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    Partiti “morti” e rimborsi vivi: 500 milioni di euro nelle casse di Alleanza Nazionale, Forza Italia, Margherita e Democratici di sinistra.Miracolo?No!Semplicemente una leggina ad hoc..

    giovedì 22 settembre 2011

    I partiti non esistono più ma i rimborsi ci sono ancora eccome: 500 milioni di euro che escono dalle casse dello Stato e arrivano in quelle delle formazioni politiche "defunte" che non sono nemmeno più rappresentate in Parlamento.A scandagliare la lista dei numeri e dei fondi elettorali, Alleanza Nazionale, Forza Italia, Margherita e Democratici di sinistra prendono ancora soldi. Sono sedici i milioni che prende la Margherita come rimborsi incassati nel triennio 2008-2010, 36 invece quelli ottenuti dallo Stato nel triennio 2008-2010 per la creatura di Silvio Berlusconi, 18 invece quelli di An per il periodo 2009-2010.
    La chiave di questa emorragia di denaro è contenuta in un articolo della legge mille proroghe datata 2006 che consente di spartire torta e benefici anche se la legislatura è già finita-
    Stando a quanto scrive Repubblica, secondo la Corte dei conti la Lega Nord e Rifondazione comunista per esempio avrebbero ricevuto più soldi di quanto hanno speso per le elezioni.
    L'anno d'oro però per i partiti italiani defunti è il 2008: in quell'anno approdano nelle loro tasche la terza rata del rimborso per le politiche del 2006 che vale "99,9 milioni di euro, la prima rata del rimborso per le politiche del 2008 che ammonta a 100,6 milioni di euro, i 41,6 milioni di euro della quarta rata del contributo avuto per le regionali del 2005 e la quinta rata del rimborso per le europee del 2004 che vale 49,4 milioni"

    http://www.centronline.it/prima-pagina/politica/99-politica/16251-partiti-morti-e-rimborsi-vivi-500-milioni-di-euro-nelle-loro-casse.html

    2 MILIARDI DI RIMBORSI AI PARTITI IN 15 ANNI,ALLA FACCIA DEL DEBITO PUBBLICO..

    martedì 2 agosto 2011

    I rimborsi elettorali sono diventati un vero e proprio finanziamento pubblico, indispensabile per le formazioni politiche del nostro Paese

    2 miliardi e 254 milioni per cinque elezioni politiche, tre regionali e tre europee. A partire dal 1994 è la cifra spesa dallo Stato per rimborsare i partiti dei costi delle loro campagne elettorali. Una cifra davvero ingente, che tra l’altro non computa i rimborsi stanziati per le ultime consultazioni, le europee 2009 e le regionali 2010. Da ormai quindici anni i partiti nel nostro Paese ricevono molti più soldi di quelli che spendono per la loro attività durante i 30 giorni di campagna elettorale, una sorta di finanziamento pubblico surrettizio che però rimane necessario per la loro esistenza.

    RIMBORSI CHE CRESCONO – Nel 1993, in piena epoca Tangentopoli, i cittadini italiani abolirono il finanziamento pubblico ai partiti. Nel 1974 era entrata in vigore una legge che stanziava fondi pubblici per le formazioni presenti in Parlamento. Con l’abrogazione referendaria della norma ai partiti fu tolta una, se non la principale, fonte di finanziamento.A fine anno in Parlamento viene così subito modificata la normativa sui rimborsi elettorali con la legge 515/1993, già esistente, che dilata la quota elargita per coprire le spese di campagna elettorale. Per le politiche del 1994 la somma stanziata è di 46 milioni di euro, che crescerà progressivamente negli anni. Grazie alle Legge 2/1997, intitolata “Norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici”, viene riproposto di fatto il finanziamento pubblico ai partiti. I contribuenti italiani, al momento della dichiarazione dei redditi, hanno la possibilità di destinare il 4 per mille dell’imposta sul reddito al finanziamento di partiti e movimenti politici(pur senza poter indicare a quale partito), per un totale massimo di 56.810.000 euro, da erogarsi ai partiti entro il 31 gennaio di ogni anno. Per il solo anno 1997 viene introdotta una norma transitoria che fissa un fondo di 82.633.000 euro per l’anno in corso (nonostante le adesioni siano minime). Da 47 a 82,6 milioni di euro in 3 anni. Le modifiche proseguono e nel 1999, grazie alla Legge 157/1999 si reintroduce un finanziamento pubblico completo per i partiti. Il rimborso elettorale previsto non ha infatti attinenza diretta con le spese effettivamente sostenute per le campagne elettorali
    . La legge 157 prevede cinque fondi: per elezioni alla Camera, al Senato, al Parlamento Europeo, Regionali, e per i referendum, erogati in rate annuali, per 193.713.000 euro in caso di legislatura politica completa (l’erogazione viene interrotta in caso di fine anticipata della legislatura. Partendo dall’iniziale quota di 47 milioni di euro, i rimborsi elettorali sono cresciuti a 476, 499 e 503 milioni nelle ultime legislature.

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    Casta, l'Avvocatura sui soldi arretrati:«Scaduti i termini per impugnare atto»

    mercoledì 27 luglio 2011

    Il rimborso era stato richiesto dai consiglieri regionali

    «Valutare ora le disposizioni della manovra finanziaria»

    BARI - È negativo il parere dell’avvocatura regionale in merito alle indennità per consiglieri ed ex consiglieri. È questo ciò che viene comunicato attraverso una nota della Regione. L’avvocatura, diretta da Nicola Colaianni, ritiene che «le differenze non sono suscettibili di rimborso per effetto del termine fissato a pena di decadenza dall'art.21 per impugnare l'atto amministrativo».
    LA SPIEGAZIONE - «Il titolo di pagamento - viene spiegato - è costituito non direttamente dalla legge, ma da un provvedimento amministrativo come, nella specie, la determinazione dell'ufficio di presidenza del 30 gennaio 2006, n.26. L'invalidità del provvedimento è non insanabile e suscettibile di essere fatta valere in ogni tempo, ma rilevabile nel termine di 60 giorno, nella specie abbondantemente scaduto».
    Dunque, secondo l'Avvocatura pugliese ,«non essendo stata impugnata nei termini di rito, la determinazione dell'Ufficio di presidenza, pur se invalida nella misura in cui si basi un presupposto di legislazione statale poi venuto meno, è comunque efficace ed ha sorretto e sorregge, in ragione della sua raggiunta inoppugnabilità, la successiva azione amministrativa che ha portato e porta alla decurtazione periodica del trattamento economico nella misura del 10%». Per l’avvocatura «non viene ancora meno il carattere discrezionale del potere di annullamento da parte del Tar, in quanto il tribunale dovrebbe aprire un procedimento per l'annullamento di ufficio solo se non sussistano ragioni di interesse pubblico che impediscano di procedere all'annullamento dell'atto. Il Tar insomma dovrebbe annullare il taglio delle indennità solo in presenza di un 'interesse pubblicò, forse difficile da dimostrare in periodi di difficoltà economiche come quello in essere».
    IL CONSIGLIO – Secondo il parere dell'avvocatura bisognerebbe valutare se «le disposizioni della manovra finanziaria nazionale, che prevede le riduzioni di costi della politica, eccezionalmente non sussistano con riferimento ai rimborsi richiesti da consiglieri e ex consiglieri».

    RIMBORSO ELETTORALE:IL 29 LUGLIO IL TESORO ACCREDITERA'100 MILIONI AI PARTITI.

    venerdì 22 luglio 2011


    MA SI TRATTA SOLO DELLA QUARTA E ULTIMA RATA DEL RIMBORSO ANNUALE AI PARTITI.CHE NEL QUINQUENNIO 2008/2012 VEDRA' UNA SPESA TOTALE DI BEN OLTRE 503 MILIONI DI EURO
    La manovra non tocca la rata annuale del rimborso elettorale versato dal Tesoro.E così sono pronti 100 milioni di euro per il rimborso elettorale ai partiti,che saranno accreditati il prossimo 29 luglio, quando verranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.Chi sperava in un maggiore contenimento dei costi della politica rimarrà deluso.Questa infatti è solo una delle rate annuali.Si tratta della quarte e penultima,destinata all'arcinoto rimborso elettorale versato dal Tesoro e girato dalle Camere, a quei partiti che hanno ottenuto almeno l’1 per cento dei voti validi (senza necessariamente riuscire ad eleggere parlamentari) nelle elezioni politiche del 2008.Eccoci nel mondo dei balocchi della politica italiana.Non sei eletto in parlamento ma hai diritto a cinque anni di fortuna,anche se il governo in questione non termina la legislatura.
    Tutto questo grazie ad una leggina del 2006 in base alla quale le cinque rate annuali del rimborso scattano anche se la legislatura in questione si interrompe anticipatamente, come e’ avvenuto per quella del 2006 per la quale i partiti hanno percepito le cinque rate fino al luglio dello scorso anno per un importo complessivo di 499.645.745 euro.In ogni caso puntualissimo ogni anno arriva il rimborso.Un vero e proprio montepremi milionario.
    Nei cinque anni, dal luglio 2008 al luglio 2012, secondo quanto stabiliscono le norme relative ai rimborsi elettorali, i partiti italiani hanno avuto assegnato un “monte premi” di 503.094.380 euro. Da suddividersi, appunto, in cinque rate annuali. Ecco i rendiconti divisi per enti, su un totale complessivo di 206.518.945:

    Al Pdl quest’anno andranno 41.303.789 di euro
    al Pd 6.046.301 di euro (su 180.231.505 totali),
    alla Lega 8.276.910 di euro (41.384.550),
    all’Udc 5.179.170 di euro (28.895.850),
    all’Idv 4.329.845 di euro (21.649.225),
    a Sinistra-Arcobaleno 1.858.244 di euro (9.291.220),
    a La Destra 1.240.583 di euro (6.2020.915),
    Mpa 955.377 euro (4.776.885),
    al Psi 498.351 euro (2.491.755),
    all’Svp 329.264 euro (1.646.320),
    a Svp+Autonomie 261.112 euro (1.305.560),
    a Vallee’ Aoste 44.804 euro (224.020).

    FINANZIARIA:TAGLIATI I RIMBORSI ELETTORALI SE LA LEGISLATURA FINISCE IN ANTICIPO.STRETTA AGLI SPRECHI O FURBATA DEL GOVERNO?

    domenica 17 luglio 2011

    Il governo inserisce nella finanziaria una norma che taglia i rimborsi elettorali se la legislatura finisce in anticipo. Giustissima, naturalmente: ma anche un ottimo sistema per convincere tutti a tirare fino al 2013


    Le sorprese non finiscono mai. Nella manovra correttiva appena varata Silvio Berlusconi ha fatto inserire anche una norma che suona come un'assicurazione sulla vita del governo. Dovessero scattare le elezioni anticipate, infatti, i partiti perderebbero la quinta tranche dei rimborsi elettorali.

    All'articolo 6 della manovra è scritto: "In caso di scioglimento anticipato del Senato e della Camera il versamento delle quote annuali dei relativi rimborsi è interrotto".

    Attualmente i rimborsi proseguono anche se si va alle urne in anticipo. Tant'è che nel 2009 e 2010 i partiti hanno ricevuto l'ultima quota di rimborsi delle elezioni 2006, nonostante la legislatura fosse finita nel 2008. 

    Adesso, invece, con la nuova norma la pacchia dei doppi rimborsi potrebbe finire. Ed è lecito supporre che i partiti ci penseranno due volte prima di decidere lo scioglimento anticipato. S. An.


    FONTE

     
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