• Medicina
  • Internet
  • Video
  • Visualizzazione post con etichetta Auto Blu. Mostra tutti i post
    Visualizzazione post con etichetta Auto Blu. Mostra tutti i post

    AUTO BLU,EX MEMBRO CONSULTA:"E' UN PRIVILEGIO,MA MI E' MOLTO COMODA"

    mercoledì 16 novembre 2011

    “L’auto blu? Sì, è un privilegio ma mi è comoda…”. Lo ha detto l’ex giudice della Corte Costitunale
    Fernanda Contri a “La Repubblica”, edizione di Genova. La Contri è uno dei casi citati in Sanguisughe: come tutti gli ex membri della Consulta oltre a una ricca liquidazione e a una pensione d’oro (la media degli ex giudici è di 20mila euro), gode del privilegio dell’auto blu in servizio 24 ore su 24 per il resto della vita. Interrogata in proposito dai colleghi della redazione genovese di Repubblica, la Contri ha replicato con alcune memorabili frasi: “E’ un privilegio necessario per certe incombenze”, “Sì, ma io non ho mai ritirato la tessera per le partite” e “Dell’auto blu ne ho approfittato in senso buono”. In senso buono? Ma che significa? Da ricordare che l’ex giudice Contri, mentre incassa la ricca pensione, occupa anche numerose altre poltrone: presidente onoraria del gruppo Italbrokers, consulente dell’autorità portuale, consigliere della Società Porto Antico. Immediata la protesta dei poliziotti del capoluogo ligure: “A lei l’auto blu per tutta la vita”, dicono, ” a noi nemmeno le auto di servizio…”.

    http://www.sanguisughe.com/2011/10/la-pensionata-doro-con-auto-blu-si-e-un-privilegio-ma-mi-e-comoda/



    Auto blu, provincia di Padova: +20% ma meno manutenzioni

    martedì 30 agosto 2011


    Auto "blu-blu" di rappresentanza
    Al 31 dicembre 2009 la provincia di Padova contava in tutto 44 auto blu, di cui 4 di rappresentanza, le rimanenti 40, la quasi totalità, di “auto grigie”, categoria nella quale rientrano anche i mezzi della polizia locale e le autovetture a disposizione dei settori (risorse finanziarie, direzione generale, comunicazione, sistemi informativi, protezione civile, ambiente, risorse umane, viabilità, edilizia, patrimonio, trasporti, avvocatura-difesa civica, patrimonio, trasporti-turismo).

    NUOVI ACQUISTI MA MENO SPESE. Nel corso del 2010 il parco mezzi sale a 50: una in meno di rappresentanza e 7 auto “grigie” in più. Un balzo del 20%. 9 le nuove acquisizioni, per una spesa di68.347 euro. L'amministrazione provinciale evidenzia però le azioni intraprese e mirate al contenimento dei costi: la dismissione di un'auto di rappresentanza obsoleta; l'acquisto di 8 Fiat Panda nuove (minori consumi, impatto ambientale, spese di manutenzione, bolli, Rca); l'introduzione graduale delletessere magnetiche per l'approvvigionamento di carburante (fuel card) mediante l'adesione a Consip per una razionalizzazione nel monitoraggio delle percorrenze/consumi.
    COSTI E KM. 200 mila euro è il costo sostenuto l'anno scorso per il personale adibito alla guida o impegnato nella gestione e nella custodia del parco auto. 125.795 euro, invece, la spesa sostenuta per la gestione delle auto (assicurazioni e bolli, revisioni, consumi carburante, manutenzione e rimborsi auto per l’uso dell’auto privata dei dipendenti inclusi). 344.517 i chilometri complessivi percorsi (ad esclusione delle percorrenze delle auto della polizia locale).

    Auto blu,nel comune di Padova diminuiscono del 24%.Ma vengono sostituite da auto a noleggio..


    Auto "blu-blu" di rappresentanza

    Nel 2009 erano 208 (4 di rappresentanza e 204 "grigie" per polizia locale e uffici). L'anno scorso sono scese a 159. Per le nuove acquisizioni, anziché l'acquisto, il noleggio a lungo termine


    Al 31 dicembre 2009 il comune di Padova contava in tutto 208 auto blu, di cui 4 di rappresentanza, le rimanenti 204, la quasi totalità, di “auto grigie”, categoria nella quale rientrano anche i mezzi dellapolizia locale e le autovetture a disposizione dei settori manutenzioni, edilizia pubblica e infrastrutture.
    LA CURA DIMAGRANTE. Nel corso del 2010 è avvenuta la vendita di un consistente numero di automezzi obsoleti o con chilometraggio limitato ai fini di ottimizzare l'utilizzo dei restanti mezzi. Al 31 dicembre 2010, infatti, le stesse auto sono calate a 159 totali: sempre 4 di rappresentanza e 155 “grigie”, di cui 53 della polizia locale. Una diminuzione del 24%. A fronte del calo, 16 sono state lenuove acquisizioni nel 2010, per una spesa di 288.431 euro. L'amministrazione comunale ha però optato, anziché per l'acquisto e proprietà, per il noleggio a lungo termine delle auto di rappresentanza.
    COSTI E KM. 339.920 euro è il costo sostenuto l'anno scorso per il personale adibito alla guida o impegnato nella gestione e nella custodia del parco auto. 195.113 euro, invece, la spesa sostenuta per lagestione delle auto (assicurazioni e bolli, revisioni, consumi carburante, manutenzione e rimborsi auto per l’uso dell’auto privata dei dipendenti inclusi). 710.958 i chilometri complessivi percorsi (ad esclusione delle percorrenze delle auto della polizia locale).



    ROMA - PROPOSTA IN COMUNE PER MENO AUTO BLU E CONVENZIONI TAXI


    La delibera per eliminare le auto blu del Campidoglio è stata presentata ieri al segretariato generale del Comune. L'ha consegnata il capogruppo dell'Udc che propone di lasciare la vettura di rappresentanza solo al sindaco e al vicesindaco. Per tutti gli altri solo convenzioni con le cooperative dei taxi.
    «Così sostiene - in un momento di crisi per tutto il Paese si potrebbero risparmiare circa 10 milioni dei 17 milioni di euro che si spendono. E gli autisti, che sono tutti dipendenti comunali, potrebbero andare a potenziare quegli uffici attualmente sotto organico. A partire dal servizio di mobilità per i disabili». È dalle consulte per la disabilità di Roma che arriva l'appoggio all'iniziativa: «Condividiamo e sosteniamo la proposta del capogruppo Udc Onorato di destinare parte delle risorse del parco auto del Comune di Roma al trasporto delle persone disabili - dice il coordinatore Michele Colangelo Considerando che la riforma dell'assistenza prevede un taglio delle ore, e che le risorse destinate al settore sono invariate ormai da otto anni, mi sembra un'iniziativa nobile e rivoluzionaria, che vuole dare un segnale importate».

    Piace l'idea di Onorato, neanche a dirlo, anche alle cooperative dei tassisti: «Sono moltissime le aziende private che per ridurre i costi dismettono proprie vetture aziendali e si convenzionano con le cooperative di taxi - spiega Loreno Bittarelli, presidente nazionale Uritaxi
    Questo dovrebbero farlo anche tutte le pubbliche amministrazioni, soprattutto in un particolare momento come questo dove è necessario eliminare tutti gli sprechi. I taxi, conti alla mano, sono nettamente più economici delle auto blu».
    E aggiunge: «Se l'iniziativa dell'Udc andasse in porto, avrebbero tutti da guadagnarci: meno costi per l'amministrazione, meno auto in circolazione e quindi meno traffico e meno smog e più lavoro per i tassisti».
    Sul tema interviene anche Fabio Sabbatani Schiuma, coordinatore regionale del Movimento per l'Italia con Daniela Santanchè: «È assolutamente da condividere la proposta dell'Udc sui taxi in sostituzione delle auto di servizio: perché però non estenderla anche alla Provincia e alla Regione Lazio? Cosa ne pensano Zingaretti e Polverini?». Per la Regione è intervenuto il vicepresidente, Luciano Ciocchetti: «Valida è l'iniziativa proposta da Onorato che, con responsabilità, ha presentato una soluzione vera per ovviare, in questo momento, di crisi economica, al problema dei costi elevati che affliggono la pubblica amministrazione».

    AUTO BLU:QUANTE SONO?LA CLASSIFICA MONDIALE VEDE L'ITALIA IN PRIMA POSIZIONE...

    lunedì 29 agosto 2011

    AUTO BLU:ORA LA REGIONE VENETO LE NOLEGGIA.NON ERA MEGLIO TAGLIARLE DIRETTAMENTE?

    mercoledì 27 luglio 2011

    La Regione taglia le spese, nei Comuni piace il comodato gratuito
    Il presidente della Provincia di Belluno Gianpaolo Bottacin (archivio)VENEZIA — Prendiamole a noleggio, che fa meno casta. Un po’ per risparmiare, un po’ per migliorare presso l’opinione pubblica l’immagine da privilegiati a spese della collettività, il nuovo corso light dei politici rispetto alle odiate (dalla gente, non da loro) auto blu è questo: teniamole, perché ci servono, ma senza comprarle. È già qualcosa. Anche se non può essere soltanto questa la risposta alle parole amare di un servitore delle istituzioni per eccellenza come il questore di Padova, che a una tavola rotonda organizzata in municipio dal Siulp (uno dei sindacati di polizia), si è sfogato così, dando perfettamente il senso che la misura è colma:
    «Vorrei proprio sapere per quale motivo - ha detto Luigi Savina - tutte le autorità, dai presidenti di Regione ai sindaci, debbano girare a bordo di fiammanti auto blu, che costano a tutti i cittadini migliaia di euro all’anno, mentre noi poliziotti dobbiamo utilizzare macchine scassate, cui a malapena riusciamo a fare benzina...». Frasi dure, pronunciate da un poliziotto abituato a stare in prima linea e che da lì non vorrebbe arretrare.
    Tanto che il governatore Luca Zaia - uno che, per inciso, non utilizza auto o autista della Regione e viaggia con gli uomini della sua scorta - si è sentito in dovere di rispondere così: «Noi siamo da sempre al fianco delle forze dell’ordine e non smetteremo mai di ringraziarle per quello che fanno. Non penso che il questore Savina si riferisse alla Regione quando ha attaccato sulla questione delle auto blu: ne facciamo un uso morigerato e certo non possiamo essere portati a esempio degli abusi di cui a volte si sente parlare». La Regione, per la cronaca, fino all’anno scorso aveva in casa una flotta-auto (e pure una flotta natanti, perché chi sta in una città d’acqua ha bisogno anche dei motoscafi blu) composta da 33 macchine: 14 riservate alla giunta, 4 per il consiglio e 15 a libera destinazione. Alcuni assessori (leghisti) e i due vicepresidenti del consiglio hanno spontaneamente rinunciato al simbolo semovente del potere. In più, adeguandosi al nuovo corso di cui sopra, dall’inizio di giugno il consiglio regionale ha deciso di sostituire metà del parco auto prendendo due poco appariscenti Volkswagen Passat con la formula del «full service-all inclusive», che volgarmente sarebbe il noleggio a lungo termine con rate mensili, comprensivo di manutenzione, assicurazione e pure carburante. In un sussulto di morigeratezza, c’è da aggiungere che la Regione ha dato una limata generale: nel 2011 la spesa non potrà superare l’80% di quella registrata l’anno prima. Di più.
    I dirigenti delle società regionali hanno dovuto rinunciare al lusso di utilizzare l’auto blu per andare da casa all’ufficio e viceversa: sono ammessi soltanto spostamenti per causa di servizio. Tutto questo non basta al consigliere dipietrista Gennaro Marotta, che ricarica l’artiglieria: «Il tempo delle auto blu è finito e la politica prima lo capisce, meglio è. Quello del questore di Padova - sottolinea Marotta - è un grido di dolore sacrosanto. Togliamo inutili privilegi, le auto blu che abbiamo mettiamole a disposizione della polizia». Nell’attesa, furoreggiano le strategie di contenimento dei costi. Vanno a noleggio in Comune a Padova (tre Alfa 159 a 13mila euro l’anno) dove, tra l’altro, ci sono un vicesindaco come Ivo Rossi che fa ogni giorno casa-municipio in bicicletta e un assessore come Alessandro Zan che ha rottamato l’auto di servizio a favore di uno scooter a emissioni zero. Tirano la cinghia a Venezia, dove uno dei primi provvedimenti presi dal sindaco Giorgio Orsoni è stato quello di «tagliare» le due Thema di rappresentanza più datate. Piace molto anche la formula del comodato gratuito. Tradotto: un concessionario locale, in cambio di un po’ di pubblicità, presta la macchina all’autorità cittadina. Fa così il presidente della Provincia di Belluno, il leghista Gianpaolo Bottacin, che alterna i gentili prestatori con frequenza annuale (l’anno scorso aveva un’Alfa, quest’anno una Mazda). La stessa formula viene adottata dal sindaco di Verona, Flavio Tosi (sponda Volkswagen), che, in più, ci aggiunge un optional: l’autista personale, il celebre Idelmo, non è carico del Comune ma del partito, la Lega Nord. Idem Gian Paolo Gobbo, sindaco di Treviso, che spesso utilizza l’auto di sua proprietà. In tutto questo spolvero di buone pratiche, non ci ha fatto una gran figura l’azienda dei trasporti pubblici di Treviso «La Marca», che l’anno scorso di questi tempi ha acquistato un’Audi Q5 da 45mila euro, destinata a essere utilizzata dal direttore Mario Da Rolt. Il presidente Mario Piovesan, sorpreso dal clamore destato dall’incauto acquisto, si era difeso così: «Non è l’ammiraglia del direttore, ma un’auto di servizio per tutta l’azienda. E poi la Q5 è un’auto ecologica euro5, un Suv più piccolo degli altri». Ci mancava solo che l’avessero comprata a benzina super.

    Italia, paradiso delle scorte:più di mille auto blindate con 2400 agenti.E negli ultimi anni lo stato ha speso 120 milioni per comprare 600 BM serie 3 e 5.Alla faccia del debito pubblico...

    sabato 23 luglio 2011

    Nel nostro Paese ci sono più di mille auto blindate, con 2.400 agenti. Molte sono indispensabili, come quelle ai giudici in terre di mafie. Ma ha senso pagare anche quelle di Sgarbi, Diliberto, Scajola e Dell'Utri?
    Il fantomatico attentato virtuale contro Gianfranco Fini. I micidiali pacchi bomba anarchici. I petardi contro le sedi della Lega. E la misteriosa sparatoria sulle scale di casa Belpietro, passata in due mesi da emergenza nazionale a bufala individuale.
    Le cronache di quest’ultima stagione tornano a riempirsi di allarmi, in un contesto che tra crisi economica, aspri confronti sindacali e scontri studenteschi è di sicuro teso, offrendo lo scenario perfetto per azioni clamorose e simulazioni più o meno credibili. In questo clima da fine impero c’è una figura che torna protagonista: quella del pretoriano, che spesso invece di difendere l’imperatore diventa strumento di interessi diversi. Oggi si chiama scorta e, nell’italica declinazione viene sempre più spesso percepita come lo status symbol supremo. Per alcune persone realmente in pericolo si tratta di una logorante necessità, che annulla la libertà di movimento e la privacy, una condanna alla vita blindata. Per altri invece è solo l’ostentazione di un rango: il massimo del privilegio, molto più dell’auto blu.

    PANZER DI STATO
    Tra minacce concrete e sfarzi di casta, l’Italia è diventata l’Eldorado delle auto corazzate: il nostro governo vanta il record mondiale degli acquisti, più degli Usa o della Russia, della Colombia o del Libano. Negli ultimi anni lo Stato ha speso circa 120 milioni per comprare 600 Bmw delle serie 3 e 5; un centinaio di Audi 6, ciascuna del costo di 140 mila euro; un’ottantina di “carri armati” Audi A8 e Bmw 7 che per 300 mila euro promettono di incassare anche le raffiche di kalashnikov. Ma nei garage pubblici c’è molto altro. Centinaia di Lancia Thesis e Lybra, decine di Alfa 164, le nuove Subaru Legacy e le ormai vetuste Fiat Croma, residuati della flotta commissionata all’indomani della strage di Capaci. Non esiste un censimento dell’autoparco blindato: dovrebbero essere circa 1.500 macchine, che consumano il doppio e si logorano molto più rapidamente. Solo per le missioni assegnate dal Viminale ogni mattina ne partono 650: messe in fila formerebbero un corteo lungo più di tre chilometri.
    Servono per garantire la sicurezza di 263 magistrati, la metà dei quali in Sicilia e Calabria; 90 parlamentari e uomini di governo; 21 sindaci e governatori regionali; altrettanti ambasciatori e otto tra sindacalisti e giornalisti. A sedici di loro viene assegnato il dispositivo massimo: due-tre blindate con oltre otto agenti. Altri 82 hanno una doppia macchina con sei uomini armati mentre 312 si devono accontentare di una sola auto corazzata con una coppia di bodyguard. Ad ulteriori 174 personalità invece è stata concessa una vettura normale con uno o due militari di tutela.
    In totale il ministero dell’Interno ha disposto 585 “servizi di protezione ravvicinata” che richiedono 650 vetture antiproiettile, 300 auto non blindate, circa 2 mila tra agenti, finanzieri, carabinieri e guardie carcerarie più altri 400 uomini per vigilare su case e uffici. E questo apparato in molti casi si alterna su due turni, raddoppiando così personale e macchine.
    ARMATA FUORI CONTROLLO
    L’elenco ufficiale del ministero – che “L’espresso” rivela per la prima volta – è comunque parziale, perché esistono molte altre scorte che non dipendono dal Viminale. Anzitutto, c’è lo scudo di Palazzo Chigi, con una struttura da 007 che schiera 30 commandos ed ex guardiaspalle privati della Fininvest, tutti alle dipendenze dei servizi segreti, con 13 Audi corazzate e altri 70 uomini per sorvegliare le residenze del premier. E bisognerebbe conteggiare anche i dispositivi che vegliano sul capo dello Stato e quello che contribuisce alla sicurezza del papa.
    C’è poi una serie di provvedimenti d’urgenza disposti dai singoli prefetti: nell’ultimo periodo hanno riguardato 23 magistrati e un numero top secret di politici nazionali o locali. Nella lista vanno aggiunti i “servizi di vigilanza”, ossia il livello minimo di protezione: un’auto di ronda che passa periodicamente sotto l’abitazione o il luogo di lavoro della personalità da protegger. La vigilanza riguarda 678 magistrati e una moltitudine di esponenti di partito, sindacalisti, imprenditori, alti prelati e un gruppetto di giornalisti. Infine, l’ultima novità: i vigili urbani usati come guardia personale dai sindaci, con la benedizione o meno dei prefetti, come avviene da Palermo a Pavia.
    E persino, è accaduto a Milano, la discesa in campo della polizia provinciale che normalmente si occupa di caccia e pesca mentre invece ha esibito un pool di bodyguard con equipaggiamento da Secret service. Una stima ufficiosa ritiene che per le scorte ogni giorno siano mobilitati più di 4000 uomini con duemila vetture: una moltitudine di pretoriani che tra stipendi, auto e carburante grava sull’erario per oltre 250 milioni di euro l’anno. Un costo altissimo in termini economici e professionali, perché si acquistano blindate da sogno mentre le volanti perdono i pezzi e si destinano a questi incarichi agenti di prima scelta, uomini e donne giovani ed esperti, con ottima forma fisica e grandi capacità. “Personale che sa “leggere” quello che succede per strada, interpretare gli atteggiamenti della gente e gestire la reazione: l’ideale per quei servizi di controllo del territorio che vengono sempre invocati”, come sottolinea un sindacalista delle forze dell’ordine.
    ABUSO DI PROTEZIONE
    Eliminare le scorte inutili è uno slogan che ritorna periodicamente. Eppure da otto anni non ci sono attacchi di gruppi organizzati di natura politica, criminale o religiosa: le Brigate rosse sembrano debellate, le mafie hanno subìto duri colpi – come magnifica la propaganda di governo – e scelto una linea di basso profilo. La sparatoria nel condominio del direttore di “Libero”, stando alle indagini, sembra una discutibile iniziativa del suo agente di scorta.
    Mentre le azioni di squilibrati, come il lancio della statuina contro il premier, non sono state impedite dalla sicurezza ravvicinata più potente d’Italia. Inoltre bisogna ricordare che gli attentati più gravi della storia recente, quelli contro Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, hanno ucciso magistrati con protezione massima. Certo, ci sono personaggi che per il ruolo rivestito o per specifiche iniziative, hanno ricevuto minacce o corrono pericoli concreti. Ma siamo sicuri che in Italia ci siano 700 persone che non possono fare a meno di una protezione armata 24 ore su 24? Queste cifre testimoniano la sconfitta dello Stato nel garantire l’ordine pubblico o sono solo l’ennesimo corto circuito tra istituzioni che invece di controllarsi si scambiano favori? Nell’Italia delle cricche la scorta diventa il regalo più ambito, quello che dona un’immagine di potere al politico, al grand commis e al magistrato.
    Tutti i sindacati di polizia sono compatti nel denunciare lo scandalo quotidiano che avviene in questo settore. E sono numerosi gli episodi che hanno diffuso questa percezione di abuso. I militari che continuano a proteggere l’ex governatore laziale Piero Marrazzo, assiduo frequentatore di transessuali nonostante fosse sotto scorta. La difesa anti-ultra accordata per mesi ad Adriano Galliani. O i filmati della Mercedes di Lele Mora carica di pin up che entra nella villa di Arcore senza nessun controllo dei carabinieri all’ingresso. O il traffico di chiamate di escort, starlette e minorenni sedicenti nipotine di Mubarak smistato dal telefonino del caposcorta di Berlusconi che – alla luce dello stipendio d’oro di dirigente dell’intelligence – dovrebbe occuparsi di vicende più serie per la sicurezza nazionale.
    Ma le proteste anonime degli agenti segnalano lo stesso malcostume: ore passate a vigilare su party e festini delle autorità. E se un poliziotto o un carabiniere reclama, quasi sempre finisce per beccarsi una punizione. Pochi mesi fa un importante ministro è stato messo in guardia dai problemi di sicurezza connessi alle frequentazioni discutibili di un suo stretto familiare: e lui invece di ringraziare ha preteso che tutti gli uomini della sua vigilanza venissero rimossi.

    UNA SCORTA È PER SEMPRE

    Altro vizio diffuso poi sono le tutele eterne, che proseguono per anni senza che se ne capisca l’esigenza: benefit a vita. Il sindacato di polizia Coisp ha fatto un elenco di lungodegenti della blindata: Oliviero Diliberto dieci anni fa fu il secondo Guardasigilli comunista dopo Palmiro Togliatti e da allora continua a girare con autista e agente; il combattivo avvocato ed ex deputato Carlo Taormina ha ben quattro uomini; Mario Baccini non è più sottosegretario dal 2005 ma ha ancora cinque guardaspalle.
    I presidenti di Camera e Senato continuano per lustri a girare con tutela calibro nove: Irene Pivetti l’ha avuta per oltre dieci anni e oggi sorveglia i convegni di Marcello Pera e Pier Ferdinando Casini mentre Fausto Bertinotti passeggia per villa Borghese con la signora Lella sottobraccio e agente al seguito. L’ex governatore calabrese Agazio Loiero ha tre finanzieri, quattro il leghista Federico Bricolo e due l’ex sindaco di Segrate e deputato Giampiero Cantoni. Marcello Dell’Utri viene protetto da nove anni, nonostante la condanna confermata in appello per mafia.
    Vittorio Sgarbi è un altro habitué della scorta. La ebbe per la prima volta nel 1993 e la perse due anni dopo anche per le interrogazioni del postdemocristiano onorevole Sergio Tanzarella che lo accusava di “seminare il panico nelle strade di Roma, soprattutto di notte, scarrozzando allegre e schiamazzanti brigate gaudenti da ristoranti e balere”. Ma il critico l’ha riottenuta la scorsa estate come sindaco di Salemi, pronto a scagliarsi contro lo scempio dei parchi eolici siciliani: una misura potenziata per effetto di due lettere anonime recapitate alla Sovrintendenza di Venezia. La sua attività tra Roma, Veneto e trapanese richiede lunghi spostamenti: a settembre uno dei “suoi” finanzieri ha rischiato la vita dopo un incidente sull’Autosole. La legge prevede che tutte le misure di protezione vengano riesaminate periodicamente, per capire se sono ancora indispensabili. In realtà queste revisioni sono rare: per quieto vivere o per mantenere buone relazioni, difficilmente si interviene. Eppure basterebbe poco per risparmiare. Due mesi fa a Palermo il prefetto Caruso ha limato molti dei servizi, togliendo le blindate a giudici che non avevano più incarichi a rischio o a politici come l’ex governatore e imputato Totò Cuffaro: così ha recuperato 50 agenti. 
    IL POTERE BLINDATO.
    Oggi l’italiano più protetto dopo Berlusconi è Renato Schifani: il presidente del Senato è la seconda carica istituzionale, ma in questa stagione turbolenta la sua posizione non appare in prima linea. Invece la sua sicurezza è affidata a venti uomini dei reparti speciali con quattro vetture corazzate, mentre il figlio che vive a Palermo ha una blindata con tutela. Spicca anche l’esercito personale di Raffaele Lombardo, con 18 agenti e quattro Audi che si alternano intorno al governatore siciliano. Le scorte spesso sono anche uno strumento per cementare relazioni e costruire carriere.
    Nel 2001 l’allora direttore del Sismi Nicolò Pollari grazie all’emergenza dell’11 settembre aveva istituito un inedito servizio vigilanza degli 007 per dotare di auto blu e pretoriani una cinquantina di politici, ex membri di governo, top manager pubblici e privati. Una cortesia che andava a rimpiazzare gli agenti richiamati dal ministro degli Interni Claudio Scajola, che con una drastica riforma aveva tagliato quasi 800 uomini dalle scorte per destinarli alla lotta contro il terrorismo islamico.
    Nonostante non sia più agli Interni da otto anni e abbia dovuto rinunciare anche alla poltrona delle Attività industriali per la casa con vista Colosseo pagata dagli assegni della Cricca, Scajola oggi conserva otto poliziotti e due blindate. Un bel paradosso per chi definì Marco Biagi, lasciato senza protezione ignorando le sue richieste angosciate, “un rompicoglioni”. 

    Bova, il presidente da mille km al giorno: non usa l’auto blu e chiede alla Regione un rimborso da 211.000 euro


    Giuseppe Bova
    Aveva promesso che non avrebbe utilizzato l’auto blu. L’aveva promesso e l’ha mantenuto. Giuseppe Bova, ex presidente del Consiglio Regionale della Calabria, ha utilizzato sempre e solo la sua auto per percorrere, quotidianamente o quasi,  la tratta tra Catanzaro e Reggio Calabria.Ha fatto. come tutti noi,  rifornimento, ha conservato gli scontrini, e, alla fine, ha presentato il conto: 211.000 euro di benzina consumati in quattro anni.Per capire l’entità del consumo basta armarsi di calcolatrice: quattro anni, considerando quello bisestile,  sono 1461 giorni.
    Significa che il presidente Bova ha speso circa 144 euro di benzina al giorno. Che, considerando un costo medio di 1.350 al litro,  fa circa 106 litri al giorno. Ora se una macchina di grande cilindrata può percorrere, sempre in media,  circa 10 chilometri con un litro di benzina allora il calcolo è presto fatto.
    Per aver speso 211.000 euro in quattro anni Bova avrebbe dovuto guidare per 1060 km ogni giorno, compresi Natale, Ferragosto e le domeniche tutte. Possibile? Forse. Più probabile che nel conto ci sia stato qualche piccolo errore. Sempre che Bova non si sia sbagliato ed abbia addebitato alla Regione le spese di carburante di un elicottero.  A conti fatti, forse ai contribuenti conveniva che il presidente usasse l’auto blu.

    Auto blu ne mancano un centinaio all'appello. L'Asl di Caserta (ex Ce1 ed ex Ce2) è ancora al palo

    Ma non è solo l'Azienda Sanitaria casertana in grave ritardo con le comunicazioni. Leggete qua quanti altri Enti sono restii a pubblicare i dati dei veicoli pagati da noi e...magari utilizzati da qualche "papavero" per andare a cena con la moglie in pieno centro storico...
    A integrazione dell'ottima inchiesta sulle auto blu di Stefano Vespa, pubblicata sul numero di "Panorama" di questa settimana, il ministero per la PA sottolinea in una nota che alcune amministrazioni indicate come non rispondenti alla data di chiusura della rilevazione, effettuata dal Formez su mandato del ministro Brunetta, hanno nel frattempo inviato i propri dati. Questi ultimi saranno quindi inseriti sin dalla prossima settimana nel database pubblico consultabile attraverso il Portale degli Italiani (www.lineaamica.gov.it). Tra le amministrazioni che hanno, sia pure con grave ritardo, inviato i dati sul proprio parco autovetture vi sono i Comuni di Napoli, Firenze, L'Aquila, Pisa e Frosinone; le Provincie di Foggia, Vercelli, Prato, Palermo, Ogliastra, L'Aquila; le ASL Bari/Andria/Trani e Sanluri.
    A tutt'oggi - precisa quindi la nota del ministero - mancano invece i dati di diverse altre amministrazioni con oltre 200 dipendenti: si tratta di un'amministrazione centrale (il Ministero della Difesa), 3 Province (Pesaro, Urbino e Teramo), 3 Comuni capoluogo (Siracusa, Como, Crotone), 9 Aziende sanitarie locali (Pescara, Caserta 1, Caserta 2, Lecce, Roma/F, Napoli 1, Matera, Montalbano Jonico MT, L'Aquila) e 9 Aziende ospedaliere: Umberto I (Enna), Ospedale San Salvatore (L'Aquila), Bianchi-Melacrino-Morelli (Reggio Calabria), Mater Domini (Catanzaro), Universitaria (Sassari), Amas Ospedale civico e Benfratelli (Palermo), Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello (Palermo), Ospedale oncologico regionale di Rionero in Vulture (PZ), S. Giovanni di Dio e Ruggiero d'Aragona (Salerno).



    FONTE

    Il leghista che andava in gita con l’auto blu

    venerdì 22 luglio 2011

    Edouard Ballaman condannato dalla Corte dei Conti. Dovrà restituire 10mila euro

    L’ex presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Edouard Ballaman, e’ stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire la cifra di 10.064 euro per l’abuso delle ‘auto blu’.

    LA SENTENZA - La sentenza e’ stata emessa in serata dai giudici contabili, che hanno calcolato il danno erariale causato all’amministrazione regionale dai viaggi non giustificati da esigenze di servizio. La vicenda era stata sollevata dalla pubblicazione di un dossier sul quotidiano Messaggero Veneto. In seguito alle polemiche e all’avvio delle indagini della magistratura,Ballaman si e’ autosospeso dalla Lega Nord e si e’ in seguito dimesso dalla presidenza dell’assemblea regionale.

    CENA E FIDANZATA - All’ex esponente del Carroccio, ora consigliere del gruppo Misto, la Guardia di Finanza contestava 68 viaggi effettuati con l’auto di servizio senza effettivi impegni istituzionali da maggio 2008 a marzo 2010. Dei 68 viaggi contestati, la Procura contabile ne ha ritenuti illeciti 55, sollevando contemporaneamente da ogni responsabilita’ l’autista. Tra di essi, viaggi identificati con annotazioni quali ‘riprendere fidanzata’, ‘cena dai suoceri’. In base a quanto accertato dalla Corte dei Conti Ballaman si sarebbe servito dell’auto blu anche per recarsi in aeroporto in partenza e di ritorno dalle vacanze, per prendere e riaccompagnare parenti, per acquistare biglietti per manifestazioni sportive.

    IL DANNO ERARIALE – Il Procuratore regionale della Corte dei Conti, Maurizio Zappatori, aveva quantificato il danno erariale in circa 23 mila euro, tenendo conto dei costi per il carburante, del consumo dell’automobile, dei pedaggi autostradali e delle competenze date all’autista. Per la medesima vicenda Ballaman e’ stato rinviato a giudizio in sede penale davanti al Tribunale di Trieste, per il reato di peculato. Il processo iniziera’ il 5 ottobre prossimo. (ANSA)

    http://www.giornalettismo.com/archives/134710/il-leghista-che-andava-in-gita-con-lauto-blu/

    Palermo,Auto blu:il Comune le taglia e la Provincia ne tiene ben 21

    mercoledì 20 luglio 2011



    Palazzo delle Aquile: assessori e dirigenti viaggiano sulle vetture dei capisettore: risparmio di 170 mila €. Una piccola flotta per l’ente di via Maqueda. Possibile spreco da ridimensionare

    Autoblu in Piazza Pretoria
    PALERMO – Una piccola flotta di autoblu solca le strade della città. Sono le auto di servizio dell’Ente Provincia: ventuno Alfa Romeo “159 1.9 JTD”, una per ogni assessore, non tralasciando direttore e segretario generale. Troppe secondo l’opposizione, specie in tempi di magra per l’ente di via Maqueda, scosso dallo scandalo “Ibs-Forex”.
    L’elenco degli autoveicoli che compongono l’autoparco di Palazzo Comitini vede ottantuno mezzi di proprietà e novantanove noleggiati, tra i quali, appunto, le autoblu.

     
    Uno spreco, alla luce delle norme attualmente in vigore che prevedono l’utilizzo in modo “non continuativo” delle vetture di rappresentanza. In materia di auto di servizio, l’art. 21 della Legge regionale n. 22 del 16 dicembre 2008, contenente misure per il contenimento della spesa pubblica, raccomanda agli enti locali di inserire nei rispettivi regolamenti norme che ne disciplinino l’utilizzo secondo i principi di “efficienza, economicità e buon andamento dell’amministrazione”. La Provincia, a dire il vero, risulta essersi dotata di un “Regolamento di autoparco” già nel 1990 (deliberazione n.153/05/C), il cui articolo 10 indica tra i beneficiari delle vetture, il presidente dell’Ente, la Segreteria generale, “per le proprie molteplici attività verso tutti i settori operativi” (due autovetture), oltre all’ufficio tecnico (un’auto). Tutte, naturalmente, con relativo autista.
    “Tutte le altre autovetture destinate ai vari servizi della Provincia – recita ancora il regolamento - saranno richieste di volta in volta dagli amministratori, i direttori di Settore e Servizio che ne motiveranno l’impiego, entro i limiti territoriali della Provincia”, subordinando poi all’autorizzazione del segretario generale l’uso oltre i confini del territorio provinciale. L’articolo 11 mette poi al bando alle assegnazioni di autovetture o di autisti “ad personam”, oltreché l’impiego di vetture e autisti “al di fuori dei servizi della Provincia”. La musica cambia spostandosi da Palazzo Comitini a Palazzo delle Aquile.
    Il Comune di Palermo ha tagliato le autoblu ad assessori e dirigenti, i quali dovranno accontentarsi di viaggiare su delle più modeste utilitarie a disposizione dei capisettore. Il risparmio previsto è di 170 mila euro. Le autoblu in servizio saranno solo tre, una per il presidente del Consiglio, e due per le cerimonie. Il sindaco Cammarata, invece, viaggia su una vettura del ministero dell’Interno

    PARLAMENTO O PAESE DEI BALOCCHI?SE NE PARLA SU RAI TRE E ALLE IENE..

    Palermo Inter allo stadio con l'auto blu

    Palermo,Il Comune taglia le auto blu .Rivolta degli assessori appiedati


     

    Esplode al municipio la protesta degli assessori destinati a restare senza la berlina di servizio. Il 18 giugno scade il leasing delle Alfa 159, e la mancanza del bilancio impedisce di noleggiare altre vetture. "Almeno ridateci i pass per le corsie preferenziali", chiedono i componenti dell'esecutivo di Cammarata



    "Ma come faremo?". "Non possiamo far guidare all'autista comunale la nostra auto privata?". "Almeno ridateci il pass per le corsie preferenziali". Alle 10 del mattino in sala giunta è scoppiata la rivolta degli assessori appiedati.

    La circolare dell'assessore all'Autoparco Giovanni di Giovanni arriverà sulle scrivanie dei suoi colleghi stamattina: dal 18 giugno, venerdì della prossima settimana, i componenti dell'esecutivo dovranno scendere definitivamente dalle Alfa 159, la berlina blu scuro. Di Giovanni ha annunciato l'arrivo della circolare già ieri mattina scatenando la rivolta.

    Un gruppo ha deciso di chiedere al segretario generale una proroga del contratto di leasing che scade la prossima settimana. Dopo la presa di posizione del Consiglio comunale che ha tagliato le auto di rappresentanza ai membri della giunta, il contratto non può più essere rinnovato. La delibera, votata da Sala delle Lapidi, prevede il noleggio, al posto delle Alfa 159, di Grandi Punto e Panda. Ma senza il bilancio, che non è stato ancora votato, non si può fare il nuovo bando: mancano le risorse.

    Agli assessori dunque non resterà che sedere sulle Punto bianche che per ora sono in dotazione a ciascun assessorato e vengono utilizzate dai dirigenti. Una piccola utilitaria, per di più usata, al posto di una berlina nuova blu fiammante.
    L'unico rinnovo, così come deciso dall'aula, sarà per il presidente del Consiglio comunale Alberto Campagna. Altre due berline, invece, verranno noleggiate e resteranno a disposizione degli assessori ma su richiesta.

    I componenti dell'esecutivo non ci stanno: "Ma come facciamo a lavorare?". Le proposte avanzate per superare l'impasse sono state di ogni tipo: c'è stato chi ha addirittura annunciato che chiederà al segretario generale di utilizzare la propria auto personale, in certi casi più glamour di una Punto, facendola guidare all'autista del Comune. Qualcuno ha chiesto invece di avere indietro il pass per le corsie preferenziali: "Corriamo tutto il giorno - ha detto più di un assessore - come facciamo a utilizzare la nostra macchina senza nemmeno il tagliando per parcheggiare?".

    L'esecutivo, insomma, nonostante la delibera sia stata votata dal Consiglio quasi un mese fa, non credeva che il momento di scendere dalla berlina sarebbe arrivato davvero. "Facciano almeno una proroga del leasing fino a quando non verrà approvato il bilancio", hanno chiesto infine gli assessori. Ma pare proprio che nessuna proroga possa essere fatta. Il guaio più grosso, però, potrebbe ancora arrivare: "Chi lo ha detto infatti - dice un assessore - che il Consiglio comunale lasci in bilancio le somme per pubblicare il bando e affittare le Grandi Punto? Potremmo essere costretti a girare sulle Punto bianche per sempre". L'unico assessore immune dal provvedimento è il vice sindaco Francesco Scoma: da due anni ha ottenuto la scorta dal Comitato per l'ordine e la sicurezza.

    QUELLE AUTO BLU USATE PER RITIRARE BIGLIETTI OMAGGIO...E IO PAGO!

    martedì 19 luglio 2011




    Il servizio è stato preparato in occasione della partita Roma-Arsenal
    Fotografo e telecamera nascosta hanno ripreso autisti e contrassegni

    Le Iene: "40 auto blu al Coni
    per ritirare i biglietti omaggio"

    Le Iene: "40 auto blu al Coni per ritirare i biglietti omaggio"
    Un momento della partita Roma-Arsenal
    ROMA - Auto blu per ritirare i biglietti omaggio della partita di Champions League Roma-Arsenal. Stasera alle 21.10 su Italia 1, nella puntata de "Le Iene Show", andrà in onda un servizio che mostra come oltre 40 auto blu in servizio siano state utilizzate per ritirare presso la sede del Coni i biglietti della partita. Le Iene si sono appostate con fotografo e camera nascosta davanti alla sede del Coni, a due passi dallo Stadio Olimpico, il giorno della partita. Una collaboratrice si è finta una giornalista di un'emittente romana intenta a capire quali personalità avrebbero riempito in serata la tribuna d'onore.
    "Il ministro Renato Brunetta - si legge in nota delle 'Iene Show' - sta cercando di combattere gli sprechi nella Pubblica Amministrazione; uno dei più emblematici è l'abuso delle auto blu, ovvero macchine pagate con soldi pubblici e che dovrebbero servire a soddisfare interessi statali. Le Iene si sono dette: sicuramente i politici manderanno parenti, amici o al massimo un pony express a ritirarli. Mica utilizzeranno la auto blu, quelle pagate dai cittadini".

    Nel servizio in onda stasera si vedranno invece arrivare in serie auto blu di tutti i tipi, italiane, straniere, con lampeggiante o paletta. Dopo un po' gli autisti ammettono, anche se non fanno nomi, che i biglietti sono per il Ministero delle finanze, per la Camera dei Deputati, per alcuni Ministri o Deputati, per la Presidenza del Consiglio.

    Ma c'è anche chi fa nomi e cognomi di chi ha mandato a ritirare il biglietti con le auto blu: tra loro, il sottosegretario del Lavoro Pasquale Viespoli e il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, che puntuali in serata verranno immortalati dai fotografi durante Roma Arsenal all'Olimpico in tribuna Monte Mario. Marrazzo però smentisce: "La persona che ha dichiarato di essere stata da me delegata al ritiro del biglietto non è a me riconducibile. La persona invece che io ho incaricato ha utilizzato una normalissima utilitaria, senza nessun uso di palette o di lampeggianti".

    E quando non sono gli autisti a parlare bastano i contrassegni, ripresi accuratamente dalle telecamere, che citano testualmente: "Sevizio di Stato", "Camera dei Deputati", "Senato della Repubblica 2008", "Palazzo Chigi Presidenza del Consiglio dei Ministri", "Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro", e ancora "Camera dei Deputati" ma della XV legislatura" e "Presidenza del Consiglio Galleria Alberto Sordi". Se mancano i contrassegni, ci sono le palette esposte dagli autisti delle auto blu.

    Tra quelle riprese si distinguono: la paletta della polizia regionale del Lazio, quella del Ministero dell'Economia e delle Finanze, del Ministero dell'Interno. In 6 ore davanti al Coni, sono state immortalate più di 40 auto blu venute a ritirare i biglietti per la partita. Di tutte, chiaramente, sono state annotate scrupolosamente modello e targa. 

    GLI AUTISTI BLU E QUELL'IMMUNITA' SPECIALE:NON PERDONO I PUNTI DELLA PATENTE PER NESSUN TIPO DI INFRAZIONE.


    Immunità per le auto blu:
    La proposta è passata

    Secondo un emendamento agli autisti delle auto del Palazzo non si possono sottrarre i punti dalla patente per nessun tipo di infrazione

    Immunità per le auto blu: La proposta è passataE' ufficiale: l'emendamento choc in discussione in questi giorni in Parlamento, quello del senatore Cosimo Gallo (Pdl) che ha proposto l'esenzione dal ritiro dei punti della patente per gli autisti di auto blu, è stato approvato noostamte il fatto si tratti si una vera e propria immunità a qualsiasi tipo di infrazione e le tante polemiche scatenate.

    "Sull'emendamento che istituisce una patente speciale per chi guida le auto blu - spiega infatti ul capogruppo del PD in Commissione Lavori Pubblici del Senato, Marco Filippi - ci siamo battuti in Commissione, ed abbiamo votato contro. Ma siamo riusciti solo ad ottenere che la norma sia soggetta ad un preciso regolamento del Ministro dei Trasporti."La proposta stupisce per due motivi: il primo è legato al fatto che va in senso opposto a tutti i tentativi di rendere più sicure le nostre strade (con relativi aumenti di sanzioni per tutti), il secondo perché arriva proprio nel momento in cui si discute sulla necessità di eliminare le auto blu. Non si è infatti ancora placata la polemica sulle troppe vetture di servizio visto che nel 2009 il parco vetture della pubblica amministrazione è cresciuto del 3,1% passando da 607.918 a 626.760 unità. E solo tre anni fa erano 574 mila.
    Un numero di mezzi che ci spiazza sempre più rispetto al resto del mondo dove l' Italia batte gli Usa (ma anche Francia, Inghilterra e Germania) dieci a zero nel rapporto di macchine del Palazzo. Un rapporto incredibilmente alto perché, a fronte delle nostre oltre 600 mila auto blu, ce ne sono 72.000 negli Usa, 61 mila in Francia, 55 mila nel Regno Unito e 54.000 mila in Germania, fino ad arrivare alle 22 mila del Portogallo, fanalino di coda nella top ten delle auto di rappresentanza, che ogni anno vede l' Italia in testa.
    Ma non è solo una questione di rapporto: più di 600 mila auto blu sono un numero impressionante anche in assoluto visto che corrispondono alla metà dei mezzi che circolano a Milano e a un numero di veicoli che potrebbero coprire tutte le corsie, nord e sud, della Roma-Milano.

    In ogni caso il senatore Gallo difende il suo emendamento: "Ma che casta e casta!", spiega, "spesso è il politico a chiedere all'autista di accelerare, magari perché l'aereo è arrivato in ritardo e c'è un appuntamento importante. Non è giusto che la fretta del datore di lavoro ricada sull'autista". A lui ribatte il capogruppo in Commissione Lavori Pubblici del Senato, Marco Filippi: "La norma proposta dal PDL non è vero che tutela il lavoratore, è anzi un ulteriore incentivo per chi viaggia sulle auto blu a chiedere all'autista di violare il codice della strada. Già ora esistono delle norme per tutelare chi guida, per esempio facendo presente le motivazioni della violazione ed evitando così, solo se le motivazioni sono fondate, il taglio dei punti. Con la nuova norma non esisterà alcun freno a richieste improprie da parte dei politici e gli autisti sostanzialmente non potranno più rifiutarsi. Questa norma fa il paio con quella sull'aumento della velocità massima in autostrada, la filosofia che anima chi propone queste cose è che chi può corre, gli altri, i meno privilegiati, rispettano le norme e la sicurezza. Ma troppo spesso chi sulla strada non rispetta le norme di sicurezza fa danni più agli altri che a se stesso."


    FONTE

    L' Italia è il paese delle auto blu non ci batte nessuno, neppure gli Usa


    ROMA -Giulio Tremonti, come ministro dell' Economia, da anni promette tagli alle auto blu. Ma queste, al contrario, aumentano sempre più: nel 2009 il parco vetture della pubblica amministrazione è cresciuto del 3,1% passando da 607.918 a 626.760 unità. E solo tre anni fa erano 574 mila. Un numero di mezzi che ci spiazza sempre più rispetto al resto del mondo dove l' Italia batte gli Usa (ma anche Francia, Inghilterra e Germania) dieci a zero nel rapporto di macchine del Palazzo. Un rapporto incredibilmente alto perché, a fronte delle nostre oltre 600 mila auto blu, ce ne sono 72.000 negli Usa, 61 mila in Francia, 55 mila nel Regno Unito e 54.000 mila in Germania, fino ad arrivare alle 22 mila del Portogallo, fanalino di coda nella top ten delle auto di rappresentanza, che ogni anno vede l' Italia in testa. Ma non è solo una questione di rapporto: più di 600 mila auto blu sono un numero impressionante anche in assoluto visto che corrispondono alla metà dei mezzi che circolano a Milano e a un numero di veicoli che potrebbero coprire tutte le corsie, nord e sud, della Roma-Milano. Non solo: secondo l' Associazione Contribuenti Italiani che ha realizzato questa ricerca la situazione è molto complessa perché neanche il ministro Tremonti sa davvero dove siano queste macchine: ci sono sia quelle acquistate in proprio dalla pubblica amministrazione sia quelle in leasing, in noleggio operativo e noleggio lungo termine. Le amministrazioni che ne fanno uso sono a tutti i livelli: dallo Stato alle regioni, giù giù fino a province, comuni, municipalità, Asl, comunità montane, enti pubblici, anche quelli non economici, società pubblico-private e a totale partecipazione pubblica. Solo una cosa è certa: la legge del 1991, quella che limitava l' uso esclusivo delle auto blu solo a ministri, sottosegretari e alcuni direttori generali, è stata completamente disattesa. Così gli stessi ricercatori che hanno realizzato questo sondaggio hanno poi istituito un premio - "Amico del Contribuente" - che, quest' anno, è stato assegnato a Diego Guida, assessore al decoro e arredo urbano del Comune di Napoli «per aver formalmente rinunciato all' auto blu accogliendo l' invito rivolto ai politici dalla nostra associazione». Insomma da noi si va avanti a premi e a proclami perché ogni amministrazione promette «tagli alla spesa e stretta sulle auto blu». L' ultima è contenuta in una circolare della ragioneria generale dello Stato dove Tremonti ricorda le misure che le amministrazioni dovranno adottare nel 2010 per una «rigorosa azione di contenimento della spesa». Così il ministro proprio a fine gennaio ha richiamato tutte le amministrazione a una «fattiva collaborazione» come «elemento essenziale affinché gli enti di rispettiva competenza osservino i criteri volti al consolidamento del processo di razionalizzazione della spesa pubblica». In questo vademecum c' è di tutto: dai tagli alla spesa per la stampa con la Gazzetta Ufficiale cartacea che dovrà essere sostituita con quella elettronica alla riduzione delle spese per il riscaldamento e per l' energia elettrica. Fino alla riduzione del 50% delle auto blu, appunto. Vedremo come finirà, ma una cosa è certa: una situazione così grave come quella delle vetture con autista sparse come semi al vento nella pubblica amministrazione meriterebbe - almeno - un provvedimento ad hoc visto che nel passato neanche una legge è riuscita ad arginare il fenomeno. Le strade possibili per risparmiare, infatti, sono infinite. E potrebbero passare, come avviene all' estero, per una sorta di sponsorizzazione da parte delle case automobilistiche di ministeri o enti pubblici. In Germania, ma anche in Francia e in Inghilterra, molte marche propongono infatti in comodato d' uso gratuito - o con sconti fortissimi - auto super ecologiche (per lo più ibride o elettriche) per avere un po' di pubblicità e per far conoscere i propri modelli. Da noi, tutti i tentativi del genere sono naufragati. D' altra parte perché accontentarsi di una piccola ibrida quando si può avere una possente Audi V8, una lussuosa Bmw o una rombante Mercedes?

    L'esercito delle auto blu record in Italia: quasi 650 mila



    Pubblica amministrazione, macchine di servizio in aumento costante
    Più 2,7% negli ultimi 6 mesi. Battuti, fra gli altri, Francia e Stati Uniti

    La denuncia dell'Associazione contribuenti: "Viola la legge del 1991 che ne limita l'uso solo a ministri, sottosegretari e alcuni direttori generali"

    L'esercito delle auto blu record in Italia: quasi 650 mila
    Auto blu
    ROMA - Un aumento costante, che sembra non conoscere sosta. E' quello che viene fatto registrare dalle auto blu della Pubblica amministrazione italiana, arrivate a toccare la cifra record di 624.330 unità, con un +2,7% negli ultimi sei mesi. Un dato che conferma un trend in crescita, anno dopo anno. Nel dicembre del 2008, le auto blu erano 607.918, contro le 574.215 dell'anno precedente. 
    L'Italia guida anche la poco invidiabile classifica mondiale dell'utilizzo di queste macchine: batte, tra gli altri, gli Stati Uniti e la Francia, rispettivamente al secondo e terzo posto. Le statistiche arrivano da Contribuenti.it, il sito dell'Associazione contribuenti italiani che, con il suo sportello, conduce annualmente un'analisi del parco delle auto blu. 
    Nella ricerca vengono conteggiate sia le auto di proprietà delle amministrazioni che quelle in leasing, in noleggio operativo e noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, municipalità, Asl, comunità montane, enti pubblici, enti pubblici non economici, società misto pubblico-private e società per azioni a totale partecipazione pubblica. Duro il commento del presidente dell'associazione, Vittorio Carlomagno, secondo il quale "in Italia gli amministratori pubblici hanno superato ogni limite", e propone, come soluzione, quella di pubblicare sul sito internet "il nome degli utilizzatori e tassarli come fringe-benefit per ridurre drasticamente il parco auto della pubblica amministrazione". Anche "una norma che stabilisce il limite di cilindrata" di questi mezzi potrebbe servire a ridurre drasticamente il parco auto. 

    L'associazione, tra l'altro, fa notare che questo trend in crescita contrasta con "la legge del 1991 che limitava l'uso esclusivo delle auto blu ai soli ministri, sottosegretari e ad alcuni direttori generali: da allora si sono sempre proposte regolamentazioni e tagli, mai effettuati". 

    Il Codacons annuncia un esposto alla Corte dei Conti per "chiedere di verificare se siano state rispettate le norme vigenti che prevedono l'utilizzo delle auto blu da parte dei dirigenti apicali". Per il presidente dell'associazione, Carlo Rienzi, "siamo di fronte ad una vergogna nazionale. Bisognerebbe cambiare, nel nostro Paese, il modo di pensare dei politici, e di quanti lavorano nella Pubblica amministrazione. Se prendere i mezzi sarebbe impossibile per loro, che almeno salgano sui taxi: meno costosi di una macchina con autista, che passa ore ed ore ferma ad aspettare". 

    Anche l'Adoc critica "il trend di crescita costante nell'utilizzo delle auto blu" e sollecita "il governo a ridurre costi che vengono sostenuti inutilmente dai cittadini, in un periodo di crisi finanziaria. Le famiglie devono faticare per arrivare alla fine del mese, mentre gli autisti di queste auto scorrazzano per le città con il dirigente di turno". Il presidente, Carlo Pileri, si chiede come mai in Italia "non siano presenti statistiche ufficiali, sui siti delle pubbliche amministrazioni, relative a queste macchine. Quello che il ministro Renato Brunetta ha fatto con gli stipendi dei suoi collaboratori, pubblicati sul sito del ministero, andrebbe fatto anche con le auto blu. Invece notiamo che su questo tema c'è pochissima trasparenza. Cosa ci vogliono nascondere?". 

    A livello mondiale, dunque, l'Italia, con le sue 624.330 unità è il primo Paese per utilizzo di auto blu, mentre in altri luoghi, come gli Stati Uniti, il dato è diminuito. Al secondo posto, proprio gli Usa, con 72mila (contro le 75mila del dicembre 2008), seguiti dalla Francia, con 63mila (rispetto alle 64mila di fine 2008). Al quarto posto il Regno Unito con 56.000, la Germania con 55.000, la Turchia con 51.000, la Spagna con 42.000 (nessuna variazione rispetto al 2008), il Giappone, con 30.000 (mille in meno rispetto al 2008), la Grecia con 30.000. Ultimo in classifica il Portogallo, con 22.000 auto blu (- 1000). 

     
    Free Italy © 2011 | Designed by RumahDijual, in collaboration with Online Casino, Uncharted 3 and MW3 Forum