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    FORZE ARMATE,ECCO TUTTI I COSTI DELLA FESTA: 500.000 EURO PER LE CELEBRAZIONI DEL CIRCO MASSIMO

    domenica 6 novembre 2011

    Una valanga di denaro pubblico gettato per manichini, televisori, modellini, bandierine e altra chincaglieria. Ecco tutti i costi della festa delle Forze Armate nel Circo Massimo, voluta dal ministro per celebrare se stesso, alla faccia della crisi. E il bello è che Roma ha un'intera città militare che poteva ospitare gratis l'evento





    Un tempo il Quattro novembre era il giorno in cui le caserme si aprivano: una festa di democrazia con i cittadini che potevano entrare nella vita dei militari. Ma il ministro Ignazio La Russa ha pensato di fare le cose in grande e trasformare il centro di Roma in una piazza d'armi ai piedi dei palazzi imperiali. Costosissima. I documenti riservati che L'Espresso pubblica in esclusiva dimostrano che per il week end di esibizione nel Circo Massimo si spenderà circa mezzo milione di euro. E questo in un momento in cui la crisi spinge la nazione sull'orlo della bancarotta.

    Da una settimana su molte strade della capitale si incontrano convogli con carri armati e semoventi, che hanno mandato il traffico in tilt, mentre elicotteri atterrano davanti alla zona archeologica: una piccola replica della parata del 2 giugno. Come accade da tre anni, le forze armate mettono in mostra i loro mezzi di pace e di guerra, esibendoli in uno show con prezzi discutibili. La lista della spesa è impressionante. Si parte con settemila euro di bandierine. Oltre 25 mila euro per l'impianto di illuminazione, 3.650 per la ghiaia da spargere sul terreno, cinquemila per noleggiare la recinzione, 14 mila per affittare i wc chimici. Insolita l'uscita di 15 mila euro per il noleggio di pulman: le forze armate ne possiedono centinaia, a che servono questi rinforzi? Forse per garantire confort extralusso a qualche autorità che non è abituata ai sedili spartani dei normali torpedoni?

    Che dire invece dei manifesti sugli autobus pubblici? Ne sono stati stampati cento, poi buttati via e rifatti perchè era cambiata la sede del concerto: 1.100 euro. Solo per "riparare e lavare" le bandiere tricolori sono andati via mille euro. E il rancio? Cinquemila di materiali da cucina "da impiegare al Circo Massimo". Stupiscono i tremila per "il funzionamento dei sistemi informatici": specificando che si tratta di "parti di ricambio" per le attrezzature impiegate nell'area. Difficile capire quali pezzi si logorino nei computer che serviranno per due giorni di festa nel centro di Roma: Esercito e Marina hanno sistemi informatici costruiti per funzionare in mezzo al deserto e sotto i bombardamenti ma temono di perdere i pezzi al Circo Massimo?

    Alcune voci appaiono singolari. Oltre 12 mila euro per la "stampa di banner per allestimento portale". duemila di materiale odontoiatrico, duemila di attrezzature tipografiche, 5.500 di "monouso e pulizia" per la mensa da campo. Insospettiscono i dodici manichini per "esposizione uniformi storiche" sono costati 6600 euro: 550 euro per sagoma, neanche fossero automi... Forse al vertice della Difesa dimenticano che a Roma esistono almeno cinque musei militari e centinaia di manichini pronti al trasferimento sul nuovo fronte: granatieri, carabinieri, fanti, carristi, genieri d'epoca, senza bisogno di arruolare altre reclute immoobili.

    Anche la tecnologia è cara. Per noleggiare cinque tv color da 50 pollici escono cinquemila euro, tremila per un videowall, 6000 per allestire gli impianti elettrici, 2500 per "implementare l'impianto di diffusione sonora". C'è poi la tendona-tensostruttura, che è costata 28 mila euro. E l'esposizione dei modelli in scala reale di aerei da ventimila euro. Trentamila euro se ne vanno in rappresentanza e promozione. E quattromila per "spese di cancelleria, telefoniche e postali".

    Anche la truppa riceverà degli extra per la spedizione romana. Circa 18 mila euro di straordinari, 9000 per spese di trasporto e missione, Mille euro di "indennità di marcia" per l'Ottavo Reggimento Casilina: i tempi in cui i bersaglieri correvano senza sosta e senza supplementi forse sono superati dalla storia. Alla fine si contano 355 mila euro solo di uscite fuori bilancio. A cui vanno aggiunti i carburanti. E l'esibizione delle Frecce Tricolori che, meteo permettendo, segnerà i sette colli con il loro spettacolo di acrobazie. Non è chiaro invece se Ennio Morricone dirigerà gratuitamente la fanfara dei bersaglieri per il gran finale di Piazza del Popolo.

    C'era bisogno di questo show? Le nostre forze armate hanno appena concluso una guerra voluta dal parlamento e dal capo dello Stato: la campagna in Libia dove Aeronautica e Marina sono state impegnate in pattugliamenti e nei più massicci bombardamenti della storia repubblicana. Sono impegnate in Afghanistan, dove giovedì si è combattuto alle porte del nostro comando di Herat. E garantiscono la pace in Libano e Balcani. E' giusto che vengano festeggiate. Ma non si capisce la necessità di questo doppione della festa del Due giugno, dove hanno già sfilato tutti i mezzi e tutti i reparti. Non era più efficace mantenere la tradizione delle caserme aperte? Alle porte di Roma esiste la città militare della Cecchignola, con mezzi, veicoli, cannoni, computer e cucine che funzionano tutti i giorni senza bisogno di spese ulteriori. La capitale è poi costellata di basi e ministeri, con le loro raccolte storiche, i modellini e i cimeli delle imprese epiche. Lo spreco di denaro pubblico per il campo d'armi nel circo degli imperatori tanto caro al ministro La Russa va invece a incidere su bilanci dove anche la Difesa stenta a tirate avanti.

    Oggi molte caserme non riescono nemmeno a pagare la bolletta della luce. L'ordine del ministero è di saldare il conto solo quando arriva la minaccia di distacco per morosità. In un caso, nella base di un reparto del genio trasmissioni, sono stati allestiti i gruppi elettrogeni da prima linea per fronteggiare l'eventualità del distacco. Quanti conti si sarebbero saldati con il mezzo milione del La Russa Imperial Show?

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/mezzo-milione-per-il-la-russa-show/2165568

    MINISTERO DIFESA COMPRA 19 MASERATI: E SCOPPIA LA POLEMICA.

    sabato 29 ottobre 2011

    19 MASERATI BLINDATE NUOVE DI ZECCA DA UN ALTRO.DALL'ALTRO I 2,5 MILIARDI DI TAGLI AL COMPARTO DIFESA.E' UNO SCANDALO.COSI' GROSSO CHE UN DEPUTATO IL PD CHIEDE LUMI AL MINISTRO...LA RUSSA CHE COSA RISPONDERA'?SEMPRE SE RISPONDERE'...

    Motori accesi: pronti,partenza e via!No non è una gara automobilistica...Stiamo parlando del ministero della Difesa.E che c'entra con le auto?Bhe tanto.Se pensate soprattutto al fatto che sono appena arrivate 19 costosissime Maserati blindate,belle e impacchettate proprio per il Ministero.Ora in un momento di crisi proprio non se la potevano risparmiare dico io?La pensa allo stesso modo il deputato Pd Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del partito,che ha chiamato in causa niente meno che il ministro La Russa:
    «Faccio una domanda semplice: di fronte alla durissima crisi economica che subiscono sulla loro pelle milioni di italiani, di fronte agli oltre 2,5 miliardi di euro di tagli subiti in tre anni dal comparto Difesa, di fronte alle accorate proteste che a questo riguardo proprio nelle ultime ore il Cocer dell'Esercito ha rivolto al governo, esistono ragioni comprensibili e spiegabili per le quali il ministero della Difesa ha sentito il bisogno di arricchire il proprio parco auto con 19 Maserati blindate?». «Spero che sarà il ministro in prima persona a spiegare come si concili questo acquisto di auto della tipologia di lusso con le continue difficoltà nella manutenzione, e addirittura nel pieno di carburante, che lamentano tutte le strutture del comparto Sicurezza e Difesa dello Stato», conclude Fiano. 
    Di risposte dal ministro neanche l'ombra,almeno inizialmente...Così a prendere le redini della vicenda è stato il segretario generale della Difesa, generale Claudio De Bertolis,che ha replicato così:
    «Erano le auto più convenienti.Tutti gli acquisti delle Maserati sono stati effettuati con contratti 2009-2010. Si tratta di macchine blindate destinate ai vertici della Difesa a cui compete la speciale protezione secondo quanto definito da un organismo del ministero dell'Interno». Le Maserati, aggiunge, «sono risultate le vetture decisamente più convenienti, destinate a sostituire le precedenti Thesis e Audi 6 che hanno esaurito il loro ciclo tecnico di servizio».
    Ma come una Maserati è più conveniente di un'Audi 6 e di una Thesis?E che sono Cinesi?
    Passa un po' di tempo e arriva la risposta di La Russa che si infervora:
    «Queste Maserati non sono nell’utilizzo né del ministro, né dei sottosegretari, né del capo di gabinetto, né del mio staff». «È comunque strana questa polemica», insiste il ministro ex An. «Chi si lamenta ora avrebbe dovuto farlo prima quando c’erano le Audi. Le Maserati acquistate costano meno e sono italiane».
    Ed era forse così necessario comprare le Maserati quando le auto della polizia sono vecchie e senza benzina?Le Audi non gli bastavano?Mi sa ch queste risposte proprio non le avremo..Povera Italia,poveri italiani!

    REDAZIONE FREE ITALY

    LA PROVINCIA BRITISH DEL MINISTRO LA RUSSA

    giovedì 13 ottobre 2011

    Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa spiega ai giornalisti l'esito del blitz delle forza britanniche per la liberazione dell'equipaggio a bordo della nave italiana Montecristo, sequestrata lunedì mattina dai pirati somali. Dopo qualche tentativo di spiegare il tutto in inglese, La Russa cede e passa la parola al suo collaboratore.



    I servi si ribellano

    venerdì 30 settembre 2011


    C'è solo una categoria di persone peggiore dell'attuale Presidente del Consiglio, chi dopo anni di servizio e servilismo si rende conto che la barca sta crollando e allora comincia a mettere in discussione il capitano. Lo stesso, ovviamente, che fino a poco fa era intoccabile. Santo Versace appena uscito dal PdL e passato al gruppo misto ha detto: “Sono rimasto deluso da Berlusconi. Dice tante belle parole, ma fatti zero. Non abbiamo rispettato il programma con cui siamo stati eletti, non abbiamo eliminato le province, non abbiamo tagliato la spesa pubblica e abbiamo aumentato le tasse. Sessanta miliardi di euro sono persi grazie alla corruzione e non e' solo colpa della crisi, c'è un problema di etica, anche interno al partito”. Eh già, perché è solo da qualche giorno che c'è un problema di etica. Mica quando nel 1994, 17 anni fa, entrò in politica un signore che possedeva televisioni e giornali. Mica quando candidava personaggi con processi in corso o già condannati per reati gravissimi. Mica quando ha passato ogni secondo della sua vita politica per trovare il modo di non farsi processare come ogni cittadino. Gianni Alemanno, sindaco grazie solamente ai voti di Berlusconi:”Credo nelle primarie e se il centrodestra si attarda ancora è pura follia. E credo che in pole position ci sia Angelino Alfano”. Giorgia Meloni, ministro delle politiche giovanili nominato da Berlusconi:”Le primarie? Si devono fare comunque, anche con Berlusconi. Anche lui se decidesse di candidarsi deve sottoporsi alle primarie per la designazione del premier, quantomeno per ricevere il bagno di folla che merita. Anche perché lui è l'inventore di questo tipo di democrazia" Quale democrazia, cara Giorgia? Quella del:“Non credo che gli elettori siano così stupidi da affidarsi a gente come D’Alema e Fassino, a chi ha una complicità morale con chi ha fatto i più gravi crimini come il compagno Pol Pot” (Berlusconi, 14 dicembre 2005). "Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse" (discorso di Berlusconi davanti alla Confcommercio il 4/4/2006). Ignazio La Russa, ministro nominato da Berlusconi:”Con estrema probabilità Silvio Berlusconi non si candiderà nel 2013”. Maurizio Gasparri, uno che se non c'era Berlusconi in Parlamento non ci sarebbe mai entrato:”Alfano candidato nel 2013? Oggi sarebbe scontato e quindi speriamo che quello sia l'approdo”. Roberto Formigoni, berlusconiano d'annata:”Certo conta il parere di Berlusconi ma non e' l'unico a contare, siamo un partito dove si discute e domani all'ufficio di presidenza discuteremo”. Ma da quando nel PdL contano qualcosa anche gli altri? Caro Premier, almeno quelli come me lo hanno sempre detto chiaramente. Noi non l'abbiamo mai voluta. Quelli di cui si è circondato, a cui ha fatto avere importanti incarichi strapagati oggi le voltano le spalle. Che spettacolo il popolo italiano.



     
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