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    ISRAELE AVVERTE: "ATTACCHEREMO L'ARSENALE CHIMICO SIRIANO". LA TERZA GUERRA MONDIALE E' SEMPRE PIU' VICINA.

    giovedì 26 luglio 2012

    IL CANCELLIERE ISRAELIANO ASSICURA CHE SE GLI ISLAMICI VENISSERO IN POSSESSO DELLE ARMI CHIMICHE QUESTO CAUSEREBBE LO SCOPPIO DELLA GUERRA.
    di http://actualidad.rt.com
    Traduzione Free Italy per www.Free-Italy.Info
    Israele attaccherà gli islamici radicali in Siria,nel caso in cui venissero in possesso dei depositi delle armi chimiche e biologiche del paese, questo secondo quanto dichiarato da ministro degli esteri dello Stato Ebreo, Avigdor Lieberman. "Per noi sarebbe un motivo per dichiarare guerra,una sorta di linea rossa",ha annunciato Lieberman. Negli ultimi giorni, i leader politici israeliani hanno dichiarato più volte che sono disponibili ad attaccare gli arsenali siriani per impedire che ne entrino in possesso gruppi miliziani islamici.

    Panico in aumento. In un contesto di crescenti timori causati dalla situazione siriana, le autorità israeliane riferiscono che la gente si sta precipitando a fare scorte di maschere antigas, preparandosi in questo modo al possibile uso di armi chimiche contro di loro.
    A sua volta,il capo militare israeliano, il tenente generale Benny Gantz, ha consigliato molta prudenza, avvisando che quest'attacco potrebbe trascinare Israele in una vera guerra con gravi conseguenze.D'altra parte, l'ex comandante delle truppe britanniche in Afghanistan,il colonnello Richard Camp, ha rivelato questo giovedì che anche Stati Uniti e Regno Unito stanno studiando la possibilità di intervenire militarmente in Siria, anche se per il momento la escludono.

    Traduzione Free Italy per www.Free-Italy.Info

    fonte

    LA SIRIA AVVERTE: "UTILIZZEREMO ARMI CHIMICHE SOLO IN CASO DI AGGRESSIONE STRANIERA"

    martedì 24 luglio 2012

    LA SIRIA METTE IN GUARDIA L'OCCIDENTE: SE CI ATTACCATE USEREMO ARMI CHIMICHE. LA DICHIARAZIONE GIUNGE DOPO LE SPECULAZIONI OCCIDENTALI SULL'ARSENALE CHIMICO SIRIANO.

    di actualidad.rt.com
    Traduzione Free Italy per www.Free-Italy.info
    "La Siria userà armi chimiche solo in caso di aggressione militare da parte di eserciti stranieri", questo quanto dichiarato dal Ministro degli Esteri siriano,Jihad Makdissi. Lo stesso Makdissi ha assicurato che gli arsenali chimici sono sotto il controllo dell'esercito siriano. A metà luglio la stampa statunitense aveva dato grande risalto al presunto spostamento di armi chimiche da parte dei militari siriani. Damasco ha smentito questi dati. Nonostante ciò,Washington è apparsa preoccupata per il presunto trasferimento degli arsenali chimici dai depositi ipotizzando che Damasco potrebbe usarle contro i ribelli (i terroristi finanziati dall'occidente per abbattere il governo eletto democraticamente n.d.r).In un secondo momento fonti provenienti dallo spionaggio nord americano hanno segnalato che potrebbe trattarsi di una misura di sicurezza da parte delle autorità siriane per evitare che le armi mortali cadano nelle mani dei ribelli (i cattivi mandati dai "mondialisti invasori" n.d.r.). Di fronte alle crescenti violenze che si stanno verificando in Siria e alla crescita dell'insicurezza dovuta alle recenti vittorie militari e strategiche dell'opposizione armata, che comprende l'attentato che ha causato la morte di numerose alte cariche militari vicine ad Al Assad, gli Stati Uniti hanno deciso di confrontarsi con le forze militare israeliane per capire se Israele abbia la capacità di distruggere l'arsenale chimico e i missili a disposizione dell'esercito siriano.

    Traduzione Free Italy per www.Free-Italy.info


    Per chi volesse approfondire vi ricordo che tempo fa ho tradotto un articolo dal titolo "Il diritto Legale dell'Iran di attaccare Israele", i cui contenuti sono applicabili anche al caso siriano. Vi riporto un breve estratto:
    Secondo la Carta delle Nazioni Unite, l'Iran ha il diritto naturale di autodifesa che in questo caso si traduce nel diritto di rispondere al pericolo chiaro e presente di un attacco imminente da parte dello Stato di Israele, in chiara violazione del diritto internazionale", dice un politologo dell'università di Tehran che ha interpellato uno di questi analisti che ha preferito restare anonimo.
    Tanto l'Iran quanto la Siria hanno il diritto di difendersi e il diritto alla difesa è sancito dal diritto internazionale. Sentire parlare gli Usa, Israele e l'occidente intero delle armi chimiche siriane con una tale preoccupazione è vergognoso,quando quotidianamente le armi chimiche degli Usa e dell'occidente inquinano il pianeta coprendolo di scie chimiche. Chi è in possesso di avanzate armi di geoingegneria e usa le scie chimiche tossiche anche contro i suoi cittadini non ha il diritto di parlare in questi termini dei sistemi di difesa altrui. Ad oggi dovremmo chiederci perchè gli Usa possono parcheggiare 90 bombe nucleari in Italia, mentre l'Iran non può avere un nucleare per scopi civili..

    Tornando alla Siria,se volete conoscere la verità sul perchè l'elite vuole attaccarla,vi consiglio la lettura dei seguenti articoli:
    Free Italy per www.Free-Italy.Info

    LA VERA STORIA DELLA SIRIA (DOCUMENTARIO)

    Quali sono le forze in gioco oggi nel mondo? Una domanda irrisolta da quelle persone di fiducia che dovrebbero comunicarci la verità.
    E siamo ben lontani da ottenerla, non per mancanza di accesso, ma per la paura costante creata per offuscarci la visione.

    Questa è la vera storia della Siria.

    Un conflitto che non è contro la Siria o contro Assad ma è il proseguimento di un'operazione iniziata dalle forze imperialiste con gli attacchi terroristici del 11 Settembre 2001.




    Documentario originale in inglese: http://www.youtube.com/watch?v=O0pK-hXbcws

    Un ringraziamento doveroso va alla Redazione di Informare per Resistere per la traduzione e i sottotitoli al video. Grazie ragazzi!

    UN'AZIONE MILITARE CONTRO SIRIA O IRAN POTREBBE SCATENARE UNA GUERRA CON RUSSIA E CINA

    domenica 15 luglio 2012

    di actualidad.rt.com
    Traduzione Free Italy per www.Free-Italy.Info

    Un intervento militare contro Siria o Iran potrebbe far scoppiare una guerra con Russia e Cina. Il fatto provocherebbe un conflitto globale mai visto dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

    Questo secondo le previsioni di Dominique de Kevelioc de Bailleul, analista politico dell'impresa investigativa statunitense Becon Equirity Research. "Commenti come ai tempi della Guerra Fredda rilasciati a margine della conferenza degli "Amici della Siria", tenutasi a Parigi, dalla segretaria di Stato Americana, Hillary Clinton, verso Russia e Cina suggeriscono chiaramente che un confronto tra gli antichi rivali della Guerra Fredda, a cui si aggiunge adesso anche la Cina, è aperta," sostiene l'analista.

    "Il prezzo: il petrolio e, per le sue implicazioni, il futuro dello standard del petrodollaro statunitense e la forma di vite nordamericana," prosegue De Bailleul. Uno scenario che si è ripetuto mercoledì scorso -quando la Clinton ha minacciato Cina e Russia per non aver appoggiato un'azione militare contro la Siria e il suo presidente- e di cui si è approfittata la Siria che ha sollecitato la richiesta di una no fly zone (un'area del paese off limits ad aerei civili e militari n.d.r.), proposta alla quale anche la Russia si oppone.

    Nel 2011,una misura simile fu usata in Libia è stata usata per effettuare un attacco missilistico e per iniziare la guerra. Il giornalista del tg web "Prison Planet" Paul Joseph Watson ha rivelato nel novembre scorso che "i membri terroristi di Al Qaeda, che hanno combatutto truppe statunitensi in Iraq e hanno aiutato la Otan a rovesciare il governo di Muammar Gaddafi , sono stati trasferiti in Siria per aiutare i ribelli a rovesciare il governo di al-Assad”.

    Il ‘Milliyet’,influente giornale turco ha informato,sempre lo scorso novembre,i suoi lettori che la Francia aveva inviato istruttori militari in Turchia e in Libano con l'obiettivo di aiutare l'Esercito Libero di Siria,appoggiato dall'intelligence francese attraverso i "Fratelli Musulmani" e al "Consiglio Nazionale di Transizione della Libia", pieno zeppo di membri di Al Qaeda. Ciò nonostante, è stato precisato che affinchè l'attacco funzioni, è necessario persuadere due forze reazionarie, Russia e Cina, affinchè abbandonino la loro ferma posizione al rispetto.È Il petrolio che decide tutto,infatti secondo Kevelioc de Bailleul "Siria e Iran sono oggetto d'interesse per gli Stati Uniti,da molto tempo,giacchè Washington sotto l'amministrazione Bush sapeva che sarebbe giunto il giorno in cui Stati Uniti e Cina sarebbero giunti allo scontro sulla fornitura di Petrolio in Medio Oriente."

    L'analista conclude che il pericolo nonostante il rischio di decapitare per sempre l'egemonia del dollaro statunitense e distruggere il dominio del petrodollaro, Obama e Clinton sono più che determinati a spingere per lo scontro finale contro Siria (che contra 325.000 truppe militari attivi) e l'Iran ( che ha il nono esercito più grande del mondo con 523.000 militari attivi).

    Traduzione Free Italy per www.Free-Italy.Info


    fonte

    SIRIA,MASSACRO TREMESH: I TERRORISTI VOGLIONO INCITARE INTERVENTO ONU

    venerdì 13 luglio 2012

    SIRIA,ENNESIMA STRAGE DEI TERRORISTI.ENNESIMO COPIONE SCRITTO PER FAR CREDERE ALL'OCCIDENTE CHE IL PROBLEMA SIA IL GOVERNO SIRIANO CHE VADA DEPOSTO PER PORTARE DEMOCRAZIA NEL PAESE,UNO DEI POCHI RIMASTI DOVE CI SONO BANCHE ISLAMICHE CHE PRESTANO SOLDI SENZA INTERESSE (FATTO GRAVISSIMO PER I RICCHI BANCHIERI SPECULATORI STROZZINI) E DOVE LA FAMIGLIA ROTHSCHILDS NON HA ANCORA UNA BANCA CENTRALE. INSOMMA DUE BUONI MOTIVI PER CREARE UNA GUERRA DAL NULLA,CON L'APPOGGIO PERSINO DEL POPOLO OCCIDENTALE CHE ANCHE QUESTA VOLTA STA CASCANDO NEL TRANELLO DELL'ELITE...


    di italian.irib.ir/

    DAMASCO - La Tv nazionale siriana conferma il "massacro" a Tremseh, nella provincia di Hama e accusa i "terroristi" che con tali operazioni inendono destabilizzare il paese: "D'accordo con alcuni media vogliono incitare l'intervento armato dell'Onu, alla vigilia di una nuova riunione del Consiglio di sicurezza". L’atto terroristico a Tremseh ha provocato oltre 200 morti.

    fonte


    La CIA HA AMMESSO DI AIUTARE L'OPPOSIZIONE SIRIANA INVIANDO ARMAMENTI

    giovedì 28 giugno 2012



    di Eric Schmitt per il nytimes.com
    Secondo funzionari dell' intelligence americana e araba, alcuni agenti della CIA stanno operando nel sud della Turchia aiutando gli alleati a decidere quali guerriglieri oppositori al di là del confine riceveranno le armi per combattere il governo siriano.

    I funzionari dicono che fucili automatici, granate, munizioni e qualche arma anticarro vengono fatte passare per la maggior parte attraverso il confine turco tramite una rete di intermediari tra cui i Fratelli Musulmani, pagati da Turchia, Arabia Saudita e Qatar.

    Un alto funzionario americano ha detto che agenti della CIA sono stati al sud della Turchia per diverse settimane, in parte per tenere le armi lontane dalle mani di guerriglieri alleati con Al Qaeda o altri gruppi terroristici. L' amministrazione Obama ha detto che non sta fornendo armi ai ribelli, ma ha anche riconosciuto che i paesi confinanti alla Siria l' avrebbero fatto.

    Lo sforzo dei gruppi clandestini d' intelligence è l' esempio più dettagliato e noto del limitato supporto americano per la campagna militare contro il governo siriano. È anche parte del tentativo di Washington di aumentare la pressione sul presidente siriano Bashar al-Assad, che ha recentemente incrementato la repressione mortale contro i civili e le milizie che combattono il suo potere. Con la Russia che pone il suo veto ad una fase più aggressiva contro il governo di Assad, gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno preferito rivolgersi alla diplomazia e all' aiuto degli sforzi degli alleati, armando i ribelli per forzare Assad a lasciare il potere.

    Contribuendo al rifornimento dei gruppi ribelli, l' intelligence americana operante in Turchia spera di sapere di più sulla crescente e mutevole rete di oppositori in Siria e stabilire nuovi legami. “Funzionari della CIA sono sul posto e provano a cercare nuove fonti e nuove persone da reclutare”, dice un funzionario dell' intelligence araba regolarmente informato dalla controparte americana.

    Funzionari americani e agenti della CIA in pensione hanno detto che l' amministrazione sta valutando ulteriori aiuti ai ribelli, come la fornitura di immagini satellitari e altri dettagli sulla posizione e gli spostamenti delle truppe governative siriane. Dicono che l' amministrazione sta valutando se aiutare gli oppositori a costituire una rudimentale servizio di intelligence, ma ancora non è stata presa nessuna decisione relativa a tali misure o addirittura intraprendere azioni più aggressive, come mandare direttamente agenti CIA in Siria.

    Con l' arrivo di nuovi armamenti sempre più potenti, sia per il governo siriano che per gli oppositori, il conflitto interno in Siria rischia di intensificarsi in maniera significativa. Il presidente Obama ed i suoi migliori collaboratori stanno cercando di fare pressione sulla Russia per frenare la spedizione di armi, elicotteri d' assalto, verso la Siria, il loro principale alleato in Medio Oriente.

    “Ci piacerebbe vedere la fine della vendita d' armi al regime di Assad, perché crediamo abbiano dimostrato che usano il loro esercito solo contro la loro popolazione civile”, ha detto Benjamin J. Rhodes, consigliere di strategie della comunicazione per la sicurezza nazionale, dopo che Obama e la sua controparte russa, Vladimir V. Putin, si sono incontrati in Messico questo lunedì.

    Portavoce della Casa Bianca, del Dipartimento di Stato e della CIA non hanno lasciato commenti su operazioni di intelligence di supporto ai ribelli siriani, alcuni dettagli di quello che è stato riportato la scorsa settimana dal Wall Street Journal.

    Fino ad ora, diplomazia ed aiuti umanitari è stata la politica pubblica dell' amministrazione sul caso Siria.

    Il Dipartimento di Stato, ha detto mercoledì, che il segretario, Hilary Rodham Clinton, si sarebbe incontrata con il corrispettivo russo, Sergey V. Lavrov, al margine di un meeting dei ministri degli esteri dell' Asia Pacifica a San Pietroburgo, Russia, il prossimo giovedì. La conversazione privata probabilmente si concentra, almeno in parte, sulla crisi in Siria.

    Il Dipartimento di Stato ha autorizzato 15 milioni di dollari in aiuti non letali, come forniture mediche e apparecchiature per la comunicazione per i gruppi di opposizione civile in Siria.

    Il Pentagono continua a mettere a punto una gamma di operazioni militari su richiesta di Obama agli inizi di marzo per la pianificazioni di emergenze del genere. Martin E. Dempsey, presidente del Joint Chief of Staff (Stato Maggiore Congiunto), al tempo ha detto ai senatori che le opzioni in esame includevano ponti aerei umanitari, sorveglianza aerea dell' esercito siriano, e la creazione di una no-fly zone.

    Inoltre i militari hanno elaborato un piano su come le truppe della coalizione dovrebbero proteggere le consistenti scorte di armi chimiche e biologiche siriane nel caso in cui una vera e propria guerra civile minacci la loro sicurezza.

    Ma alti funzionari dell' amministrazione hanno sottolineato negli ultimi giorni che l' opzione militare non è considerata. “A questo punto qualsiasi cosa riguardante la Siria sarebbe ipotetico in casi estremi”, ha detto questo mese ai giornalisti il generale Dempsey.

    Da marzo, quello che è cambiato è l' afflusso di armi e munizioni verso i ribelli. Secondo membri del Sirian National Council e altri attivisti, l' aria sempre più feroce e gli attacchi d' artiglieria del governo mirano a contrastare le forze opposte, sempre più armate e coordinate.

    Questi attivisti hanno dichiarato lo scorso mese che veicoli dell' esercito turco hanno consegnato armi anticarro al confine dove poi sono stati contrabbandati in Siria. La Turchia ha ripetutamente negato e che stavano solo inviando aiuti umanitari all' opposizione, in gran parte via i campi di rifugiati vicino al confine. Questi attivisti dicono che gli Stati Uniti erano stati consultati riguardo questo trasferimento di armamenti.

    Analisti militari americani hanno offerto opinioni contrastanti sul fatto che tali armamenti abbiano compensato i vantaggi dell' esercito siriano, militarmente superiore. “I ribelli stanno cominciando a capire come battere i carri armati”, ha detto Joseph Holliday, ex ufficiale dell' esercito americano in Afghanistan ed ora ricercatore che monitora il Free Sirian Army per l' Institute for the Study of War di Washington.

    Ma un alto funzionario americano che riceve report d' intelligence secretati dalla regione ha comparato le armi dei ribelli alle “cerbottane” contro l' armamento pesante del governo e i suoi elicotteri d' assalto.

    Il Sirian National Council, il maggior gruppo di opposizione in esilio, recentemente ha iniziato ad organizzare le unità sparse sul territorio che combattono sotto il nome del Free Sirian Army in una forza sempre più coesa.

    Funzionari del consiglio nazionale hanno detto che circa 10 consigli di coordinamento militare sparsi nelle province del paese stanno ora condividendo tattiche e altre informazioni. La città di Homs è un' eccezione, gli manca questa organizzazione perché i 3 principali gruppi militari non sono uniti.

    Jeffrey White, analista per la difesa al Washington Institute for Near East Policy, registra i video e gli annunci dei sedicenti battaglioni ribelli e ha detto che ora ci sono 100 formazioni ribelli, contro le circa 70 di due mesi fa, di dimensioni che variano da pochi combattenti ad un paio di centinaia.

    “Quando il regime vuole andare da qualche parte e piazzar il pacchetto giusto di forze, lo può fare”, ha detto il signor White. “Ma l' opposizione sta alzando il costo di queste operazioni”.

    Eric Schmitt
    Fonte: www.nytimes.com
    Link: http://www.nytimes.com/2012/06/21/world/middleeast/cia-said-to-aid-in-steering-arms-to-syrian-rebels.html?pagewanted=1&_r=3
    21.06.2012

    Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da REIO

    Forze britanniche in Siria. Assad sotto assedio


    Secondo prime voci non confermate provenienti da fonti britanniche, francesi e turche, martedì 26 giugno forze speciali britanniche sono passate dalla Turchia al nord della Siria, avanzando fino a 10 chilometri nell’interno del paese. Le stesse fonti rivelano pesanti combattimenti attorno al complesso della Guardia Repubblicana (Presidenziale) alla periferia di Damasco.

    Informatori militari Debka evidenziano che questo complesso di edifici serve a difendere il palazzo presidenziale di Bashar Assad sul monte Qasioun, che sovrasta Damasco.

    Stazioni televisive britanniche e del Golfo stanno di nuovo intervistando decine di soldati siriani fatti prigionieri dalle forze ribelli e trasferiti nelle basi del FSA (Esercito Siriano Libero) nel sud della Turchia. Ma stavolta le interviste vengono trasmesse in concomitanza di questi nuovi sviluppi, segno di un’attività militare cruciale e coordinata all’interno del paese in guerra, o anche l’inizio di un intervento occidentale contro il regime di Assad.

    Martedì, informatori militari del Golfo hanno successivamente confermato la presenza di forze speciali britanniche in Siria. I nostri informatori militari pensano che, se confermata, l’incursione militare britannica in Siria sia diretta a costituire la prima zona di sicurezza lungo il confine turco-siriano, alla quale faranno poi seguito ulteriori incursioni militari occidentali per istituire altre aree di accoglienza in altre parti della Siria. L’attività successiva dipenderà in gran parte dalla risposta siriana, russa e iraniana (con Hezbollah) alla fase iniziale dell’operazione.

    Se confermata, l’incursione britannica segnalata ha avuto luogo martedì mattina, verso la fine della visita di 24 ore in Israele di Vladimir Putin, e rappresenterebbe una sfida diretta al suo reiterato avvertimento secondo cui Mosca non avrebbe tollerato un intervento militare occidentale in Siria e anzi lo avrebbe impedito energicamente. Avvertimenti simili sono giunti da Teheran.

    A proposito di tempistica, la doppia operazione militare contro Assad ha anche avuto luogo alcune ore prima di una “consultazione” della NATO a Bruxelles, riguardo all’abbattimento di un aereo da guerra turco da parte della Siria lo scorso venerdì 22 giugno, sul quale Ankara lunedì ha dichiarato che “non deve rimanere impunito.”

    La presunta duplice operazione – l’incursione britannica e i gravi scontri davanti alla porta del palazzo presidenziale di Assad – sembrerebbe essere destinata ad ampliare le crepe del suo regime e accelerarne il suo definitivo disfacimento.

    Traduzione di Gabriele Picelli per http://www.times.altervista.org/

    LA NATO STA PREPARANDO UNA GRANDE OPERAZIONE DI DISINFORMAZIONE

    mercoledì 13 giugno 2012

    http://aurorasito.wordpress.com/
    Thierry Meyssan Réseau Voltaire Damasco (Siria) 10 giugno 2012

    Gli Stati membri della NATO e del GCC stanno preparando un colpo di stato e un genocidio settario in Siria. Se volete opporvi a questi crimini, agite subito: mettete questo articolo in rete e segnalatelo ai vostri eletti.
    Tra pochi giorni, forse già venerdì 15 giugno, a mezzogiorno, i siriani che vorranno guardare i canali nazionali li vedranno sostituiti sui loro schermi dalle televisivi create dalla CIA. Immagini realizzate in studio mostreranno massacri attribuiti al governo, manifestazioni pubbliche, ministri e generali che danno le loro dimissioni, il presidente al-Assad che fugge, i ribelli che si radunano nel cuore delle principali città, e un nuovo governo  che s’installa nel palazzo presidenziale.
    Questa operazione, direttamente guidata da Washington da Ben Rhodes, viceconsigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, è destinata a demoralizzare i siriani e a consentire un colpo di stato. La NATO, che si scontra con  il doppio veto di Russia e Cina, giungerà a conquistare la Siria senza doverla attaccare illegalmente. Qualunque sia il giudizio sugli eventi attuali in Siria, un colpo di stato metterebbe fine ad ogni speranza di democratizzazione.

    Molto ufficialmente, la Lega Araba ha chiesto agli operatori satellitari Arabsat e Nilesat d’interrompere la ritrasmissione dei media siriani, pubblici e privati (Syria TV, al-Ekbariya, ad-Dunya, Cham TV, ecc.). C’è un precedente, dal quando la Lega aveva già lavorato alla censura televisiva libica, per evitare che i leader libici comunicassero con il loro popolo. Non c’è nessuna rete radio in Siria, per cui le televisioni sono ricevute esclusivamente via satellite. Ma questo taglio non lascerà gli schermi neri.
    Infatti, questa decisione pubblica è solo la punta dell’iceberg. Secondo informazioni, parecchi incontri internazionali si sarebbero tenuti in questa settimana, per coordinare l’operazione di disinformazione. I primi due, di ordine tecnico, tenutisi a Doha (Qatar), il terzo politico, tenutosi a Riyadh (Arabia Saudita).
    Alla prima riunione hanno partecipato gli ufficiali della guerra psicologica “embedded” in alcuni canali satellitari, tra cui al-Arabiya, al-Jazeera, BBC, CNN, Fox, France 24, Future TV, MTV. Sappiamo che dal 1998 gli ufficiali dell’Unità Operazioni di Guerra Psicologica (PSYOP) dell‘US Army sono stati inseriti nella redazione di CNN; dopo, questa pratica è stata estesa dalla NATO ad altre stazioni TV strategiche. Hanno preparato in anticipo delle false informazioni, secondo un “racconto” sviluppato dal team di Ben Rhodes alla Casa Bianca. Una procedura di convalida incrociata è stata messa a punto, ogni media riporterà le menzogne degli altri, per renderle credibili presso i telespettatori. I partecipanti hanno inoltre deciso non solo di requisire le reti TV della CIA in Siria e Libano (Barada, Future TV, MTV, Orient News, Syria Shaab, Syria Alghad), ma anche una quarantina di canali TV wahhabito che invocano il massacro settario al grido di “I cristiani a Beirut, gli alawiti nella tomba!
    Il secondo incontro ha riunito ingegneri e sviluppatori per programmare la produzione di immagini di fiction, miscelando una parte realizzata negli studi a cielo aperto e una parte realizzata con la computer grafica. Degli studi sono stati costruiti nelle ultime settimane, in Arabia Saudita, per riprodurre i due palazzi presidenziali siriani e le piazze principali di Damasco, Aleppo e Homs. Vi sono già studi di tale tipo a Doha, ma sono insufficienti.
    Alla terza riunione vi hanno partecipato il generale James B. Smith, ambasciatore degli Stati Uniti, un rappresentante del Regno Unito, e il principe Bandar Bin Sultan (che il presidente George Bush padre ha designato come figlio adottivo, al punto che la stampa statunitense l’ha definito “Bandar Bush”). Si tratta di coordinare i media e “l’esercito libero siriano”, di cui i mercenari del principe Bandar formano il grosso degli effettivi.
    L’operazione che è in gestazione da mesi, è stata accelerata dal Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, dopo che il presidente Putin ha comunicato alla Casa Bianca che la Russia si  opporrà con forza a qualsiasi intervento militare illegale della NATO in Siria.
    Questa operazione consiste in due flussi simultanei: da una parte diffondere false informazioni e dall’altra impedire ogni possibilità di rispondervi.
    Il fatto di oscurare le TV satellitari per condurre una guerra, non è nuovo. Così, sotto la pressione di Israele, Stati Uniti e Unione europea hanno oscurato in successione le reti TV libanesi, palestinesi, irachene, libiche e iraniane. Nessuna censura è stata condotta verso i canali satellitari di altre parti del mondo.
    La diffusione di notizie false, non è una novità. Tuttavia, quattro passi importanti sono stati adottati  nell’arte della propaganda, durante l’ultimo decennio.
    • Nel 1994, una stazione di musica pop, Radio Libera delle Mille Colline (RTLM) ha dato il segnale del genocidio ruandese, invocando “l’uccisione degli scarafaggi!“.
    • Nel 2001, la NATO ha usato i media per imporre una interpretazione degli attentati dell’11 settembre e giustificare gli attacchi in Afghanistan e in Iraq. Anche allora, fu Ben Rhodes ad esser stato incaricato dall’amministrazione Bush a scrivere la relazione della Commissione Kean/Hamilton sugli attentati.
    • Nel 2002, la CIA ha usato cinque canali, Televen, Globovision, Meridiano, ValeTV e CMT, per far credere che delle enormi manifestazioni avevano costretto il presidente del Venezuela Hugo Chavez a dimettersi, mentre era stato vittima di un colpo di stato militare.
    • Nel 2011, France 24 funse da Ministero dell’Informazione de facto del Consiglio Nazionale della Libia, con il quale era legata da un contratto. Nella battaglia di Tripoli, la NATO ha fatto realizzare in studio e diffondere da al-Jazeera e al-Arabiya le immagini dei ribelli libici che entravano nella piazza centrale della capitale, mentre erano ancora lontani dalla città, in modo che i residenti, convinti che la guerra fosse persa, cessassero ogni resistenza.
    Ora i media non si accontentano più di sostenere la guerra, la fanno.
    Questa disposizione viola i principi fondamentali del diritto internazionale, a cominciare dall’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo relativa al fatto “di ricevere e diffondere senza riguardo per le frontiere, le informazioni e le idee attraverso ogni mezzo di espressione che sia“. Soprattutto, viola le risoluzioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, adottate dopo la seconda guerra mondiale per impedire le guerre. Le risoluzioni 110, 381 e 819 proibiscono “le barriere al libero scambio di informazioni e idee” (in questo caso l’oscuramento delle reti siriane) e “la propaganda che rischia di provocare o incoraggiare ogni minaccia alla pace,  violazione della pace, o atto di aggressione“. Nel diritto, la propaganda di guerra è un crimine contro la pace, il crimine più grave, dal momento che rende possibili crimini di guerra e genocidi.
    Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora



    SIRIA,INTERCETTATA TELEFONATA TRA DUE TERRORISTI.L'ELITE STA PREPARANDO UN MASSACRO.

    lunedì 11 giugno 2012

    Siria : telefonata intercettata dai servizi segreti siriani tra due terroristi che si preparano per un massacro nei confronti dei cittadini di Al-Haffah Area di cui dovra' essere incolpato il governo di Assad...



     
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