Morto un bavaglio se ne fa un altro. Sono passati due anni da quando è partito per la rete l’incessante “spam bufala” avallato, spinto, riproposto, se non commissionato dai giornali, relativo al DL n. 733 “pacchetti sicurezza” ed è già tempo di una nuova battaglia, ma questa volta una legge verrà approvata, non si sa esattamente quando e non si sa ancora in quali termini. La disinformazione sulla rete è allo stesso livello di quella di TV e giornali, soprattutto se si parla di testate giornalistiche informatiche. Qualcuno pensa ingenuamente che il solo fatto che un quotidiano diventi totalmente “online” significhi automaticamente che questo venga epurato da faziosità, partitismi e finanziamenti politici.
I “professionisti” dell’informazione contano sul fatto che solo rarissimi lettori vanno a verificare quanto da loro propinato.
Ciò che contraddistingue la rete da TV e giornali è un fattore fondamentale: la rete offre un’informazione “attiva” e non passiva; questo comporta però uno sforzo in più che i cittadini devono fare per poter essere informati, per auto informarsi, per essere detective di se stessi. Peccato che questo sforzo, questo spartiacque tra passato e futuro dell’informazione, siano disposti a farlo ancora in pochi, così che anche in rete si cade nell’informazione passiva, predigerita, strumentale, a pagamento e di parte.
Diciamo questo perchè abbiamo una strana sensazione avendo letto integralmente e attentamente l’intera proposta di legge sulle “intercettazioni” di cui ve ne proponiamo le 16 pagine in versione integrale in PDF qui: DDL Intercettazioni Di seguito l’estratto “grezzo”, ancora da definire, della parte relativa ai blogs e ai siti internet (ma non accontentatevi, leggete sempre, informatevi più a fondo, è faticoso quanto soddisfacente)
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29. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il terzo comma è inserito il seguente:
«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»;
b) al quarto comma, dopo le parole:
«devono essere pubblicate» sono inserite le seguenti: «, senza commento,»;
c) dopo il quarto comma è inserito il seguente:
«Per la stampa non periodica l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo 57-bis del codice penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a proprie cura e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata, entro sette giorni dalla richiesta, con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l’ha determinata.»;
d) al quinto comma, le parole: «trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma» sono sostituite dalle seguenti: «trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, e sesto comma» e le parole: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma» sono sostituite dalle seguenti:«in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, quinto e sesto comma»;
e) dopo il quinto comma è inserito il seguente:
«Della stessa procedura può avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva, o delle trasmissioni informatiche o telematiche, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta».
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Noi bloggers attivamente impegnati preferiamo una dovuta rettifica e rispettare il diritto di replica piuttosto che incorrere a minacce di denunce per diffamazione o a richieste di risarcimento per danni morali (come è già accaduto, pur non avedo mai ricevuto condanne perchè la verità scomoda e ben documentata è meglio non portarla davanti a un giudice!) e in uno stato di diritto è lecito che ciò accada, ma questa è un’altra storia. A detta dei nostri legali, dare la possibilità di commentare, indicando nello specifico cosa si vuole rettificare e a cosa si vuole replicare, significa già adempiere ai doveri di questa nuova norma per quel che riguarda i blogs amatoriali o personali. La differenza con quanto è oggi in essere si può sintetizzare nel fatto che d’ora in poi non si potranno bannare intenzionalmente commenti di rettifica e replica e si dovrà mettere a disposizione la possibilità che questo si posa adempiere.
Dalla notte dei tempi della Repubblica è valido il diritto di Replica e Rettifica:
Rettifica e replica
Riprendendo la legge professionale, la Carta rende centrale il diritto di rettifica, definendolo un “diritto inviolabile” del cittadino in caso di notizie errate, inesatte o ingiustamente lesive della personalità altrui. Il diritto di rettifica è esteso oltre i confini definiti dalla legge 69 del 1963: quando il giornalista scopre che le notizie pubblicate sono errate o inesatte la rettifica è un suo obbligo anche in assenza di una richiesta dell’interessato.
Ma la Carta introduce anche il diritto di replica: in presenza di accuse che possono danneggiare reputazione o dignità del protagonista, questi ha diritto alla pari opportunità di replica. Quando questo è impossibile il giornalista è tenuto a informarne i lettori. La Carta, inoltre, vieta la pubblicazione di notizie su un avviso di garanzia prima che l’interessato ne sia stato informato.
Chi ha paura di una richiesta di rettifica o del diritto di replica vuol dire che ciò che ha scritto è falso e la falsità non appartiene alla filosofia della libera informazione… della nuova informazione.
Strana sensazione dicevamo. E’ solo un’impressione per ora, ma sospettiamo che i giornali, non i blogs, sia su carta che online, stiano strumentalizzando, come di abitudine, il popolo del web, trascinandolo in piazza per poter difendere loro particolari interessi. Noi non crediamo nei giornali, semplicemente perchè abbiamo da tempo preso atto che non eistono più giornalisti e non potranno esistere se non con un buon ricambio generazionale. Oramai fare giornalismo e fare politica sono due facce dalla stessa medaglia.
Noi crediamo nella disciplina dell’auto informazione, della ricerca delle fonti e della loro verifica, noi crediamo in un’informazione veramente libera. Noi siamo i bloggers.
Governo, istituzioni, movimenti politicizzati, sindacati, TV, giornali cartacei e online GIU’ LE MANI DAI BLOGS !!
Il “DDL intercettazioni” va a colpire soprattutto le testate giornalistiche, strumenti della politica al servizio dei partiti. Noi sappiamo leggere perchè vogliamo leggere. Non scenderemo in piazza per difendere giornali alla stregua di come non scenderemo mai in piazza per difendere partiti o politici.
“…perchè non è vero che non c’è la libertà di stampa… la libertà di stampa c’è ancora, ma sono scomparsi i giornalisti…”
Per quel che riguarda il punto 29 contenuto nel DDL in oggetto, la contestata stretta sui bloggers, questo potrebbe anche ammorbidirsi. Oggetto questo, a quanto si e’ appreso, di disamina anche nella riunione dei tecnici di governo, che si e’ tenuta stamattina.
Il giro di vite in questione e’ infatti ammorbidito dai due emendamenti di Roberto Cassinelli che lascia l’obbligo di rettifica, ma ne modula i tempi distinguendo fra blog privati e professionali, come quelli delle testate giornalistiche, e abbassa le sanzioni per i privati.
“E’ giusto mantenere il dovere di rettifica – spiega lo stesso deputato – ma non si possono equiparare i blog professionali e quelli del privato cittadino ed e’ un’illusione quella di applicare alla Rete le stesse regole” che valgono per altri mezzi.
La proposta prevede l’obbligo di rettifica entro 48 dalla richiesta solo per le testate professionali e sposta a dieci giorni il termine per i blog amatoriali. E questo, a decorrere dal momento in cui il blogger ha la conoscibilita’ della richiesta. In ogni caso, non possono essere oggetto di richiesta di rettifica i contenuti destinati ad un gruppo chiuso ne’ i commenti ad altri contenuti principali, in modo da rendere impermeabili all’obbligo di rettifica i profili privati sui social network. La sanzione (da 7500 a 12500 euro) e’ ridotta per i siti amatoriali da 250 a 2.500 euro. Una ulteriore riduzione (da 100 a 500 euro) e’ applicata a chi indica un valido indirizzo di posta elettronica al quale fare pervenire le richieste di rettifica.
No bavagli, difesa della privacy
La maggioranza e’ intenzionata a portare avanti il testo sulle intercettazioni licenziato dalla commissione Giustizia della Camera, ha reso noto Cicchitto.
“Stiamo lavorando sul testo uscito dalla commissione Giustizia – ha spiegato il presidente dei deputati del Pdl – ci sono approfondimenti in corso e chiariremo i termini della questione”. Le misure, ha assicurato, “non sono rivolte a mettere bavagli, ma a difendere la privacy profondamente lesionata dalle iniziative dissennate che vediamo in questi giorni”.
Sette emendamenti
“Agorà Digitale” ha iniziato oggi a raccogliere adesioni di cittadini, associazioni e altre organizzazioni, da apporre in calce alla lettera che verrà inviata a tutti i parlamentari affinchè sottoscrivano il pacchetto dei 7 emendamenti (presentati da 26 deputati)volti a disinnescare il comma “ammazza blog” contenuto nel ddl intercettazioni.
Manifestazione a RomaOggi 29/09/2011 dalle 15 alle 18 in piazza del Pantheon a Roma si manifesterà contro il ddl intercettazioni che contiene la cosiddetta norma “ammazza blog”.
La manifestazione è promossa dal “Comitato per la libertà e il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo”.
Aderiscono all’iniziativa associazioni, gruppi di attivisti, cittadini, esponenti dei partiti.Tra i promotori della protesta Cgil, Libertà e Giustizia e Articolo 21, che al Pantheon distribuirà una sorta di giuramento di Ippocrate per i giornalisti e per chi si occupa di informazione: “Giuro che se e quando la legge bavaglio sarà approvata mi impegnerò a fare prevalere sempre e comunque il dovere di informare e il diritto di essere informati”. [ndr l'assenza di veri giornalisti ci ha privato dell'informazione sino a oggi]
Il responsabile delle relazioni esterne della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Renzo Santelli, ha spiegato che l’intenzione è quella di dar vita ad un’iniziativa che “marchi a uomo”, tutti i passaggi parlamentari del ddl sulle intercettazioni.
Conclusioni:
I giornali vogliono continuare a essere liberi di fare informazione di parte, senza essere disturbati da diritti o doveri. Noi non li aiuteremo in questa lotta meschina,causa di profonda disinformazione del popolo italiano, nonchè di profonda divisione del popolo stesso… Divide et impera… STOP!
FONTE