 15 a libera destinazione. Alcuni assessori (leghisti) e i due vicepresidenti del consiglio hanno spontaneamente rinunciato al simbolo semovente del potere. In più, adeguandosi al nuovo corso di cui sopra, dall’inizio di giugno il consiglio regionale ha deciso di sostituire metà del parco auto prendendo due poco appariscenti Volkswagen Passat con la formula del «full service-all inclusive», che volgarmente sarebbe il noleggio a lungo termine con rate mensili, comprensivo di manutenzione, assicurazione e pure carburante. In un sussulto di morigeratezza, c’è da aggiungere che la Regione ha dato una limata generale: nel 2011 la spesa non potrà superare l’80% di quella registrata l’anno prima. Di più.
I dirigenti delle società regionali hanno dovuto rinunciare al lusso di utilizzare l’auto blu per andare da casa all’ufficio e viceversa: sono ammessi soltanto spostamenti per causa di servizio. Tutto questo non basta al consigliere dipietrista Gennaro Marotta, che ricarica l’artiglieria: «Il tempo delle auto blu è finito e la politica prima lo capisce, meglio è. Quello del questore di Padova - sottolinea Marotta - è un grido di dolore sacrosanto. Togliamo inutili privilegi, le auto blu che abbiamo mettiamole a disposizione della polizia». Nell’attesa, furoreggiano le strategie di contenimento dei costi. Vanno a noleggio in Comune a Padova (tre Alfa 159 a 13mila euro l’anno) dove, tra l’altro, ci sono un vicesindaco come Ivo Rossi che fa ogni giorno casa-municipio in bicicletta e un assessore come Alessandro Zan che ha rottamato l’auto di servizio a favore di uno scooter a emissioni zero. Tirano la cinghia a Venezia, dove uno dei primi provvedimenti presi dal sindaco Giorgio Orsoni è stato quello di «tagliare» le due Thema di rappresentanza più datate. Piace molto anche la formula del comodato gratuito. Tradotto: un concessionario locale, in cambio di un po’ di pubblicità, presta la macchina all’autorità cittadina. Fa così il presidente della Provincia di Belluno, il leghista Gianpaolo Bottacin, che alterna i gentili prestatori con frequenza annuale (l’anno scorso aveva un’Alfa, quest’anno una Mazda). La stessa formula viene adottata dal sindaco di Verona, Flavio Tosi (sponda Volkswagen), che, in più, ci aggiunge un optional: l’autista personale, il celebre Idelmo, non è carico del Comune ma del partito, la Lega Nord. Idem Gian Paolo Gobbo, sindaco di Treviso, che spesso utilizza l’auto di sua proprietà. In tutto questo spolvero di buone pratiche, non ci ha fatto una gran figura l’azienda dei trasporti pubblici di Treviso «La Marca», che l’anno scorso di questi tempi ha acquistato un’Audi Q5 da 45mila euro, destinata a essere utilizzata dal direttore Mario Da Rolt. Il presidente Mario Piovesan, sorpreso dal clamore destato dall’incauto acquisto, si era difeso così: «Non è l’ammiraglia del direttore, ma un’auto di servizio per tutta l’azienda. E poi la Q5 è un’auto ecologica euro5, un Suv più piccolo degli altri». Ci mancava solo che l’avessero comprata a benzina super.